Questa Rai gioca al ribasso

Firenze – Perché Emilio Fede è stato licenziato da Mediaset? Per la storia del viaggio in Svizzera con tanto di valigia? Per aver fatto combriccola con Lele Mora? Sciocchezze. Fede era e rimane il più fedele servitore del Cavaliere. Il metodo usato è stato un po’ brusco, ma tipico di Pier Silvio che fece la stessa cosa con Mike Bongiorno.

Mediaset è messa male in Borsa, in crisi d’ascolti e di pubblicità, in più Passera le ha tolto il beauty contest. Fra nove giorni il famoso canale 58 (quello avuto in prova da Romani su cui già sono stati fatti cospicui investimenti), il biscione, se lo vuole, lo dovrà pagare. L’informazione-propaganda di Fede non serve più e il suo Tg fa acqua (6 % di share), mentre il TgCom, sempre su Rete 4, è in ascesa, anche se il risultato, per ora raggiunto, non è pari all’investimento. Cosa darebbe al servizio pubblico Corradino Mineo con Rai News se avesse le stesse risorse del Tg Com e di Sky News 24?

Il regalo alla concorrenza è incomprensibile. In Rai tutto ruota attorno all’attivo di bilancio. Poco importa se il risultato arriva non dalle scelte editoriali, dalla strategia degli investimenti umani e industriali, ma dal taglio dei budget. Ricordo un’indimenticabile audizione in Commissione di vigilanza dell’ex dg Masi (giugno 2010), convocato per rendere conto della sua decisione di non rinnovare il rapporto tra Rai e Sky (la Rai rinunciò a 50 milioni di euro all’anno per 7 anni), in cui raccontò che la cifra era già stata recuperata dalla pubblicità venduta sui canali digitali. In precedenza Masi (estate 2009) aveva raccontato un’altra favola: “La centralità del digitale terrestre è l’obiettivo su cui andranno concentrati gli sforzi editoriali e gestionali”. Ad oggi l’unico tra i nuovi canali che supera di poco l’1% di share nella media giornaliera è Rai 4 (direttore Carlo Freccero), ed è anche il solo che attrae un po’ gli investitori.

Morale: nel 2010 la tv di Stato è stata battuta negli introiti sia da Mediaset che da Sky. Recentemente la società Nielsen ha pubblicato i dati pubblicitari di gennaio 2012 rispetto allo stesso mese del 2011, la tv meno 6,3%, i quotidiani meno l’8,9%, solo Internet incrementa: più 10 %. Dove sono finiti i tanto promessi “sforzi editoriali e gestionali”? Minzolini è stato sostituito da alcuni mesi, ma l’ascolto del Tg1 non è cambiato. Anzi il Tg con annesso “Qui radio Londra” è il vero problema di chi vende gli spazi pubblicitari. La redazione è di prima qualità, gli Speciali Tg1 lo dimostrano. Possibile che non ci sia tra questi un giornalista in grado di prendere il posto di Ferrara o di fare il 9% di Vespa in prima serata? Se la sostituzione avvenisse sarebbe utile anche alle tasche della Rai.

Firma: Loris Mazzetti

Fonte: Blog di Loris Mazzetti

Rai-Agcom, Berlusconi indagato per abuso di ufficio

Silvio Berlusconi indagato per abuso d’ufficio in concorso con l’ex commissario Agcom Giancarlo Innocenzi e l’ex direttore generale della Rai Mauro Masi per le pressioni esercitate dal premier nel 2009 affinché venisse sospesa la trasmissione “Annozero” di Michele Santoro.

RomaSilvio Berlusconi indagato per abuso d’ufficio in concorso con l’ex commissario Agcom Giancarlo Innocenzi e l’ex direttore generale della Rai Mauro Masi per le pressioni esercitate dal premier nel 2009 affinché venisse sospesa la trasmissione “Annozero” di Michele Santoro. E’ la novità istruttoria decisa dal procuratore Giovanni Ferrara, dall’aggiunto Alberto Caperna e dai pm Ilaria Calò e Roberto Felici cui il tribunale dei ministri aveva restituito il fascicolo aperto a Trani, dichiarandosi incompetente a giudicare il caso sul presupposto che Berlusconi, nel momento in cui telefonò a Innocenzi e Masi, non agì nelle sue funzioni di Presidente del Consiglio.

