Tv, divorzio consensuale fra Mediaset e Mentana

Mediaset e il giornalista Enrico Mentana hanno “risolto consensualmente” il rapporto di lavoro.

MilanoMediaset e il giornalista Enrico Mentana hanno «risolto consensualmente» il rapporto di lavoro. A darne notizia in un comunicato è stato lo stesso gruppo del Biscione.  Lo scorso 26 maggio, il tribunale del Lavoro di Roma aveva disposto la reintegrazione in Mediaset di Mentana, dopo che era stato rimosso dalla conduzione di  “Matrix” in seguito alle dimissioni del giornalista da direttore editoriale. La rottura fra le parti era avvenuta lo scorso 9 febbraio, quando l’azienda respinse la richiesta di Mentana di andare in onda poche ore dopo la morte di Eluana Englaro. In seguito a quel no, il giornalista si dimise da direttore editoriale di Mediaset ma l’azienda decise di rimuoverlo anche dal programma televisivo. Da qui l’appello al tribunale del giornalista, che accusava l’azienda di averlo «dimissionato e illegittimamente licenziato». Poi, la sentenza e l’annuncio di Mediaset di voler ricorrere in appello. Oggi invece è arrivato l’annuncio in un comunicato dell’accordo raggiunto fra le parti. Un comunicato che non precisa se ci sia stata oppure no una buonuscita economica.

Il giudice del lavoro: Mentana deve tornare a condurre “Matrix”. Mediaset farà ricorso.

Enrico Mentana deve tornare a condurre “Matrix”. L’ha stabilito il giudice del lavoro del Tribunale di Roma.

Roma Il giudice del lavoro Guido Rosa del Tribunale di Roma ha dichiarato illegittimo il licenziamento di Enrico Mentana e ha ordinato alla Rti di reintegrarlo nel posto di lavoro con le mansioni di realizzatore e conduttore del programma “Matrix”, condannando l’azienda al risarcimento del danno. Il giornalista, autore del libro dal titolo “Passionaccia”  – uscito nelle librerie da pochi giorni – si era sì dimesso dal ruolo di direttore editoriale, ma aveva sostenuto di essere stato «dimissionato» anche da giornalista e conduttore di “Matrix” e pertanto illegittimamente licenziato. Mentana aveva criticato la scelta editoriale di non modificare la programmazione di Canale 5 nel giorno della morte di Eluana Englaro, avvenuta lo scorso 9 febbraio. Il giornalista chiese ai vertici di Mediaset di andare in onda in prima serata ma l’azienda decise di trasmettere regolarmente una puntata del “Grande Fratello”. Da questa diversità di vedute Enrico Mentana decise di dimettersi da direttore editoriale ma non da conduttore di “Matrix”, tanto da definirsi un «dimissionato» al momento in cui l’azienda decise di sostituirlo anche dal programma da lui stesso realizzato e condotto. In ragione della sostituzione, Mediaset affidò la conduzione a Alessio Vinci, in passato corrispondente della Cnn. Oggi è arrivata la risposta del giudice del lavoro che dà ragione al giornalista. Mediaset ha già annunciato il proprio ricorso in appello (link).

Mentana racconta i retroscena della sua uscita da Mediaset. Lo fa nel libro “Passionaccia”

Nel suo primo libro dal titolo “Passionaccia”, l’ex conduttore di Matrix Enrico Mentana dedica spazio alla lettera, mai resa nota prima, scritta a Fedele Confalonieri la notte tra il 21 e il 22 aprile 2008, dopo una cena coi vertici Mediaset e i direttori giornalistici, a una settimana dal trionfo elettorale di Berlusconi. Il libro, nelle librerie da domani, è edito da Rizzoli.

Firenze – «Non mi sento più di casa in un gruppo che sembra un comitato elettorale». E’ un passaggio della lettera, scritta da Enrico Mentana e finora mai resa nota, a Fedele Confalonieri la notte tra il 21 e il 22 aprile dello scorso anno dopo una cena coi vertici di Mediaset e direttori giornalistici a una settimana dal successo elettorale di Silvio Berlusconi. L’ex conduttore di Matrix pubblica la missiva nel suo libro “Passionaccia”, edito da Rizzoli e nelle librerie dal 13 maggio. Vanity Fair, in edicola domani, ne anticipa un capitolo del testo e dedica a Mentana la copertina.  Dalla stagione “calda” del giornalismo politicizzato degli anni settanta alla Rai lottizzata, dalla creazione del Tg5 all’esplosione di Tangentopoli. E i quindici anni dalla discesa in campo di Berlusconi. Sono solo alcuni dei ricordi che Enrico Mentana racconta nel suo primo libro, all’indomani delle dimissioni da Mediaset. Conosciuto e stimato come una voce indipendente e incisiva dell’informazione, Mentana offre in queste pagine non solo la varietà degli aneddoti e retroscena di trent’anni di mestiere, ma i consigli, le riflessioni, le analisi e la preziosa testimonianza della passione che lo ha portato dov’è ora. Quella di raccontare il mondo in cui siamo immersi: magari è tramontato il sogno di cambiarlo, ma resta comunque il dovere, e il piacere, di capirlo. L’autore presenterà la sua prima opera alla Fiera del Libro di Torino, che inizierà dopodomani per concludersi il 18 maggio.

Televisione, il divorzio fra Mike e Mediaset. Il mercato non ha un volto umano.

L’addio di Mike Bongiorno da Mediaset. E’ stato lo stesso conduttore televisivo a comunicare che l’azienda di Cologno Monzese non gli ha rinnovato il contratto, scaduto lo scorso dicembre.

