Mondadori-Rcs Libri, l’Antitrust avvia un’istruttoria per verificare se l’acquisizione crea una posizione dominante

Firenze  L’Antitrust ha deciso di avviare un’istruttoria per verificare se l’acquisizione di Rcs Libri da parte di Mondadori comporterà “la creazione o il rafforzamento” di una posizione dominante nei mercati dell’editoria in Italia. Secondo l’autorità “l’operazione, oltre a poter produrre effetti pregiudizievoli sulle condizioni di offerta dei prodotti editoriali ai lettori, appare in grado di ridurre le possibilità di scelta degli autori e un peggioramento delle condizioni negoziali ad essi praticate”. La decisione arriverà entro 45 giorni, cioè entro la prima settimana di marzo.

 

Editoria, la Mondadori acquista Rcs libri

Mondadori acquista Rcs libri.

Firenze Dopo una lunga trattativa, Rcs Media Group ha siglato il contratto per la cessione di Rcs Libri alla Mondadori per 127,5 milioni, su una valutazione complessiva di 130 milioni. Sono previsti aggiustamenti possibili del prezzo per più o meno cinque milioni. Come specifica una nota, è esclusa dalla vendita Adelphi. Adesso, la società della famiglia di Berlusconi possiede il 35% del mercato dei libri. Sull’operazione dovrà pronunciarsi l’Antitrust. 

Tv al mercato: serve un vigile

FirenzeBeppe Grillo, oltre a predicare di cancellare il canone Rai dovrebbe prendere seriamente in considerazione il mercato televisivo a tutela dei cittadini. B. pur ferito (Mediaset e la Mondadori in caduta libera), sta per calare l’asso piglia tutto: maggioranza all’interno dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e accordo con Telecom per la banda larga.

Dopo la rivoluzione del digitale la tv del futuro è quella connessa. Le nuove televisioni hanno la possibilità, attraverso il cavo telefonico, di connettersi alla Rete. Mediaset entrerebbe in Matrix (la società di Telecom che controlla le attività Internet) e nel motore di ricerca Virgilio, in cambio Publitalia diventerebbe la concessionaria per la pubblicità delle società di Bernabè. Il bouquet di Telecom, lievemente aumentato, comprenderà, oltre al telefono e l’adsl, anche Mediaset Premium. TI Media (la società de La7), entro la fine dell’anno sarà messa in vendita divisa in due aziende. La prima comprende il marchio e i contenuti della tv: La7, La7 Donna e il 51% di Mtv Italia. Economicamente la meno appetibile (valore 160 milioni), con un buco economico aumentato nell’ultimo periodo (circa 100 milioni) grazie ai super contratti con le star della tv e al costo delle loro produzioni nettamente superiore alle entrate pubblicitarie.

La seconda è Timb (Telecom Italia Media Broadcasting), il vero business, quella che gestisce le infrastrutture di rete, cioè ripetitori e frequenze. A questa è interessato Carlo De Benedetti che aggiungerebbe i 3 multiplex de La7 ai 2 già in suo possesso. Se l’operazione andasse in porto sarebbe la nascita del secondo polo privato dopo EI Towers (nata dalla fusione di Elettronica Industriale di Mediaset con Dmt di Alessandro Falciai). Per la Rai sarebbe un’ottima occasione per mettere sul mercato parte di Raiway (la società che gestisce la rete di trasmissione) in modo tale da appianare l’indebitamento con le banche (oltre 300 milioni) e fare cassa, scongiurando l’emorragia di qualche migliaia di lavoratori. Questa nuova società, avendo come scopo non il controllo mediatico ma gli affari, potrebbe dare vita a quel pluralismo di mercato che da noi manca da anni.

Chi, inaspettatamente, sta manovrando nel silenzio assoluto è Mario Monti che, con l’aiuto di Passera, sta pensando seriamente alla vendita di parte della Rai dando così risposta al referendum del 1995 che decretò la privatizzazione, prevista anche dall’articolo 19 della legge Gasparri. L’esempio a cui farebbe riferimento Monti è quello della tv francese: privatizzare il canale più appetibile, Rai1. Il rischio è quello che gli acquirenti siano i soliti amici degli amici. Grillo dovrebbe fare quello che i partiti di centrosinistra non hanno fatto in questi vent’anni: vigilare.

