Il giudice del lavoro: Mentana deve tornare a condurre “Matrix”. Mediaset farà ricorso.

Enrico Mentana deve tornare a condurre “Matrix”. L’ha stabilito il giudice del lavoro del Tribunale di Roma.

Roma Il giudice del lavoro Guido Rosa del Tribunale di Roma ha dichiarato illegittimo il licenziamento di Enrico Mentana e ha ordinato alla Rti di reintegrarlo nel posto di lavoro con le mansioni di realizzatore e conduttore del programma “Matrix”, condannando l’azienda al risarcimento del danno. Il giornalista, autore del libro dal titolo “Passionaccia”  – uscito nelle librerie da pochi giorni – si era sì dimesso dal ruolo di direttore editoriale, ma aveva sostenuto di essere stato «dimissionato» anche da giornalista e conduttore di “Matrix” e pertanto illegittimamente licenziato. Mentana aveva criticato la scelta editoriale di non modificare la programmazione di Canale 5 nel giorno della morte di Eluana Englaro, avvenuta lo scorso 9 febbraio. Il giornalista chiese ai vertici di Mediaset di andare in onda in prima serata ma l’azienda decise di trasmettere regolarmente una puntata del “Grande Fratello”. Da questa diversità di vedute Enrico Mentana decise di dimettersi da direttore editoriale ma non da conduttore di “Matrix”, tanto da definirsi un «dimissionato» al momento in cui l’azienda decise di sostituirlo anche dal programma da lui stesso realizzato e condotto. In ragione della sostituzione, Mediaset affidò la conduzione a Alessio Vinci, in passato corrispondente della Cnn. Oggi è arrivata la risposta del giudice del lavoro che dà ragione al giornalista. Mediaset ha già annunciato il proprio ricorso in appello (link).

Mentana racconta i retroscena della sua uscita da Mediaset. Lo fa nel libro “Passionaccia”

Nel suo primo libro dal titolo “Passionaccia”, l’ex conduttore di Matrix Enrico Mentana dedica spazio alla lettera, mai resa nota prima, scritta a Fedele Confalonieri la notte tra il 21 e il 22 aprile 2008, dopo una cena coi vertici Mediaset e i direttori giornalistici, a una settimana dal trionfo elettorale di Berlusconi. Il libro, nelle librerie da domani, è edito da Rizzoli.

Firenze – «Non mi sento più di casa in un gruppo che sembra un comitato elettorale». E’ un passaggio della lettera, scritta da Enrico Mentana e finora mai resa nota, a Fedele Confalonieri la notte tra il 21 e il 22 aprile dello scorso anno dopo una cena coi vertici di Mediaset e direttori giornalistici a una settimana dal successo elettorale di Silvio Berlusconi. L’ex conduttore di Matrix pubblica la missiva nel suo libro “Passionaccia”, edito da Rizzoli e nelle librerie dal 13 maggio. Vanity Fair, in edicola domani, ne anticipa un capitolo del testo e dedica a Mentana la copertina.  Dalla stagione “calda” del giornalismo politicizzato degli anni settanta alla Rai lottizzata, dalla creazione del Tg5 all’esplosione di Tangentopoli. E i quindici anni dalla discesa in campo di Berlusconi. Sono solo alcuni dei ricordi che Enrico Mentana racconta nel suo primo libro, all’indomani delle dimissioni da Mediaset. Conosciuto e stimato come una voce indipendente e incisiva dell’informazione, Mentana offre in queste pagine non solo la varietà degli aneddoti e retroscena di trent’anni di mestiere, ma i consigli, le riflessioni, le analisi e la preziosa testimonianza della passione che lo ha portato dov’è ora. Quella di raccontare il mondo in cui siamo immersi: magari è tramontato il sogno di cambiarlo, ma resta comunque il dovere, e il piacere, di capirlo. L’autore presenterà la sua prima opera alla Fiera del Libro di Torino, che inizierà dopodomani per concludersi il 18 maggio.