Strage di Viareggio, il consiglio regionale: via il titolo di Cavaliere a Mauro Moretti

Firenze – La Regione Toscana chiederà al governo la revoca del titolo di cavaliere del lavoro attribuita a Mauro Moretti, amministratore delegato del gruppo Ferrovie dello Stato quando, il 29 giugno 2009 , si verificò il tragico incidente alla stazione ferroviaria di Viareggio, dove persero la vita 32 persone. La richiesta è contenuta in una mozione, approvata all’unanimità, che impegna la Giunta regionale a “segnalare al Governo nazionale l’opportunità di attivare quanto prima le procedure di revoca del titolo di cavaliere del lavoro a Moretti”.

La mozione, presentata dal gruppo M5s, è stata fatta propria dall’intera Assemblea regionale dopo che il consigliere Gabriele Bianchi, M5s, l’ha illustrata evidenziando che “così dimostriamo la nostra vicinanza ai familiari delle vittime e il nostro impegno affinché sia fatta piena luce su quel tragico evento”. Bianchi ha affermato che “è necessario revocare l’onorificenza per indegnità”. La richiesta sarà avanzata a norma di una specifica legge, la 194 del 1986, che prevede proprio una procedura del genere qualora siano venute meno le condizioni originarie.

Elezioni comunali 2016, tutte le grandi città al ballottaggio

Roma – Si è svolto ieri il primo turno delle elezioni comunali, questi i risultati: a Roma, come da previsioni, si piazza davanti a tutti la candidata del M5S Virginia Raggi, che ottiene un risultato anche superiore alle aspettative e che tra due settimane affronterà al ballottaggio il pd Roberto Giachetti che è riuscito a prevalere sull’esponente di FdI-Lega Giorgia Meloni: il testa a testa è stato serrato.

Testa a testa anche a Milano tra il candidato del centrosinistra, Beppe Sala, e quello del centrodestra, Stefano Parisi. Non riescono a passare al primo turno i sindaci uscenti Piero Fassino a Torino e Luigi De Magistris a Napoli: se la dovranno vedere al ballottaggio rispettivamente con la candidata del M5S Chiara Appendino e con il portacolori del centrodestra Gianni Lettieri. Clamorosa l’esclusione dal ballottaggio nel capoluogo campano della candidata renziana Valeria Valente. Anche a Bologna sarà necessario il ballottaggio: il sindaco uscente del Pd, Virginio Merola si attesta al 39,72% e se la dovrà vedere in seconda battuta con Lucia Bergonzoni della Lega che ha raggiunto il 22,23%.

I risultati nei Comuni capoluogo (Repubblica.it)

I risultati (Ministero Interno)

Elezioni europee 2014, i risultati ufficiali

Il Partito Democratico vince col 40,81% dei voti, quasi il doppio rispetto al 21,16% del Movimento 5 Stelle.

Firenze – Il Partito Democratico ha vinto le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo col 40,81% dei voti. Al secondo posto si è piazzato il Movimento5Stelle col 21,16%, poi Forza Italia col 16,82%. Questa la lista definitiva dei risultati pubblicata sul sito del Viminale. 

Definitivo anche il dato dell’affluenza al voto, che è scesa al 58,69% degli aventi diritto, in netto calo rispetto al 66,43% registrato nel 2009.

Giorgio Napolitano rieletto Presidente della Repubblica

Ha ottenuto 738 voti al sesto scrutinio. In tarda mattinata ha detto sì al reincarico, dopo le pressanti richieste ricevute dalle forze politiche.

Roma – Giorgio Napolitano è stato rieletto Presidente della Repubblica al sesto scrutinio. Era sostenuto da tutti i partiti, con l’eccezione di Sel e Movimento 5 Stelle e ha ottenuto 738 voti a favore contro i 217 di Stefano Rodotà. In Piazza Montecitorio la notizia della rielezione viene accolta da urla e fischi.

L’esito di tutti gli scrutini

Ballottaggi: sconfitta la Lega, emerge Grillo, tiene il Pd

Novantacinque Comuni al centro-sinistra, trentaquattro al centro-destra. Per la prima volta il Movimento 5 Stelle vince in un Comune capoluogo (Parma).

