Strage di Viareggio: Regione, Provincia ed Inail saranno parti civili nel processo

Regione, Provincia ed Inail saranno parti civili nel processo per la strage di Viareggio. L’ha deciso il Tribunale di Lucca che ha respinto le richieste di esclusione presentate dalla difesa

Firenze – Regione, Provincia ed Inail saranno parti civili nel processo per la strage di Viareggio. L’ha deciso il Tribunale di Lucca che ha respinto le richieste di esclusione presentate dalla difesa. I legali di Rete Ferroviaria Italia avevano chiesto l’esclusione di gran parte delle parti civili, eccetto i familiari stretti delle 32 vittime. Il Tribunale ha rigettato la richiesta ed assieme agli enti, saranno parti civili nel processo anche i Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, il Codacons, Medicina Democratica, la Pubblica Assistenza Croce Verde, Cittadinanza Attiva, la Associazione Matteo Valenti, oltre a quasi tutti i familiari, stretti  e non, delle vittime. Uniche eccezioni coloro che hanno già ricevuto i risarcimenti e firmato accordi transattivi.

 

Strage di Viareggio, è scontro sulle parti civili

I legali di Ferrovie dello Stato chiedono l’ammissione come parti civili soltanto per i familiari. Chiesta l’esclusione di Enti locali e associazioni. La decisione giovedì prossimo.

Lucca – Seconda giornata di udienza preliminare al processo per la strage di Viareggio. Presenti in aula numerosi familiari delle vittime, compresa Ibi Ayad, la giovane marocchina che nella strage ha perso genitori e i fratelli. Gli avvocati di Ferrovie dello Stato hanno chiesto di ammettere come parti civili soltanto i familiari delle vittime, negando tale possibilità a Comune di Viareggio, Provincia di Lucca, Regione Toscana, ma anche a sindacati e vigili del fuoco.

Stessa sorte anche per le associazioni, come il Comitato Matteo Valenti, Il Mondo che Vorrei (che riunisce i familiari delle vittime della strage) o Medicina Democratica: questa richiesta è arrivata dal legale che difende Mauro Moretti, ad di Ferrovie, avvocato D’Apote. La motivazione per tali esclusioni addotte dai legali e’ che un numero troppo alto di parti civili, di fatto, andrebbe ad appesantire il procedimento.

Il processo riprenderà giovedi 4, quando il gup Alessandro Dal Torrione, sciolta la riserva, renderà noti i nomi di chi sarà ammesso come parte civile.

Thyssen, ripreso il processo di appello. La parola alla parte civile Medicina Democratica.

Ripreso il processo di appello per il rogo alla Thyssen.

TorinoCon l’intervento della parte civile Medicina Democratica, è ripreso stamani il processo di appello per il rogo alla Thyssenkrupp che provocò la morte di sette operai. Medicina Democratica è l’unica parte civile rimasta, le altre sono state già indennizzate. Nella precedente udienza l’accusa aveva chiesto la conferma delle sei condanne, ottenute con la sentenza di primo grado. In aula era presente anche Antonio Boccuzzi.  

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Thyssen, appello: la Corte esclude dal processo le parti civili già risarcite

La Corte di assise di appello di Torino ha escluso dal processo per il rogo alla Thyssen tutte le parti civili che hanno già ricevuto un indennizzo dopo la sentenza di primo grado.

TorinoLa Corte d’assise d’appello di Torino ha deciso di escludere dal processo per il rogo alla Thyssenkrupp tutte le parti civili già risarcite dopo la sentenza di primo grado. Fra queste non figura Medicina Democratica che non ha mai firmato nessun accordo scritto con l’azienda. L’avvocato Ezio Audisio, uno dei difensori degli imputati, ha fatto avere alla Corte una dichiarazione scritta con cui la multinazionale dell’acciaio si impegna a non richiedere i soldi degli indennizzi qualora la sentenza sia diversa da quella di primo grado.   

 

Eternit, la parola ai periti di parte civile. “I primi morti di amianto a fine Ottocento”

L’obiettivo è dimostrare che i vertici dell’Eternit non presero iniziative sufficienti per tutelare i lavoratori

Torino – All’udienza odierna del processo Eternit hanno parlato Luigi Mara e Bruno Thiene, consulenti di Medicina Democratica, una delle parti civili del processo. La loro deposizione è stata importante per replicare alle deduzioni della difesa di sette giorni fa, quando un consulente aveva addirittura affermato che il “mesotelioma non esiste”.

I due consulenti di Medicina Democratica hanno confutato questa assurda tesi con dati precisi. Tra il 1890 e il 1895 in una manifattura di tessuti francese ci furono 17 morti a causa dell’asbestosi, seguiti da altri casi simili in Inghilterra. Nel 1918 la compagnia di assicurazioni americana “Prudential” propose di non assicurare sulla vita i lavoratori dell’amianto e “prove inoppugnabili” di un collegamento tra le fibre e il mesotelioma vennero prodotte nei primi anni Sessanta.

“La strage dell’amianto poteva essere evitata”

Lo ha detto un consulente di parte civile. Ma Eternit non adottò le cautele che erano note all’epoca.

Torino – Udienza numero 26 al processo Eternit in corso di svolgimento a Torino. Ha deposto Luigi Mara, un altro dei consulenti delle parti civili. Mara, attivo per 40 anni nel centro di ricerca della Montedison di Castellanza, esperto in microscopia elettronica, ha svolto attività anche nel settore dell’igiene ambientale ed è esponente di Medicina Democratica.

