Milano, cade il bavaglio anti-Caselli

FirenzeAlla fine è stata una standing ovation. Trecentocinquanta-quattrocento persone in piedi ad applaudire per più minuti Giancarlo Caselli, che aveva appena offerto il racconto appassionato di quel che gli sta accadendo, l’elenco delle scritte indecenti comparse sui muri di tutte le città d’Italia e le precisazioni sull’inchiesta torinese sulle violenze (e non sul movimento) no-tav. Si è emozionato, e ha emozionato, il procuratore, quando si è soffermato sull’insulto volutamente ossessivo “Caselli mafioso”.

Proprio lui che andò volontario a Palermo dopo le stragi e che anche recentemente a Torino ha guidato l’operazione Minotauro, facendo arrestare 150 persone accusate di associazione ‘ndranghetista e altri reati. Ma si è emozionato ancora di più davanti a quella inaspettata dimostrazione di affetto e solidarietà, alla quale non hanno potuto partecipare almeno altre duecento persone impossibilitate a entrare nella Sala Alessi del Comune di Milano. E’ stata una svolta, probabilmente, in questa vicenda surreale, intitolata no-tav ma su cui si stagliano in lontananza i conti mai risolti di alcuni protagonisti degli anni di piombo con il vecchio nemico, simbolo della loro sconfitta.  Merito delle associazioni promotrici di ieri, che hanno fatto vedere a tutti e per sempre come si difende una democrazia quando il buon senso e il coraggio vacillano. Merito del Comune di Milano, che ha dimostrato che cosa può e deve fare un’istituzione per essere degna di questo nome.

Centinaia di cittadini “militanti della Costituzione” contro venti “rivoluzionari” che hanno fatto irruzione in sala tre ore prima con l’idea fissa che “Caselli non deve parlare” e pronti ad accusare Carlo Smuraglia, presidente dell’Anpi, di schierare i vecchi partigiani contro “i nuovi partigiani”! Venti persone alle quali, nonostante i continui appelli via web, non si è aggiunto nessuno. Speriamo che sia un segno per tutti. Il tempo dell’indifferenza è finito.

Firma: Nando Dalla Chiesa

Fonte: Liberainformazione

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Tentata estorsione, assolto Dell’Utri

MilanoI giudici della prima sezione della Corte di appello di Milano hanno assolto Marcello Dell’Utri dall’accusa di tentata estorsione aggravata da finalità mafiose perché “il fatto non sussiste”. Così, recita il dispositivo letto in aula dal giudice Marta Malacarne, che però ha richiamato il secondo comma dell’articolo 530 del codice di procedura penale, utilizzato quando manca la prova certa che il reato sia stato davvero commesso. Assolto anche l’altro imputato, il boss mafioso Vincenzo Virga. In passato, la Cassazione aveva annullato per due volte le sentenze di secondo grado. Il senatore era accusato di tentata estorsione, in concorso con il boss della mafia Vincenzo Virga, ai danni dell’imprenditore Vincenzo Garraffa. 

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Due dei tanti giorni di eversione delle istituzioni

FirenzeDonne, pensionati e padri di famiglia hanno sfilato ieri per le strade della Capitale invocando una via di uscita, una soluzione ai danni provocati – prima del terremoto -, in nome del denaro dai loro simili, solo nel genere, ma non nell’anima dove nei secondi non vi è posto per lo scrupolo. In cuor loro gli aquilani hanno una sola speranza: tornare a vivere un’esistenza normale, fatta di lavoro e calore delle mura domestiche. Quelle stesse mura crollate come castelli di sabbia con il terremoto. Volevano semplicemente essere ascoltati. Ad un certo punto, invece, si sono trovati di fronte agenti in assetto antisommossa che non hanno esitato a colpire coi loro manganelli. Per i cittadini dell’Aquila la giornata si concluderà con un contentino: il pagamento in dieci anni anziché cinque – come era previsto nella norma approvata in Commissione – dei tributi e dei contributi non versati per effetto della sospensione decisa in seguito al terremoto. All’orizzonte non vi è traccia, però, di far rinascere L’Aquila e l’emergenza rischia di diventare normalità.

