Mafia, Dell’Utri resta in carcere. Rigettata la richiesta di revisione per l’ex senatore.

Firenze Marcello Dell’Utri resta in carcere. Lo ha deciso la seconda sezione della corte d’appello di Caltanissetta, rigettando la richiesta di revisione presentata dall’ex senatore di Forza Italia. Respinta di conseguenza anche la richiesta di sospensione dell’esecuzione della pena per lo storico braccio destro di Silvio Berlusconi, avanzata nel dicembre scorso dalla procura generale nissena. A chiedere la revisione del processo per l’ex manager di Publitalia erano stati i suoi legali, gli avvocati Francesco Centonze e Tullio Padovani. I legali dell’ex parlamentare, in ogni caso, annunciano il ricorso in Cassazione.

Dell’Utri resta in carcere

Roma – Le patologie che lo affliggono non sono in stato avanzato. Ma soprattutto: se dovesse tornare in libertà potrebbe fuggire. D’altra parte era già stato latitante. Per questi due motivi Marcello Dell’Utri resta in carcere. Ancora una volta il Tribunale di sorveglianza di Roma ha respinto la richiesta di scarcerazione per motivi di salute avanzata dai legali del fondatore di Forza Italia. Nell’udienza del 2 febbraio scorso la procura generale aveva espresso parere negativo alla liberazione dello storico braccio destro di Silvio Berlusconi. Parere condiviso dai giudici che, motivando la loro decisione, spiegano come Dell’Utri sia in grado di deambulare: in caso di scarcerazione, dunque, potrebbe anche fuggire visto che non può essere sottoposto alle terapie necessarie con il braccialetto elettronico. D’altra parte, ricorda il tribunale, l’ex parlamentare si era già dato alla latitanza in Libano nell’aprile del 2014, poco prima che la Cassazione rendesse definitiva la sua condanna a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

Marcello Dell’Utri, Cassazione: No alla liberazione anticipata

Roma – Marcello Dell’Utri non ha diritto a usufruire del beneficio della liberazione anticipata per la «gravità» del reato commesso, il concorso esterno in associazione mafiosa. Lo sottolinea la Cassazione, che ha giudicato corretto il parere contrario alla scarcerazione deciso il 14 febbraio 2017 dal tribunale di Sorveglianza di Bologna, quando Dell’Utri era ancora recluso in EmiliaRomagna, nel carcere di Parma. Adesso, l’ex senatore di Forza Italia invece si trova nel penitenziario romano di Rebibbia. Il concorso esterno, ricordano gli ermellini, è un reato escluso dall’ottenimento di sconti di pena.

Biblioteca dei Girolamini: chiusa l’inchiesta, Dell’Utri verso il processo

Firenze – La procura della Repubblica di Napoli ha emesso un avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti dell’ex senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri, in relazione all’inchiesta-stralcio sul saccheggio della biblioteca dei Girolamini di Napoli. Dell’Utri è indagato per peculato in concorso con l’ex direttore della Biblioteca Marino Massimo De Caro, già condannato a sette anni di reclusione in quanto ritenuto il principale responsabile della sottrazione di libri antichi. L’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato a Dell’Utri nel carcere di Parma dove si trova dal giugno 2014 per scontare la pena di concorso esterno in associazione mafiosa.

Marcello Dell’Utri, chiesto il processo per frode da 43 milioni

La Procura di Milano ha chiesto il processo per Marcello Dell’Utri, accusato di frode fiscale.

Firenze – Marcello dell’Utri, in carcere a Parma per scontare la pena definitiva di sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa, dovrà difendersi da una nuova accusa: evasione da 43 milioni di euro nell’ambito della compravendita di spazi pubblicitari televisivi. La Procura di Milano ha chiesto infatti il processo per l’ex presidente di Publitalia e per altre otto persone. Le accuse a vario titolo vanno dalla frode fiscale alla omessa dichiarazione dei redditi, dalla bancarotta fraudolenta alla appropriazione indebita.

A Dell’Utri, con la complicità anche di Giuseppe Donaldo Nicosia, amministratore latitante della spagnola Tome Advertising, è stato contestato di aver frodato l’erario per oltre 43 milioni di euro nel periodo 2005-2011. Frode realizzata attraverso gli spazi commerciali venduti dai concessionari Publitalia 80 e Rti per le reti Mediaset e da Sipra spa per le reti Rai (non indagate), con l’interposizione di società “cartiere”, ‘gonfiando’ così i costi e tramite fatture inesistenti per circa 258 milioni. L’udienza preliminare si aprirà il 26 febbraio davanti al gup Anna Zamagni.

 

Una nuova indagine su Marcello Dell’Utri

Una nuova indagine su Marcello Dell’Utri, accusato di frode fiscale sulla compravendita di spazi pubblicitari televisivi

Firenze – Marcello Dell’Utri, attualmente in carcere per una condanna a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa, è accusato di frode fiscale nell’ambito della compravendita di spazi pubblicitari televisivi. Secondo l’accusa, i fondi ottenuti sarebbero finiti in parte a Giuseppe Donaldo Nicosia, oggi latitante, o a soggetti riconducibili a quest’ultimo. A darne la notizia è il Corriere della Sera.

