Milano, infortunio sul lavoro: morto anche il quarto operaio

Milano – E’ morto anche il quarto operaio, coinvolto martedì scorso nell’infortunio sul lavoro alla Lamina a Milano. Dopo l’accertamento della morte cerebrale, da parte dei medici dell’ospedale San Raffaele è stato dichiarato il decesso del lavoratore. I nomi degli operai che hanno perso la vita: Marco Santamaria, Arrigo Barbieri, Giuseppe Setzu e Giancarlo Barbieri, deceduto oggi.

Milano, incidente alla Lamina… (fonte: Il Fatto)

Milano, infortunio sul lavoro in azienda metalmeccanica. Morti tre operai, uno è gravissimo.

Milano – Tre operai sono morti, un altro è in gravissime condizioni. E’ accaduto oggi pomeriggio nell’azienda Lamina, a Milano. Sono stati intossicati da un gas durante le operazioni di pulizia di un forno interrato a circa due metri di profondità. L’allerta è scattata intorno alle 17  e attualmente nello stabilimento si trovano ancora diversi mezzi di vigili del fuoco, carabinieri e polizia locale che hanno isolato la zona. Le condizioni di salute di altri due operai invece sono meno preoccupanti. Lamina è specializzata nella produzione di nastri di alta precisione in acciaio.

Francia, operai rischiano di perdere il lavoro minacciano: “Abbiamo minato la fabbrica con bombole a gas”.

Firenze – «Abbiamo minato la fabbrica con bombole a gas. Facciamo saltare per aria tutto». La minaccia è degli operai di un impianto della Creuse, nel centro della Francia, che rischiano di perdere il lavoro a causa della chiusura imminente dello stabilimento di Souterraine. L’azienda produce pezzi di ricambio per automobili Psa e Renault e ha 277 dipendenti. Secondo France Bleu Creuse, i lavoratori hanno annunciato che intendono occupare la fabbrica giorno e notte se non avranno risposte dai loro superiori.

Cremona, tragedia sul lavoro: crolla un silo, muoiono due operai

In provincia di Cremona crolla un silo, due operai muoiono schiacciati da 700 tonnellate di mais.

Firenze Due operai sono morti nel crollo di un silo a Bonemerse, in provincia di Cremona. L’episodio è accaduto nella tarda serata di ieri, poco prima della mezzanotte. Il silo, a quanto si è saputo, conteneva 700 tonnellate di mais. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Casalmaggiore, i due operai erano all’interno dell’azienda Ferraroni Mangimi di Bonemerse quando un silo è crollato. I due sono stati seppelliti dalle granaglie.

Rovigo, quattro operai morti per intossicazione.

Quattro operai morti per intossicazione

Firenze – Quattro operai morti e uno ferito in modo grave nell’incidente che si è verificato  in provincia di Rovigo, in una fabbrica che si occupa del trattamento dei rifiuti industriali. La ditta Co.Im.Po ha sede ad Adria. Le vittime sono due operai e il conducente del mezzo. I vigili del fuoco, dopo aver bonificato il luogo dell’incidente, hanno recuperato il corpo di un quarto operaio. Un quinto operaio è rimasto gravemente ferito per le esalazioni. La morte immediata degli operai sarebbe stata provocata dall’intossicazione di sostanze chimiche nocive. La causa delle nube tossica potrebbe essere stata provocata da un errore umano.  

Fiat, la Chiesa chiede ai cittadini di Termine Imerese di scendere in piazza a sostegno degli operai.

La Chiesa chiede a tutti i cittadini di Termine Imerese di scendere in piazza a sostegno degli operai della Fiat.

Firenze La Chiesa chiede a tutti i cittadini di Termini Imerese, in provincia di Palermo, di partecipare alla mobilitazione a sostegno degli operai della Fiat ormai da anni in cassa integrazione che scadrà a giugno. I sacerdoti, con una lettera ai fedeli, invitano i cittadini a partecipare allo sciopero generale in programma giovedì prossimo nella cittadina siciliana. I preti nella lettera ricordano che il giorno dopo la manifestazione «si svolgerà un incontro a Roma al ministero dello Sviluppo economico che potrebbe essere decisivo per la risoluzione della vicenda Fiat, madre del progressivo dissesto economico della nostra zona: ormai si è alla vigilia del licenziamento dei 1.200 operai». Lo sciopero è indetto da Fim, Fiom ed Uilm. 

Ilva, l’azienda chiede la cassa integrazione per duemila dipendenti

L’Ilva è intenzionata a procedere alla messa in cassa integrazione ordinaria di 2mila dipendenti dell’area freddo dello stabilimento di Taranto a partire dal 19 novembre.

FirenzeL’Ilva ha intenzione di procedere alla messa in cassa integrazione ordinaria di 2 mila dipendenti dell’area a freddo dello stabilimento di Taranto a partire dal 19 novembre. Durata 13 settimane. L’azienda lo ha comunicato ai sindacati. Gli Impianti interessati sono il tubificio longitudinale 1 e 2, il treno lamiere, il treno nastri 1, le officine, i servizi e il laminatoio a freddo.