E’ stata soltanto una giornata nera, una delle tante del quarto governo Berlusconi. Il risveglio, dopo l’effetto pallone – efficace distrazione delle masse -, con la Spagna in finale nel Campionato del Mondo, non ha riservato buone nuove: Flavio Carboni, coinvolto nell’inchiesta sugli impianti eolici da costruire in Sardegna, viene arrestato dai carabinieri su richiesta dei magistrati romani, assieme al geometra Pasquale Lombardi e l’imprenditore Arcangelo Martino. Ai tre viene contestata anche la violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete: spunta nel filone d’inchiesta l’ombra della massoneria. Nell’inchiesta sono coinvolti anche il coordinatore del Pdl Denis Verdini e il Presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci. Carboni, Martino e Lombardi avrebbero tentato nel 2009 di avvicinare i giudici della Corte Costituzionale nel tentativo di condizionare il giudizio in merito alla legge Alfano, bocciata dalla Consulta.  La contropartita per tale operazione sarebbe stata la candidatura di Nicola Cosentino alla Regione Campania. La P2 non è solo tema per gli storici.

A Milano intanto sfilavano in corteo gli operai della Mangiarotti Nuclear: di nuovo il manganello. La denuncia arriva dalla Fiom Cgil, mentre la Questura ha parlato di <<azioni di contenimento>>. Le tute blu volevano solo protestare contro il rischio di perdere il lavoro. Due dei tanti giorni di eversione delle istituzioni.  

 

 

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Insieme per la Costituzione repubblicana. Manifestazione nazionale a Milano.

Firenze“Insieme per la Costituzione repubblicana”.  E’ il titolo della manifestazione nazionale, promossa da diversi Comitati promotori – fra questi c’è anche l’Anpi -, che si svolgerà domani (2 giugno) a Milano in difesa dei principi presenti nella Carta Costituzionale e che sono alla base della nostra libertà. Il corteo partirà alle ore 14 da Bastioni Porta Venezia per affluire in piazza Venezia dove è previsto un comizio. Sul palco i vari rappresentanti delle associazioni che hanno promosso l’iniziativa che leggeranno gli articoli della prima parte della Costituzione. Saranno presenti il presidente dell’Anpi Raimondo Ricci, il presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Roberto Natale e il segretario della Cgil Guglielmo Epifani. A moderare i vari interventi e a presentare l’evento sarà Ottavia Piccolo. Pubblichiamo il testo “Appello per il 2 giugno”, condiviso e firmato da diversi Comitati.

«La Repubblica e la Costituzione italiana sono legate in un rapporto indissolubile. Hanno radici comuni nella nostra storia e in particolare nella Resistenza, che, come ha ricordato il Presidente Giorgio Napolitano, non ha soltanto liberato il Paese dall’occupazione tedesca e dalla dittatura fascista, ma ha riunificato l’Italia. Il 2 giugno è la Festa della nascita della Repubblica e della Carta Costituzionale. La Costituzione ha consacrato sentimenti, speranze, valori profondamente radicati, in cui si riconoscono tutti gli italiani. Essa è il frutto del lavoro unitario della costituente, ma non può essere ridotta al semplice compromesso tra i partiti. Ora siamo vieppiù italiani ed europei. Ma siamo tanto più europei, se ogni cittadino, a Nord e a Sud, sente di appartenere alla stessa comunità, che ha fondamento nella Costituzione. La Costituzione è base della nostra libertà.

In essa sono scolpiti i pilastri della nostra democrazia: i diritti umani e la partecipazione della cittadinanza alla vita sociale e politica; la passione egualitaria, cioè la passione verso i diritti di cittadinanza, egualmente riconosciuti a tutti. A partire dal diritto al lavoro e alla formazione, eliminando gli impedimenti e gli ostacoli e creando le condizioni al suo esercizio effettivo; l’autonomia e la separazione dei poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario), compreso quello dell’informazione; e la loro indipendenza, la loro laicità e l’equilibrio tra di essi.

Oggi questi pilastri e questi principi sono a rischio. E dunque la stessa democrazia può entrare in crisi e correre rischi di svuotamento e di involuzione. La Costituzione è come un albero, radicato nella terra in cui nasce e cresce. Si può potarlo o innestarlo, ma non si può sradicarlo dalla sua terra, senza farlo morire. Le riforme per rinnovare l’Italia vanno realizzate seguendo i principi della Carta Costituzionale. Per queste ragioni invitiamo tutti coloro i quali si riconoscono in questi fondamentali principi ed obiettivi a partecipare alla manifestazione che si svolgerà a Milano il 2 giugno. Facciamo del 2 giugno la ricorrenza civile e popolare per imparare, ridestare e tenere svegli i valori fondanti della Repubblica e della Costituzione».

