Taranto - La mortalità a Taranto è più alta rispetto al resto della regione del 14 per cento per gli uomini e dell’8 per cento per le donne (in media l’11 per cento in più), mentre rispetto al resto della provincia si ammalano di tumore il 30 per cento in più degli uomini e il 20 per cento in più delle donne. Sono i dati contenuti nel Progetto Sentieri dell’Istituto superiore della sanità sui siti inquinati relativi agli anni 2003-2009. Nelle donne l’incidenza dei tumori è più alta con dati che oscillano tra il 24 e il 100 per cento, mentre per gli uomini rispetto alla media della Regione le possibilità di morire di tumore aumentano fino al 419 per cento.
Dati impressionanti, che il ministro dell’Ambiente Clini ha commentato parlando della necessità di “un piano straordinario”. Il Comitato Cittadini e lavoratori liberi e pensanti ha convocato un’assemblea pubblica in piazza. E non è tutto: secondo Valerio Gennaro, dirigente del dipartimento di Epidemiologia e prevenzione dell’Istituto nazionale per la ricerca sul cancro, «parlare solo di tumori significa sottostimare il problema». Questa la sua intervista pubblicata sul sito Linkiesta.
I dati sono stati presentati all’inizio dell’ennesima settimana cruciale per il futuro dell’azienda. Mercoledì il presidente Bruno Ferrante incontrerà i rappresentanti sindacali per fare il punto della situazione alla vigilia della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della «nuova» Autorizzazione integrata ambientale allo stabilimento siderurgico, autorizzazione amministrativa per la quale il gruppo Riva non ha ancora sciolto le riserve in ordine alla sostenibilità tecnica ed economica.