E così i magistrati della procura di Roma hanno preso atto delle conclusioni (benché non vincolanti) dello speciale collegio per i reati ministeriali che ha di fatto archiviato le accuse di minacce e concussione attribuite a Berlusconi, unico indagato finora, con Innocenzi e Masi persone offese. Per il tribunale dei ministri dall’esame delle intercettazioni relative a diciotto telefonate sarebbe configurabile un’ipotesi di abuso d’ufficio per tutti e tre i protagonisti della vicenda. Nei prossimi giorni i pm di piazzale Clodio si riuniranno per fare il punto della situazione e decidere se concludere gli accertamenti con il deposito degli atti (passo che prelude a una richiesta di rinvio a giudizio), salvo una integrazione dell’attività istruttoria, o con una richiesta di archiviazione al gip.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Il palinsesto Bisignani-Rai

Firenze – “Parla con me” è in palinsesto ma Serena Dandini non ha il contratto. “Report” è in palinsesto ma per Milena Gabanelli è vietata la protezione legale. Di “Vieni via con me”, invece, nessuna traccia. Abbiamo appreso dalle indagini sulla P4 dei pm Henry John Woodcock e Francesco Curcio, dell’esistenza in Rai di un direttore generale ombra che considerava Mauro Masi inadeguato, al punto che lui, Luigi Bisignani (tessera n. 1689 della P2, definito un facilitatore d’affari: appalti per centinaia di milioni, acquisizioni immobiliari, controllo sulle nomine e sui contratti Rai, con una rete di relazioni che servivano a condizionare la vita pubblica italiana), gli dettava la lettera di licenziamento di Santoro, veniva consultato tutte le volte che il dg, quello ufficiale, aveva bisogno di “conoscere il polso della politica”.

Bisignani sta a Letta come Letta sta a B. Da queste indagini si capisce il perché della fine del rapporto tra Rai e Sky. La Rai (con il 41% di ascolto attira solo il 24% della pubblicità), pur battendo Mediaset in numero di telespettatori, è al terzo posto per i ricavi, al primo, ovviamente, Mediaset (ascolto medio 38%, risorse pubblicitarie 56%), al secondo posto Sky. Cosa può fare Rai Tre da sola contro poteri che riescono a condizionare non solo l’azienda ma gli imprenditori e i politici, contro alcuni consiglieri come Antonio Verro (ex dipendente di EdilNord e Pubblitalia, ex parlamentare di Forza Italia), che l’ha definita: “Un’enclave separata dal resto dell’azienda”?

L’importante per B. è che “Vieni via con me” non vada in onda in Rai. Per la prima volta nella storia della tv si sta derogando un contratto di esclusiva: Fabio Fazio tornerà su Rai3 con “Che tempo che fa”, e sarà autorizzato a fare il programma con Saviano su un’altra tv. Che contratto di esclusiva è mai questo? Interessante sapere cosa ne pensa la Corte dei Conti al riguardo visto che la Rai rinuncia ai propri diritti, regalando, di fatto, la trasmissione alla concorrenza. Tutto ciò è immorale: si lascia una scenografia (costata 350 mila euro), a marcire in un magazzino invece di ammortizzarla con altre 4 puntate. Immorale perché “Vieni via con me” non è solo degli autori e di chi ha la spada del comando, ma è della Rai cioè di tutti quelli che vi hanno lavorato in nome del Servizio pubblico, anche loro hanno il diritto del rispetto come i telespettatori che, oltre a Fazio e Floris, vogliono rivedere in autunno anche la Dandini e la Gabanelli, perché no anche Michele Santoro con “Annozero”. Se ciò accadrà, si potrà dire che il metodo Masi-Bisignani è finito.

Firma: Loris Mazzetti

Fonte: Il Fatto Quotidiano

La Rai secondo Lei

Firenze È stato scritto e riscritto che con la nomina a direttore generale di Lorenza Lei una donna è diventata, per la prima volta, capo della Rai, dimenticando Letizia Moratti che tra il ’94 e il ’96 da presidente fece nella tv pubblica quello che voleva: assumere e licenziare i dg come si fa con i lavoratori stagionali. Sulla nomina della Lei sono state scritte, proprio perché donna, un sacco di banalità: il vestito che indossava, i chili persi, dura e determinata, ecc. La Lei è una manager costruita nell’azienda (non se ne può più di conquistadores che non sanno nulla di tv), che ha lavorato sempre con profitto, che conosce bene la Rai (pregi e difetti), che è in grado, se glielo permetteranno, di mettere la donna o l’uomo giusto al posto giusto. Le riforme non prescindono mai da chi le attua. Il consenso è stato unanime ma una domanda sorge spontanea: “Sono state dettate regole di ingaggio?”. È notorio che al ministro delle Attività produttive Romani questa Rai non piace al punto di non prendere provvedimenti per combattere l’evasione del canone (record europeo), fondamentale per dare ossigeno alla cassa. Non credo che l’obiettivo della Lei sia di riuscire dove ha fallito il suo predecessore, durerebbe il tempo di un sospiro, la sua scuola è quella dei Bernabei e non degli “improvvisati”, anche se il vero male della Rai è rappresentato dai partiti perché impongono nomi a prescindere dalle reali capacità in cambio di un fedele servilismo. Il dg ha detto che il suo obiettivo è riformare la Rai.

