Ilva: udienza gup ‘Ambiente svenduto’, al via prime arringhe

L’avvocato di Fabio Riva ha eccepito l’inutilizzabilità dell’incidente probatorio nei confronti del suo assistito sostenendo che Riva nel 2010 non era indagato

Taranto – Sono cominciate le arringhe difensive nell’udienza preliminare bis legata all’inchiesta sull’Ilva denominata ‘Ambiente svenduto’.

La procura ha già reiterato la richiesta di rinvio a giudizio per i 47 imputati (44 persone fisiche e tre società). Sono coinvolti ex vertici Ilva, politici, imprenditori e funzionari ministeriali e regionali.

Questa mattina hanno discusso gli avvocati di Fabio Riva (ex vice presidente e amministratore delegato dell’Ilva), attualmente detenuto nel carcere di Milano-Opera, Luigi Capogrosso (ex direttore dello stabilimento di Taranto), Ivan Dimaggio e Salvatore D’Alò (dirigenti Ilva), e i legali della società Riva Forni Elettrici. Venerdì prossimo è prevista l’arringa di altri sei difensori.

In particolare l’avvocato Luca Perrone, tra i legali di Fabio Riva, ha eccepito l’inutilizzabilità dell’incidente probatorio nei confronti del suo assistito sostenendo che Riva nel 2010 non era indagato e non ha potuto partecipare all’esperimento giudiziale per l’assunzione della prova. Il suo coinvolgimento, dunque, sarebbe avvenuto solo “in virtù della sua carica sociale”.

Ilva, chiesti quattro anni per i Riva e l’ex direttore della fabbrica

Firenze La procura di Taranto ha chiesto quattro anni di reclusione per il patron dell’Ilva Emilio Riva, suo figlio Fabio e l’ex direttore dello stabilimento pugliese Luigi Capogrosso. I reati contestati sono disastro ambientale e omicidio colposo per la morte degli operai che per anni hanno lavorato a stretto contatto con l’amianto e si sono ammalati di mesotelioma pleurico. Il pm Raffaele Grazione ha inoltre chiesto la stessa condanna per altri 26 imputati che sono stati al vertice della fabbrica dal 1978 a oggi.