Accordo tra Comune di Viareggio e Rfi. La replica dei familiari delle vittime

Viareggio – «Perché e perché ora?». L’Associazione “Il mondo che vorrei”, dei familiari delle vittime della strage di Viareggio interviene sulle proposte di Rfi al Comune per la zona stazione: «Quando l’amministrazione Lunardini ha accettato i soldi delle assicurazioni di Fs fu detto che servivano per il sottopasso».

Quel denaro è finito nella spesa corrente, e «la guardia di finanza sta ancora indagando». La piazza, invece, «è stata appena rifatta con fondi regionali e ci doveva essere la stazione dei bus…Dove sono i bus? Ed i soldi?». Ma, soprattutto, «quante volte devono essere sovvenzionati gli stessi progetti? E perché questa richiesta è stata fatta ed accettata subito poco prima di una sentenza per la morte di 32 persone?»

“Le ferrovie rifanno la stazione, perchè ora?” (TgRegione.it)

“Le ferrovie rifanno la Stazione, perchè ora?”

Strage Viareggio, in aula l’ex sindaco Lunardini. Rossi non testimonia

Lunardini si rammarica per avere accettato i due milioni e 800mila euro offerti da Ferrovie dello Stato e Gatx. I familiari delle vittime hanno diffuso un comunicato di protesta per l’assenza del presidente Rossi.

Lucca – L’ex sindaco Luca Lunardini oggi al banco dei testimoni al processo della strage di Viareggio. “Se potessi tornare indietro – queste le sue parole – non firmerei quell’atto”. Accettare, cioè, i due milioni e 800mila euro offerti da Ferrovie dello Stato e Gatx per rifondere i danni subiti dalle infrastrutture, e ricostruire strade, passerella pedonale sui binari, impianti elettrici, idrici e fogne. “Quando mi fu fatta la proposta – ha aggiunto Lunardini – dissi di no, me lo diceva il cuore, poi nonostante il consiglio dell’avvocato Graziano Maffei, accettai, spinto da pareri e atti degli uffici comunali”. Una ammissione di “colpa morale”, quella dell’ex primo cittadino di Viareggio, che ha parlato in aula del suo rammarico.

Tra i testi escussi oggi anche l’ex sindaco Leonardo Betti, che all’epoca della strage era consigliere dell’opposizione, e che durante il suo mandato è sempre stato vicino alle famiglie, sia ai cortei del 29 giugno, in memoria delle vittime, che alle udienze precedenti.

Anche la Regione è parte civile nel processo per la strage di Viareggio, ma il presidente Enrico Rossi aveva da alcuni giorni avvisato il tribunale di non poter testimoniare oggi in aula per precedenti impegni istituzionali e aveva chiesto di essere ascoltato in altra data. Il presidente del collegio giudicante, il giudice Gerardo Boragine, ha ritenuto invece di revocarlo da testimone. Quindi non potrà più comparire in aula. Del resto, come spiegano gli avvocati della Regione, il presidente avrebbe potuto testimoniare esclusivamente in merito ai danni subiti dalla Regione, ovvero riguardo a fatti e circostanze ben note alla corte. I familiari delle vittime lo hanno atteso invano e poi hanno diffuso un comunicato di fuoco.

Strage Viareggio, i testi non si presentano.

Nella prossima udienza testimonieranno il Presidente della Regione Rossi e l’ ex sindaco di Viareggio Lunardini

Lucca – Udienza “lampo” al processo per la strage di Viareggio. E’ stato sentito solo un teste, peraltro marginale. Gli altri, regolarmente citati, non si sono presentati e il fatto ha infastidito sia i familiari delle vittime che il Collegio giudicante presieduto dal giudice Gerardo Boragine.

Il collegio ha fissato il calendario delle testimonianze nelle prossime udienze: mercoledì 13 maggio parleranno Enrico Rossi (presidente Regione), Luca Lunardini (sindaco Viareggio nel giugno 2009), Leonardo Betti (ex sindaco 2013-2014), insieme ai medici di Marco Piagentini (testimoni per l’avvocato Maffei). Il 20 maggio toccherà a Marco Piagentini e ai consulenti delle parti civili. Udienze in programma anche il 27 maggio, il 10 e 17 giugno.

Strage Viareggio, Favilla attacca Moretti

L’ex assessore di Lucca in aula accusa Mauro Moretti, ex amministratore delegato di FS: “minacciò di licenziare chi contestava la sicurezza”

Lucca – Al processo per la strage di Viareggio proseguono le udienze delle parti civili, che vedono sui banchi dei testimoni familiari, consulenti medici, ferrovieri, ma anche rappresentanti delle istituzioni. 

Stefano Baccelli, presidente della Provincia, al quale Gaetano Scalise – uno degli avvocati degli imputati delle imprese di Ferrovie – ha contestato: “Non è una strage, è un incidente ferroviario”.

Protagonista assoluto, ancora nell’ultima udienza di mercoledì 15, Mauro Moretti, all’epoca dei fatti amministratore delegato del Gruppo Ferrovie, oggi stesso ruolo ma in Finmeccanica.

