‘Ndrangheta, l’ex assessore regionale della Lombardia Domenico Zambetti condannato a 13 e mezzo

Milano – Il Tribunale di Milano ha condannato l’ex assessore regionale lombardo Domenico Zambetti a 13 anni e mezzo con l’accusa di aver comprato quattromila voti alla ‘ndrangheta per le regionali del 2010. Assolto invece Alfredo Celeste, ex sindaco di Sedriano, il primo Comune del milanese sciolto per mafia. Il pm della Dda di Milano Giuseppe D’Amico, ora sostituito nel processo dal collega Paolo Storari, aveva chiesto dieci anni di reclusione per Zambetti.

Rtl 102.5, la Dda perquisisce le redazioni

Le redazioni di Rtl sono state perquisite questa mattina dalla Dda di Catanzaro.

Firenze Le redazioni di Rtl sono state perquisite questa mattina dalla Dda di Catanzaro, su richiesta del pm Pierpaolo Bruni che intende verificare i rapporti tra l’emittente radiofonica e la cosca Tripodi di Vibo Valentia. Per l’accusa, il capo della cosca è Nicola Tripodi che, secondo risultanze investigative, ha un’unica ufficiale fonte di sostegno economico: il reddito percepito dalla società Gest.i.tel S.r.l. di Bergamo, che si occupa di telecomunicazioni fisse. Il capitale sociale della Gest.i.tel. è suddiviso tra i soci Rtl 102,500 Hit Radio e Claudio Rizzo e quindi, secondo l’accusa, la Gest.i.tel. è di fatto una società del “Gruppo RTL”. L’emittente radiofonica in un comunicato stampa ha precisato di non avere «nulla a che vedere con i fatti contestati agli indagati». 

‘Ndrangheta, il governo proroga lo scioglimento del Comune di Reggio Calabria

Il governo ha deciso di prolungare la durata dello scioglimento del Comune di Reggio Calabria di altri sei mesi.

Firenze Il Consiglio dei ministri ha deciso di prolungare la durata dello scioglimento del Comune di Reggio Calabria per altri sei mesi. La decisione del governo Letta, proposta dal ministro dell’Interno uscente Angelino Alfano, punta a «consentire il completamento delle operazioni di risanamento delle istituzioni locali dove sono state accertate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata». Il Comune venne sciolto nel 2012 dall’allora ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri per «contiguità» con ambienti legati alle organizzazioni mafiose. 

‘Ndrangheta, sette arresti a Reggio Calabria. In manette anche un ex giudice.

Firenze La squadra mobile di Reggio Calabria ha eseguito sette ordinanze di custodia cautelare nei confronti di persone legate alla cosca di ‘ndrangheta Bellocco, che opera nella piana di Gioia Tauro. Fra queste c’è anche un magistrato, Giancarlo Giusti, già sospeso dalle sue funzioni dal Csm e agli arresti domiciliari perché condannato a quattro anni di carcere nel processo che si è celebrato a Milano contro le famiglie Valle e Lampada. Giusti, ex gip di Palmi, è stato arrestato con l’accusa di di corruzione in atti giudiziari e concorso esterno in associazione  mafiosa. A finire in manette anche Rocco Bellocco, Rocco Gaetano Gallo, Domenico Bellocco, Giuseppe Gallo, Gaetano Gallo e Domenico Puntoriero.

Sedriano, primo comune lombardo sciolto per mafia

FirenzeSedriano, in provincia di Milano, è il primo comune lombardo ad essere sciolto per infiltrazioni mafiose. Stessa sorte per Cirò, in provincia di Crotone. La decisione è stata assunta dal Consiglio dei ministri. Lo scioglimento del consiglio comunale di Sedriano pone fine al mandato del sindaco Alfredo Celeste (Pdl), eletto nel 2009 e attualmente indagato per corruzione nell’ambito dell’inchiesta sul voto di scambio che ha portato in carcere anche l’ex assessore regionale Domenico Zambetti. Il primo caso di scioglimento per mafia in Lombardia arriva dopo l’indagine della commissione prefettizia insediatasi in Comune l’8 aprile 2013. La relazione, inviata dal Prefetto al ministro dell’Interno Alfano, accolta oggi a Roma con esito positivo, risale alla prima metà di luglio.

Solidarietà a Giovanni Tizian, minacciato di morte dalla ‘ndrangheta

Il suo libro “Gotica. ‘ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea” ha vinto il Premio Enzo Biagi 2012. “Mi si gela il sangue – le sue parole – Un motivo in più per continuare a raccontare il lato oscuro del potere in questo Paese. Insieme si vince.”