Il consulente ha detto che «per eliminare i rischi connessi alla lavorazione dell’amianto l’unico modo era eliminare l’amianto». Le fibre alternative c’erano: la lana di roccia, la fibra di vetro, la fibra vegetale o il retiflex. Sarebbe stato possibile anche adottare tecniche e accorgimenti che avrebbero potuto ridurre moltissimo e forse addirittura azzerare il rischio asbestosi e limitare grandemente anche quello di sviluppare le forme di cancro causate dall’amianto. Per esempio: postazioni di lavoro chiuse e aspiratori particolari che catturassero la fibra per convogliarla in tubi interrati con filtri prima di espellerla all’esterno. Invece a Casale c’erano i «ventoloni» senza filtri che prendevano da dentro e buttavano fuori. E ancora, le mascherine non adeguate e tute da lavoro contaminate.

Amianto: condannati tre ex dirigenti di Fincantieri.

Il giudice monocratico del Tribunale di Palermo, Gianfranco Criscione, ha condannato per omicidio colposo plurimo e lesioni gravissime tre ex dirigenti di Fincantieri.

FirenzeIl giudice monocratico del Tribunale di Palermo, Gianfranco Criscione, ha condannato per omicidio colposo plurimo e lesioni gravissime tre ex dirigenti di Fincantieri. Sette anni e sei mesi sono stati inflitti a Luciano Lemetti, sei anni a Giuseppe Cortesi, tre anni ad Antonio Cipponeri. A tutti e tre gli imputati sono stati condonati tre anni, poichè usufruiranno dell’indulto. Il giudice ha dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione invece per altri due imputati, accusati soltanto di lesioni. Questi, Giuseppe Scrima e Salvatore Grignano, all’epoca dei fatti, erano i legali rappresentanti di due cooperative che lavoravano ai Cantieri navali di Palermo.

Al centro del processo c’è la scomparsa di 37 operai deceduti per tumore ai polmoni determinati dall’inalazione delle fibre di amianto e le lesioni riportate da altri 24 dipendenti che hanno contratto la malattia. La sentenza, inoltre, stabilisce che i tre ex amministratori di Fincantieri dovranno versare risarcimenti milionari.

 I tre ex dirigenti sono stati condannati a pagare soltanto all’Inail una maxi provvisionale che ammonta complessivamente a quattro milioni e centomila euro che rappresenta solo un anticipo del risarcimento che sarà stabilito in seguito dal giudice civile. Risarcite anche le altre parti civili, tra cui la Fiom Cgil, la Camera del lavoro, Legambiente e Medicina democratica (link).

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Al processo Eternit 6.392 richieste di costituzione di parte civile

Lo ha reso noto il giudice Casalbore. Secondo la difesa chi ha accettato il risarcimento nel 1993 dovrebbe essere escluso dal processo

Torino – E’ stata un’udienza breve, quella odierna del processo Eternit. Un’ora e mezza di dibattimento dedicata al completamento degli interventi dei legali di parte civile. Il presidente del Tribunale Giuseppe Casalbore ha reso noto che le richieste di costituzione di parte civile sono 6.392, ma il numero non è ancora definitivo dato che alcune persone si sono costituite più di una volta.

Negli interventi dei legali si è parlato del diritto di inserirsi nel processo da parte di chi nel 1993 aveva accettato il risarcimento rinunciando a future rivalse nell’ambito del processo penale che aveva portato alla condanna dei dirigenti locali dell’Eternit. Si tratta di una lista che comprenderebbe parecchie centinaia di casi. Secondo gli avvocati degli imputati i firmatari dovrebbero essere esclusi dal processo in corso. Non la pensano così gli avvocati delle parti lese in quanto si trattava di un altro processo celebrato per altri reati.

Il processo e’ stato aggiornato al 1° marzo quando il giudice scioglierà la riserva sulle questioni proposte fino ad ora. L’udienza proseguirà poi con eventuali altre questioni preliminari.

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Eternit, la difesa contro le parti civili

“Troppe parti civili rallentano il processo”. La difesa solleva eccezione di costituzionalità sulla loro ammissione. Presenti 150 abitanti di Casale Monferrato

Torino – Terza sessione dell’udienza preliminare del processo alla multinazionale Eternit SpA. Il dibattimento non è ancora entrato nel vivo ma le decisioni prese in questa fase potranno condizionarne i futuri sviluppi.

In particolare, oggi è stata la giornata della difesa. L’avvocato Astolfo Di Amato, legale di Stephan Schmidheiny, uno dei due dirigenti imputati, ha sollevato la questione di legittimità costituzionale sull’ammissione di alcune delle 765 parti civili del processo (736 individuali che riguardano familiari e vittime, 29 da parte di enti e associazioni). E’ la prima volta che in un tribunale italiano viene posta una questione del genere.

La difesa fa leva sul principio di territorialità e contesta l’ammissione delle associazioni non direttamente legate al territorio, tra cui Legambiente e Medicina Democratica. Quanto ai sindacati, chiede l’ammissione solo per Cgil nazionale e Cisl Piemonte, che al loro interno assorbirebbero tutte le altre sigle territoriali che hanno presentato l’istanza. Chiesta l’esclusione anche per 106 ex lavoratori e familiari delle vittime firmatari di una vecchia transazione coi dirigenti locali dell’azienda.

Domani è prevista la replica della Procura e degli avvocati di parte civile.

La cronaca