Ilva, morto l’operaio ustionato dalla ghisa liquida

Firenze - Dopo quattro giorni di agonia, è morto l’operaio dell’Ilva che lunedì scorso era rimasto gravemente ustionato dalla ghisa incandescente mentre misurava la temperatura del foro di colata dell’Altoforno 2. Alessandro Morricella – questo il nome del lavoratore -, 35 anni, lascia la moglie e due figli. Intanto, la procura di Taranto ha aperto un fascicolo ed ha disposto l’autopsia sul corpo dell’operaio. 

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Morti sul lavoro, lutto al braccio il 1° maggio 2015. L’iniziativa promossa dall’Osservatorio Indipendente di Bologna.

Firenze - Il 1° maggio 2015, Festa dei Lavoratori ed inaugurazione dell’Expo, proponiamo a tutti di portare il lutto al braccio in memoria dei tantissimi lavoratori che sono morti per infortunio nel 2014. L’iniziativa dell’Osservatorio è stata fatta anche nel 2014 ed ha coinvolto a Bologna centinaia di persone e associazioni che hanno aderito all’iniziativa. Nel 2014 i decessi sono stati 650 sui luoghi di lavoro e oltre 1300 se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere. Siamo molto indignati per la mancanza di interessi da parte della politica nei confronti di queste tragedie.

L’Expo è una manifestazione mondiale sull’alimentazione e sull’agricoltura e l’Italia ha un ruolo di primo piano a livello mondiale. Vogliamo ricordare che un terzo dei lavoratori morti sui luoghi di lavoro in Italia sono nel comparto agricolo e che ben 152 sono morti schiacciati dal trattore. Ricordiamo ancora che il 28 febbraio 2014 abbiamo inviato una comunicazione alle segreterie di Renzi, Poletti e Martina avvertendoli dell’imminente strage che entro pochi giorni sarebbe ricominciata e chiedendo solo di fare una campagna di informazione sulla pericolosità del mezzo, senza ottenere nessuna risposta.

Fonte: Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro 

  

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Oggi la 64esima giornata delle morti sul lavoro. Più 11,6% rispetto al 2013

FirenzeCome curatore dell’osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sono stanco di assistere ogni anno a questo rito inconcludente che è la giornata delle morti sul lavoro. E così tutti gli anni, si fanno dei bei discorsi, ci s’indigna, ma poi non si fa mai niente di concreto per alleviare queste tragedie che non sono mai diminuite da quando è stato aperto l’osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro il 1° gennaio 2008. Da quell’anno a oggi si registra un aumento del 3,9%. Rispetto all’anno scorso siamo ad un aumento spaventoso dell’11,6%. E questo nell’indifferenza generale. Ed è incredibile che si parli sempre di cali. Anche le televisioni e la stampa fanno disinformazione, parlano di cose che non conoscono e prendono per buone notizie false e incomplete occultando i dati veri. Non c’è nessun calo delle morti sui luoghi di lavoro vista poi l’enorme emorragia di posti di lavoro. E senza considerare le nuove forme di precarietà, il lavoro nero le (false) partite iva individuali. E’ ora che lo Stato si occupi concretamente di queste tragedie e che finalmente si accorga della vera entità del fenomeno che è molto più esteso. Complessivamente se ci aggiungiamo ai morti sui luoghi di lavoro, anche i morti sulle strade e in itinere si superano già abbondantemente i 1000 morti.

Firma: Carlo Soricelli 

Fonte: Osservatorio Indipendente di Bologna

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Cremona, tragedia sul lavoro: crolla un silo, muoiono due operai

Firenze - Due operai sono morti nel crollo di un silo a Bonemerse, in provincia di Cremona. L’episodio è accaduto nella tarda serata di ieri, poco prima della mezzanotte. Il silo, a quanto si è saputo, conteneva 700 tonnellate di mais. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Casalmaggiore, i due operai erano all’interno dell’azienda Ferraroni Mangimi di Bonemerse quando un silo è crollato. I due sono stati seppelliti dalle granaglie.

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Rovigo, quattro operai morti per intossicazione.

FirenzeQuattro operai morti e uno ferito in modo grave nell’incidente che si è verificato  in provincia di Rovigo, in una fabbrica che si occupa del trattamento dei rifiuti industriali. La ditta Co.Im.Po ha sede ad Adria. Le vittime sono due operai e il conducente del mezzo. I vigili del fuoco, dopo aver bonificato il luogo dell’incidente, hanno recuperato il corpo di un quarto operaio. Un quinto operaio è rimasto gravemente ferito per le esalazioni. La morte immediata degli operai sarebbe stata provocata dall’intossicazione di sostanze chimiche nocive. La causa delle nube tossica potrebbe essere stata provocata da un errore umano.  

