Libertà di stampa, Rsf: l’Italia sale al 52° posto

Firenze La libertà di stampa in Italia è migliorata, ma i giornalisti nel nostro Paese continuano a essere “minacciati dalla criminalità organizzata” e, in più, subiscono intimidazioni da “politici come Beppe Grillo, del Movimento 5 stelle, che non ha esitato a rendere pubblica l’identità dei cronisti che lo infastidiscono”. Questa la valutazione di Reporters sans Frontieres nella sua classifica annuale sulla libertà di stampa, in cui l’Italia ha guadagnato 25 posizioni, passando dal 77°  del 2016 al 52° posto.

Un miglioramento, spiega l’organizzazione in difesa dei giornalisti, dovuto in particolare “all’assoluzione di diversi giornalisti, tra cui i due che sono stati processati nel caso Vatileaks“, ma che non deve far dimenticare come nel nostro Paese “sei giornalisti siano ancora sotto la protezione della polizia dopo le minacce di morte subite dalla mafia o da altri gruppi criminali”.

Vaticano, i giornalisti Nuzzi e Fittipaldi prosciolti. Condanne per monsignor Balda e la Chaouqui, assolto Maio.

Roma – Prosciolti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi per difetto di giurisdizione. Assolti monsignor Lucio Angel Vallejo Balda, Francesca Immacolata Chaouqui e Nicola Maio per associazione a delinquere per non aver commesso il fatto. Per la divulgazione dei documenti, invece, condannato il prelato a 18 mesi di reclusione e la Chaouqui a 10 mesi con pena sospesa per 5 anni. Lo ha deciso il Tribunale vaticano di primo grado al termine del processo Vatileaks 2. Il presidente del collegio, Giuseppe Dalla Torre, al termine di cinque ore di camera di consiglio, ha letto la sentenza spiegando che i due giornalisti non possono essere giudicati dal Tribunale vaticano.

Informazione, Renzi contro Il Fatto Quotidiano. La risposta della direzione e redazione

Firenze  Il presidente del Consiglio ha additato Il Fatto come il primo quotidiano da mettere all’indice. E così replicato un vecchio malvezzo, quello di attaccare la libertà di stampa che osa criticare il governo e informare i cittadini con notizie documentate e dunque sgradite al potere. All’editto bulgaro oggi segue, in scala proporzionata alla statura dei personaggi, l’edittino della Leopolda. Il Fatto ha deciso di replicare a quest’aggressione regalando il quotidiano ai partecipanti della Leopolda e ai risparmiatori truffati che protestano in piazza. Uno sberleffo cui però segue un impegno. Non smetteremo di pubblicare titoli e articoli che raccontano la verità dei fatti, senza guardare in faccia nessuno, chiunque esso sia. E continueremo a criticare o a elogiare (come abbiamo fatto sulle ultime scelte in politica internazionale) il governo a seconda di quello che fa e che merita. Il fatto di essere finiti nel mirino di governi di destra, di centro e di sinistra, politici e tecnici, è per noi la migliore conferma che facciamo onestamente e imparzialmente il nostro mestiere di cani da guardia su tutti i poteri. I nostri lettori sono con noi perché sanno che andremo avanti su questa strada, rispondendo soltanto a loro e a nessun altro.

Firma: La direzione e la redazione de Il Fatto Quotidiano

Vaticano, rinviati a giudizio i giornalisti Nuzzi e Fittipaldi

I giornalisti Gianluigi Nuzzi ee Emiliano Fittipaldi rinviati a giudizio dal magistrato vaticano

Firenze I giornalisti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi, autori rispettivamente di “Via Crucis” e “Avarizia”, sono stati rinviati a giudizio insieme ad altre tre persone dal magistrato vaticano al termine dell’inchiesta sulla sottrazione e la diffusione dei documenti riservati della Santa Sede. Un’indagine che ha portato all’arresto di Lucio Vallejo Balda, ex segretario della Commissione referente sulle strutture economiche e amministrative della Santa sede (Cosea) e Francesca Immacolata Chaouqui. Andrà a processo anche Nicola Maio, ex collaboratore della Cosea. Il reato ipotizzato è quello previsto dall’articolo 116 bis del codice penale vaticano, cioè la divulgazione di notizie e documenti riservati. Nuzzi e Fittipaldi sono coinvolti per concorso nel presunto reato. A Vallejo Balda, Chaouqui e Maio è contestato anche il reato di associazione per delinquere. ll processo si aprirà martedì 24 novembre nel tribunale della Città del Vaticano e gli imputati rischiano da quattro a otto anni di reclusione. Vallejo Balda è ancora detenuto, mentre la Chaouqui è stata immediatamente rilasciata dopo l’arresto all’inizio di novembre per la sua collaborazione alle indagini. Fittipaldi ha espresso la propria incredulità evidenziando anche l’attacco contro la libertà di informazione, sancita dall’articolo 21 della nostra Costituzione. Un articolo o qualcosa di simile non previsto nello Stato della Città del Vaticano.  

