Operaio licenziato dopo il trapianto al fegato: la Oerlikon fa marcia indietro

FirenzeAntonio Forchione, l’operaio licenziato al rientro in fabbrica otto mesi dopo essersi sottoposto a trapianto di fegato, tornerà al suo luogo di lavoro. A dare l’annuncio del ripensamento dell’azienda, la Oerlikon Graziano di Rivoli, in provincia di Torino, è il presidente della regione Piemonte, Sergio Chiamparino. «I rappresentati locali della multinazionale svizzera mi hanno assicurato di voler ritirare la loro decisione che, prima di ogni altra cosa, presentava tratti di disumanità inammissibili». Quindi, la Oerlikon è impegnata per rivalutare l’intera vicenda.

Torino, operaio rientra in fabbrica dopo essersi sottoposto a trapianto di fegato e viene licenziato

Firenze – Un operaio è stato licenziato al suo rientro in fabbrica dopo essersi sottoposto a trapianto di fegato. E’ accaduto a Rivoli ad Antonio Forchione, 55 anni, dipendente della Oerlikon Graziano di Cascine Vica, in provincia di Torino, settore metalmeccanica di alta qualità. «Mi hanno fatto una visita e mi hanno dichiarato inabile, mi hanno costretto a tre settimane di ferie forzate», racconta Forchione sulle pagine on-line del Fatto Quotidiano. «Poi lunedì scorso mi è arrivata la lettera di licenziamento», aggiunge l’operaio che afferma: «E’ una vergogna essere trattati così dopo 27 anni. Io all’azienda ho dato davvero tanto». L’operaio ha annunciato che sarebbe pronto a fare causa all’azienda per ottenere un risarcimento, gli mancano cinque anni alla pensione. La Oerlikon ha 700 dipendenti a Rivoli, oltre 1.500 in Italia.

 

Ilva, morto l’operaio ustionato dalla ghisa liquida

Firenze Dopo quattro giorni di agonia, è morto l’operaio dell’Ilva che lunedì scorso era rimasto gravemente ustionato dalla ghisa incandescente mentre misurava la temperatura del foro di colata dell’Altoforno 2. Alessandro Morricella – questo il nome del lavoratore -, 35 anni, lascia la moglie e due figli. Intanto, la procura di Taranto ha aperto un fascicolo ed ha disposto l’autopsia sul corpo dell’operaio. 

Ilva, operaio investito dalla ghisa incandescente. Ustioni sul 60% del corpo

Un operaio dell’Ilva ha riportato ustioni di terzo grado nel 60% del proprio corpo.

Firenze Un operaio dell’Ilva è stato investito da un getto di ghisa incandescente mentre misurava la temperatura del foro di colata dell’Altoforno 2 dello stabilimento siderurgico di Taranto. Il lavoratore, addetto al controllo della temperatura della ghisa, ha riportato ustioni di terzo grado sul 60% del corpo, e dopo essere stato soccorso è stato trasportato all’ospedale Perrino di Brindisi.

Terremoto: 17 i morti. La Procura di Modena ha aperto un’inchiesta.

E’ salito a 17 il numero dei morti per il terremoto in Emilia. La Procura di Modena ha avviato un’inchiesta.

FirenzeSale a 17 il numero delle vittime per il terremoto in Emilia. Si tratta di un operaio, il suo corpo è stato ritrovato sotto le macerie della Haematronic di Medolla, in provincia di Modena. Intanto, la Procura di Modena ha aperto un’inchiesta incentrata proprio sul crollo dei capannoni industriali che hanno provocato diversi morti (link).  

Amianto, per la morte di un operaio la Sime risarcirà la famiglia (700mila euro)

La Sime, azienda di Legnago (provincia di Verona), dovrà pagare alla famiglia di un operaio deceduto per esposizione all’amianto, un risarcimento di circa 700mila euro. E’ l’effetto della sentenza emessa dal giudice del lavoro del Tribunale di Verona.