Fiat, Marchionne: “Con questo mercato, c’è uno stabilimento di troppo in Italia”.

Firenze«Se le attuali capacità di assorbimento in Europa resteranno uguali nei prossimi 24, 36 mesi, c’è uno stabilimento di troppo in Italia. Se riusciamo a indirizzare la capacità produttiva verso l’America, questo problema scompare: ma abbiamo bisogno di tranquillità per produrre in Italia». Ad affermarlo è Sergio Marchionne che, dopo la diffusione dei dati disastrosi di ieri in merito al mercato dell’auto, ha affrontato, durante la presentazione della 500L a Torino, il tema degli investimenti in Italia da «confermare a seconda dell’andamento del mercato, che non è mai stato così basso».

Marchionne ha detto di nuovo la sua sulla vicenda dei lavoratori dello stabilimento di Pomigliano, nei confronti dei quali il Tribunale di Roma ha riconosciuto la “discriminazione” da parte della Fiat obbligando la stessa azienda ad riassumere 145 lavoratori iscritti alla Fiom. «A Pomigliano non abbiamo fatto alcuna discriminazione, abbiamo assunto 20 lavoratori che nel 2010 erano iscritti alla Fiom – ha sottolineato Marchionne – Domani presenteremo appello» (link).

 

 

Terremoto in Emilia Romagna: 7 morti, 50 feriti, oltre 3000 gli sfollati. Nuove scosse nel pomeriggio.

Terremoto in Emilia Romagna, 6 morti, 50 i feriti, oltre tremila gli sfollati.

FirenzeE’ di sette morti il bilancio provvisorio della prima scossa di terremoto in Emilia Romagna dove si è registrato l’epicentro del sisma di magnitudo 5.9 tra le province di Modena, Ferrara e Bologna. Si tratta di Tarick Naouch (29 anni), un operaio marocchino che è rimasto schiacciato sotto le travi della sua fabbrica, l’Ursa di Bondeno; di Nicola Cavicchi (35) e Leonardo Ansaloni (50) che stavano lavorando nei forni della Ceramiche Sant’Agostino; infine Gerardo Cesaro (54), travolto dal crollo del tetto della fonderia di alluminio Tecopress, sempre a Sant’Agostino, dove stava svolgendo come le altre vittime del terremoto, il turno di notte. La quinta e la sesta vittima sono state uccise da un malore. Si tratta di Gabi Ehsemann, nata nel 1973 in Germania, morta nell’appartamento in cui risiedeva a Sant’Alberto di San Pietro in Casale e di Nerina Balboni, anziana invalida di 103 anni. A Vigarano Mainarda, nel Ferrarese, una donna di 86 anni, Anna Abeti, ha avuto un ictus dopo il sisma ed è deceduta dopo il ricovero all’ospedale.

La prima scossa, seguita da altre sei, è stata registrata dall’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle ore 4 e 4 minuti. L’ipocentro nella pianura padana emiliana, a una decina di chilometri di profondità dal suolo, sempre nella stessa zona, in provincia di Modena. Al momento i feriti sono una cinquantina, tremila gli sfollati. Dopo le diverse scosse di assestamento, un’altra di magnitudo 5.1 della scala Ricther è stata registrata alle 15.30 di oggi pomeriggio. Al momento si registrano una ottantina di scosse. Ingenti i danni al patrimonio artistico, fra questi crollati edifici storici a Finale Emilia e San Felice sul Panaro. I cittadini si preparano a trascorrere la notte nelle tende allestite dalla Protezione Civile

Torino, cadono da un ponteggio di 40 metri. Muore un operaio, altri due feriti. E’ il secondo lavoratore a perdere la vita nello stesso cantiere in meno di un mese.

Un operaio è morto, altri due sono gravi. Questo è il bilancio dell’incidente, avvenuto questa mattina a Torino. I tre lavoratori sono caduti dal ponteggio dell’inceneritore in costruzione a Gerbido, da un’altezza di 40 metri.

TorinoUn operaio è morto, altri due sono gravi. Questo è il bilancio dell’incidente, avvenuto questa mattina a Torino. I tre lavoratori sono caduti dal ponteggio dell’inceneritore in costruzione a Gerbido, da un’altezza di 40 metri. Cosimo Di Muro, 47 anni, di Canosa di Puglia, è morto sul colpo. Il fratello Antonio, 39 anni, e Mihai Lupu (25 anni) sono stati trasportati in grave condizioni al Cto del capoluogo piemontese. Lo scorso 3 marzo un altro operaio, Antonio Carpini, era morto nello stesso cantiere dopo essere precipitato nel vuoto da un’altezza di 30 metri. Secondo una prima ricostruzione, la tragedia sarebbe avvenuta a causa del cedimento meccanico dell’impalcatura del ponteggio. Sul fatto è stata aperta un’inchiesta, condotta dal pm Raffaele Guariniello. Dall’inizio dell’anno – come ricorda l’Osservatorio Indipendente di Bologna – sono già 7 i morti nella provincia di Torino, 11 in Piemonte.

Giù dal ponteggio dell’inceneritore… (fonte: La Stampa) 

Infortuni, nuovo incidente mortale (fonte: Articolo 21)