Approvate le modifiche al Testo Unico Sicurezza sul Lavoro

Patente a punti per le imprese edili, sanzioni rimodulate, riscritta la norma salva manager.

Roma – Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto legislativo correttivo del Testo Unico sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.

Tra le principali novità, l’introduzione della patente a punti per le imprese edili, la riscrittura della contestata norma salva manager, la rimodulazione delle sanzioni, lo snellimento di alcune procedure burocratiche per la valutazione della sicurezza nei luoghi di lavoro e uno spazio maggiore alla prevenzione;.

La scheda

Testo Unico Sicurezza: bocciata la salva-manager

La Commissione Lavoro della Camera licenzia il testo. Chieste più tutele anche per le malattie professionali

Roma – Le commissioni Lavoro e Affari sociali della Camera, con i voti della maggioranza,  hanno dato parere favorevole allo schema del nuovo decreto legislativo per la sicurezza sul lavoro.

Lo schema è passato con la richiesta di alcune modifiche: in particolare, la Commissione chiede di riconsiderare l’art. 2 bis, sulla presunzione di conformità, e l’art. 10 bis, la cosiddetta norma salva-manager, aspramente criticata da opposizione e sindacati.

La Commissione ha fatto riferimento alla direttiva Cee 391 del 1989 in base alla quale anche se un lavoratore non adempie agli obblighi per la sicurezza sul lavoro resta intatto il principio di responsabilità del datore di lavoro.

Recepito un altro punto della relazione di minoranza, in cui si chiede di aumentare le tutele per i lavoratori colpiti da malattie professionali, con particolare riferimento all’amianto.

Un passo avanti accolto positivamente anche dall’opposizione, anche se bisogna ricordare che il parere della Commissione non è vincolante per il governo.

Le Regioni contro il nuovo Testo unico: sistema di controlli non credibili

Le critiche della Conferenza delle Regioni agli art. 2 bis e 10 bis del provvedimento. Minate le competenze regionali, controlli non credibili e rischio di sanatoria per il caso Thyssen

Prato – E’ una contestazione pesante, nel merito, quella avanzata dalla Conferenza delle Regioni nei confronti della proposta di modifica al Testo unico sulla sicurezza sul lavoro presentata dal ministro Sacconi.

Il parere negativo espresso dalla Conferenza a maggioranza (si è dissociata la Lombardia) riguarda in modo particolare gli art. 2bis e 10 bis del provvedimento. Quest’ultima norma, già ribattezzata salva-manager, era già stata oggetto di contestazione nei giorni scorsi.

Il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani ha spiegato che il provvedimento contiene misure che potrebbero dar luogo “a un sistema di controlli non credibile e potrebbero originare problemi per casi come quello dell’incidente alla Thyssen Krupp”.

L’articolo 2 bis, specifica Errani, “mette in discussione le competenze delle Regioni ” dando spazio “a un sistema di controlli non credibile”, mentre l’art. 10 bis apre la strada “ad un sistema che mette in discussione responsabilità anche precedenti, come potrebbe accadere nel caso della Thyssen”.

Thyssen, la rabbia dei parenti: “Non uccideteci una seconda volta”.

Torino –  Fra l’amarezza dei parenti delle vittime, è ripreso stamani il processo per il rogo alla Thyssen che il 6 dicembre 2007 costò la vita a sette operai. Il malumore dei parenti è frutto del progetto di riforma del testo unico sulla sicurezza sul lavoro che, a detta della Fiom Cgil, potrebbe sottrarre gli imputati dalle loro eventuali responsabilità. In aula una donna ha esposto un piccolo cartello con i volti degli operai morti e con la scritta «non uccideteci una seconda volta». Gli stessi familiari hanno scritto una lettera al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, da oggi in visita nel capoluogo piemontese. La lettera è stata consegnata al Capo dello Stato tramite Antonio Boccuzzi, sopravvissuto alla tragedia e attualmente deputato Pd. All’indomani della denuncia, formulata dai vertici della Fiom Cgil e già apostrofata come norma salva manager, i parenti delle vittime si sono rivolti al Presidente Napolitano invocando il Capo dello Stato ad intervenire affinché una eventuale modifica dell’attuale legge non comporti un ostacolo al processo in corso a Torino e a tutti gli altri processi in atto sulle morti sul lavoro. Il Presidente Napolitano si è fatto immediatamente sentire assicurando ai familiari la sua costante attenzione. Sulla vicenda è intervenuto lo stesso ministro del welfare Maurizio Sacconi che ha precisato che il progetto di riforma non tocca in nessun modo quanto avvenuto alla Thyssen. Veniamo al processo. Dopo il controesame dei periti sulle possibili cause dell’incendio che si sviluppò alla linea 5,  è stato ascoltato Roberto Beltrame, responsabile degli operativi di manutenzione alla Thyssen. «In caso di incendio – ha dichiarato il teste – si sarebbe dovuto schiacciare il pulsante di emergenza. Purtroppo c’era la brutta abitudine di fermare soltanto la sezione di entrata del nastro, di spegnere gli incendi con gli estintori, per poi fare ripartire il nastro». Poi, Beltrami ha aggiunto: «non c’erano istruzioni o procedure su quando e come usare il pulsante di emergenza». Il processo è stato aggiornato al 28 aprile. (link)