Firma: Loris Mazzetti

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Lodo Mondadori, Cir ha ricevuto il pagamento da Fininvest

Cir ha ricevuto in pagamento da Fininvest i 564 milioni di euro, cifra stabilita da sentenza.

FirenzeCir ha ricevuto oggi da Fininvest il pagamento di “circa 564,2 milioni di euro” per il lodo Mondadori. Lo comunica il gruppo in una nota. Sul preannunciato ricorso in Cassazione, i legali di Cir “sono pienamente fiduciosi” di trovare “ulteriore riconoscimento” delle “buone ragioni della società”. Cir ricorda che il pagamento dell’importo è stato stabilito dalla sentenza della Corte d’Appello di Milano depositata lo scorso 9 luglio “quale risarcimento del danno causato a Cir dalla corruzione giudiziaria a suo tempo posta in essere nella vicenda del lodo Mondadori”. La cifra comprende “spese legali e interessi dal 3 ottobre 2009″.”Cir e i propri legali, Vincenzo Roppo ed Elisabetta Rubini – si legge nella nota – preso atto dell’intenzione di Fininvest di presentare ricorso in Cassazione, sono pienamente fiduciosi che le buone ragioni della società, già riconosciute da una sentenza penale passata in giudicato e da due gradi di giudizio civile, troveranno in tale sede ulteriore e definitivo riconoscimento”.

Fonte: Il Fatto Quotidiano 

Lodo Mondadori, Fininvest condannata a pagare 560 milioni di euro

La seconda sezione civile della Corte di Appello di Milano ha confermato la condanna di primo grado nei confronti della Fininvest per la vicenda del Lodo Mondadori. I giudici hanno condannato la società della famiglia del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a 540 milioni di euro alla data della sentenza di primo grado dell’ottobre 2009, più gli interessi e le spese decorsi da quel giorno. Così, la cifra che dovrà sborsare la Fininvest aumenta di altri 20 milioni di euro, per un totale di 560 milioni di euro. Tanto è il risarcimento alla Cir di Carlo De Benedetti.

MilanoLa seconda sezione civile della Corte di Appello di Milano ha confermato la condanna di primo grado nei confronti della Fininvest per la vicenda del Lodo Mondadori. I giudici hanno condannato la società della famiglia del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a 540 milioni di euro alla data della sentenza di primo grado dell’ottobre 2009, più gli interessi e le spese decorsi da quel giorno. Così, la cifra che dovrà sborsare la Fininvest aumenta di altri 20 milioni di euro, per un totale di 560 milioni di euro. Tanto è il risarcimento alla Cir di Carlo De Benedetti. Una cifra comunque ridotta di un quarto, rispetto ai 750 milioni di euro stabiliti in primo grado. La sentenza è immediatamente esecutiva ed arriva dopo il tentativo, al momento fallito, del premier di inserire nella manovra finanziaria un decreto salva Fininvest.

Il processo in sede civile è la conseguenza di quello penale, terminato nel 2007 con le condanne, per corruzione in atti giudiziari, del giudice Vittorio Metta e degli avvocati Cesare Previti, Attilio Pacifico e Giovanni Acampora. Condanne definitive poichéi la Cassazione accolse l’impianto dell’accusa che dimostrò che il giudice Metta ricevette denaro per aggiustare a favore del Cavaliere la disputa con Formenton prima e con la Cir di De Benedetti poi al fine di aggiudicarsi la casa editrice.

Lodo Mondadori con sconto… (Il Fatto Quotidiano)

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Lodo Mondadori, storia giudiziaria (Il Fatto Quotidiano)

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La sentenza

Multa Mondadori? Pagherà la Rai (Articolo 21)

Lodo Mondadori, sentenza d’appello (Articolo 21)

Lodo Mondadori, l’ira di Marina (La Stampa)

Lodo Mondadori, le motivazioni della condanna (Corriere della Sera)

Una guerra lunga vent’anni (Lettera 43)