Comitato promotore: Acli Lombardia, Anpi nazionale, Arci, Associazione Adesso Basta, Associazione culturale Punto Rosso, Casa della Carità, Casa della Cultura, Cgil, Il Popolo Viola Milano, Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, Libertà e Giustizia.

 

L’adesione dell’Anpi

 

 

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Milano, novità ex Albergo Regina.

FirenzeRiceviamo e pubblichiamo la lettera di Giovanni Marco Cavallarin che annuncia le novità sull’ex Albergo Regina, sede per oltre un anno del quartiere generale nazista a Milano.

 

Care amiche, cari amici,
rieccomi finalmente a voi con i miei auguri per il 2010 e con importanti novità sull’ex Albergo Regina. Come ricorderete, l’Albergo Regina, a pochi passi dal Duomo, dal 13 settembre 1943 al 30 aprile del 1945, è stato la sede del quartiere generale nazista di Milano. Non una lapide lo ricorda.
Avevamo promosso una petizione, che ha raccolto la ragguardevole cifra di 1.821 adesioni. L’abbiamo consegnata nel dicembre del 2008 al Presidente del consiglio comunale, Manfredi Palmeri, che l’ha accolta con grande disponibilità. Ci siamo poi incontrati il 30 aprile 2009 sotto l’ex albergo Regina per una commossa cerimonia in cui abbiamo parlato di quel mattatoio nazista e per riconsegnare, questa volta pubblicamente, la nostra petizione. Poi tutto si è mestamente arenato.
Ma da qualche mese abbiamo rimesso in moto il meccanismo inceppato: in un incontro al Consiglio di Zona 3, parleremo della storia dell’ex Albergo Regina, anche grazie al documentario che Vera Paggi e Micaela Nason hanno realizzato per RaiNews24, e della vicenda della nostra petizione. Individuata la proprietà dell’edificio, la quale ha anche sostenuto le spese per la sua realizzazione, abbiamo deciso di scoprire, con sobria cerimonia, la lapide il 22 gennaio, ore 14,30. Vogliamo così dare anche il nostro contributo al Giorno della Memoria del 2010.
Speriamo anche di presentarvi, odoroso ancora d’inchiostro, un fascicolo sul tema. Il contributo di quanti vorranno aiutarci a sostenerne le spese sarà benvenuto. Per adesso contiamo sulla pazienza del tipografo.
Due appuntamenti dunque, meglio dettagliati nel volantino allegato:
1.      Mercoledì 20 gennaio 2010, ore 21. Consiglio di Zona 3, Via Sansovino 9, Milano. Incontro pubblico.
2.      Venerdì 22 gennaio 2010, ore 14,30. Ex Albergo Regina, Via Silvio Pellico ang. Via Santa Margherita. Cerimonia di scoprimento della lapide.
Sono convinto, o per lo meno speranzoso, che ci incontreremo in molti. A presto, e Felice 2010.

Marco Cavallarin.

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La condanna dell’Anpi per il ferimento di Silvio Berlusconi.

Firenze Pubblichiamo il comunicato dell’Anpi che condanna, senza se e senza ma, l’aggressione al Presidente del consiglio.

 

<<La presidenza e la segreteria nazionale dell’Anpi esprimono la loro decisa condanna nei confronti del gesto insano con il quale è stato ferito il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Nell’esprimere un augurio per un pronto ristabilimento in salute, l’Anpi rileva che, allorché il contrasto e perfino il conflitto tra diverse concezioni della politica sfociano nella violenza, si verificano un imbarbarimento e un degrado dei rapporti dai quali non possono che derivare profondi guasti per l’intera comunità nazionale. Questa è la lezione che il passato doloroso della nostra storia insegna. Ciò sia detto quale ammonimento, anche se il gesto che ha colpito il Presidente del Consiglio è stato compiuto da uno squilibrato. La dialettica e le contrapposizioni politiche, sia detto una volta per tutte, debbono sempre essere esercitate in forma democratica, per una elementare ragione di coerenza con la conquista delle libertà sancite dalla nostra Costituzione>>.

Fonte: Anpi.

 

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Cosa vuol dire per Calderoli o Salvini “ama il prossimo tuo come te stesso”?

PratoPubblichiamo l’articolo, scritto da Bice Biagi e pubblicato sul quotidiano on-line Articolo 21. Riflessioni e domande in risposta agli attacchi, diretti al cardinale Dionigi Tettamanzi da parte della Lega.   

