Firenze – La Corte d’appello di Palermo ha respinto la richiesta d’arresto avanzata ieri dalla Procura generale per l’ex senatore del Pdl Marcello Dell’Utri, condannato a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.
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Mafia, condannato Marcello Dell’Utri. Richiesta di arresto per l’ex senatore.
Firenze - Marcello Dell’Utri è stato condannato in appello a sette anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. La Corte d’appello di Palermo ha ribadito la pena della sentenza che era stata annullata in Cassazione nel marzo del 2012. Il Procuratore generale di Palermo Luigi Patronaggio ha chiesto l’arresto per il pericolo di fuga dell’ex senatore. La richiesta dovrà essere esaminata da un giudice, un passaggio di cui non si conoscono ancora i tempi. Uno dei primi commenti di Dell’Utri: «Il romanzo criminale continua…». Le accuse potrebbero essere però prescritte se la Cassazione non si pronunciasse entro il 2014. «Questa è una sentenza che rende giustizia a un lavoro molto impegnativo svolto, ci riteniamo soddisfatti”, ha commentato il Procuratore generale Patronaggio.
I nostri articoli su Marcello Dell’Utri
Dell’Utri, storia di un impresentabile: … (di Mario Portanova, fonte: Il Fatto)
Dell’Utri come Andreotti… (fonte: Il Fatto)
Mafia, Marcello dell’Utri condannato… (fonte: Sky)
Trattativa Stato-mafia, dieci rinvii a giudizio. Processo al via il 27 maggio
Palermo - Il Gup di Palermo Piergiorgio Morosini ha rinviato a giudizio dieci imputati per la trattativa Stato-mafia. Tra loro, ex ufficiali del Ros, capimafia, Massimo Ciancimino, l’ex senatore Marcello Dell’Utri e l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino. La Procura aveva chiesto il rinvio a giudizio degli imputati lo scorso 10 gennaio. Unico tra gli imputati ad ascoltare il verdetto in aula, Massimo Ciancimino. Tra le parti civili, c’era Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso nella strage di via D’Amelio, che si è costituito con il suo movimento Agende rosse.
Il processo si aprirà il 27 maggio davanti alla seconda sezione della Corte di Assise di Palermo.
Mafia, il legale di Dell’Utri chiede la prescrizione anche per i contatti fino al 1986
Firenze – Prescrizione fino al 1977 e assoluzione per le contestazioni per i fatti successivi. E’ quanto chiesto dalla difesa di Marcello Dell’Utri, processato davanti alla Corte di appello di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa. Nel concludere oggi la sua arringa, l’avvocato Giuseppe Di Peri ha chiesto la prescrizione delle accuse contestate a Dell’Utri fino al 1977 e che per i fatti successivi sia emessa una sentenza di assoluzione. Inoltre, in subordine il legale ha invocato la prescrizione per i fatti commessi fino al 1986 e l’assoluzione per quelli successivi. Il procuratore generale Luigi Patronaggio nella sua requisitoria aveva chiesto la condanna a sette anni di reclusione.
Mafia, il pg di Palermo: “Sette anni per Marcello Dell’Utri”.
Firenze – A conclusione della sua requisitoria, davanti alla Corte d’appello di Palermo, il procuratore generale Luigi Patronaggio ha chiesto la condanna a sette anni di reclusione per Marcello Dell’Utri, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Nel giugno del 2010 la Corte di appello di Palermo aveva già condannato l’ex manager di Pubblitalia a sette anni di carcere, ma la Cassazione, nel marzo scorso, aveva annullato quella condanna ordinando un nuovo processo. Obiettivo del nuovo dibattimento è provare che i rapporti tra Dell’Utri e i boss, dopo il 1977, non si siano mai interrotti. La sentenza sarà pronunciata dopo le elezioni politiche.
