L’appello di Napolitano alla Giornata nazionale per le vittime di incidenti sul lavoro: “Morti inaccettabili”

Roma –Tre morti al giorno. Numeri drammatici che non accennano a calare. Un calo lieve negli ultimi anni c’è stato, ma non può certo bastare e lo ha sottolineato anche il Presidente Napolitano nel messaggio inviato all’Anmil in occasione della 61° giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. “Gli infortuni sul lavoro e gli incidenti mortali costituiscono un fenomeno sempre inaccettabile. La loro riduzione nel 2010 deve essere considerata una tappa del percorso volto ad assicurare la piena osservanza di tutte le norme a garanzia della salute e dell’integrità dei lavoratori”, queste le parole del Presidente della Repubblica, che ha aggiunto: “Anche in tempi di crisi non si possono ridurre gli investimenti per la produzione”.

Il commento di Beppe Giulietti

La strage delle operaie di Barletta. Lavoravano in nero per meno di quattro euro l’ora

La Procura di Trani ha aperto due inchieste. Vi proponiamo una riflessione di Luciano Gallino uscita oggi su Repubblica

Firenze – Ha suscitato commozione e sdegno il crollo della palazzina di Barletta costato la vita a cinque persone, una ragazzina di 14 anni e quattro operaie che lavoravano in un maglificio situato nello scantinato del palazzo. La Procura di Trani ha avviato due inchieste: una per disastro colposo e una per omicidio plurimo colposo, accusa al momento a carico di ignoti.

La commozione per la perdita di cinque vite umane si è trasformata in indignazione e rabbia quando si è appreso che le operaie lavoravano in nero, in condizioni di sicurezza inesistenti per un compenso di 3,95 euro per ogni ora di lavoro prestata.

La nostra vergogna (articolo di Luciano Gallino da Repubblica)

Sicurezza sul lavoro, un protocollo tra Regione Toscana e Procura della Repubblica

L’obiettivo è contrastare il fenomeno degli infortuni sui luoghi di lavoro. 3,5 milioni di euro in più per le Asl.

Firenze – Più prevenzione e vigilanza sui luoghi di lavoro, promuovere l’osservanza delle norme, reprimere le violazioni, favorire il flusso di informazioni, segnalare tutti gli infortuni che abbiano causato lesioni gravi o decesso. Questi i principali obiettivi del protocollo sottoscritto ieri dall’assessore alla salute della Regione Toscana Daniela Scaramuccia, e il procuratore Generale Beniamino Deidda. 

Un protocollo che sancisce la nascita di una stretta collaborazione tra Regione e Procura della Repubblica con l’obiettivo di contrastare il fenomeno degli infortuni nei luoghi di lavoro. Il protocollo stabilisce che parte delle somme derivanti dalle sanzioni comminate alle ditte per le infrazioni commesse, una cifra che si aggira intorno ai 3,5 milioni di euro, sia utilizzata per rafforzare le attività di sorveglianza e prevenzione condotte dalle ASL.

Eternit, cominciata la requisitoria di Guariniello: “Il disastro per volontà dei proprietari”

Le accuse sono di disastro ambientale e omissione volontaria di cautele nei luoghi di lavoro.

Torino – Dopo due mesi di pausa riprende il processo Eternit. Si ricomincia con la requisitoria del pm Raffaele Guariniello, che dovrà portare alle richieste di pena per i due imputati, Stephen Schmidheiny e Jean Louis de Cartier. Le accuse sono di disastro ambientale e omissione volontaria di cautele nei luoghi di lavoro. La requisitoria di Guariniello durerà sei udienze.

Oggi il procuratore ha parlato “di carenze strutturali addebitabili a una politica generale e a scelte aziendali di fondo, di carattere generale. All’inizio non avevamo pensato al dolo e avevamo contestato solo l’omicidio colposo e il disastro colposo. Sono state le indagini a imporci la contestazione del dolo, un dolo reso evidente – ha sottolineato – dalle risultanze di questo dibattimento”. L’udienza riprenderà lunedì 20 giugno.

