Trattativa Stato-mafia, Napolitano sarà testimone

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sarà ascoltato in qualità di testimone al processo sulla trattativa

FirenzeIl Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sarà ascoltato in qualità di testimone al processo sulla trattativa. La Corte d’assise di Palermo, presieduta da Alfredo Moltalto, ha accolto in parte le richieste della Procura del capoluogo siciliano. Napolitano era stato citato dai pm per riferire sulle preoccupazioni del suo consigliere giuridico D’Ambrosio nella lettera del 18 giugno 2012 sul timore “di esser stato considerato un ingenuo e utile scriba di cose utili a fungere da scudo per indicibili accordi”, vale a dire nel periodo tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta.

Stato-mafia, Napolitano sarà testimone…  (fonte: La Repubblica)

 

Quirinale, è morto Loris D’Ambrosio

E’ morto di infarto il consigliere giuridico del Presidente della Repubblica Loris D’Ambrosio.

RomaE’ morto all’età di 65 anni per infarto il consigliere giuridico del Presidente della Repubblica Loris D’Ambrosio. Il magistrato soffriva da tempo di disturbi cardiaci. D’Ambrosio era stato contattato al telefono da Nicola Mancino che si lamentava dell’indagine della Procura di Palermo sulla trattativa Stato-mafia. Ed è proprio per questi colloqui telefonici che è stato al centro di polemiche. Il Presidente Napolitano, oltre ad esprimere il proprio dispiacere per l’improvvisa scomparsa del consigliere giuridico, attacca l’informazione, senza mai citarla, tanto meno “Il Fatto Quotidiano”. « Annuncio con animo sconvolto e con profondo dolore – ha esordito il presidente Napolitano – la repentina scomparsa del dott. Loris D’Ambrosio, prezioso collaboratore mio come già del mio predecessore, che ha per lunghi anni prestato alla Presidenza della Repubblica l’apporto impareggiabile della sua alta cultura giuridica, delle sue molteplici esperienze e competenze di magistrato giunto ai livelli più alti della carriera». «Egli è stato infaticabile e lealissimo  servitore dello Stato democratico – ha proseguito il Presidente Napolitano -, impegnato in prima linea anche al fianco di Giovanni Falcone nel costruire più solide basi di dottrina e normative per la lotta contro la mafia, così come è stato coraggioso combattente della causa della legalità repubblicana contro il terrorismo». Poi, l’attacco: «Atroce è il mio rammarico per una campagna violenta e irresponsabile di insinuazioni e di escogitazioni ingiuriose cui era stato di recente pubblicamente esposto, senza alcun rispetto per la sua storia e la sua sensibilità di magistrato intemerato, che ha fatto onore all’amministrazione della giustizia del nostro Paese».

Quirinale, morto D’Ambrosio (fonte: Il Fatto)