Camorra, Nicola Cosentino condannato a cinque anni per tentato reimpiego di capitali illeciti

Firenze – Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha condannato a cinque anni di carcere Nicola Cosentino per il tentato reimpiego di capitali illeciti con l’aggravante mafiosa. Nel processo di primo grado cosiddetto “Il Principe e la scheda ballerina”, l’ex sottosegretario all’Economia del Pdl era imputato del finanziamento da cinque milioni di euro per la costruzione di un centro commerciale a Casal di Principe, denominato “Il Principe”, voluto secondo l’accusa dal clan dei Casalesi, ma mai realizzato.

Cosentino è stato invece assolto dall’accusa di corruzione mentre durante la fase delle indagini preliminari era stato prosciolto dai reati di falso e abuso d’ufficio. I sostituti della Dda di Napoli Fabrizio Vanorio e Sandro D’Alessio avevano chiesto 9 anni di carcere al termine della requisitoria. Ventuno, in totale, gli imputati nel processo.

Nicola Cosentino condannato a sette anni e sei mesi

Firenze – Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere  ha condannato Nicola Cosentino a sette anni e sei mesi di carcere al termine del processo di primo grado “Carburanti” in cui era imputato per estorsione e illecita concorrenza con l’aggravante mafiosa. La Corte ha emesso condanne rispettivamente a nove anni e sei mesi e cinque anni e quattro mesi anche a carico dei fratelli, Giovanni e Antonio Cosentino. Prescritto invece il reato contestato all’ex deputato Pdl, Maria Elena Stasi.

Nicola Cosentino condannato a quattro anni per corruzione

Firenze – Nicola Cosentino è stato condannato a quattro anni di carcere per corruzione. Per l’ex sottosegretario, ai domiciliari, si tratta della prima condanna nell’ambito dei vari processi in cui è imputato. Il pm della procura di Napoli Nord Paola Da Forno aveva chiesto 6 anni. Cosentino era accusato di aver corrotto un agente della penitenziaria in servizio al carcere napoletano di Secondigliano, Umberto Vitale, già condannato in sede di rito abbreviato a quattro  anni e otto mesi di carcere.

Nicola Cosentino esce dal carcere. Concessi i domiciliari.

Concessi i domiciliari a Nicola Cosentino

Firenze – Il tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha concesso gli arresti domiciliari all’ex sottosegretario del Pdl, Nicola Cosentino, detenuto a Terni da oltre due anni. Lo apprende l’Ansa da uno dei legali di Cosentino, Agostino De Caro. Il provvedimento è in corso di notifica a Cosentino, che sconterà i domiciliari in una villa di famiglia a Venafro, in provincia di Isernia. Tra le varie ipotesi di reato contestate nelle inchieste giudiziarie nei confronti di Cosentino c’è anche il concorso in associazione camorristica.

Nicola Cosentino, nuovo ordine di arresto per corruzione: favori in carcere

Nuova ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Nicola Cosentino, già detenuto.

Firenze Nuova ordinanza di custodia cautelare nei confronti del’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, della moglie Marisa Esposito, del cognato Giuseppe Esposito e di un agente di polizia penitenziaria. I quattro indagati sono accusati di concorso in corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, cioè assunti in violazione di disposizioni dell’ordinamento penitenziario. Per gli investigatori, infatti, Cosentino prima e soprattutto dopo il suo arresto, ha intrecciato rapporti con agenti del corpo della polizia penitenziaria tali da permettergli di ottenere trattamenti di favore durante la sua detenzione nel carcere di Secondigliano (Napoli). L’ordinanza è stata notificata a Cosentino nel carcere di Terni, dove è stato trasferito dopo il ritrovamento, durante una perquisizione in cella a Secondigliano, di un iPod che sarebbe stato introdotto illegittimamente con la complicità del poliziotto penitenziario.

Nicola Cosentino a processo per estersione e illecita concorrenza

Rinviato a giudizio per estersione ed illecita concorrenza Nicola Cosentino.

Firenze Il giudice per l’udienza preliminare di Napoli, Antonella Terzi, ha rinviato a giudizio Nicola Cosentino, attualmente detenuto, i fratelli Giovanni e Antonio, entrambi ai domiciliari, e altre 12 persone, tra cui l’ex prefetto di Caserta Maria Elena Stasi per i reati di estorsione e illecita concorrenza con l’aggravante di aver agito per agevolare il clan camorristico dei Casalesi in relazione alla gestione degli impianti di carburanti di proprietà della famiglia dell’ex sottosegretario.

I fratelli del boss Michele Zagaria, Pasquale e Antonio hanno scelto il rito abbreviato (per Antonio il processo comincerà a Napoli il 14 aprile, per Pasquale l’udienza deve essere ancora fissata); tutti gli altri dovranno comparire il 9 aprile prossimo al tribunale di Santa Maria Capua Vetere davanti al collegio presieduto da Giampaolo Guglielmo, lo stesso davanti al quale è attualmente in corso il processo Eco4 che vede imputato Nicola Cosentino per concorso esterno in associazione mafiosa. 

P3, rinviato a giudizio Verdini. L’uomo delle riforme è accusato di corruzione

Roma Il senatore Denis Verdini è stato rinviato a giudizio nell’inchiesta P3, un’associazione segreta che puntava a condizionare alcuni organi dello Stato, insieme all’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino. Lo ha deciso il gup di Roma. Stralciata invece la posizione dell’ex parlamentare Marcello Dell’Ultri. A Verdini, l’uomo delle riforme, si contesta il reato di corruzione, a Cosentino la diffamazione e la violenza privata. Il processo è fissato per il 5 febbraio prossimo davanti alla IX sezione penale.

Camorra, arrestato l’ex parlamentare Cosentino

L’ex parlamentare Nicola Cosentino torna in carcere.

Firenze «Nicola Cosentino vanta un rapporto stabile con il clan dei Casalesi». Sono pesanti le accuse della Direzione distrettuale antimafia di Napoli contro l’ex parlamentare Pdl finito in carcere insieme ai fratelli Giovanni e Antonio, nell’ambito di un’inchiesta sulla vendita di carburanti in provincia di Caserta. In tutto sono state emesse tredici ordinanze di custodia cautelare (sei in carcere, sette ai domiciliari), che hanno colpito anche Pasquale e Antonio Zagaria (già in carcere) fratelli di Michele, boss del più importante clan dei Casalesi insieme a quello di Francesco Schiavone. Tra le accuse: estorsione e concorrenza sleale aggravata dalla finalità camorristica.

Torna in libertà Nicola Cosentino

Torna in libertà l’ex sottosegretario del Pdl Nicola Cosentino, ai domiciliari dal 26 luglio scorso nella sua abitazione di Caserta

Firenze Torna in libertà l’ex sottosegretario del Pdl Nicola Cosentino, ai domiciliari dal 26 luglio scorso nella sua abitazione di Caserta. Lo ha deciso il collegio del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduto da Orazio Rossi, davanti al quale pende il processo in cui Cosentino è imputato. L’ordinanza revocata riguarda il processo in cui Cosentino è imputato per reimpiego di capitali illeciti aggravati dall’aver agevolato il clan dei Casalesi in relazione alla costruzione, mai avvenuta, di un centro commerciale a Casal di Principe.

Camorra, l’ex sottosegretario Cosentino ai domiciliari

L’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino andrà agli arresti domiciliari a Venafro.

Firenze L’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino andrà agli arresti domiciliari a Venafro. E’ stata la Cassazione ad “aprire” le porte del carcere dell’ex deputato del Pdl che aveva annullato con rinvio al Tribunale di Napoli l’ordinanza di conferma della custodia cautelare in carcere. Cosentino è imputato per presunte collusioni camorristiche col clan dei Casalesi nella gestione del business dei rifiuti e di aver mercanteggiato con la camorra favori in cambio di appoggio elettorale.