Una questione di legalità

Firenze Il futuro non sorride al Pdl, ma tutto ciò che luccica del Pd non è oro. B. ha perso lo smalto del comunicatore, assomiglia sempre più a un ciarlatano (venditore ambulante o smerciatore di prodotti scadenti, scelga il lettore), l’ultimo tentativo di spacciare un videomessaggio per un’intervista, occupando 5 tg su 7 (per i comizi illegali l’Agcom ha multato il Tg1 e Tg2 di 350 mila euro e i tre tg di Mediaset di 450 mila. Per la Rai chi pagherà, il solito contribuente o chi ha procurato il danno erariale?), ne è la conferma: stessa location, stesso contenuto, evidente lettura delle risposte. Ferrara ha parlato di un autogol e i suoi interventi li ha definiti: “Discorsi da bettola paesana”. Galli Della Loggia (altro sostenitore della prima ora), si è chiesto: “Ma davvero si può pensare che dilatare sui telegiornali, promettere ministeri, togliere multe, elargire mance e favori possa rovesciare un risultato che ha cause politiche profonde?”. A sostegno di B. ancora una volta è arrivato Bossi: “La Moratti poteva fare meglio, noi la sosterremo, anzi la terremo sotto tiro”. Ormai i due sono una coppia di fatto, peccato che il tempo dell’avanspettacolo sia finito, avrebbero avuto futuro. Breve repertorio. Gli immigrati: “Via da Lampedusa entro 60 ore, chiederemo per l’isola il Nobel per la Pace” (B.), “Fora dai ball” (Bossi). Definizioni di Fini: “Questo è pazzo” (B.), “È uno stronzo” (Bossi). Su Pisapia: “È alleato dei violenti. Milano città islamica, zingaropoli di campi rom” (B.), “Pisapia è un matto” (Bossi). L’avvocato Pisapia, il candidato dal volto per bene, il sindaco di cui Milano ha bisogno. La sua storia politica e professionale lo sta aiutando a guadagnare la fiducia dei milanesi. David Pisapia è consapevole di lottare contro Golia Moratti. Già una volta David ce l’ha fatta.

Nella città meneghina il Pd deve ringraziare le primarie. Il partito è poco sensibile al rinnovamento, quello vero, non di facciata, quello che chiede la società civile. È lontano dai giovani che guardano con simpatia il movimento di Grillo. Non riesce a liberarsi dei vecchi arnesi della politica. Anche l’oro di Napoli non nasce dal Pd. Il merito è solo del protagonista: Luigi De Magistris e dei cittadini che lo sostengono. L’ex magistrato, che crede nel rispetto delle istituzioni, rappresenta la risposta al bisogno di legalità. Ha risvegliato nei napoletani il diritto di sperare che la cultura dell’illegalità, imposta dalla camorra e dalla mala politica, si trasformi in occasioni per i giovani, che Napoli torni ad essere una città di cultura, arte e lavoro. Da Milano e da Napoli l’Italia tornerà a vivere.

Firma: Loris Mazzetti

Fonte: Il Fatto Quotidiano

La Rai secondo Lei

Firenze È stato scritto e riscritto che con la nomina a direttore generale di Lorenza Lei una donna è diventata, per la prima volta, capo della Rai, dimenticando Letizia Moratti che tra il ’94 e il ’96 da presidente fece nella tv pubblica quello che voleva: assumere e licenziare i dg come si fa con i lavoratori stagionali. Sulla nomina della Lei sono state scritte, proprio perché donna, un sacco di banalità: il vestito che indossava, i chili persi, dura e determinata, ecc. La Lei è una manager costruita nell’azienda (non se ne può più di conquistadores che non sanno nulla di tv), che ha lavorato sempre con profitto, che conosce bene la Rai (pregi e difetti), che è in grado, se glielo permetteranno, di mettere la donna o l’uomo giusto al posto giusto. Le riforme non prescindono mai da chi le attua. Il consenso è stato unanime ma una domanda sorge spontanea: “Sono state dettate regole di ingaggio?”. È notorio che al ministro delle Attività produttive Romani questa Rai non piace al punto di non prendere provvedimenti per combattere l’evasione del canone (record europeo), fondamentale per dare ossigeno alla cassa. Non credo che l’obiettivo della Lei sia di riuscire dove ha fallito il suo predecessore, durerebbe il tempo di un sospiro, la sua scuola è quella dei Bernabei e non degli “improvvisati”, anche se il vero male della Rai è rappresentato dai partiti perché impongono nomi a prescindere dalle reali capacità in cambio di un fedele servilismo. Il dg ha detto che il suo obiettivo è riformare la Rai.