Sabato pomeriggio col mio golfone viola sono andata ad unirmi a quel gruppo di gente di buona volontà che in piazza Fontana diceva no al governo Berlusconi. Non c’era, per la verità, una gran folla e alzando gli occhi verso il palazzo dell’Arcivescovado mi è venuto da pensare che in questa Milano a cui voglio tanto bene e che negli ultimi anni è stata avvilita da una certa politica e da una nuova borghesia che poco ha a che vedere con quella aperta e generosa del dopoguerra, almeno è rimasto un grande Pastore di anime, il cardinale Dionigi Tettamanzi, un Pastore che non si occupa solo del suo gregge, ma consola e protegge anche chi Dio lo prega in modo diverso. Bene, anzi male: stamattina apro i giornali e leggo che la Lega ha attaccato Tettamanzi con lo stile che più le si confà: volgare e arrogante. Di quale colpa si sarebbe macchiato il prelato, tra l’altro proprio nel giorno nel quale si festeggia Ambrogio, il Santo patrono, il laico che accettò l’investitura vescovile per acclamazione del popolo e che rifiutò l’omaggio dell’imperatore Teodosio, reduce dalla strage di Tessalonica, rifiutando quindi il compromesso con il potere laico? Il nostro Vescovo, secondo il ministro Roberto Calderoli, <<non c’entra nulla con il suo territorio, sarebbe come mettere un prete mafioso in Sicilia>>; e ancora <<parla solo dei rom>>, e tutto perché il cardinale ha criticato la giunta di Letizia Moratti sui temi dell’accoglienza e della moralità e ha invitato le istituzioni a far rinascere il solidarismo ambrosiano. E non c’è dubbio che a Tettamanzi non è piaciuto ( e lo ha fatto sapere), lo sgombero di un campo nomadi alla periferia della città che ha messo sulla strada 250 rom, tra cui 31 bambini già inseriti a scuola. Ma com’è possibile che esponenti della Lega ignorino, per esempio, la parabola del figliol prodigo e il senso profondo di solidarietà che anima il cristianesimo? Cosa vuol dire per Calderoli o Salvini <<ama il prossimo tuo come te stesso>>? Altra domanda: in questa strenua battaglia leghista per il crocifisso nei locali pubblici (una curiosità: anche bar, trattorie, che so?, osterie bergamasche?) come la mettono con i riti e i matrimoni celtici? Se non sbaglio fu proprio Roberto Calderoli a sposare l’ex consorte Sabrina con questo rito tirato fuori chissà da dove. Milano ha avuto nel tempo una grande storia pastorale, dal cardinale Schuster a Carlo Maria Martini ed ora, in una fase di oscurantismo culturale e politico, è sollevata dal sapere che in piazza Fontana non c’è solo il Cardinale, ma un uomo buono e giusto. Vuoi vedere che tra qualche sabato ci tocca tornare sotto quelle finestre per manifestare per Lui?

Bice Biagi.

Fonte: Articolo 21.

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Mafia, arrestati i boss Nicchi e Fidanzati.

FirenzeE’ stato catturato oggi pomeriggio in una abitazione, vicina al Palazzo di Giustizia di Palermo, il latitante Gianni Nicchi, considerato nonostante la giovane età il boss emergente di Cosa nostra nella città siciliana. L’operazione è stata effettuata dalla squadra della Catturandi di Palermo, la stessa che lo scorso mese è riuscita ad arrestare Domenico Raccuglia. Adesso la Sicilia occidentale si è trasformata in terra di conquista per quello che è considerato il numero uno di Cosa nostra, il trapanese Matteo Messina Denaro (link).  

Sempre oggi, a Milano, è stato arrestato Gaetano Fidanzati, uno dei boss mafiosi il cui nome era inserito nell’elenco dei trenta ricercati per mafia più pericolosi. L’operazione è stata portata a termine grazie agli agenti della squadra mobile che hanno bloccato l’uomo in via Marghera mentre era in compagnia del cognato. Il suo nome compare in varie inchieste italiane e americane su traffici mondiali di eroina e cocaina. È ritenuto dagli investigatori uno dei più importanti boss del narcotraffico. Arrestati anche i figli, Guglielmo e Giuseppe, che avevano basi logistiche nel nord dell’Italia e avevano occupato ampi spazi nel mercato della cocaina in Veneto e Lombardia.

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Albergo Regina: 1800 firme per non dimenticare.

MilanoRiceviamo e pubblichiamo la lettera inviata da Marco Cavallarin che ci parla della cerimonia, avvenuta lo scorso 30 aprile, 64° anniversario della resa dei tedeschi asserragliati all’ex Albergo Regina di Milano.