Morti sul lavoro: 114 nei primi tre mesi dell’anno

Il numero maggiore di casi in Lombardia ma in rapporto al numero di occupati il primato va alla Valle d’Aosta.

Prato – Sono 114 le vittime nei luoghi di lavoro registrate nei primi tre mesi dell’anno in Italia contro le 91 del primo trimestre 2010. I dati emergono dall’osservatorio sicurezza sul lavoro di Vega Engineering, che  monitora in tempo reale i dati sugli incidenti mortali sul lavoro avvenuti in Italia, registrandoli ed analizzandoli statisticamente. Dalle analisi sono esclusi gli infortuni in itinere e gli infortuni connessi alla circolazione stradale. Le analisi statistiche degli infortuni mortali sono aggiornate e pubblicate mensilmente sul sito di Vega Engineering. I risultati sono accessibili gratuitamente.

Dai dati del primo trimestre lo scomodo primato di Regione più soggetta agli incidenti mortali va alla Lombardia, seguita da Emilia Romagna e Piemonte. In rapporto al numero di occupati, invece, ad indossare la maglia nera è sempre la Valle D’Aosta. Milano la provincia maggiormente colpita, seguita da Torino, Catania, Bologna e Napoli.

Nel settore agricolo il 35,1 per cento delle morti bianche, seguito da quello delle costruzioni (21,9 per cento delle vittime). La fascia d’età maggiormente a rischio è quella che va dai 40 ai 49 anni con 29 vittime (25,7 per cento del totale). E l’epigrafe del lavoro non conosce spazi vuoti neppure nel fine settimana perché tra venerdì, sabato e domenica viene accertato circa il 30 per cento delle tragedie.

Analisi statistiche aggiornate dei casi di morte sul lavoro

Graduatoria delle Province Italiane in base all’indice di incidenza

Infortuni lavoro, pubblicato il rapporto Inail. Nel 2010 980 morti

Le persone che perdono la vita sui luoghi di lavoro sono quasi 3 al giorno. In diminuzione anche il numero degli incidenti (- 15%).

Prato – L’Inail ha diffuso le stime preliminari sull’andamento degli infortuni sul lavoro in Italia nel 2010. I dettagli li potete trovare nella pagina Lavoro del nostro sito.

Il dato saliente, evidenziato dagli organi di stampa, è il fatto che per la prima volta il numero dei decessi è sceso sotto quota 1000. Gli incidenti in generale sono stati 15mila in meno, per un totale di 775mila casi (-1,9%). Contrazioni più sensibili nell’industria e nelle costruzioni. Flessione del 10% dei decessi in agricoltura.

Non c’è comunque da rallegrarsi perché comunque stiamo parlando di (quasi) tre persone che ogni giorno muoiono sul lavoro. Inoltre, nella lettura dei dati si deve tener presente la contrazione delle ore lavorate a causa della crisi e l’aumento del lavoro nero, che ovviamente non rientra in nessuna statistica.

Eternit, come la lobby dell’amianto bloccò misure di prevenzione del cancro

Lo ha spiegato il consulente della Procura Stefano Silvestri. Castleman parla del cartello mondiale dei produttori di amianto

Torino – All’udienza odierna del processo Eternit, la trentesima, si è conclusa la deposizione di Barry Castleman, sentito per il controesame dal procuratore Guariniello, mentre la difesa non ha fatto domande. Lo studioso americano è tornato a parlare del “cartello mondiale dei produttori di amianto”, dicendo che il cuore della ricerca era in Svizzera. Ha anche ribadito l’esistenza di studi che dimostrano il rapporto tra esposizione all’amianto e sviluppo dei tumori.

La deposizione di Castleman è stata seguita da quella di Stefano Silvestri, igienista del lavoro e consulente della Procura di Torino, che ha illustrato le modalità con cui la lobby dell’amianto bloccò le misure di prevenzione del cancro, a partire dalla seconda metà degli anni ’70.

Processo Eternit, per la difesa le fabbriche italiane erano fonte di perdita. Sentenza nella primavera 2011?