Freedom House: la stampa italiana leggermente più libera nel dopo Berlusconi.

La libertà di stampa è leggermente aumentata in Italia con le dimissioni di Silvio Berlusconi da premier, ma il Paese resta tuttavia “parzialmente libero”, anche a causa dell’influenza del Cavaliere. E’ quanto si apprende dal rapporto 2012 di Freedom House, organizzazione indipendente statunitense che ogni anno pubblica i dati relativi alla libertà di stampa nel mondo.

FirenzeLa libertà di stampa è leggermente aumentata in Italia con le dimissioni di Silvio Berlusconi da premier, ma il Paese resta tuttavia “parzialmente libero”, anche a causa dell’influenza del Cavaliere. E’ quanto si apprende dal rapporto 2012 di Freedom House, organizzazione indipendente statunitense che ogni anno pubblica i dati relativi alla libertà di stampa nel mondo. Il nostro Paese è un raro esempio di nazione non “libera” in Europa occidentale e si posiziona al pari di Guyana e Hong Kong.

Per la prima volta in otto anni, la situazione globale nel complesso non è peggiorata. A guidare la classifica, Finlandia, Svezia e Norvegia. “Il peggio del peggio” è riscontrato in otto Stati: Bielorussia, Cuba, Guinea equatoriale, Eritrea, Iran, Corea del Nord, Turkmenistan e Uzbekistan.

Per continuare a leggere l’articolo, pubblicato su il quotidiano on-line Articolo 21, clicca qui.

 

Formigli-Fiat, non basta il diritto di replica?

FirenzeCredo di essere al di sopra di ogni sospetto, sono sempre stato dalla parte della giustizia e per l’indipendenza dei magistrati, a questo proposito mi onoro di aver scritto recentemente un libro su questi temi insieme al magistrato antimafia di Palermo Nino Di Matteo. Sulla vicenda Formigli-Fiat non ci sto. Non ho dubbi, sto con Corrado, che, in una delle puntate di Annozero, ha realizzato un servizio dove è stato confermato ciò che in precedenza era stato scritto sull’autorevole rivista Quattroruote: sullo stesso percorso l’Alfa Romeo Mito era risultata più lenta della Mini Cooper e della Citroen DS3. Anche il giornale è stato querelato dalla società torinese?

Il giudice ha condannato la Rai e Riccardo Formigli a pagare 1 milione 750 mila euro per danno patrimoniale e 5 milioni 250 mila euro per danno non patrimoniale, cioè morale e d’immagine. Conosco Formigli, so quanto vale professionalmente, lo ha dimostrato lavorando nella squadra di Santoro, a Sky, ora tutti i giovedì andando in onda su La7 con Piazzapulita. Non conosco il giudice che ha emesso la sentenza, avrà avuto le sue buone ragioni, ma in questa brutta storia, che mette in discussione la libertà di opinione, qualche cosa che non quadra c’è.

Lo ha scritto puntualmente Milena Gabanelli sul Corriere della sera: il collegio di esperti, a cui il tribunale ha affidato la perizia, era composto dal professor Francesco Profumo (oggi ministro nel governo Monti), allora rettore del Politecnico di Torino che, grazie al finanziamento dalla Fiat (rinnovato fino al 2014), ha potuto istituire il corso di laurea in ingegneria dell’autoveicolo; il professor Federico Cheli, responsabile di una serie di contratti di ricerca tra Politecnico di Milano e Pirelli pneumatici, Bridgestone, Centro Ricerche Fiat, Ferrari Auto, Fiat Auto; Salvatore Vicari, docente della Bocconi, è stato nel consiglio di amministrazione della Valdani-Vicari & Associati, all’interno della quale vi è l’ex direttore generale di Taksid France (gruppo siderurgico fondato dalla Fiat). Dalla Valdani-Vicari proviene uno dei massimi dirigenti di Fiat Service.