Non eravamo nemmeno tantissimi il 30 aprile scorso davanti all’ingresso dell’ex Albergo Regina, in via Santa Margherita 16, a Milano. Quell’albergo dal 13 settembre 1943 al 30 aprile 1945 è stato il quartier generale delle SS a Milano, uno dei mattatoi in cui tortura, detenzione, assassinio e avviamento ai campi di sterminio di antifascisti, partigiani ed esseri umani erano la regola comportamentale dei nazisti e degli ossequiosi fascisti che a quell’albergo requisito facevano riferimento, come a Villa Triste o a via Rovello, sempre a Milano.
Non eravamo neanche pochissimi se a testimoniare, dopo 64 anni dalla sua liberazione, eravamo almeno in 200, abbastanza per bloccare il traffico su via Santa Margherita, tanto che abbiamo deciso di spostarci in un angolo meno trafficato, quello con via Silvio Pellico, dove al numero 7 era l’ingresso secondario del Regina. Intanto Giovanni Rubino, archeologo del presente, animava con la sua attività la scena, ricalcando su carta con matitoni e carboncini (frottage) il testo “Via Santa Margherita 16″, e scriveva sull’asfalto con lo spray parole di memoria.

Eravamo lì insieme ad Anpi, Aned, Anpia, Cdec, Fondazione per il Memoriale della Shoah, ex Deportati, Associazione Figli della Shoah, Comunità Ebraica Milanese, e tanti cittadini, per consegnare a Manfredi Palmeri, Presidente del consiglio comunale di Milano, in forma pubblica, ufficiale, le 1800 firme che abbiamo raccolto perché almeno una lapide venga apposta su quei muri testimoni di atrocità indicibili.
E’ stata una cerimonia commossa, ma priva di accenni retorici, e rigorosa nelle intenzioni, che bene sono state intese da Manfredi Palmeri, il quale ha affermato pubblicamente la sua condivisione della nostra richiesta, e la ferma volontà di dare seguito positivo ad essa perché la memoria di quel luogo non vada perduta.

Abbiamo fatto insieme cenno alla realizzazione di una mostra fotografica con immagini del tempo e a un volume dedicato alla vicenda dell’Albergo Regina occupato. Di questi argomenti si è già occupato in maniera eccellente il documentario di Vera Paggi e Micaela Nason trasmesso più volte il 25 aprile scorso su RaiNews24.

Tali affermazioni Manfredi Palmeri le ha pronunciate di fronte alle associazioni e alla comunità civile presente, ma soprattutto di fronte a ex deportati e a parenti e discendenti di persone che dall’Albergo Regina erano transitate tra il ’43 e il ’45. Le sue parole comunque fanno seguito a numerosi precedenti impegni assunti direttamente con noi proponenti la petizione e trovano conferma morale nella sua attività in difesa della memoria e esplicitamente antifascista. Lo riconosco, e gliene rendo merito, nonostante la reciproca distanza politica. Chapeau!  Credo proprio che il 30 aprile del 2010, 65° anniversario della definitiva resa dell’ultimo nucleo nazista di Milano ai partigiani, e  quindi agli alleati, ci ritroveremo in quell’angolo di strada per ricordare ancora, e per scoprire la lapide, e porvi una corona d’alloro, e la nostra volontà di non dimenticare, non fine a se stessa ma finalizzata alla costruzione del presente e del futuro, alla riaffermazione dei valori della Costituzione e alla sua applicazione nella vita civile del nostro Paese.

Di un’altra lapide ci si dovrà occupare: quella del carcere di San Vittore. Lì la lapide c’è, ma non si legge più, corrosa dal tempo. Da un’amica dell’Anpi viene la sollecitazione ad occuparcene.

Marco Cavallarin

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Cerimonia all’ex Albergo Regina (Milano)

MilanoDomani ricorre il 64° anniversario della resa ai partigiani dei tedeschi asserragliati nell’ex Albergo Regina dai nazisti  dal 13 settembre 1943. Per l’occasione si svolgerà – alle ore 11,15, in  via Santa Margherita, 16 – la cerimonia pubblica di consegna al Presidente del consiglio comunale di Milano, Manfredi Palmeri, delle 1.800 adesioni alla petizione che richiede che in quel luogo ove reclusione, tortura, assassinio e deportazione di antifascisti e di altri esseri umani erano le pratiche d’uso di fascisti e nazisti, almeno una lapide ne conservi la memoria.
In ricordo di quanto avvenne, sarà deposta una corona.

Marco Cavallarin.

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