Tromba d’aria sull’Ilva. Una quarantina i feriti, si cerca un disperso

Taranto - Una violenta ondata di maltempo si è abbattuta su Taranto e una tromba d’aria ha causato il crollo del camino delle batterie 1 e 2 dello stabilimento Ilva, nel reparto cokerie, ma anche il crollo in mare di una gru. Una quarantina i feriti, mentre i sommozzatori sono al lavoro per cercare un disperso.

Il tragico evento atmosferico arriva mentre il governo continua a lavorare sulla bozza di decreto per permettere all’azienda di proseguire la sua attività per altri due anni.

 

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Ilva, dati drammatici sulla mortalità per tumore. Settimana cruciale per il futuro dell’azienda

Taranto - La mortalità a Taranto è più alta rispetto al resto della regione del 14 per cento per gli uomini e dell’8 per cento per le donne (in media l’11 per cento in più), mentre rispetto al resto della provincia si ammalano di tumore il 30 per cento in più degli uomini e il 20 per cento in più delle donne. Sono i dati contenuti nel Progetto Sentieri dell’Istituto superiore della sanità sui siti inquinati relativi agli anni 2003-2009. Nelle donne l’incidenza dei tumori è più alta con dati che oscillano tra il 24 e il 100 per cento, mentre per gli uomini rispetto alla media della Regione le possibilità di morire di tumore aumentano fino al 419 per cento.

Dati impressionanti, che il ministro dell’Ambiente Clini ha commentato parlando della necessità di “un piano straordinario”. Il Comitato Cittadini e lavoratori liberi e pensanti ha convocato un’assemblea pubblica in piazza. E non è tutto: secondo Valerio Gennaro, dirigente del dipartimento di Epidemiologia e prevenzione dell’Istituto nazionale per la ricerca sul cancro, «parlare solo di tumori significa sottostimare il problema». Questa la sua intervista pubblicata sul sito Linkiesta.

I dati sono stati presentati all’inizio dell’ennesima settimana cruciale per il futuro dell’azienda. Mercoledì il presidente Bruno Ferrante incontrerà i rappresentanti sindacali per fare il punto della situazione alla vigilia della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della «nuova» Autorizzazione integrata ambientale allo stabilimento siderurgico, autorizzazione amministrativa per la quale il gruppo Riva non ha ancora sciolto le riserve in ordine alla sostenibilità tecnica ed economica.

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Ilva, arriva l’Aia. La prevista riduzione della produzione è un bluff

Taranto - Arriva la nuova Aia, ma il futuro dell’Ilva non si dirada. L’azienda sostiene di non poter adempiere alle condizioni imposte per continuare ad utilizzare gli impianti.

Leggendo il documento salta agli occhi una palese incongruenza: tra le prescrizioni adottate per il risanamento ambientale è prevista la riduzione della capacità produttiva da 15 a 8 milioni di tonnellate. Ma 15 milioni di tonnellate è la capacità massima potenzialmente prevista, mentre la produzione media storica dello stabilimento è proprio di 8 milioni di tonnellate. Come dire che l’azienda potrà continuare a produrre a piacimento.

Tra gli altri punti contestati dagli ambientalisti, il silenzio sui dati del rapporto Sentieri che il ministero della Salute avrebbe dovuto rendere pubblici il 12 ottobre. Non la pensano così le amministrazioni locali (Regione Puglia, Provincia e Comune di Taranto), che hanno espresso parere favorevole al nuovo documento.

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Ilva, presentata la nuova Aia. Gli ambientalisti contestano le prescrizioni

Taranto - Ieri sera il ministro dell’Ambiente Clini ha presentato la nuova Autorizzazione integrata ambientale per l’Ilva di Taranto (leggi il documento), oggi il documento è già al centro delle polemiche. Verdi e associazioni puntano il dito contro un passaggio dell’Aia in cui la commissione si dichiara incompetente a valutare l’efficacia dell’impiego delle “migliori tecnologie disponibili”; tecnologie che comunque, in base agli studi scientifici presentati dagli ambientalisti non sono comunque in grado di abbattere le emissioni in misura significativa.

Da dire anche che il documento presentato ieri è parziale, dato che riguarda soltanto la parte relativa alle emissioni in aria mentre manca l’esame su discariche, rifiuti e acqua, aspetti altrettanto cruciali per realizzare una completa bonifica.

Stamani si è svolta la manifestazione ‘Io non delego, io partecipo’, organizzata dal Comitato di ‘Cittadini e lavoratori liberi e pensanti‘ per difendere salute, ambiente, reddito e occupazione (guarda le immagini sul sito di Repubblica).

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Ora è ufficiale: il comune di Casale ha detto no ai milioni dell’Eternit

Torino - Lo avevamo già anticipato ma solo adesso è arrivata l’ufficialità. Casale Monferrato ha rinunciato ai milioni di Mr. Eternit. La giunta comunale presieduta da Giorgio Demezzi ha rifiutato la proposta della Becon A.G. per conto dell’imputato Stephan Schmidheiny, accusato dal pool del pm Raffaele Guariniello di disastro doloso e omissioni dolosa di cautele antinfortunistiche per l’inquinamento e le malattie mortali provocate dall’amianto.

Lo svizzero proprietario della Eternit AG aveva offerto 18,3 milioni di euro a patto che il Comune uscisse dal processo e rinunciasse a qualsiasi azione futura nei suoi confronti e verso le sue aziende. Un’offerta rigettata da Demezzi dopo l’avvio di un percorso istituzionale con il Ministro della Salute Renato Balduzzi e con il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini: “Abbiamo valutato con senso di responsabilità e razionalità, nonostante la forte emotività che evoca il nostro dramma”, ha affermato il sindaco.

La sentenza sarà pronunciata lunedì 13 febbraio.

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