Il consulente della difesa è stato vago sugli investimenti per la sicurezza. Si spazientisce anche il giudice Casalbore

Torino –  Alla ventitreesima udienza del processo Eternit è stato il turno dei consulenti della difesa. Il commercialista romano Andrea Bitti ha tracciato un quadro decisamente sconfortante in merito alla redditività della produzione per le fabbriche italiane.

In pratica, per la Eternit sarebbe stato più conveniente investire sui titoli di Stato italiani che tenere aperti gli stabilimenti nel nostro Paese. Un’affermazione offensiva che ha suscitato la comprensibile reazione dei parenti delle vittime. Ma anche il presidente del Tribunale, il giudice Casalbore, si è spazientito chiedendo al teste di quantificare gli investimenti fatti dalla Eternit per la sicurezza dei lavoratori. Domanda che non ha ricevuto risposta precisa.

Intanto si affacciano le prime ipotesi sulla data della sentenza di primo grado. Alcuni parlano della primavera 2011, vista la speditezza e la regolarità con con cui si stanno susseguendo – ogni lunedì – le udienze e la stringatezza che il presidente del tribunale Giuseppe Casalbore ha imposto nella compilazione delle liste testimoniali e per le consulenze.

Eternit, il pm Guariniello accusa Schmidheiny

Fin dagli anni ’70 il magnate svizzero parlava di combattere gli oppositori dell’amianto con tutti i mezzi.

Torino – All’udienza odierna del processo Eternit il pm Raffaele Guariniello ha accusato apertamente uno dei due imputati, Stephen Schmidheiny, di avere un ruolo operativo nella gestione della filiale italiana dell’azienda. Secondo la Procura quindi la controllante svizzera non era semplicemente azionista di maggioranza degli stabilimenti italiani, ma aveva un ruolo ben più presente e incisivo. Un passaggio cruciale, questo, per smontare la tesi difensiva.

A sostegno di questa tesi Guariniello ha citato le istruzioni spedite nel giugno del 2000 dalla sede della multinazionale Eternit alle agenzie di relazioni pubbliche italiane che in segreto volevano gestire il caso amianto. Un punto importante a favore dell’accusa. Nel 2000 l’inchiesta era appena agli inizi e solo nel 2004 venne aperto un fascicolo, ma il carteggio è la dimostrazione che già quattro anni prima, Eternit dettava gli obiettivi per la gestione del caso Italia. Non solo, ma la gestione delle informazioni prevedeva anche report mensili sugli spostamenti e le attività del giudice Raffaele Guariniello.

Il consulente tecnico dell’accusa, Paolo Rivella, ha anche citato una riunione tenutasi in Svizzera nel 1976, alla quale Schmidheiny aveva convocato manager ed esponenti delle aziende per illustrare le conseguenze dell’amianto.  “Evidentemente – ha detto Rivella – le direttive di Schimidheiny non valevano solo per le fabbriche in Svizzera ma per le 4 in Italia e le altre nel mondo”.

La Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro

Due milioni e trecentomila morti ogni anno. Il tema di quest’anno è “Rischi emergenti e nuove forme di protezione”

Roma – Si celebra oggi la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, promossa per il 28 aprile, dal 2003, dall’Ilo (Organizzazione internazionale del lavoro) per diffondere una cultura della prevenzione e del lavoro ‘dignitoso’ in tutto il mondo.

A livello mondiale 6300 persone muoiono ogni giorno a causa di un incidente o di una malattia correlata al lavoro, per un bilancio annuale che è stimato in 2 milioni e 300 mila morti.

In Italia, secondo i dati Inail del primo semestre 2009, gli infortuni e le morti sul lavoro sono diminuiti rispettivamente dell’11,1% e del 13,1% rispetto allo stesso periodo del 2008. Ma le statistiche non possono confortare più di tanto quando si parla di vite umane: i 1000 morti e gli 800 mila infortuni sul posto di lavoro che si verificano ogni anno nel nostro Paese sono dati che non possono e non devono lasciare indifferenti.

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