Roma – Novantacinque Comuni al centro-sinistra, trentaquattro al centro-destra. Questo l’esito delle Amministrattive 2012. Nella tornata precedente il centro-destra aveva prevalso per 98 a 56. Il Centro sale da 8 a 9 Comuni amministrati, le liste civiche da 6 a 10. Entra nella geografia politica il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che si aggiudica 3 Comuni tra cui Parma.

Questi gli esiti dei ballottaggi più importanti: a Genova è stato eletto Doria del centro-sinistra (59,7%). A Palermo ha prevalso Orlando (IDV, 72,4%). A Parma vittoria di Pizzarotti del Movimento 5 Stelle (60,2%), conferma per Cialente del Pd a L’Aquila (59,2%).

Altro dato rilevante è l’ulteriore calo dell’affluenza alle urne, che si è fermata al 51,38% contro il 65,36% del primo turno.

Risultati in tempo reale

Riepilogo Comuni capoluogo

Riepilogo Comuni superiori non capoluogo

I dati del Viminale

Affluenza alle urne (dati Viminale)

Il voto in Toscana (analisi Osservatorio elettorale della Regione Toscana)

Caro Grillo, la Tv non è tutta uguale

FirenzeDiceva Charlie Chaplin: «Il successo rende simpatici». Non è il caso di Beppe Grillo. Da quando i sondaggi lo danno al 7,5% è mediaticamente vivisezionato: accusato di essere il padre padrone del Movimento 5 Stelle e di averlo trasformato in un’azienda che fa affari. Che male c’è se questo gli permette di far sopravvivere il movimento senza i soldi della collettività?

Tutti i partiti hanno un padre padrone, a cominciare dai Radicali di Pannella fino a B. (che ha trasformato l’azienda in un partito mettendo i dipendenti a fare i politici), in altri, alcuni del centrosinistra, il capo è sotterraneo e manovra il segretario civetta, spesso a sua insaputa. Non vi è un partito in cui la base conti qualche cosa. La dimostrazione è ciò che sta accadendo oggi nella Lega, il cui popolo, ogni giorno che passa, viene sempre più umiliato da ciò che la magistratura scopre e da insopportabili discorsi di ex e futuri segretari privi di contenuti, valori, di morale, con un unico obiettivo: salvare le chiappe e avere il comando. Bossi avrà concordato con qualcuno la candidatura del Trota o ha fatto tutto da solo?

Il tesoriere Belsito si è autonominato vicepresidente della Fincantieri? Dov’erano quelli che oggi vanno in giro con la ramazza? Chi non ha controllato ha le stesse responsabilità di chi ha rubato. Di Grillo, un po’ Don Chisciotte, un po’ Masaniello, condivido la lotta all’illegalità e ammiro la caparbia volontà di fare pulizia in Parlamento. Sono quasi cinque anni che ha depositato, inutilmente, 350 mila firme dei cittadini al Senato con tre proposte di legge: nessuno può essere candidato se condannato anche solo nei primi due gradi di giudizio; nessuno può essere eletto per più di due mandati; basta con i candidati nominati dai capi partito. Perché il centrosinistra non gli ha dato una mano?

L’ultima di Grillo è quella di contestare i talk-show invitando i suoi a non parteciparvi perché sono “spazi poco igienici”. Il Movimento 5 Stelle può fare a meno di andare in tv, comunica straordinariamente attraverso Internet, ma quel cittadino che non naviga, perché anziano, ha il diritto di essere informato come il giovane che ha deciso di non guardare più la tv. È vero, il talk è uno spazio per i soliti noti. La società civile, che in questi ultimi 10 anni è stata la vera opposizione al berlusconismo, non ha spazio. Travaglio è invitato solo perché fa ascolto non per quello che scrive.

È lontano il tempo in cui Biagi diceva: «La tv è per chi ha qualche cosa da dire». Grillo non dovrebbe fare di ogni erba un fascio: Sevizio Pubblico di Santoro non è uguale a Porta a Porta di Vespa.

Firma: Loris Mazzetti

Fonte: Il Fatto Quotidiano