Forse, senza mettere in discussione le capacità dei tre esperti, qualcuno potrebbe obiettare che nella loro scelta vi è la presenza di un vizio, molto comune nel nostro Paese, di conflitto di interessi. Democraticamente mi sento in dovere di esprimere un’opinione in contrasto con quella del giudice e di contestare la decisione della Fiat per aver portato la Rai e Formigli in tribunale. E’ una sentenza che va contro la libertà di opinione, rischia, se confermata, di seppellire quella giurisprudenza che assegna al giornalista il ruolo di “cane da guardia della democrazia”, che può anche sbagliare purché in buona fede. E’ una sentenza che rischia di scatenare l’autocensura quando il fatto ha come protagonista una grande azienda.

Marchionne e Formigli non possono essere messi sullo stesso piano: è il reddito che li divide. Per questa sentenza che sputtanata si sta prendendo, la Fiat poteva risolvere chiedendo semplicemente ad Annozero il diritto di replica.

Firma: Loris Mazzetti

Fonte: Blog di Loris Mazzetti

Libertà di stampa addio… (di Luca Telese, fonte: Il Fatto Quotidiano)

Nella condanna a Formigli, Torino … (di Domenico D’Amati, fonte: Articolo 21)

 

Ennesimo attacco al sito di Liberainformazione

Nuovo attacco informatico, il terzo nel giro di pochi mesi, subìto dal portale di Liberainformazione.

FirenzePubblichiamo l’articolo di Libera informazione che oggi nel proprio sito ha subìto un nuovo attacco informatico da parte di soggetti, comunemente definiti hacker, che non amano la libertà di stampa e l’impegno contro le mafie svolto dall’associazione. Esprimiano, al tempo stesso, la nostra solidarietà alla redazione di Liberainformazione.  

<<Ignoti aggressori informatici, comunemente definiti hacker, ma in realtà volgari mascalzoni a visto coperto, sono penetrati oggi nel sito di Libera informazione, il portale di Libera sull’informazione per la legalità e contro le mafie, colpendo articoli di attualità e arrecando vari danni. La firma che hanno lasciato, nel macabro segno del diavolo e della morte, allude sarcasticamente alla libertà di stampa in nome della quale è nata libera informazione.  
E’ la terza volta in pochi mesi – denunciano Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie e Libera informazione – sempre a opera della stessa mano. Qualunque sia l’identità e l’obiettivo di questi mascalzoni, uno solo ne è il beneficiario: la mafia.   
Evidentemente il nostro impegno quotidiano da fastidio e incute concrete preoccupazioni. I mascalzoni non si illudano. Continueremo nel nostro lavoro e anzi lo intensificheremo. I danni saranno riparati e prenderemo più efficaci misure di protezione. Denunciamo – concludono Libera e Libera informazione- intanto l’accaduto alle forze di polizia, chiedendo con fermezza che siano finalmente messe in atto tutte le procedure investigative e tecniche per identificare gli autori della aggressione, chi li dirige, e perché. Un grottesco “blackdevil” non ferma la ricerca di verità e giustizia>>. 

Fonte: Liberainformazione. 

 

 

 

L’Anpi in piazza per la libertà di stampa e contro i tagli alla cultura

L’Anpi aderise alla manifestazione di oggi a Roma per la libertà di stampa e contro i tagli alla cultura.

FirenzePubblichiamo il comunicato di adesione dell’Anpi alla manifestazione di oggi a Roma per la libertà di stampa e contro i tagli alla cultura.

<<L’Anpi aderisce alla manifestazione del 1° luglio a Roma per la libertà di stampa e contro i tagli alla cultura. E’ ora di denunciare unitariamente, con forza, l’atteggiamento del governo che, mentre da una parte proclama la volontà di perseguire la corruzione attribuendosi oltretutto meriti – che sono invece tutti della magistratura e delle forze dell’ordine – nella lotta alla criminalità organizzata, dall’altra priva gli operatori della giustizia di indispensabili mezzi di indagine, ponendo, allo stesso tempo, inedite e assurde limitazioni al diritto-dovere della stampa di fare libera informazione e del cittadino di riceverla come espressamente sancito dall’art. 21 della Costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. Diciamo tutti insieme un no forte, responsabile, massiccio a chi intende cancellare la democrazia dal Paese>>.

Fonte: Presidenza e segreteria nazionale Anpi.

Ddl intercettazioni: le preoccupazioni del Presidente Napolitano