Chiesti sette anni per Dell’Utri… (fonte: La Repubblica)
Per l’accusa era Dell’Utri a mediare… (fonte: Rainews24)
Marcello Dell’Utri: 30 anni al servizio di Cosa Nostra (fonte: Antimafiaduemila)
Trattativa Stato-mafia, chiesto il rinvio a giudizio per Mancino, Mori, Subranni, Dell’Utri, Riina e Provenzano.
Firenze – La Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia. Tra i nomi che compaiono nella richiesta di rinvio a giudizio sono quelli dei capimafia Totò Riina e Bernardo Provenzano, degli ex ufficiali del Ros Mario Mori e Antonio Subranni, dell’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino e dei senatori Marcello Dell’Utri e Calogero Mannino. Tutti, tranne Mancino, sono accusati di attentato a un corpo politico. Mancino risponde invece di falsa testimonianza al pubblico ministero (link).
La Cassazione conferma l’assoluzione di Dell’Utri dall’accusa di tentata estorsione.
Roma – E’ definitiva l’assoluzione del senatore Marcello Dell’Utri dall’accusa di tentata estorsione nei confronti dell’imprenditore Vincenzo Garraffa, ex patron della Pallacanestro Trapani. E’ quanto deciso dalla Seconda sezione penale della Cassazione che ha respinto il ricorso della Procura di Milano contro il proscioglimento emesso il 20 maggio 2011.
Nella sua requisitoria, il sostituto procuratore generale della Cassazione Oscar Cedrangolo aveva chiesto il rigetto del ricorso della Procura milanese e la conferma del verdetto di proscioglimento formulato “perché il fatto non sussiste”. Dopo due precedenti annullamenti, è questa la terza volta che la suprema corte ha affrontato questa vicenda nata nel 1991. Secondo la ricostruzione dell’accusa, attraverso la Publitalia, guidata allora proprio da Marcello Dell’Utri, erano arrivati a Garraffa per una sponsorizzazione, un miliardo e 700 milioni di vecchie lire. La metà della somma gli sarebbe stata chiesta indietro, in nero, ma l’imprenditore si era rifiutato e allora gli sarebbero stati inviati due uomini d’onore per fargli cambiare idea. Secondo il verdetto assolutorio, però, mancava la prova che la visita dei due mafiosi (Virga e Buffa) a Garraffa fosse «finalizzata ed idonea ad incutere timore».
Fonte: Il Fatto Quotidiano
Mafia, la Cassazione: annullata la sentenza di appello contro Dell’Utri.
Roma – La Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza d’appello di condanna a 7 anni di carcere per il senatore Marcello Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa. Il processo di secondo grado dovrà essere rifatto a Palermo davanti a nuovi giudici. La Cassazione ha accolto le argomentazioni del Procuratore generale e della difesa, mentre ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura di Palermo che chiedeva un inasprimento della pena.
Mafia, Cassazione annulla la condanna … (fonte: Il Fatto Quotidiano)
Quando Dell’Utri incontrava i bossi a Mlano (guarda il video, fonte: Il Fatto Quotidiano)
Da Andreotti a Squillante a De Gennaro, tutti i processi del pg Iacoviello (fonte: Il Fatto)
Mafia, pg Cassazione: “Violati i diritti di Dell’Utri, accogliere il ricorso della difesa”.
Firenze – Accogliere il ricorso presentato dalla difesa del senatore Pdl Marcello Dell’Utri e dichiarare inammissibile quello proposto dalla procura generale di Palermo. Così il sostituto pg di Cassazione Francesco Mauro Iacoviello ha concluso la sua requisitoria nel processo che vede imputato Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa. Se la quinta sezione penale della Suprema Corte dovesse accogliere le istanze del pg, si terrebbe un nuovo processo d’appello a Palermo. «Chiedo alla Corte: esiste il ragionevole dubbio? Nessun imputato ha più diritti di altri e nessun imputato ha meno diritti di altri», ha detto Iacoviello nella sua requisitoria.