Prato – “O la smette o gli sparo in bocca”. Così il faccendiere Guido Torello si rivolge al boss della ‘ndrangheta Nicola Femia in una delle intercettazioni che hanno portato all’arresto di 29 persone per un giro illecito legato alle slot machine. Destinatario della minaccia è Giovanni Tizian, giornalista della Gazzetta di Modena e collaboratore di Repubblica e l’Espresso.

Le minacce non sono purtroppo una novità per il giovane giornalista. Tizian, 30 anni, era già sotto scorta. Il suo libro “Gotica. ‘ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea” ha vinto il Premio Enzo Biagi 2012.

Oggi Tizian ha lasciato una risposta sul suo profilo Facebook: “Che dire, grazie per la vicinanza e la solidarietà. Il disgusto per l’audio sentito ieri è tanto, gela il sangue. Un motivo in più per continuare a raccontare il lato oscuro del potere in questo Paese. Ma non da solo. Dobbiamo essere in tanti. Le rivoluzioni culturali non sono opera di singoli. La collettività è capace di produrre grandi cambiamenti. Insieme si vince.” Parole semplici, di coraggio e speranza di cambiamento, alle quali ci associamo e che invitiamo a condividere e diffondere.

L’intercettazione: “Spariamo in bocca al giornalista” (Repubblica TV)

Giovanni Tizian: “Questa telefonata mi fa impressione” (Repubblica TV)

‘Ndrangheta, arrestato assessore della Regione Lombardia Zambetti. La Lega a Formigoni: ” Azzeramento della giunta o dimissioni”.

MilanoI carabinieri hanno arrestato l’assessore alla Casa della regione Lombardia Domenico Zambetti, accusato di aver comprato un pacchetto di voti dalla ‘ndrangheta per le elezioni regionali del 2010. Le manette per l’assessore eletto nelle liste del Pdl sono scattate nell’ambito di un’inchiesta che ha portato in carcere una ventina di persone. Zambetti, secondo l’accusa, avrebbe pagato circa 50 euro a voto per un pacchetto di 4mila preferenze sborsando in più rate 200mila euro. L’assessore è accusato di voto di scambio, concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Intanto, il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni ha detto che non intende dimettersi. In serata, è arrivata la posizione della Lega per voce di Salvini che ha chiesto «quantomeno l’azzeramento della giunta, il dimezzamento degli eventuali nuovi assessori ed eventualmente un nuovo presidente della giunta» aspettando nuove elezioni.

Bocassini: “Democrazia violata” (video, fonte: Il Fatto)

‘Ndrangheta in Lombardia… (fonte: Il Fatto)

Tutti gli indagati della Regione Lombardia (fonte: Giornalettismo)

La rete di Zambetti… (fonte: Linkiesta)

 

‘Ndrangheta, arrestato a Reggio Calabria il direttore dell’azienda rifiuti

Arrestato il direttore operativo Bruno De Caria della Leonia, azienda municipalizzata che si occupa della raccolta dei rifiuti a Reggio Calabria.

Firenze Nel comune di Reggio Calabria, sciolto ieri dal Consiglio dei ministri per mafia, la ‘ndrangheta controllava anche la Leonia, l’azienda a maggioranza pubblica che si occupa della raccolta dei rifiuti. In mattinata, con un’operazione condotta in modo congiunto dalla Squadra Mobile e la Guardia di Finanza del capoluogo calabrese, è stato arrestato, assieme ad altre sette persone, il direttore operativo della Leonia, Bruno De Caria. Le accuse formulate dalla Dda di Reggio Calabria, vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso all’intestazione fittizia dei beni, dalla turbativa d’asta alla sovrafatturazione.

 

Sciolto per contiguità mafiosa il comune di Reggio Calabria

E’ stato sciolto per contiguità mafiosa il comune di Reggio Calabria.

RomaIl Consiglio dei ministri ha deciso lo scioglimento del comune di Reggio Calabria. L’ha reso noto il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Il ministro ha motivato la decisione parlando di “contiguità” con ambienti legati alle organizzazioni mafiose. «Non è uno scioglimento per dissesto – ha precisato il ministro -, ma per contiguità e non per infiltrazioni» mafiose. Il Commissario nominato, ha fatto presente sempre il ministro, è il Prefetto di Crotone Vincenzo Panico.