Firenze<<Lei ha segnato la storia della tv italiana>>. E’ un passaggio del messaggio, scritto nel 2004 dall’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e rivolto a Mike Bongiorno, in quella occasione nominato “Grand’ufficiale con Ordine al Merito della Repubblica Italiana”. Il testo d’augurio si concludeva con un <<grazie per l’allegria>>. Una parola, quest’ultima, che ha accompagnato l’intera carriera televisiva del conduttore originario di New York. Uno stato d’animo, quello dell’allegria, che probabilmente il signore dei quiz non avrà vissuto in queste ultime settimane o addirittura mesi. Dopo l’addio di Enrico Mentana, è arrivato il divorzio fra  Bongiorno e Mediaset. Una separazione per nulla consensuale,annunciata in un comunicato dallo stesso conduttore. <<Non ho tradito Silvio Berlusconi – ha spiegato Mike – Mediaset prima della fine dell’anno scorso, senza preavviso, non mi ha rinnovato il contratto che mi legava al gruppo fin dalla sua fondazione. Di conseguenza ora non avendo legami sono libero di svolgere il mio lavoro con chiunque>>. La replica da Cologno Monzese non è tardata ad arrivare. <<Vincolare un simile personaggio a un contratto di esclusiva senza un progetto di produzione concretamente avviato sarebbe stato controproducente per lo stesso Bongiorno>>. Nella sua biografia dal titolo Mike Bongiorno – il libro è uscito nel novembre 2007 -, il conduttore televisivo, rivolgendosi al Presidente del Consiglio in carica, scrive: <<Caro Silvio, c’è chi mi ha definito “maestro e vero profeta del verbo berlusconiano”. Il nostro in verità è un silenzioso, indistruttibile patto che va al di là della frequentazione, che non c’entra niente con la politica, una vera intesa tra amici rivoluzionari…, che sanno di potersi fidare l’uno dell’altro>>.  Altro che berlusconismo, c’è molto di più. Qual è la colpa che avrebbe commesso lo showman? La logica di mercato non ha spazio per i sentimenti, per la pietà cristiana, colpisce ognuno di noi, spazza via tutto e tutti. La persona spreme ma, al contempo, è spremuta e quando non si rivela più un veicolo d’affari per se stesso e per l’impresa, viene abbandonata. Nella fattispecie, vuoi per le fortune acquisite nel tempo, vuoi per la sua attuale forza, sostenuta anche da un Fiorello lanciatissimo, lo scenario tutto sommato per Mike non si dovrebbe presentare così tragico, come assistiamo giorno dopo giorno per le fasce più deboli. Per i tanti cittadini – la maggioranza -, considerati numeri, costretti a produrre e quando la produzione manca, i lavoratori vengono invitati a rimanere nelle proprie case. Sempre che ne siano proprietari. Sennò c’è anche il rischio di perdere l’abitazione. D’altronde, si sa,  il mercato non ha mai avuto un volto umano. Nemmeno per Mike.  

Matrix, dopo l’addio di Mentana arriva Vinci

Dopo le dimissioni di Enrico Mentana, Mediaset affida la conduzione di Matrix a Alessio Vinci, capo dell’ufficio romano della CNN e corrispondente della rete all-news per l’Italia. Si è risolto in un nulla di fatto l’appello lanciato dai giornalisti del Tg5 affinché i dirigenti dell’azienza e Enrico Mentana tornassero a sedersi intorno ad un tavolino per riallacciare un dialogo che negli anni ha prodotto risultati non indifferenti. Nel 2005 Vinci ha ricevuto il premio dedicato dal Corriere della Sera a Maria Grazia Cutuli.

 RomaIl volto nuovo per Matrix è Alessio Vinci, capo dell’ufficio romano della Cnn e corrispondente della rete all-news per l’Italia. Non è stato accolto l’appello dei giornalisti del Tg5 che chiedevano ai vertici di Mediaset e allo stesso Enrico Mentana di tornare a parlarsi nella speranza di riallacciare un dialogo che negli anni ha prodotto non indifferenti risultati. I dirigenti dell’azienda invece hanno deciso di accettare le dimissioni, di non tornare indietro e di affidare la conduzione del programma ad un altro giornalista. Il programma tornerà in onda su Canale 5 da martedì 24 febbraio. L’ha annunciato ieri Mediaset in una nota, sottolineando che è confermata la cadenza di tre seconde serata a settimana. A fianco di Vinci, nel coordinamento della redazione, ci sarà Alessandro Banfi, vicedirettore di Videonews, tra i primi curatori del programma con Enrico Mentana e già vicedirettore del Tg5.

Alessio Vinci, 40 anni, ha lavorato come giornalista alla Cnn dal 1989. Per il servizio internazionale dell’emittente ha coordinato e prodotto le dirette televisive durante la prima guerra del golfo (1991). Vinci ha ricoperto il ruolo di corrispondente da Berlino e successivamente da Mosca, vivendo in prima persona e raccontando nei suoi reportage tutti i principali eventi accaduti nella regione in quegli anni, dal crollo del comunismo alla guerra in Cecenia. Come capo dell’ufficio di corrispondenza della Cnn a Belgrado ha seguito la crisi Nato-Yugoslavia del 1999 e la caduta di Slobodan Milosevic. Come inviato ha prodotto numerosi servizi sul crollo delle torri gemelle di New York, nel 2001, seguendo poi le truppe americane in Afghanistan e in Iraq. Da Roma ha seguito e dato conto della morte e degli storici funerali di Papa Giovanni Paolo II e quindi dell’elezione del nuovo pontefice Benedetto XVI. Alessio Vinci, nel 2005, ha ricevuto il premio giornalistico dedicato dal Corriere della Sera a Maria Grazia Cutuli.