La procura di Milano ha messo sotto inchiesta otto persone, fra le quali Dell’Utri e Nicosia, per una presunta frode fiscale sugli spazi pubblicitari, venduti da Publitalia 80 (la concessionaria Mediaset di cui Dell’Utri è stato presidente) e Sipra (la concessionaria Rai), attraverso una società estera, con un meccanismo che avrebbe sottratto alle casse dell’erario almeno 62 milioni di euro fra il 2003 e il 2012. Nell’indagine appena chiusa dal pm Sergio Spadaro, Dell’Utri e Nicosia sono accusati anche di concorso in bancarotta fraudolenta in relazione a una società “cartiera”, la Ics srl, e di appropriazione indebita di 280mila euro in relazione alla Nomen srl

Mafia: Dell’Utri chiede l’annullamento della condanna

Firenze Marcello Dell’Utri chiede la cancellazione della condanna a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa, per la quale è detenuto in carcere, dopo il pronunciamento della Corte europea in favore di Bruno Contrada, l’ex numero due del Sisde condannato per lo stesso reato. Gli avvocati Giuseppe Di Peri, Bruno Nascimbeni e Andrea Saccucci hanno depositato una richiesta di incidente di esecuzione alla corte d’appello di Palermo, chiedendo l’annullamento della sentenza. 

La sentenza della Corte euroepa dei Diritti dell’uomo, divenuta definitiva il 14 settembre scorso, ha annullato il verdetto di condanna emesso nei confronti di Contrada, sostenendo che la giurisprudenza italiana, fino al 1994, sul concorso in associazione mafiosa, non consentiva la tipizzazione del reato e, quindi, non permetteva all’imputato di prevedere gli effetti negativi della propria condotta. Solo dopo il 1994, con la cosiddetta sentenza Dimitri, secondo i giudici europei, la Cassazione ha raggiunto un’interpretazione univoca del reato. Siccome la condotta per cui Dell’Utri è stato condannato, come fu per Contrada, è precedente al 1994, secondo i legali ci sarebbero tutti i presupposti per una revoca del verdetto.

P3, Marcello Dell’Utri rinviato a giudizio per violazione della legge Anselmi

Marcello Dell’Utri rinviato a giudizio per violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete.

RomaMarcello Dell’Utri è stato rinviato a giudizio dal gip di Roma per la vicenda P3, una presunta associazione segreta che avrebbe influenzato organi dello Stato. Il processo all’ex parlamentare di Forza Italia è stato fissato al prossimo 22 dicembre. Le accuse all’ex braccio destro di Silvio Berlusconi, attualmente detenuto a Parma per altro procedimento, si riferiscono ai rapporti intercorsi con l’imprenditore Flavio Carboni, già rinviato a giudizio assieme ad altre sedici persone, per la parte dell’inchiesta che riguardava il business dell’eolico in Sardegna. I pm romani gli contestano la violazione della Legge Anselmi sulle associazioni segrete.

Marcello Dell’Utri, confermata la condanna a otto mesi per abuso edilizio

Confermata in Cassazione la condanna a otto mesi di reclusione per abuso edilizio a Marcello dell’Utri, già condannato per concorso in associazione mafiosa.

Roma Marcello Dell’Utri ha realizzato un abuso edilizio costruendo, senza autorizzazioni, una casa sull’albero in un’area soggetta a vincoli. È la decisione della Cassazione, che ha respinto il ricorso dell’ex senatore e convalidato la condanna a 8 mesi di reclusione emessa dalla Corte d’Appello di Milano nel gennaio 2014. Nelle motivazioni della sentenza si legge che Dell’Utri avrebbe dovuto informarsi sugli eventuali vincoli paesaggistici dell’area sulla quale andava a costruire un’opera di così “rilevanti dimensioni”. Inoltre quello dell’ex senatore, che sta scontando una pena a sette anni per concorso in associazione mafiosa, non è stato un errore, c’è stata ”la pacifica prosecuzione dei lavori nonostante fosse stato emesso l’ordine di sospensione”.

Sequestrati a Marcello Dell’Utri 20 mila libri antichi. Indagato per ricettazione.

Sequestrati a Marcello Dell’Utri, in carcere a Parma, 20mila libri e documenti storici di archivio.

Milano Ventimila volumi di rilevanza storica e documenti di archivio, datati tra il XV ed il XIX secolo, del valore di alcuni milioni di euro, sono stati sequestrati a Milano dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Monza, su richiesta della Procura di Milano. I volumi appartengono a Marcello Dell’Utri, ora indagato con l’accusa di ricettazione ed esportazione (o importazione) illecita di opere d’arte. Dell’Utri è detenuto nel carcere di Parma, dove sta scontando una condanna a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa.