Ambiente Svenduto, di nuovo un rinvio. Prossima udienza il 18 luglio.

Di nuovo un rinvio nel processo per il presunto disastro ambientale, causato dall’Ilva.

TarantoDi nuovo un rinvio nel processo per il presunto disastro ambientale, causato dall’Ilva. La Corte di Assise di Taranto, presieduta da Michele Petrangelo, ha accolto l’istanza di rinvio per motivi di salute, presentata dal legale di Fabio Riva, uno dei 47 imputati a giudizio. Fabio Riva, malato da tempo, non ha potuto esser presente all’udienza perché sottoposto a cure. Così, la Corte ha accolto la richiesta dell’avvocato e rinviato il processo “Ambiente Svenduto” al 18 luglio. Lo scorso mese fu invece un difetto di notifica a far slittare il procedimento.

Sono 47 gli imputati (44 persone e 3 società), accusati a vario titolo di associazione per delinquere, disastro ambientale, avvelenamento di sostanze alimentari, corruzione, concussione e altri reati. Sono coinvolti ex vertici Ilva, imprenditori, manager e politici. Fra questi l’ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, accusato di concussione aggravata per presunte pressioni sull’Arpa (Agenzia regionale per l’ambiente) in favore del polo siderurgico. Infine, uno dei legali della difesa ha presentato un’eccezione chiedendo alla corte di escludere le parti civili che si sono costituite dopo il primo rinvio a giudizio.

Ambiente Svenduto, tutti di nuovo a processo. Si comincia il 17 maggio

l Gup di Taranto Anna De Simone ha nuovamente rinviato a giudizio le 44 persone fisiche (tra dirigenti Ilva, politici e imprenditori) e le tre società (Ilva, Riva Fire e Riva Forni elettrici) coinvolte nell’inchiesta

Taranto – Tutti a giudizio. Di nuovo. Questa volta senza se e senza ma. E soprattutto senza cavilli giuridici che rimettano indietro le lancette del processo.

Il Gup di Taranto Anna De Simone ha nuovamente rinviato a giudizio le 44 persone fisiche (tra dirigenti Ilva, politici e imprenditori) e le tre società (Ilva, Riva Fire e Riva Forni elettrici) coinvolte nell’inchiesta ribattezzata Ambiente Svenduto.

Si tratta dell’inchiesta che ha svelato un presunto disastro ambientale causato a Taranto dal Siderurgico. Il processo era tornato all’udienza preliminare dopo che la Corte d’assise di Taranto aveva rilevato un vizio di forma: la mancata indicazione del difensore d’ufficio per dieci imputati sprovvisti del legale di fiducia.

Il decreto di rinvio a giudizio del giudice Anna de Simone ricalca in pieno quello di luglio 2015 del precedente gup Vilma Gilli. Tra i politici finiti di nuovo a processo c’è l’ex governatore pugliese Nichi Vendola, imputato di concussione aggravata in concorso, per presunte pressioni sull’Arpa (l’Agenzia regionale per l’ambiente) in favore dell’Ilva. Avrebbe minacciato il direttore di Arpa, Giorgio Assennato, di non confermare il suo incarico se non avesse cambiato politica sul siderurgico. A giudizio anche il deputato Nicola Fratoianni (Sel) e il consigliere regionale pd Donato Pentassuglia, entrambi accusati di favoreggiamento personale.

Processo anche per il sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno, accusato di abuso d’ufficio per non aver preso adeguate misure a tutela dei cittadini contro l’inquinamento e per l’ex presidente della Provincia di Taranto, Giovanni Florido, accusato insieme all’ex assessore provinciale Michele Conserva e al responsabile delle relazioni esterne Ilva, Girolamo Archinà, di aver fatto pressioni su due dirigerti provinciali all’Ambiente per favorire l’apertura di una discarica in Ilva. Alla sbarra anche un folto gruppo di manager e dirigenti del siderurgico, come l’ex presidente Ilva ed ex prefetto Bruno Ferrante, insieme con diversi direttori dello stabilimento.

Sotto processo anche tre società: Riva Fire, Riva Forni elettrici e Ilva spa in amministrazione controllata. Per quest’ultima nella scorsa udienza, l’avvocato Angelo Loreto, ha annunciato l’intenzione dei commissari Pietro Gnudi, Enrico Laghi e Corrado Carrubba di presentare nuovamente dinanzi alla Corte d’assise una richiesta di patteggiamento accettando una sanzione pecuniaria di 3 milioni di euro, la nomina dei commissari straordinari come commissari giudiziali e un risarcimento di circa due miliardi che, tuttavia, lo Stato avrebbe già speso o comunque messo in preventivo di spendere per ammodernare lo stabilimento ionico.

Ambiente Svenduto, le udienze preliminari della settimana

Spazio alle arringhe delle difese. Gli avvocati di Vendola e Archinà chiedono il proscioglimento. Ultime udienze il 23 e 25 febbraio

Taranto – Proseguono ‘a raffica’ le udienze preliminari bis legate all’inchiesta sull’Ilva denominata Ambiente svenduto. Il Tribunale ha lavorato venerdì 12, lunedì 15, martedì e oggi. Si continuerà il 23 e 25 febbraio.

Le udienze a tamburo battente puntano a provare a recuperare il “tempo perduto” con il clamoroso ritorno all’udienza preliminare, dopo che il procedimento si era già incanalato sui binari del dibattimento. Ambiente Svenduto è stato definito uno dei più importanti processi della storia d’Italia.

In programma le arringhe difensive dei vari imputati. Nell’udienza odierna l’avv. Vincenzo Muscatiello, difensore dell’ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, ha chiesto il proscioglimento del suo assistito contestando il reato di concussione e l’ipotesi di favoritismi all’Ilva. Il legale ha illustrato l’impegno dell’ente in materia ambientale anche facendo proiettare in aula alcune “slide”.

Ha discusso anche la difesa di Perli, uno degli imputati a cui e’ contestata pure l’ipotesi di associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale, all’avvelenamento di sostanze alimentari e all’omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro.

Ieri ha parlato l’avvocato Giandomenico Caiazza, legale dell’ex responsabile delle relazioni esterne del Gruppo, Girolamo Archinà, che ha respinto le accuse di corruzione nei confronti del suo assistito. Il legale ha analizzato quanto avvenne nel marzo 2010, quando Archinà incontrò il consulente della Procura tarantina, Lorenzo Liberti sull’autostrada Taranto-Bari, in un autogrill ad Acquaviva delle Fonti e secondo l’accusa gli consegnò una busta contenente 10mila euro in contanti per indurre Liberti a falsificare il contenuto di un report tecnico inerente le emissioni di diossina dallo stabilimento Ilva che gli era stata affidata. Secondo il legale, Archinà avrebbe consegnato solo documenti in quanto i 10mila euro fatti prelevare dalle casse dell’Ilva sarebbero stati donati alla Curia arcivescovile del capoluogo jonico.

Nell’udienza di ieri hanno parlato anche gli avvocati Carlo e Claudio Petrone per conto dell’ex presidente della provincia di Taranto Gianni Florido. I legali hanno insistito nella richiesta di rinviare gli atti alla procura o, in subordine, di affidarsi alla decisione del gup per la riformulazione dei capi di imputazione.

Ambiente Svenduto, al via la nuova udienza preliminare

La procura di Taranto reitera la richiesta di rinvio a giudizio per i 47 imputati. La difesa di Riva presenta un’eccezione di nullità

Taranto – Al via la nuova udienza preliminare legata all’inchiesta denominata Ambiente svenduto per il presunto disastro ambientale provocato dall’Ilva. Si riprende dopo che la Corte d’assise il 9 dicembre scorso ha annullato il decreto che disponeva il giudizio in quanto nel verbale d’udienza preliminare del 23 luglio scorso mancava l’indicazione del difensore d’ufficio per 10 imputati i cui legali erano assenti quel giorno. 