FirenzeLa Sime, azienda di Legnago (provincia di Verona), dovrà pagare alla famiglia di un operaio deceduto per esposizione all’amianto, un risarcimento di circa 700mila euro. E’ l’effetto della sentenza emessa dal giudice del lavoro Simona Gerola e che farà da apripista nel calcolo dell’indennizzo. L’operaio ha lavorato come meccanico e manutentore nella fonderia Sime per 34 anni (dal 1954 al 1988). Dalle prove, è risultato che la Sime abbia utilizzato l’amianto fino al 1992 per tutte le caldaie, sia a gasolio che a gas. Nel marzo del 1999 all’operaio viene diagnosticato un tumore che lo porterà alla morte nell’agosto 2001. A questo punto, la famiglia si è mossa per vie legali presentando causa di risarcimento al Tribunale di Verona che ha confermato il rapporto causa-effetto tra la manipolazione dell’amianto e la morte del lavoratore (link).

Fonte: www.larena.it (L’Arena, il giornale di Verona)

 

Ilva, operaio licenziato. Il giudice dispone il reintegro.

Mario Bracci, operaio dell’Ilva di Genova licenziato in estate dall’azienda, tornerà al suo posto di lavoro. Lo ha deciso il giudice Marcello Basilico del Tribunale di Genova.

FirenzeMario Bracci, operaio dell’Ilva di Genova licenziato in estate dall’azienda, tornerà al suo posto di lavoro. Lo ha deciso il giudice Marcello Basilico del Tribunale di Genova. Il giudice ha disposto il reintegro immediato sul posto di lavoro, il pagamento delle mensilità arretrate e la cancellazione dei due giorni di sospensione che l’azienda aveva disposto in un primo momento. L’operaio era stato licenziato quest’estate a causa di un contenzioso aperto con un collega. Soddisfazione è stata espressa dalla Fiom Cgil di Genova che fin dall’inizio ha sostenuto l’operaio (link).

  

Thyssen, le parti civili: richiesti 129mila euro per i 40 ex operai

L’avvocato Sergio Bonetto ha avanzato alla Corte d’Assise un risarcimento di 129mila euro per ogni operaio, quaranta, che si sono costituiti parte civile al processo per il rogo che nel 2007 alla Thyssenkrupp costò la morte di sette operai.

Torino –  L’avvocato Sergio Bonetto ha avanzato alla Corte d’Assise una richiesta di risarcimento di 129mila euro per ogni operaio, quaranta in tutto, che si è costituito parte civile al processo per il rogo che nel 2007 alla Thyssenkrupp costò la morte di sette operai. <<Gli operai – ha affermato il legale – sono stati tenuti a lavorare in condizioni di rischio via via crescenti costruite all’interno dello stabilimento di Torino nell’interesse della ThyssenKrupp>>. Lo stesso avvocato ha anche dichiarato che <<gli operai a Torino hanno una tradizione di serietà e quindi anche la nostra richiesta è seria>>. I lavoratori presenti in aula, alla fine dell’udienza, sono andati dal loro avvocato e, uno per uno, gli hanno stretto la mano.

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Thyssen, grave un operaio.

Un operaio di 28 anni è rimasto gravemente ferito nella notte nello stabilimento della Thyssenkrupp Acciai speciali di Terni.

Firenze Un operaio di 28 anni è rimasto gravemente ferito nella notte nello stabilimento della Thyssenkrupp Acciai speciali di Terni. Il lavoratore era impegnato a una saldatura nel reparto in cui viene prodotto acciaio inossidabile. Al momento dell’incidente, il giovane si trovava su una passerella, protetta da alcune balaustre, quando è accaduto un qualcosa che è in fase di accertamento. A dare l’allarme è stato un suo compagno di lavoro. Il lavoratore ha riportato diverse ferite e lo schiacciamento della gamba destra. 

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