Il risultato elettorale potrebbe essere arrivato al momento giusto per essere utilizzato a rendere l’azienda indipendente nel rispetto del Contratto di servizio. Anche i dati di ascolto, sull’approfondimento post voto, impongono una riflessione sull’affezione e la credibilità. A fronte di risultati modesti (Ferrara al 16% di share, Vespa al 15,1), La7 ha risposto con l’11,73% del Tg di Mentana, la Gruber all’8,21 e L’Infedele al quasi 9%, per non parlare delle altre tv al 25 (Speciale elezioni del tg di Sky al 10%).

Altro argomento: i conti della Rai. Ha scritto Massimo Mucchetti sul Corriere della Sera che nel 2007 (premier Prodi, dg Cappon), la Rai aveva 16 milioni di debito contro i 127 di liquidità, mentre nel 2011 il debito rischia di salire fino a 320 milioni. Pronta replica di Masi che in un’intervista a Milano Finanza ha regolarmente smentito: “Nel 2011 la Rai chiuderà con un attivo tra i 20 e i 40 milioni”. Altro dubbio visto i riferimenti alla cassa: “Il cda ha approvato la riforma Lei (le reti diventeranno canali, nasceranno macrostrutture trasversali), tutto questo solo per far fuori i programmi non graditi al Cavaliere?”.

Firma: Loris Mazzetti

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Rai, Lorenza Lei designata direttore generale.

Lorenza Lei è stata indicata all’unanimità dal consiglio di amministrazione della Rai come nuovo direttore generale al posto del dimissionario Mauro Masi.

Roma – Lorenza Lei è stata indicata all’unanimità dal consiglio di amministrazione della Rai come nuovo direttore generale al posto del dimissionario Mauro Masi che andrà a ricoprire l’incarico di amministratore delegato della Consap. Domani alle ore 11 è convocata l’assemblea totalitaria dei soci – prevista per legge -, per raggiungere l’intesa sul nome del nuovo direttore generale. Salvo imprevisti, alle ore 12 si riunirà di nuovo il Cda di Viale Mazzini per la ratifica definitiva.  L’intero consiglio ha optato per questa scelta interna che porterà per la prima volta nella storia della Rai una donna al vertice dell’azienda.

Mauro Masi lascia la direzione della Rai. Aperta la partita della successione

Il suo nuovo incarico sarà ad di Consap. Per la successione ballottaggio tra Lei, Verro e Del Noce.

Prato – Mauro Masi lascia la direzione generale della Rai per occupare la poltrona di amministratore delegato di Consap, la concessionaria pubblica di servizi assicurativi controllata interamente dal Tesoro.

Per la sua successione in Rai la partita è aperta e si pensa a una soluzione interna: in pole position il vicedirettore generale Lorenza Lei, già alla guida dello staff dei direttori generali Saccà, Cattaneo e Meocci. Ma in pista ci sarebbe anche il direttore di Rai Fiction Fabrizio Del Noce, mentre alcune chance residue verrebbero attribuite anche al consigliere di maggioranza Antonio Verro.

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Rai, bocciato il ricorso contro Santoro

La sezione del Lavoro della Corte d’appello di Roma ha respinto il ricorso presentato dalla Rai per ottenere la sospensione della sentenza di reintegro del conduttore, in attesa del giudizio della Cassazione.

FirenzeSantoro resta al suo posto. La sezione del Lavoro della Corte d’appello di Roma ha respinto il ricorso presentato dalla Rai per ottenere la sospensione della sentenza di reintegro del conduttore, in attesa del giudizio della Cassazione. La sentenza contestata dalla Rai risale al 2009 e conferma a Santoro il suo ruolo di conduttore e realizzatore di programmi di approfondimento in prima serata. Il ricorso alla Corte d’appello è stato deciso a seguito della puntata del 27 gennaio scorso quando il direttore generale  Mauro Masi ha telefonato in diretta ad Annozero, dissociandosi dai contenuti del programma. La puntata, dedicata al caso Ruby, è poi finita sul tavolo del vertice di viale Mazzini (ma anche del ministro Paolo Romani, che ha inviato una lettera di segnalazione all’Agcom), per la presunta violazione del Codice di autoregolamentazione dei processi in tv. Viale Mazzini ha poi presentato il ricorso. Una mossa definita «inammissibile» dalla Corte che ha rimandato alla Rai la responsabilità di «esercitare un’attività di controllo compatibile» con il lavoro intellettuale e creativo del giornalista.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

I codardi vogliono punire Mazzetti perchè non hanno avuto il coraggio di censurare Fazio e Saviano

La sospensione a Loris Mazzetti è un attacco diretto all’articolo 21 della Costituzione. Firma anche tu l’appello, lanciato dal quotidiano on-line Articolo 21.