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Morti sul lavoro: 300 nei primi sei mesi del 2014

Firenze - Nei primi sei mesi del 2014 sono morti sui luoghi di lavoro 300 lavoratori, tutti documentati in appositi file. Se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere si superano i 600 morti. L’aumento dei morti sui luoghi di lavoro rispetto ai primi sei mesi del 2013 è del 12%. La cosa che sgomenta di più è che parlano sempre di cali incredibili tutti gli anni, mentre non è affatto vero, se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro registriamo un aumento anche rispetto ai primi sei mesi del 2008, anno in cui è stato aperto l’Osservatorio. Un aumento piccolo ma significativo del 2,4%.

Rispetto all’anno scorso, un aumento incredibile che non suscita però nessuna emozione in chi ci governa. Praticamente nonostante l’opinione pubblica pensi il contrario a causa della propaganda, anche governativa di chi si è succeduto nel corso di questi sette anni, i morti sul lavoro non sono mai calati e questo nonostante si siano persi milioni di posti di lavoro. In questo momento del 2014 l’agricoltura col 42% del totale ha un picco incredibile delle morti. In questo comparto il 68% di questi lavoratori sono morti in un modo drammatico: schiacciati dal trattore che guidavano, a volte non subito, ma dopo settimane d’agonia. Dall’inizio dell’anno sono 87 e ben 77 da quando il 28 febbraio abbiamo mandato una mail a Renzi, Martina e Poletti, avvertendoli dell’imminente strage che di lì a pochi giorni si sarebbe verificata col ribaltamento dei trattori. E’ così tutti gli anni.

Chiedevo loro di fare una campagna informativa sulla pericolosità del trattore e di proporre una legge sulla messa in sicurezza delle cabine di questo mezzo che uccide così facilmente. Inutile scrivere che non si sono mai degnati di rispondere e che il loro impegno è tutto dedicato al mirabolante futuro che ci aspetta da questo “nuovo” che avanza. Ma si vede che la vita di chi lavora, che non ha nessuna rappresentanza parlamentare, conta poco. In edilizia i morti sui luoghi di lavoro sono il 23,6% del totale. Nell’industria il 9,2%, il 6,2% nell’autotrasporto. Poi ci sono tutti i lavoratori morti nei vari servizi alle imprese. Percentualmente le morti sul lavoro per ora sono distribuite in eguale in tutte le fasce d’età, a parte l’agricoltura, dove le vittime hanno un’età mediamente più alta.

Gli stranieri morti sui luoghi di lavoro sono l’11,25% sul totale e i romeni sono sempre i più numerosi con il 46% delle morti sui luoghi di lavoro tra gli stranieri. A oggi a guidare questa triste classifica è l’Emilia Romagna con 29 morti sui luoghi di lavoro. Seguono la Lombardia e il Piemonte con 27, che però va ricordato che ha il doppio degli abitanti di tutte le più popolose regioni italiane. A nostro parere, essendo le morti diffuse anche tra i lavoratori in nero, agricoltori anziani ecc.. il numero di abitanti è l’unico parametro valido per valutare l’andamento di una regione o di una provincia. E a mio personale parere anche il livello di civiltà, che non si fa con le chiacchiere ma con i fatti e questi sono drammatici, almeno per chi ha ancora un po’ di sensibilità sociale. Dopo la Lombardia e il Piemonte, seguono il Veneto con 26 morti e il Lazio con 25. Poi Campania e Puglia con 19 morti e Sicilia con 17.

La provincia con più morti sul lavoro è Bolzano con 10, seguono Torino e Roma con 9, Bari e Viterbo con 8. Incredibile mattanza, ma così gira questo Paese che ha una classe dirigente che si occupa di tutto ma non delle cose importanti che riguardano i cittadini e i lavoratori, se non per penalizzarli. E l’aumento del precariato non fa che aumentare il rischio per chi lavora, visto che i precari, oltre che avere stipendi da fame, non possono neppure opporsi alla mancanza di sicurezza sui luoghi di lavoro pena il licenziamento. L’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro in questi 7 anni di attività può documentare che queste morti sono soprattutto dovute a lavoro precario e in nero, o in ditte artigianali dove i lavoratori possono essere licenziati in qualsiasi momento. Dov’è presente il Sindacato le morti sono quasi inesistenti.

Firma: Carlo Soricelli

Fonte: Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

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Ilva, l’appello della vedova di un operaio: “Ribellatevi”

Taranto - La fabbrica uccide, denunciate ciò che di sbagliato c’è là dentro, ribellatevi: lo scrive in una lettera ai lavoratori dell’Ilva Stefania Corisi, vedova di Nicola Darcante, un operaio di 39 anni del reparto Ocm-Cap (Officina centrale di manutenzione-carpenteria) del Siderurgico morto il 16 maggio scorso per un carcinoma alla tiroide che gli era stato diagnosticato solo 6 mesi prima.

Nel marzo 2012 Stefania aveva perso anche il padre, Peppino Corisi, anche lui operaio del siderurgico: per ricordare la sua tragica storia, simile a tante altre nella città dell’Ilva, venne affissa, in via De Vincentis, una targa su cui è scritto “Ennesimo decesso per neoplasia polmonare”. 