Nelle parole di ferrovieri ed ex ferrovieri il quadro che si definisce è quello di Moretti “one man band” lungo i binari d’Italia, come da accusa formulata dalla Procura di Lucca. Emiliano Favilla, all’epoca dei fatti assessore provinciale alla Protezione civile, ricorda: «Partecipai ad un incontro in Regione il 14 settembre 2009. C’era anche Moretti con dirigenti e tecnici. I temi trattati andavano dalla ricostruzione della stazione, allo spostamento della sottostazione elettrica, ai problemi di manutenzione della stazione, alla realizzazione del sottopasso in sostituzione della passerella distrutta nella tragedia. In quell’occasione ricordo di aver detto a Moretti: “Ma della sicurezza ancora nessuno ha parlato qui! Moretti si arrabbiò e rispose: “I problemi di sicurezza non esistono e non c’è niente da discutere a riguardo”. Ne nacque una discussione molto forte».

Durante l’udienza Armando D’Apote, l’avvocato che difende Fs, ha chiesto che sia sentito, in merito a questa vicenda, Claudio Martini. Il giudice si è riservato di decidere.

Il processo è stato aggiornato a mercoledì 22 aprile.

Strage di Viareggio: Matteoli annuncia che non parteciperà alla cerimonia di commemorazione. Rispettato il volere dei familiari delle vittime.

In una lettera, inviata al sindaco di Viareggio Luca Lunardini, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli ha annunciato oggi che non andrà a Viareggio dove domani, ad un anno esatto dalla strage, si svolgerà la cerimonia di commemorazione delle vittime. I comitati e le associazioni, al contempo, invocano verità e giustizia.

Firenze – La posizione, assunta dai familiari delle vittime, era stata chiara: <<Il ministro Altero Matteoli non venga alla cerimonia di commemorazione della strage. Non è persona gradita>>. I comitati e le associazioni, nate dopo la strage di Viareggio (29 giugno 2009) che costò la vita a 32 persone, in più di un’occasione avevano spiegato le loro ragioni. <<Ha difeso a spada tratta – si legge in una nota – Mauro Moretti e sostenuto la sua rinomina>>. Moretti, anch’egli <<persona sgradita>>, è stato confermato la scorsa settimana alla carica di amministratore delegato delle Ferrovie. In una lettera, inviata oggi al sindaco di Viareggio Luca Lunardini (Pdl), il ministro delle Infrastutture e dei Trasporti Altero Matteoli ha annunciato che non andrà a Viareggio. << Non voglio essere motivo di divisione né di turbamento – scrive Matteoli – in un momento in cui devono prevalere i sentimenti di solidarietà per il dolore delle famiglie delle vittime ed il rispetto per il ricordo di chi ha perso la vita>>. I familiari delle vittime avevano detto da tempo che nessuno spazio doveva essere riservato ai politici. Non sarà così, invece, per i familiari delle vittime di altre stragi che, assieme a quelli di Viareggio, convivono con il dolore e invocano verità e giustizia. I comitati e le associazioni della cittadina toscana hanno invitato i Comitati dei familiari Moby Prince, Casa dello studente dell’Aquila, scuola di S. Giuliano, aeroporto Linate.

Viareggio un anno dopo… (Articolo 21) 

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Strage di Viareggio, le associazioni delle vittime: no alla sfilata dei politici e dei rappresentanti delle Ferrovie

I comitati e le associazioni, “Assemblea 29 giugno” e “Il mondo che vorrei”, nate in seguito alla strage di Viareggio del 29 giugno 2009, dicono no alla sfilata di politici e rappresentanti delle Ferrovie.

FirenzeL’eventuale presenza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli e dei rappresentanti delle Ferrovie alla commemorazione della strage di Viareggio è <<sgradita>>. Lo hanno ribadito nella giornata di sabato presentando le iniziative i comitati e le associazioni, “Assemblea 29 giugno” e “Il mondo che vorrei”, nate in seguito al disastro ferroviario del 29 giugno 2009 che provocò la morte di 32 persone. <<Alla manifestazione – si legge in un comunicato a firma di Riccardo Antonini  (Assemblea 29 giugno) e Daniele Rombi (Il mondo che vorrei) – per ricordare le 32 vittime della strage, per sostenere i familiari, i feriti, i sopravvissuti di questa immane tragedia, parleranno anche i politici>>. <<Questi non erano i patti – prosegue la nota – stipulati tra gli organismi sorti dopo il 29 giugno e l’amministrazione comunale. Inanzitutto, chiediamo il rispetto di questo accordo frutto di sei riunioni in Comune>>. <<Tra l’altro uno dei politici che deve parlare alla manifestazione – aggiungono Riccardo Antonini e Daniele Rombi – sarebbe il ministro dei Trasporti, signor Matteoli, che dopo la strage, da subito, ha difeso a spada tratta il sig. Moretti e sostenuto la sua rinomina>>.

Nella mattinata di venerdì 25 giugno Mauro Moretti è stato confermato alla carica di amministratore delegato delle Ferrovie. <<Un’offesa – puntualizza la nota – alla città di Viareggio ed ai familiari delle vittime che in queste settimae hanno raccolto 10.000 firme affinché il sig. Moretti non ricoprisse mai più quella responsabilità>>. <<Queste novità – si legge nella nota – offendono la nostra città ed uccidono per la seconda volta le vittime della strage>>. Il sindaco di Viareggio Luca Lunardini ha annunciato che il ministro Matteoli sarà presente ma non farà un discorso pubblico. Non andrà a Viareggio invece l’amministratore delegato Mauro Moretti. A rappresentare le Ferrovie, questa la volontà della società, ci sarà comunque una rappresentanza, non voluta però dai familiari delle vittime.

<<Dirigenti Fs, statevene a casa>> (Il Tirreno)

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http://www.assemblea29giugno.info/

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