Presentato il Piano nazionale amianto. Al processo l’avvocato Di Amato chiede l’assoluzione di Schmidheiny

Torino – Mentre il processo Eternit prosegue con le arringhe dei difensori il ministro della Salute Balduzzi ha presentato a Casale Monferrato il Piano nazionale amianto. Un testo di 40 pagine (scarica il documento in versione integrale) che delinea le linee di intervento sul tema a livello nazionale e territoriale. Il Piano è stato elaborato dai Ministeri della Salute, dell’Ambiente e del Lavoro. Approvato dal Governo il 21 marzo scorso, attualmente è all’esame della Conferenza Stato-Regioni. Scaturisce dalla II Conferenza governativa sulle patologie asbesto-correlate, che si è tenuta a Venezia dal 22 al 24 novembre 2012, a distanza di tredici anni dalla prima.

Centrale il tema delle risorse economiche per le bonifiche e per la ricerca. Il sindaco di Casale Monferrato Giorgio Demezzi ha toccato l’aspetto della necessità di reperire i fondi, dei quali ci sono 2 milioni di euro fermi in Regione e ha chiesto ai parlamentari presenti di farsi carico di percorsi legislativi che portino all’attuazione di quanto previsto dal Piano. Nella parte del piano relativa alla sicurezza sul lavoro e alle misure previdenziali c’è poi un’apertura alla possibilità che siano inseriti tra i beneficiari di indennizzi o risarcimenti anche coloro i quali hanno contratto malattie per esposizione ambientale e non solo lavorativa all’amianto. Al tavolo di confronto coordinato dal ministero del Lavoro che deve valutare come si possano aiutare concretamente le parti lese nel processo Eternit prendera’ parte anche una rappresentanza dell’Avvocatura generale dello Stato.

Da segnalare l’intervento del pm Guariniello, che ha denunciato l’assenza di processi sul tema dell’amianto in Italia e ha chiesto al ministro della Salute di istituire un Osservatorio sui tumori professionali.

Nell’udienza odierna ha parlato il legale di Schmidheiny, l’avvocato Astolfo Di Amato, che ha chiesto l’assoluzione del suo assistito dicendo che «il vertice di una multinazionale con stabilimenti in tutto il mondo non può essere ritenuto responsabile di come vengono gestite le società italiane che hanno propri consiglieri di amministrazione. Ciò tanto più quando, come nel nostro caso, sono state fornite risorse enormi da utilizzare per la tutela della ambiente e dei lavoratori».

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Eternit, parlano i difensori di Etex e De Cartier. Novità dal tavolo tecnico sui risarcimenti.

Torino - Nuova udienza al processo d’appello Eternit. Oggi sono proseguite le arringhe dei responsabili civili, le società chiamate a rispondere in solido con gli imputati degli eventuali risarcimenti che il tribunale potrebbe decidere di riconoscere a chi ha subito danni a causa della attività della multinazionale dell’amianto. Sono intervenuti il difensore di Etex (società belga collegata a de Cartier) e uno dei due avvocati del belga Jean Louis de Cartier per affrontare proprio l’argomento delle richieste delle parti civili.

Intanto si registrano novità anche sul versante dei risarcimenti. L’Inail farà da «apripista» per il recupero delle provvisionali, gli anticipi sui risarcimenti che la giustizia italiana ha riconosciuto alle partiti civili. «Ma anche lo Stato dovrà fare la propria parte e noi non ci stancheremo di chiedere la piena attuazione della sentenza, non solo con la condanna penale ma anche dando concretezza ai risarcimenti». Lo ha detto Bruno Pesce, coordinatore del Comitato Vertenza Amianto dopo la conclusione del tavolo tecnico convocato alla sede Inail di Roma. «Il tavolo tecnico, istituito dal Ministero del Lavoro con il Ministero della Salute e le altre amministrazioni interessate e i soggetti danneggiati, è previsto negli obiettivi del Piano nazionale amianto»,  sottolinea un comunicato diffuso dal ministero della Salute. Piano che sarà presentato l’8 aprile a Casale.

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Ora è ufficiale: il comune di Casale ha detto no ai milioni dell’Eternit

Torino - Lo avevamo già anticipato ma solo adesso è arrivata l’ufficialità. Casale Monferrato ha rinunciato ai milioni di Mr. Eternit. La giunta comunale presieduta da Giorgio Demezzi ha rifiutato la proposta della Becon A.G. per conto dell’imputato Stephan Schmidheiny, accusato dal pool del pm Raffaele Guariniello di disastro doloso e omissioni dolosa di cautele antinfortunistiche per l’inquinamento e le malattie mortali provocate dall’amianto.

Lo svizzero proprietario della Eternit AG aveva offerto 18,3 milioni di euro a patto che il Comune uscisse dal processo e rinunciasse a qualsiasi azione futura nei suoi confronti e verso le sue aziende. Un’offerta rigettata da Demezzi dopo l’avvio di un percorso istituzionale con il Ministro della Salute Renato Balduzzi e con il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini: “Abbiamo valutato con senso di responsabilità e razionalità, nonostante la forte emotività che evoca il nostro dramma”, ha affermato il sindaco.

La sentenza sarà pronunciata lunedì 13 febbraio.

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Risarcimento Eternit, il Comune di Casale ci ripensa?

Torino - Manca poco alla sentenza del processo Eternit, il prossimo 13 febbraio il tribunale presieduto dal giudice Casalbore pronuncerà il suo verdetto. Nel frattempo continua a tenere banco la vicenda del risarcimento offerto dall’imputato Stephen Schmidheiny al Comune di Casale Monferrato.

Il Sindaco Giorgio Demezzi aveva manifestato l’intenzione di accettare i soldi ritirandosi così da parte civile, ma la reazione indignata dei familiari delle vittime e l’intervento di autorità come il vescovo di Casale e il Ministro della Salute Renato Balduzzi sembra avergli fatto cambiare idea.

Il ministro Balduzzi e il sindaco Demezzi si sono incontrati ed è stato deciso di avviare un percorso “per permettere al Comune di Casale di esercitare un ruolo importante nella strategia nazionale di contrasto alle malattie correlate all’amianto e alle azioni di bonifica”. In pratica, il Comune riceverà dei finanziamenti pubblici come sostegno alla ricerca scientifica contro la malattia killer, il mesotelioma pleurico, che nell’anno appena terminato solo a Casale ha fatto altre 58 vittime. Gran parte di queste erano cittadini qualunque, che non avevano mai lavorato all’Eternit. Si aggiungono ai circa 1700 morti registrati in città in questi decenni per patologie legate all’amianto.

 

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