Erri De Luca assolto. “Il Fatto non sussiste”. Lo scrittore: “E’ stata impedita un’ingiustizia”

Assolto Erri De Luca.

Firenze Erri De Luca è stato assolto perché «il fatto non sussiste». Finisce così il processo allo scrittore napoletano, accusato di istigazione a delinquere. Un capo di imputazione, figlio secondo l’accusa, di un’intervista rilasciata nel 2013 da De Luca all’Huffington Post. In quella occasione lo scrittore aveva dichiarato: «I sabotaggi sono necessari per far comprendere che la Tav è un’opera nociva e inutile». Per questo l’accusa aveva chiesto una condanna a otto mesi di reclusione. A pronunciare la sentenza è stato il giudice Immacolata ladeluca, che si è ritirata in camera di consiglio dalle 10 alle 13. «E’ stata impedita una ingiustizia, quest’aula è un avamposto sul presente prossimo», sono state le prime parole pronunciate da Erri De Luca dopo la sentenza.

Erri De Luca assolto: “Impedita ingiustizia…” (video, fonte: Il Fatto)

Erri De Luca… (di Mario Portanova, fonte: Il Fatto)

De Luca “Vince l’articolo 21 della Costituzione” (video, fonte: La Repubblica)

De Luca: “Resto convinto che la Tav vada sabotata”

Processo no Tav, assolto Erri De Luca (di Elisa Sola, fonte: Corriere della Sera)

 

 

Milano, cade il bavaglio anti-Caselli

FirenzeAlla fine è stata una standing ovation. Trecentocinquanta-quattrocento persone in piedi ad applaudire per più minuti Giancarlo Caselli, che aveva appena offerto il racconto appassionato di quel che gli sta accadendo, l’elenco delle scritte indecenti comparse sui muri di tutte le città d’Italia e le precisazioni sull’inchiesta torinese sulle violenze (e non sul movimento) no-tav. Si è emozionato, e ha emozionato, il procuratore, quando si è soffermato sull’insulto volutamente ossessivo “Caselli mafioso”.

Proprio lui che andò volontario a Palermo dopo le stragi e che anche recentemente a Torino ha guidato l’operazione Minotauro, facendo arrestare 150 persone accusate di associazione ‘ndranghetista e altri reati. Ma si è emozionato ancora di più davanti a quella inaspettata dimostrazione di affetto e solidarietà, alla quale non hanno potuto partecipare almeno altre duecento persone impossibilitate a entrare nella Sala Alessi del Comune di Milano. E’ stata una svolta, probabilmente, in questa vicenda surreale, intitolata no-tav ma su cui si stagliano in lontananza i conti mai risolti di alcuni protagonisti degli anni di piombo con il vecchio nemico, simbolo della loro sconfitta.  Merito delle associazioni promotrici di ieri, che hanno fatto vedere a tutti e per sempre come si difende una democrazia quando il buon senso e il coraggio vacillano. Merito del Comune di Milano, che ha dimostrato che cosa può e deve fare un’istituzione per essere degna di questo nome.

Centinaia di cittadini “militanti della Costituzione” contro venti “rivoluzionari” che hanno fatto irruzione in sala tre ore prima con l’idea fissa che “Caselli non deve parlare” e pronti ad accusare Carlo Smuraglia, presidente dell’Anpi, di schierare i vecchi partigiani contro “i nuovi partigiani”! Venti persone alle quali, nonostante i continui appelli via web, non si è aggiunto nessuno. Speriamo che sia un segno per tutti. Il tempo dell’indifferenza è finito.

Firma: Nando Dalla Chiesa

Fonte: Liberainformazione