Licenziato operaio che critica la propria azienda. Fiom: “condotta antisindacale”.

Firenze – Mohamed Abdalla Elhag Alì, operaio e delegato Fiom, ha partecipato lo scorso mese al corteo dei lavoratori della Saeco e, prendendo il megafono, ha raccontato la situazione dell’azienda in cui lavora, la Metalcastello spa, colosso metalmeccanico dell’Appennino bolognese. L’azienda, che dal 2014 fa parte del gruppo spagnolo Cie Automotive Ltd, ha giudicato quelle dichiarazioni “gravemente lesive” della propria immagine, e così, per quell’intervento in pubblico, l’11 gennaio Mohamed è stato licenziato. Immediata la reazione della Fiom che ha già dato mandato a un legale di impugnare il licenziamento e di procedere contro la Metalcastello per “condotta antisindacale”.

G8 Bolzaneto, licenziato il medico della caserma

La Asl 3 di Genova ha licenziato il medico Giacomo Toccafondi che durante il G8 di Genova avrebbe compiuto violenze sui ragazzi.

Firenze La Asl 3 di Genova ha licenziato il medico Giacomo Toccafondi, 60 anni che durante il G8 del luglio 2001 a Genova avrebbe compiuto violenza sui ragazzi che lo avevano descritto come «il seviziatore di Bolzaneto». Violenze su cui però non era stata raggiunta la prova visto che il responsabile dell’infermiera, accusato di omissione di referto, violenza privata, lesioni, abuso d’ufficio, era stato condannato ad 1 anno e 2 mesi per i reati omissione di referto e per due ingiurie. In appello e quindi in Cassazione aveva poi incassato la prescrizione anche se condannato a risarcire le vittime. La notizia del licenziamento è stata pubblicata da Il Secolo XIX. Terminato l’iter giudiziario, dopo 12 anni e 8 mesi di distanza da quei fatti, Toccafondi è stato licenziato con decorrenza immediata e senza preavviso. Non si potrà presentare all’ospedale Gallino di Pontedecimo, dove lavora come chirurgo ma potrà presentare ricorso d’urgenza contro il licenziamento.

Licenziato il fiduciario di redazione del “Corriere di Livorno”.

Livorno <<A poco più di un mese dallo sciopero proclamato dall’assemblea dei redattori (4 dicembre) del “Corriere di Livorno”, il fiduciario di redazione Claudio Passiatore è stato licenziato (30-01-09) in tronco e senza preavviso. Tutto questo, il giorno prima del termine del “periodo di prova” (previsto dal contratto nazionale, ma non specificato nel contratto di praticante a tempo indeterminato) che per il giornalista praticante scadeva il 31 gennaio.
Un chiaro disegno con il quale l’editore, restando ancora in essere molte delle richieste avanzate nel tavolo aperto con Mediacoop, ha voluto cancellare ogni elemento di dissenso nella redazione e eliminare ogni professionalità affermatasi in un anno e mezzo di vita del quotidiano. Con un evidente comportamento antisindacale, l’azienda si è resa protagonista della cancellazione di un gruppo di cronisti che ha contribuito in maniera determinante alla nascita de quotidiano livornese. La motivazione ufficiale per il licenziamento di Passiatore (sotto tutela sindacale, art. 34), è stato il “mancato superamento del periodo di prova”. Un giudizio sull’operato del cronista motivato con una serie di considerazioni molto generiche, peraltro mai contestate a Passiatore che, peraltro, ha collaborato con il “Corriere di Livorno” già da molti mesi prima rispetto alla data dell’assunzione avvenuta il primo agosto 2008.
L’azienda, invece di far conoscere il piano editoriale, le strategie aziendali, (istanze avanzate nel tavolo con Mediacoop e rimaste senza risposta), ha preferito licenziare un lavoratore e mettere sul lastrico dall’oggi al domani una famiglia in spregio di ogni regola e dello Statuto dei lavoratori>>.

Fonte: FNSI