«La sentenza impugnata – ha rilevato il pg – sostiene l’esistenza del reato di concorso esterno in associazione semplice fino al 1982, poi parla di concorso esterno in associazione mafiosa fino al ’92. Nessuno ha mai sostenuto una tesi del genere – ha detto rivolto alla Corte – voi sareste i primi». Il concorso esterno in associazione mafiosa, secondo Iacoviello, «è diventato un reato autonomo» in cui «nessuno crede. Io ne faccio una questione non a favore dell’imputato, ma a favore del diritto». Il pg ha voluto, invece, sottolineare che il ricorso della procura di Palermo «non è conforme agli schemi del ricorso per Cassazione, perché è fatto per episodi, non per motivi». Inoltre, il ricorso è incentrato sul “vizio motivazionale”. La «realtà giuridica – ha osservato – è che il ricorso per vizio motivazionale presentato dal pubblico ministero deve essere accolto solo in casi eccezionali. Se lo presenta il difensore, viene accolto nel caso in cui si dimostri il ragionevole dubbio, se lo presenta il pm, questo deve dimostrare che l’ipotesi alternativa resta al di sotto del ragionevole dubbio». Iacoviello ha inoltre sottolineato che nel processo a Dell’Utri, per concorso esterno, «l’accusa non viene descritta, il dolo non è provato, precedenti giurisprudenziali non ce ne sono e non viene mai citata la sentenza Mannino della Cassazione, che è un punto di riferimento imprescindibile in processi del genere».
Iacoviello ha fortemente criticato i motivi con cui la procura generale del capoluogo siciliano aveva chiesto di annullare per Dell’Utri la condanna a sette anni di reclusione inflittagli dalla Corte d’appello di Palermo, per ottenere una pena più severa e il riconoscimento della sua colpevolezza per gli anni successivi al 1992. L’udienza è stata sospesa e riprenderà nel pomeriggio con le arringhe della difesa. In caso di conferma della condanna, per il senatore del Pdl , storico braccio destro di Silvio Berlusconi ed ex presidente di Publitalia si aprirebbero le porte del carcere. Dell’Utri, che ha già alle spalle una condanna definitiva per false fatturazioni, è nato nel 1941, dunque sarebbe escluso dai benefici che la legge riconosce agli ultrasettantacinquenni rispetto alla detenzione in carcere. Il più importante processo su mafia e politica della “seconda repubblica” è arrivato dunque a un passo dal traguardo accompagnato dalla polemica sul presidente della collegio che giudicherà Dell’Utri, Aldo Grassi, legato in passato al collega Corrado Carnevale, che negli anni Novanta si guadagnò la fama di “ammazzasentenze” dopo aver mandato assolti diversi mafiosi condannati nei primi due gradi di giudizio.
Fonte: Il Fatto Quotidiano
Marcello Dell’Utri interrogato sulla scomparsa del giornalista De Mauro. L’intreccio con le morti di Enrico Mattei e Pier Paolo Pasolini
Roma - Le indagini sulla scomparsa del giornalista Mauro De Mauro potrebbero avere un nuovo, inaspettato impulso. Una spinta investigativa che incrocerebbe anche le inchieste su altri due grandi misteri italiani: la morte di Enrico Mattei, precipitato nei cieli di Bascapè il 27 ottobre 1962, e il pestaggio letale di Pier Paolo Pasolini, il 2 novembre 1975 a Ostia.
Il procuratore aggiunto della Dda Antonio Ingroia e il sostituto Sergio Demontis, che dal 2005 indagano sulla morte del cronista de L’Ora, hanno sentito il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri, che nel 2010 aveva dichiarato di essere in condizione di ritrovare il capitolo scomparso di Petrolio, il libro incompiuto di Pasolini. Il capitolo s’intitolava Lampi sull’Eni e sarebbe la chiave di volta del romanzo a cui l’intellettuale stava alacremente lavorando prima di essere massacrato sul lungomare di Ostia