La Fiom torna in piazza. Domani sciopero generale di 8 ore.

Domani 9 marzo sciopero generale di 8 ore dei metalmeccanici, proclamato dalla Fiom. Manifestazione nazionale a Roma, accompagnata dallo slogan “Democrazia al lavoro”.

Firenze – Uno sciopero in difesa del lavoro, dei diritti negati ai lavoratori, contro il precariato, la finanza e la volontà di cancellare la forza del sindacato all’interno e all’esterno delle fabbriche. Sono soltanto alcune delle ragioni al centro dello sciopero, proclamato dalla Fiom per domani (9 marzo). Le tute blu si fermeranno per 8 ore e a Roma ci sarà una manifestazione, voluta dalla Fiom e accompagnata dallo slogan “Democrazia al lavoro”. Un’iniziativa per porre nuovamente l’accento sulla grave situazione economica dell’Italia, sui continui tentativi di sbarazzarsi dell’articolo 18 e sul modello Fiat. Il corteo partirà da piazza Esedra (ore 9) e alle 13.30 in piazza San Giovanni è previsto il comizio del segretario nazionale Fiom, Maurizio Landini. Molte le adesioni, fra queste anche Articolo 21. Assente e volutamente il partito Democratico, i suoi rappresentanti non intendono passeggiare per le vie di Roma al fianco di uomini, donne e giovani che contestano la realizzazione dell’alta velocità, Torino-Lione. Il Fattoquotidiano.it seguirà in diretta streaming il corteo della Fiom.

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Articolo 21 domani in piazza con la Fiom…  

Intervista a Maurizio Landini (fonte: libera.tv)

La Fiom torna in piazza… (fonte: rassegna.it)

 

Continuano le proteste degli operai Fiat e Alcoa

Si è svolto lo sciopero di 4 ore per protestare contro la chiusura di Termini Imerese. Operai Alcoa in piazza a Roma.

Roma – Si è svolto lo sciopero di quattro ore dei metalmeccanici della Fiat per protestare contro la chiusura dello stabilimento di Termini Imerese. Per i sindacati l’adesione è stata massiccia, dall’80% di Termini Imerese a una media tra il 50% e il 70% degli altri stabilimenti. L’azienda ovviamente fornisce dei dati più bassi, ma aldilà dei consueti balletti di cifre il dato saliente è la continuazione della protesta.

In questi giorni si sta parlando molto anche del caso Alcoa, la multinazionale americana dell’alluminio che ha ingaggiato un braccio di ferro col governo italiano e con la Commissione europea nel quale, come sempre, l’anello debole rischiano di essere i lavoratori.

Il governo ha annunciato di avere fissato un incontro con l’azienda per lunedì prossimo, 8 febbraio, e chiede all’azienda di non prendere decisioni unilaterali prima di tale incontro.