FirenzeOra basta. Ma a dirlo dobbiamo essere tutti insieme. La sospensione a Loris Mazzetti è un attacco diretto all’articolo 21 della Costituzione. A Loris Mazzetti vogliono fare quel che fecero a Montanelli. E l’attacco nei suoi confronti è un attacco all’articolo 21 della Costituzione. E agli oltre 10 milioni di telespettatori che hanno visto “Vieni Via con me”. E’ la ripicca dei vigliacchi, di chi non ha avuto il coraggio di fermare la trasmissione ed oggi se la prende con uno degli autori. Un richiamo anche per lo sforamento di 130 secondi dell’ultima puntata. 2 minuti e 10 secondi, per capirci. E nessuno pensa alle violazioni di pluralismo, alle 16 ore di replica affidate a Maroni. Ora davvero basta. Mandiamo a casa questa cricca di servi che sta uccidendo la Rai. Il 15 dicembre noi saremo solidali con RaiTre e con Mazzetti e daremo loro un premio di resistenza civile, che è un premio esteso a tutti i telespettatori che non la pensano come Masi e Marano.

Per questi motivi Articolo 21 lancia un appello, e chiede a tutti gli amici della rete, al popolo viola, a Valigia blu, a Libertà e Giustizia, agli studenti e ai precari che protestano, al mondo dei bloggher e a tutti i telespettatori che hanno una propria presenza in internet, su twitter, su facebook o in ogni community di rilanciare quest’appello e di farlo firmare su Articolo 21. Salviamo Mazzetti, salviamo il pluralismo e difendiamo l’articolo 21 della Costituzione Italiana da chi vorrebbe annientarlo.

QUESTO IL TESTO DELL’APPELLO
Hanno sospeso Mazzetti perchè non hanno avuto il coraggio di oscurare “Vieni via con me”, di cacciare Fabio Fazio e Roberto Saviano. La sospensione di Mazzetti e la lettera di richiamo alla trasmissione perchè avrebbe sforato di 130 secondi sono un oltraggio non solo agli autori ma a tutti noi che abbiamo il diritto di scegliere quale programma guardare senza essere disturbati dai molestatori di professione e dai mazzieri del conflitto di interesse.
Per queste ragioni chiediamo alle autorità di garanzia di tutelarci e di mandare ai censori prima che costoro mandino a casa l’articolo 21 della Costituzione.

QUESTO IL LINK PER SOTTOSCRIVERE L’APPELLO


 
Firme: Giuseppe Giulietti, Federico Orlando, Tommaso Fulfaro

Fonte: Articolo 21

Tv pubblica, Masi: “Non accetto l’arbitrato. La Rai si rivolgerà al giudice ordinario

Roma <<Non accettiamo questo arbitrato: la Rai andrà dal giudice ordinario, perché la legge lo consente, dal momento che riteniamo di essere pienamente nel diritto>>. Queste le parole del direttore generale della Rai Mauro Masi, in un’intervista con Gianluigi Paragone in onda questa sera su Raidue al programma l’Ultima parola, riguardo la decisione di Michele Santoro di rivolgersi all’arbitrato contro la sospensione disciplinare comminatagli dal direttore generale.

Fonte: Il Fatto Quotidiano.

Annozero andrà regolarmente in onda

Le prossime due puntate di “Annozero” andranno regolarmente in onda.

Roma Le prossime due puntate di “Annozero” andranno regolarmente in onda. Michele Santoro ha formalizzato la richiesta di arbitrato contro la decisione di sospensione di dieci giorni, voluta dal direttore generale Mauro Masi. La richiesta sospende la sanzione disciplinare fino alla pronuncia del collegio arbitrale, come previsto dall’articolo 7 dello Statuto dei Lavoratori. La decisione di ricorrere all’arbitrato era stata anticipata da Santoro nella Prima di “Annozero” di ieri sera (il video). Nell’ultima trasmissione, dal titolo “Scherzi a parte”, il programma ha battuto la concorrenza, interna ed esterna, facendo registrare oltre il 23% di share, pari a 6 milioni 283mila spettatori. La trasmissione “Chi ha incastrato Peter Pan”, condotta da Paolo Bonolis su Canale 5, è stata vista da 6.095.000 telespettatori. Soltanto la Prima di “Annozero” è stata vista da 5.379.000 telespettatori. Durante proprio l’introduzione, Michele Santoro aveva chiesto ai telespettatori di scrivere al presidente Rai Paolo Garimberti per evitare la sospensione del programma: <<Dovete raccogliere in ogni caseggiato, dove si ascolta Annozero una semplice dichiarazione: Se dovete punire Santoro punitelo ma non interrompete Annozero. Nei prossimi giorni vi diremo anche cosa dovete fare con esattezza>>.  Oggi sono arrivate le indicazioni su come fare anche attraverso la rete.