Lo so che ci si trova davanti a un bivio, il lavoro o la salute, ma non abbiate paura di denunciare ciò che di illecito e di sbagliato c’è in quella fabbrica, se non volete farlo per voi, fatelo per le vostre famiglie …ribellatevi”. La denuncia espressa nella missiva getta un’ombra su una possibile condizione omertosa dettata dal ricatto occupazionale. 

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Napoli, si uccide operaia Fiat in cassa integrazione.

Napoli - In un lunedì dominato dai commenti sui risultati elettorali è passata quasi inosservata una drammatica notizia di cronaca: il suicidio di Maria B., 47 anni, operaia del reparto logistico Fiat a Nola. Da sei anni era in cassa integrazione, ma l’ammortizzatore sociale sarebbe scaduto il prossimo 13 luglio. La donna è morta martedì scorso nella propria abitazione di Acerra (Napoli), ma il cadavere è stato ritrovato solo sabato sera.

La donna il 2 agosto 2011 aveva scritto sul sito del Comitato mogli operai Pomigliano D’Arco: “Non si può continuare a vivere per anni sul ciglio del burrone dei licenziamenti”. Una sorta di articolo intitolato dal titolo “Suicidi in Fiat”, che prendeva spunto dal tentativo di suicidio di un operaio dello stabilimento Fiat di Pomigliano D’Arco che aveva tentato di togliersi la vita ferendosi più volte con un’arma da taglio. “L’intero quadro politico-istituzionale – scriveva la donna – che da sinistra a destra ha coperto le insane politiche della Fiat, è corresponsabile di questi morti insieme alle centrali confederali”. Nello scritto, la donna accusa Fiat e Marchionne di “fare profitti letteralmente sulla pelle dei lavoratori che sono costretti ormai da anni alla miseria di una cassa integrazione senza fine ed a un futuro di disoccupazione”.

L’ennesimo dramma causato dalla solitudine e dalla crisi economica. Una situazione a cui il governo uscito rafforzato dalle urne deve dare risposte immediate.

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Morti sul lavoro, 132 dall’inizio dell’anno

Firenze - Sono 132 i morti per infortuni sui luoghi di lavoro dall’inizio dell’anno. Se si aggiungono i morti sulle strade, in itinere e di categorie con assicurazioni proprie pensiamo si superino già i 260 morti complessivi (stima minima), ma per molte ragioni è impossibile avere un numero certo di vittime, soprattutto di lavoratori con partita Iva individuale che muoiono sulle strade e che sono classificati come “morti per incidenti stradali” mentre invece stanno lavorando o sono in itinere. Ma le morti sui luoghi di lavoro che segnaliamo sono tutte documentate.

Dal 9 di marzo aspettiamo gli interventi del Primo Ministro Renzi e dei Ministri Poletti e Martina. Come tutti gli anni con l’arrivo del bel tempo ricomincia la strage di agricoltori schiacciati dal trattore e di edili che cadono dall’alto. Non ci risultano interventi mirati da parte di nessuna istituzione. Aspettiamo dal Primo Ministro Renzi, dai ministri del Lavoro Poletti e delle Politiche Agricole Martina, d’intervenire immediatamente per far cessare questa carneficina dovuta all’indifferenza. Non abbiamo ottenuto nessuna risposta. Da quell’appello del 9 marzo sono morti 22 agricoltori schiacciati dal trattore.
Ad oggi a guidare questa triste classifica è la Lombardia con 14 morti, seguono Lazio e Piemonte con 13 morti. Veneto 12 morti. Sicilia 11 morti, Toscana 10 morti. Emilia Romagna 9 morti, Puglia 7 morti. Trentino Alto Adige e Marche 6 morti. Campania 5 morti. Friuli Venezia Giulia e Umbria 4 morti. Liguria, Abruzzo e Calabria 3 morti. Sardegna e Molise 1 morto. Non sono segnalati a carico delle province le morti di autotrasportatori sulle autostrade.

Firma: Carlo Soricelli

Fonte: Osservatorio indipendente di Bologna morti sul lavoro

 

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“I figli della storia dell’amianto” si riuniscono a Pistoia

Prato - Segnaliamo un interessante evento organizzato da Voci della memoria, l’associazione che da anni lavora per mantenere viva la memoria sulle morti causate dall’amianto. Un tema da sempre al centro dell’attenzione del nostro sito, al quale abbiamo dedicato la sezione con tutte le udienze del processo Eternit.

Sabato 18 gennaio a Pistoia, presso la sede del Circolo Ricreativo Breda, sarà presentato il libro di Stefano ValentiLa fabbrica del Panico”, edito da Feltrinelli. Un libro che narra il lavoro e la conseguente malattia a causa dell’amianto alla Breda di Sesto San Giovanni del padre dell’autore. Alla serata sarà presente anche Alberto Prunetti, autore del libro “Amianto, una storia operaia“.

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