Denunciata la Fiat per amianto nello stabilimento di Mirafiori

La denuncia presentata da un operaio del reparto carrozzeria. E’ stato esposto all’amianto senza protezioni per 10 anni.

Torino – Denunciata per la presenza di amianto nello stabilimento la Fiat Mirafiori a Torino. Un operaio del reparto di carrozzeria ha depositato un esposto-denuncia per il reato di lesioni a carico degli amministratori e titolari delle posizioni di garanzia, nel quale ha messo in evidenza la presenza di amianto in fabbrica.

G.F. ha lavorato in Fiat come operaio metalmeccanico/metallurgico dal 1963 al 1973 ed è rimasto esposto ad amianto senza alcuna protezione e senza il confinamento dei reparti, dove ha contratto il mesotelioma. L’Inail ha riconosciuto la patologia come di origine professionale.

Il fascicolo sarà portato all’attenzione del Procuratore Aggiunto della Repubblica di Torino Raffaele Guariniello, che ha già condotto il processo Eternit.

Fiat, un miliardo di investimenti a Mirafiori ma richiesta di cig fino a settembre 2014. Due giorni dopo avere accettato il rientro dei delegati Fiom nelle fabbriche

L’obiettivo è quello di creare un polo del lusso, con la produzione del suv Levante a marchio Maserati. Dalle trattative esclusa la Fiom. In agosto il Wall Street Journal aveva suggerito la chiusura dello stabilimento

Torino – L’inizio di settembre ha portato un importante annuncio in casa Fiat. L’azienda “dara’ inizio immediatamente al piano di investimenti necessario ad assicurare il futuro produttivo ed occupazionale dello stabilimento di Mirafiori. A questo fine sara’ richiesta la proroga dell’attuale Cassa integrazione straordinaria”. Questa la nota congiunta diramata da Fiat e sindacati dopo l’incontro tra i vertici del Lingotto e i sindacati firmatari del contratto collettivo Fiat: Cisl, Uil, Fim, Uilm, Fismic, Ugl, Uglm e Associazione Quadri e Capi. L’investimento sarà di un miliardo e a Mirafiori sarà prodotto il suv Levante a marchio Maserati, che debutterà sul mercato nella prima metà del 2015. L’altra faccia della medaglia è la richiesta di prolungamento fino a settembre 2014 della cig straordinaria per 5.321 dipendenti dell’impianto torinese. La giustificazione è la riorganizzazione aziendale dello stabilimento.

Esclusa, come ormai consuetudine, la Fiom, che ha accolto l’annuncio con freddezza. Nei giorni scorsi la Fiat aveva comunicato al sindacato di Landini che intende accettare la nomina dei suoi rappresentanti sindacali aziendali a seguito della sentenza della Corte Costituzionale del 23 luglio scorso, nella quale la Consulta aveva dichiarato che consentendo la rappresentanza sindacale ai soli firmatari del contratto applicato in azienda, l’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori contrasta coi «valori del pluralismo e libertà di azione della organizzazione sindacale». I giudici avevano così indicato la violazione di tre articoli della Costituzione. Una decisione accolta positivamente dalla Cgil, con qualche riserva. L’azienda infatti è tornata a porre con forza il tema della rappresentanza sindacale e dell’esigibilità dei contratti come condizione essenziale per mantenere la propria presenza industriale in Italia.

In agosto aveva fatto discutere un articolo uscito sul Wall Street Journal, che definiva lo stabilimento di Mirafiori l’esempio della crisi dell’industria automobilistica europea, suggerendone la chiusura. “Le case europee perdono miliardi mantenendo fabbriche e dipendenti di cui non hanno più bisogno – questa l’analisi del giornale – In Usa per ristrutturare General Motors e Chrysler sono stati chiusi 18 stabilimenti”.

Il commento di Paolo Griseri (Repubblica TV)

Fiat, Marchionne invoca la fusione con Chrysler e nega la chiusura di fabbriche in Italia.

Il manager invoca la fusione “il più presto possibile”, ma serve chiudere le trattative con il sindacato che detiene il 41,5% di Chrysler. Tra le altre uscite della giornata, critiche a Draghi e richieste al governo.

Torino – Sergio Marchionne a tutto campo nella giornata di venerdì. L’amministratore delegato di Fiat ha parlato della prossima fusione con Chrysler, affermando che il tentativo è “portare avanti il progetto nel più breve tempo possibile”; delle prospettive dell’azienda per l’Italia, dicendo che non saranno chiusi stabilimenti ma evitando ancora una volta di parlare nel dettaglio dei nuovi investimenti.

L’ad non ha mancato di commentare la situazione economica in Europa (“Sono rimasto scioccato dalla decisione BCE di non abbassare i tassi. Ho visto le reazioni dell’euro stamattina e trovo il valore attuale dell’euro sproporzionato rispetto alle nostre capacità di competere perché non aiuta l’economia, non aiuta nessuno”) e di far pervenire le richieste di Fiat al governo (“L’unica cosa che ho chiesto è che ci lascino lavorare senza ostacoli, non è molto”).

Fiat condannata per condotta antisindacale anche a Termoli

L’azienda ha applicato un diverso trattamento economico sulle indennità ai lavoratori iscritti alla Fiom con una perdita salariale di 300 euro al mese.

Firenze – Il tribunale di Larino (campobasso), da cui dipende lo stabilimento di Termoli, ha condannato la Fiat per la seconda volta per attività antisindacale “in quanto ha applicato – rende noto la Fiom – un diverso trattamento economico sulle indennità ai lavoratori iscritti alla Fiom con una perdita salariale di 300 euro al mese”.

L’azienda era già stata condannata nel mese di marzo dal Tribunale di Bologna per avere rifiutato il riconoscimento delle rsu della Fiom dopo l’entrata in vigore dell’accordo separato firmato solo da Cisl, Uil e Ugl.

Intanto non accenna a fermarsi la crisi produttiva della Fiat. Ieri è stata annunciata ieri la cassa integrazione anche per tutti gli addetti alle ex Meccaniche di Mirafiori (1.441 addetti). I lavoratori si fermeranno dal 26 novembre al 2 dicembre. Oggi Marchionne incontrerà i leader sindacali, dopo l’esame dei dati del terzo trimestre da parte del CdA.

Il commento di Paolo Griseri (Repubblica.it)

Mirafiori, impiegati in cassa integrazione

Sei giorni di stop per tutti i 5.400 dipendenti: è la prima volta nella storia. Futuro a tinte fosche anche per Termini Imerese e Cassino

Torino – Le difficoltà del mercato dell’auto e il calo delle vendite Fiat cominciano ad avere contraccolpi in tutti gli stabilimenti italiani. A Mirafiori per la prima volta tutti i 5.400 impiegati, compresi i colletti bianchi, andranno in cassa integrazione per sei giorni: 14, 15 e 21 giugno, 12, 13 e 19 luglio. Altri erano già programmati per il 22 giugno e il 20 luglio quando lo stabilimento torinese resterà chiuso utilizzando i permessi personali dei lavoratori.

Anche a Termini Imerese la situazione è sempre più difficile. Un nuovo tavolo è convocato al ministero dello Sviluppo economico per lunedì 4 giugno con Fiat, Dr Motor, sindacati, Regione Sicilia e ministero del Lavoro. Per il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, «una soluzione al problema dello stabilimento siciliano deve venire dal governo e da Fiat. Il sindacato non accetterà mai che Fiat possa semplicemente chiudere e licenziare».
 
Crescono i timori anche a Cassino, da dove escono circa 220 mila auto all’anno a fronte delle 400.000 previste.

Sic Fiat Italia, il film documentario su Mirafiori al Teatro Puccini di Firenze

Il documentario di Daniele Segre racconta i giorni del referendum a Mirafiori.

Firenze – Il 13 e il 14 gennaio 2011, si tiene nello stabilimento Fiat di Mirafiori il referendum sull’accettazione o meno delle nuove condizioni di lavoro imposte dall’azienda e fortemente propagandate dal suo amministratore delegato, Sergio Marchionne. Tra gli operai si accende un dibattito infuocato, tra chi vuole opporsi alla rinuncia dei diritti acquisiti in anni di lotte per mantenere il lavoro e chi invece è disposto ad accettare qualunque cosa pur di continuare ad avere un salario, per quanto minimo.

Sull’argomento il regista e documentarista Daniele Segre ha realizzato l’interessante documentario Sic Fiat Italia, un viaggio a ritroso nel mondo del lavoro dal titolo più amaro che ironico.

Il film sarà proiettato giovedì 12 gennaio al Teatro Puccini di Firenze prima e dopo la presentazione del libro di Maurizio Landini e Giancarlo Feliziani “Cambiare la fabbrica per cambiare il mondo”. Presenti gli autori che ne discuteranno con Enrico Rossi, Paul Ginsborg e Daniele Segre.

Fiat-Chrysler, ipotesi di alleanza con Peugeot. Il futuro sembra lontano dall’Italia

Nel 2012 Marchionne prevede un calo di 400-500 mila vetture. L’ad resta vago sulla futura sede del gruppo.

Prato – Dal salone di Detroit Sergio Marchionne scruta il Vecchio Continente, che anche quest’anno non porterà buone notizie per l’auto («se continua così, Fiat perderà 400-500 mila vetture») e prevede un nuovo giro di alleanze. Per tutti.

«Ci deve essere un altro consolidamento dell’industria automobilistica a livello europeo e non solo – queste le sue parole – L’aggregazione è essenziale». Secondo fonti qualificate, la pista del Lingotto a questo punto porta a Parigi: i francesi di Psa Peugeot-Citroën sono pronti a negoziare l’alleanza.

Quanto alla nuova sede del gruppo, l’ad di Fiat continua a restare vago ma ha minimizzato le polemiche sul possibile spostamento da Torino: “facciamo riunioni ovunque, a Detroit, a Torino, in America Latina, in Cina. Che cosa cambia?”, ha detto assicurando di nuovo che i posti di lavoro a Torino saranno salvaguardati. “Quello del Lingotto e’ un numero protetto”, ha detto.

Fiom: referendum abrogativo sul nuovo contratto in Fiat

L’obiettivo è di arrivare a raccogliere il 20% del firme sul totale degli 86.200 addetti del gruppo.

Torino – I delegati Fiom hanno iniziato una raccolta di firme davanti a tutti gli stabilimenti italiani del gruppo Fiat per chiedere un referendum abrogativo dell’accordo collettivo di primo livello (quello che estende il «modello Pomigliano» a tutti) siglato lo scorso 13 dicembre e che sarà in vigore dal 1° gennaio 2012.

L’iniziativa è stata annunciata dal responsabile nazionale auto Giorgio Airaudo e dal segretario provinciale dei metalmeccanici torinesi Federico Bellono. L’obiettivo è di arrivare a raccogliere il 20% del firme sul totale degli 86.200 addetti del gruppo.

Contratto Fiat, la Fiom lascia il tavolo

Lo strappo all’ Unione industriale di Torino. Landini: esclusi dalle altre sigle. Cisl, Uil e azienda: il negoziato va avanti

Torino – Va avanti senza la Fiom la trattativa tra la Fiat e i sindacati per il nuovo contratto degli oltre 80mila lavoratori del gruppo. Il sindacato dei metalmeccanici della Cgil non ha sottoscritto la richiesta del Lingotto di condividere l’accordo del 29 dicembre 2010, quello di Pomigliano, contrastato in quanto peggiorativo delle condizioni di lavoro degli operai. Al tavolo continuano a sedere Fim, Uilm, Fismic, Ugl e associazione Quadri e Capi Fiat, impegnati in una riunione ristretta con l’azienda

Dura la reazione del segretario della Fiom Maurizio Landini: «E’ unattentato senza precedenti alle libertà sindacali». Un’accusaalle altre sigle sindacali rimaste al tavolo: «Hanno chiesto di proseguire il negoziato che esclude la Fiom. Non è più una proposta dell’ azienda. È una richiesta delle altre sigle. Un fatto gravissimo che deve riguardare anche le forze politiche e il governo: i sindacati, così, diventano aziendali e corporativi».

La Fiat disdice tutti i contratti a partire dal 1° gennaio 2012

Una svolta unilaterale per affermare in tutti gli stabilimenti del gruppo il “modello Pomigliano”

Roma – Fiat Group Automobiles ha disdetto, dal primo gennaio 2012, tutti gli accordi sindacali vigenti e “ogni altro impegno derivante da prassi collettive in atto” in tutti gli stabilimenti automobilistici italiani. Lo si apprende da fonti sindacali.

L’azienda ha scritto una lettera ai sindacati, nella quale si rende comunque disponibile “a promuovere incontri per finalizzare e valutare le conseguenze del recesso” e “alla eventuale predisposizione di nuove intese collettive”.

Il punto di riferimento per la Fiat è il contratto firmato il 29 dicembre 2010 a Pomigliano.
Dai sindacati le reazioni sono tutte di preoccupazione, ma con accenti diversi.