Onorevole Maroni chieda scusa a Saviano

Firenze«Io voglio spiegare che Saviano ha detto falsità e voglio farlo davanti a lui…». Una frase pronunciata da Roberto Maroni e riportata il 17 novembre del 2010 sulle colonne del  Corriere della Sera. All’indomani del monologo sulla ‘Ndrangheta al Nord di Roberto Saviano a “Vieni via con me” – più avanti, potrete rileggere parte di quel pezzo di storia televisiva e non solo -, l’allora ministro degli Interni gettò, assieme ad altri esponenti della Lega e del Pdl, fango sull’autore di Gomorra. Fu messa in piedi una vera e propria operazione di delegittimazione nei confronti di Saviano. Maroni, invocando anche l’intervento del Presidente della Repubblica e dei presidenti di Camera e Senato, chiese e ottenne il diritto di replica (abbiamo ripubblicato parte anche dell’intervento dell’ex ministro). Alcuni passaggi della replica sono stati annebbiati dalle notizie dei mesi successivi che, assieme agli ultimi fatti (l’ormai ex tesoriere della Lega Francesco Belsito è indagato per appropriazione indebita, truffa ai danni dello Stato e riciclaggio) rendono visibili tutti gli errori del politico lumbard. Saviano merita di ricevere le scuse dall’onorevole Maroni che, dopo le recentissime vicende, ha chiesto di «fare pulizia». Una dichiarazione corretta ma ritardataria nei tempi.  

Roberto Saviano: «Le organizzazioni, soprattutto la ‘ndrangheta, è nel Nord che fanno la parte maggiore di affari. La Lombardia è la regione con il più alto tasso di investimento criminale d’Europa. Milano è la capitale in questo senso degli investimenti criminali. Lombarda è l’economia in cui si infiltrano, lombarda è la sanità in cui si infiltrano, lombarda è la politica in cui si infiltrano [….] Accade che l’organizzazione, come al Sud, cerca il potere della politica e la ‘ndrangheta anche al Nord cerca il potere della politica. Cerca di interloquire con il potere della politica e al Nord interloquisce, come dimostra l’inchiesta, con la Lega [….]  La Lega, per esempio, da sempre fa un contrasto culturale alle organizzazioni criminali o repressivo: non vogliamo che sia il soggiorno obbligato qui dei mafiosi, manette, repressione. D’accordo. Ma, non basta. Non è sufficiente. Perché, la loro forza è nell’economia, nei soldi legali che l’imprenditoria lombarda vuole e prende da decenni. I soldi legali irrorano questo territorio. E’ lì l’elemento. Il contrasto deve avvenire lì. Pensate che uno dei padri della Lega, Gianfranco Miglio, in un’intervista disse: “Io sono per il mantenimento anche della mafia e della ‘ndrangheta. Il Sud deve darsi uno statuto poggiante sulla personalità del comando (…) Io non voglio ridurre il Meridione al modello europeo, sarebbe un’assurdità. C’è anche un clientelismo buono, che determina crescita economica. Insomma, bisogna partire dal concetto che alcune manifestazioni tipiche del Sud hanno bisogno di essere costituzionalizzate”. Miglio dice che le mafie devono essere costituzionalizzate […] ».

Roberto Maroni (replica) «Le mafie si combattono dando la caccia ai superlatitanti. In questi due anni, magistratura e forze dell’ordine, a cui va il mio plauso, il mio ringraziamento, hanno agito senza sosta e con indubitabili successi. Giuseppe Setola, Giovanni Strangio, Antonio Pelle, Mimmo Racuglia, Antonio Iovine […], sono solo alcuni dei 28 superboss presi e messi al carcere duro [….] Le mafie si combattono sequestrando ai mafiosi il frutto dei loro traffici illeciti. Grandi risultati anche qui, con le nuove norme del pacchetto sicurezza e con un’intensità mai registrata prima. Da oltre due anni colpiamo la criminalità organizzata al cuore del suo impero economico soprattutto al Nord, sequestrando e confiscando patrimoni immensi e finora non toccati per restituirli alla comunità degli onesti. Oltre 35mila beni, tra case, palazzi, terreni, aziende, per un valore di 18 miliardi di euro. Un risultato che non ha precedenti. Le mafie si combattono contrastando il loro insediamento territoriale. La ‘ndrangheta è presente al Nord da almeno tre decenni. Non è una novità. Impedire l’aggressione della criminalità all’economia sana è la sfida epocale che stiamo affrontando [….]  Le mafie si combattono rendendo le istituzioni locali impermeabili alla lusinga degli arricchimenti facili. A questo proposito, è stato affermato che la ‘ndrangheta al Nord interloquisce con la Lega. E’ un’affermazione ingiusta e offensiva per i tanti che, come me, contrastano da sempre ogni forma di illegalità. E’ soprattutto smentita questa affermazione dalle recenti operazioni fatte in Lombardia contro la ‘ndrangheta […] che hanno portato al coinvolgimento e persino all’arresto di esponenti politici di altri partiti, ma non della Lega. Mi chiedo, allora, perché indicare proprio e solo la Lega? Infine, le mafie si combattono eliminando gli storici squilibri strutturali fra Nord e Sud [….] ».   

E adesso la Rai chiederà scusa a Saviano? (di Loris Mazzetti, fonte: Articolo 21)

Chiedete scusa a Saviano (di Beppe Giulietti, fonte: Il Fatto Quotidiano)