L’udienza, celebrata dal presidente della sezione Gip-Gup Anna De Simone riguarda 44 persone fisiche (tra vertici Ilva, politici, imprenditori e funzionari ministeriali e regionali) e tre società (Ilva spa, Riva Fire e Riva Forni elettrici). Dopo l’appello e la costituzione delle parti, alcuni avvocati hanno presentato eccezioni preliminari. Salvi gli atti precedenti all’udienza del 23 luglio, quella in cui dieci imputati risultavano dal verbale privi di difesa per l’assenza degli avvocati di fiducia e la mancata indicazione dell’avvocato d’ufficio. Valide le costituzioni di parte civile, circa mille; le richieste di risarcimento ammontano a oltre 30 miliardi di euro.

L’avvocato Pasquale Annicchiarico, difensore di Nicola Riva, ha presentato eccezione di nullità per presunta violazione del diritto di difesa. 

La procura di Taranto ha reiterato la richiesta di rinvio a giudizio per i 47 imputati (44 persone fisiche e tre società).

L’avvocato Sergio Torsella, a nome delle parti civili, ha chiesto ugualmente il rinvio a giudizio degli imputati. La discussione dei difensori è fissata per il 10, 12, 15, 16, 17, 23 e 25 febbraio. 

Ilva, il maxiprocesso ‘Ambiente svenduto’ ripartirà il 5 febbraio

Fra i politici a processo c’era anche l’ex governatore pugliese Nichi Vendola, accusato di concussione aggravata per presunte pressioni sull’Arpa in favore dei Riva

Taranto – Il giudice per l’udienza preliminare Anna De Simone ha fissato al 5 febbraio del prossimo anno la nuova udienza preliminare per ‘Ambiente svenduto’, il maxiprocesso per il disastro ambientale di Taranto con 47 imputati e più di mille parti civili con un conto dei danni da 31 miliardi di euro.

Il 9 dicembre scorso la Corte d’assise aveva annullato i 47 rinvii a giudizio (44 persone e 3 società) della scorsa estate. E’ stata una svista del cancelliere in un verbale di udienza, la mancanza del nome dell’avvocato di alcuni imputati, a cancellare il lavoro di un anno intero.

Ilva, annullato il maxi processo per un vizio di forma. Il procedimento torna all’udienza preliminare.

Il maxi processo all’Ilva di Taranto è stato annullato.

Firenze – Il maxi processo all’Ilva di Taranto è annullato. Il procedimento fa un passo indietro e torna nuovamente all’udienza preliminare. La Corte d’assise di Taranto ha accolto infatti la richiesta di nullità di un verbale dell’udienza preliminare del 23 luglio, sollevata dalla procura ionica, stabilendo che gli atti emessi dal tribunale da quel momento in poi non sono validi. In quel verbale, infatti, per alcuni imputati non è riportato il nome del “sostituto processuale” cioè dell’avvocato nominato dal giudice in sostituzione dell’avvocato di fiducia evidentemente assente in quel momento. In sostanza, quegli imputati non avrebbero avuto nessun difensore in quella udienza. A formulare la richiesta è stata la stessa procura di Taranto. Adesso, su disposizione della Corte, gli atti verranno di nuovo inviati al giudice dell’udienza preliminare. Il ritorno alla fase preliminare coinvolge le tre società (Ilva spa, Riva Fire e Riva Forni Elettrici) e i 44 imputati che avevano scelto di essere giudicati con il rito ordinario, tra i quali Nicola e Fabio Riva, l’ex governatore della Puglia Nichi Vendola e il sindaco di Taranto Ippazio Stefano.

 

Processo Ambiente Svenduto, udienza rinviata per omessa notifica

Taranto – Doveva cominciare oggi, davanti alla Corte d’assise di Taranto, il processo “Ambiente svenduto”, che vede coinvolti 47 imputati (di cui tre sono società), un imprecisato numero di testimoni (210 quelli chiamati dalla Procura), un migliaio di parti civili e centinaia di avvocati.

In realtà, un’annunciata omessa notifica ha fatto rinviare tutto e la prossima udienza è stata fissata per il 1° dicembre.

Il nostro sito seguirà tutte le udienze del processo, come abbiamo già fatto per i processi Thyssen, Eternit e per quello in corso sulla strage ferroviaria di Viareggio del 2009.

“Ambiente Svenduto”, al via il processo Ilva (MicroMega)

Ilva, Nichi Vendola rinviato a giudizio. Sono 44 le persone che saranno processate.

Ilva, Vendola rinviato a giudizio assieme ad altre 43 persone.

Firenze Il gup di Taranto Vilma Gilli ha rinviato a giudizio 44 persone fisiche e tre società (Ilva Spa, Riva Fire e Riva Forni Elettrici) per l’inchiesta sul presunto disastro ambientale provocato dall’Ilva. Fra gli imputati c’è anche l’ex governatore pugliese Nichi Vendola: è accusato di concussione aggravata in concorso. Nell’elenco dei rinviati a giudizio ci sono anche l’ex presidente della provincia di Taranto, Gianni Florido, il sindaco del capoluogo ionico Ippazio Stefano, oltre a Fabio e Nicola Riva, figli del patron Emilio (deceduto lo scorso anno) e proprietari dell’Ilva che secondo la procura ionica ha emesso nell’aria sostanze nocive per gli operai e i cittadini causando “malattia e morte”. Il processo comincerà il 20 ottobre prossimo davanti alla Corte d’assise di Taranto.

Infine, cinque gli imputati giudicati con il rito abbreviato, tre di questi sono stati assolti.  Si tratta del maresciallo dei carabinieri Giovanni Bardaro, dell’avvocato Donato Perrini e dell’ex assessore all’Ambiente Lorenzo Nicastro. Sono stati invece condannati  il sacerdote don Marco Gerardo (10 mesi) e Roberto Primerano (3 anni e 4 mesi), già consulente della procura.

Disastro Ilva, Vendola a processo a Taranto…. (fonte: La Repubblica)

Taranto-Ilva…. (fonte: Articolo21)

Sanità Puglia, confermata in appello l’assoluzione per Nichi Vendola

Confermata in appello l’assoluzione per Nichi Vendola, imputato per abuso d’ufficio.

Firenze La Corte di Appello di Bari ha assolto dal reato di abuso d’ufficio Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, e l’ex direttore generale della Asl di Bari, Lea Cosentino. La sentenza è stata emessa dopo circa un’ora di camera di consiglio al termine dell’unica udienza del processo di secondo grado. I giudici hanno confermato la sentenza del primo grado, ottobre 2012, che aveva assolto i due imputati con la formula “perché il fatto non sussiste”.

Cuore del processo la selezione per un posto da primario di chirurgia toracica all’ospedale San Paolo di Bari, vinto dal professor Paolo Sardelli. I fatti contestati si riferiscono al periodo compreso fra settembre 2008 e aprile 2009. Secondo la Procura di Bari, che aveva impugnato l’assoluzione dell’ottobre 2012 con rito abbreviato, Vendola avrebbe istigato l’allora direttore generale della Asl di Bari Lea Cosentino a riaprire i termini per la presentazione delle domande per accedere al concorso, con l’obiettivo di assicurare a Sardelli l’assunzione quinquennale. 

Sanità, la Procura ricorre in appello contro l’assoluzione di Vendola.

Il procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno ha impugnato la sentenza con la quale il Gup del tribunale Susanna De Felice lo scorso 31 ottobre aveva assolto il presidente della regione Puglia Nichi Vendola e l’ex manager dell’Asl di Bari, Lea Cosentino.

FirenzeIl procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno ha impugnato la sentenza con la quale il Gup del tribunale Susanna De Felice lo scorso 31 ottobre aveva assolto il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e l’ex manager dell’Asl di Bari, Lea Cosentino. L’accusa era di concorso in abuso di ufficio. Secondo la Procura, Vendola avrebbe costretto la dirigente Asl a riaprire i termini di un concorso a primario di chirurgica toracica all’ospedale S.Paolo di Bari. Il giudice, però, ha assolto sia Vendola che la Cosentino perché «il fatto non sussiste».