Il risultato elettorale potrebbe essere arrivato al momento giusto per essere utilizzato a rendere l’azienda indipendente nel rispetto del Contratto di servizio. Anche i dati di ascolto, sull’approfondimento post voto, impongono una riflessione sull’affezione e la credibilità. A fronte di risultati modesti (Ferrara al 16% di share, Vespa al 15,1), La7 ha risposto con l’11,73% del Tg di Mentana, la Gruber all’8,21 e L’Infedele al quasi 9%, per non parlare delle altre tv al 25 (Speciale elezioni del tg di Sky al 10%).

Altro argomento: i conti della Rai. Ha scritto Massimo Mucchetti sul Corriere della Sera che nel 2007 (premier Prodi, dg Cappon), la Rai aveva 16 milioni di debito contro i 127 di liquidità, mentre nel 2011 il debito rischia di salire fino a 320 milioni. Pronta replica di Masi che in un’intervista a Milano Finanza ha regolarmente smentito: “Nel 2011 la Rai chiuderà con un attivo tra i 20 e i 40 milioni”. Altro dubbio visto i riferimenti alla cassa: “Il cda ha approvato la riforma Lei (le reti diventeranno canali, nasceranno macrostrutture trasversali), tutto questo solo per far fuori i programmi non graditi al Cavaliere?”.

Firma: Loris Mazzetti

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Cosa vuol dire per Calderoli o Salvini “ama il prossimo tuo come te stesso”?

PratoPubblichiamo l’articolo, scritto da Bice Biagi e pubblicato sul quotidiano on-line Articolo 21. Riflessioni e domande in risposta agli attacchi, diretti al cardinale Dionigi Tettamanzi da parte della Lega.   

Sabato pomeriggio col mio golfone viola sono andata ad unirmi a quel gruppo di gente di buona volontà che in piazza Fontana diceva no al governo Berlusconi. Non c’era, per la verità, una gran folla e alzando gli occhi verso il palazzo dell’Arcivescovado mi è venuto da pensare che in questa Milano a cui voglio tanto bene e che negli ultimi anni è stata avvilita da una certa politica e da una nuova borghesia che poco ha a che vedere con quella aperta e generosa del dopoguerra, almeno è rimasto un grande Pastore di anime, il cardinale Dionigi Tettamanzi, un Pastore che non si occupa solo del suo gregge, ma consola e protegge anche chi Dio lo prega in modo diverso. Bene, anzi male: stamattina apro i giornali e leggo che la Lega ha attaccato Tettamanzi con lo stile che più le si confà: volgare e arrogante. Di quale colpa si sarebbe macchiato il prelato, tra l’altro proprio nel giorno nel quale si festeggia Ambrogio, il Santo patrono, il laico che accettò l’investitura vescovile per acclamazione del popolo e che rifiutò l’omaggio dell’imperatore Teodosio, reduce dalla strage di Tessalonica, rifiutando quindi il compromesso con il potere laico? Il nostro Vescovo, secondo il ministro Roberto Calderoli, <<non c’entra nulla con il suo territorio, sarebbe come mettere un prete mafioso in Sicilia>>; e ancora <<parla solo dei rom>>, e tutto perché il cardinale ha criticato la giunta di Letizia Moratti sui temi dell’accoglienza e della moralità e ha invitato le istituzioni a far rinascere il solidarismo ambrosiano. E non c’è dubbio che a Tettamanzi non è piaciuto ( e lo ha fatto sapere), lo sgombero di un campo nomadi alla periferia della città che ha messo sulla strada 250 rom, tra cui 31 bambini già inseriti a scuola. Ma com’è possibile che esponenti della Lega ignorino, per esempio, la parabola del figliol prodigo e il senso profondo di solidarietà che anima il cristianesimo? Cosa vuol dire per Calderoli o Salvini <<ama il prossimo tuo come te stesso>>? Altra domanda: in questa strenua battaglia leghista per il crocifisso nei locali pubblici (una curiosità: anche bar, trattorie, che so?, osterie bergamasche?) come la mettono con i riti e i matrimoni celtici? Se non sbaglio fu proprio Roberto Calderoli a sposare l’ex consorte Sabrina con questo rito tirato fuori chissà da dove. Milano ha avuto nel tempo una grande storia pastorale, dal cardinale Schuster a Carlo Maria Martini ed ora, in una fase di oscurantismo culturale e politico, è sollevata dal sapere che in piazza Fontana non c’è solo il Cardinale, ma un uomo buono e giusto. Vuoi vedere che tra qualche sabato ci tocca tornare sotto quelle finestre per manifestare per Lui?

Bice Biagi.

Fonte: Articolo 21.