Ilva, finita la latitanza di Fabio Riva. In serata arrestato a Fiumicino

Arrestato a Fiumicino Fabio Riva

Firenze Dopo due anni e mezzo finisce la latitanza di Fabio Riva, patron dell’Ilva di Taranto, su cui pende un mandato di cattura del tribunale pugliese. Rientrato in Italia, Riva è stato subito arrestato all’aeroporto di Fiumicino dagli agenti della polizia di frontiera. L’industriale, accusato di associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale, avvelenamento di sostanze alimentari e corruzione in atti giudiziari, è il principale imputato del processo “ambiente svenduto” ed è destinatario di un mandato di cattura firmato dal gip Patrizia Todisco il 26 novembre 2012. A Londra, dove aveva trovato rifugio per evitare il carcere, Fabio Riva era stato rintracciato dall’Interpol nei primi mesi del 2013 e liberato poco dopo il suo fermo su cauzione. Per due volte i giudici inglesi avevano dato il nulla osta per l’estradizione in Italia, ma in entrambe le situazioni l’industriale italiano aveva presentato appello.

Rispetto a due anni e mezzo la posizione di Fabio Riva, in Italia, è peggiorata: condannato dal tribunale di Milano a sei anni e mezzo di reclusione per truffa e dal tribunale di Taranto a sei anni per omicidio colposo e disastro ambientale. Quest’ultima condanna gli è stata inflitta perché ritenuto responsabile della morte di operai affetti da mesotelioma pleurico contratto per la presenza di amianto nello stabilimento.