Espresso, Tommaso Cerno sarà il nuovo direttore

RomaRicambio di direttori all’interno del gruppo Espresso. Nell’operazione sono coinvolte tre testate: il settimanale L’Espresso, che sarà guidato da Tommaso Cerno, e i quotidiani locali Il Messaggero Veneto e Il Tirreno. Cerno ha già lavorato all’Espresso dal 2009 al 2014 per poi prendere la direzione del Messaggero Veneto. Prenderà la guida del settimanale dalle mani di Luigi Vicinanza che, fa sapere la società editoriale, «continuerà il suo lavoro nel gruppo». La direzione del Messaggero Veneto sarà presa da Omar Monestier, che ha già diretto dal 2012 al 2014 per poi passare al Tirreno. Infine, proprio la direzione de Il Tirreno sarà assunta ad interim da Roberto Bernabò, attualmente direttore editoriale dei giornali locali del gruppo ed anche in questo caso si tratta di un ritorno.

 

Solidarietà a Giovanni Tizian, minacciato di morte dalla ‘ndrangheta

Il suo libro “Gotica. ‘ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea” ha vinto il Premio Enzo Biagi 2012. “Mi si gela il sangue – le sue parole – Un motivo in più per continuare a raccontare il lato oscuro del potere in questo Paese. Insieme si vince.”

Prato – “O la smette o gli sparo in bocca”. Così il faccendiere Guido Torello si rivolge al boss della ‘ndrangheta Nicola Femia in una delle intercettazioni che hanno portato all’arresto di 29 persone per un giro illecito legato alle slot machine. Destinatario della minaccia è Giovanni Tizian, giornalista della Gazzetta di Modena e collaboratore di Repubblica e l’Espresso.

Le minacce non sono purtroppo una novità per il giovane giornalista. Tizian, 30 anni, era già sotto scorta. Il suo libro “Gotica. ‘ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea” ha vinto il Premio Enzo Biagi 2012.

Oggi Tizian ha lasciato una risposta sul suo profilo Facebook: “Che dire, grazie per la vicinanza e la solidarietà. Il disgusto per l’audio sentito ieri è tanto, gela il sangue. Un motivo in più per continuare a raccontare il lato oscuro del potere in questo Paese. Ma non da solo. Dobbiamo essere in tanti. Le rivoluzioni culturali non sono opera di singoli. La collettività è capace di produrre grandi cambiamenti. Insieme si vince.” Parole semplici, di coraggio e speranza di cambiamento, alle quali ci associamo e che invitiamo a condividere e diffondere.

L’intercettazione: “Spariamo in bocca al giornalista” (Repubblica TV)

Giovanni Tizian: “Questa telefonata mi fa impressione” (Repubblica TV)

Addio a Giorgio Bocca

E’ morto Giorgio Bocca, giornalista, scrittore e partigiano.

MilanoE’ morto oggi pomeriggio nella sua casa di Milano Giorgio Bocca, il grande giornalista, scrittore e partigiano, era nato a Cuneo il 28 agosto del 1920. Bocca è stato uno dei fondatori del quotidiano “La Repubblica“, un trascorso nelle file di Giustizia e Libertà, uno dei principali movimenti della Resistanza contro la dittatura fascista. Tanti ed importanti i suoi scritti, l’ultima sua fatica uscirà nelle librerie per Feltrinelli l’11 gennaio dal titolo “”Grazie no. 7 idee che non dobbiamo più accettare”.

Giorgio Bocca, l’ultimo dei grandi (di Marco Travaglio, Fatto Quotidiano)

Giorgio Bocca: “Il Pd è come il Psi di Craxi” (di Silvia Truzzi, Fatto Quotidiano)

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La scomparsa di Edmondo Berselli. Ci lascia un grande del giornalismo italiano

Il giornalista di Repubblica e l’Espresso è morto ieri a Modena a 59 anni.

Prato – Dopo una lunga malattia ieri a Modena è scomparso Edmondo Berselli. Aveva 59 anni. Attualmente editorialista politico su Repubblica e collaboratore de L’Espresso, ha lavorato per varie testate. la sua carriera era iniziata alla fine degli anni ’70, come correttore di bozze per la casa editrice Il Mulino, di cui è stato in seguito direttore editoriale.

Berselli ha scritto numerosi testi di analisi della politica e della società. Il primo titolo che viene in mente è il best-seller Sinistrati. Storia sentimentale di una catastrofe politica, uscito nel 2008.

Spirito libero ed eclettico, era capace di padroneggiare con disinvoltura e competenza tanti argomenti, come dimostrano altre sue pubblicazioni, da Canzoni, un ritratto della società italiana dagli anni ’50 ad oggi attraverso la musica leggera, a Il più mancino dei tiri, dedicato a Mariolino Corso e attraverso lui al fenomeno calcio.

Il ricordo

Muore Carlo Caracciolo, padre di Espresso e Repubblica

Carlo Caracciolo era nato il 23 ottobre del ’25 ed era presidente onorario del Gruppo Espresso, dove ha lavorato per cinquant’anni della sua vita. E’ stato giovane partigiano in Val d’Ossola, si è laureato in legge a Roma, si è specializzato ad Harvard. Si è definito un “editore fortunato”. Fin da quando fondò nel ’51 la Etas Kompass. Poi animatore e promotore nel ’55 di un settimanale che fece la storia del giornalismo come l’Espresso, soprattutto da quando Adriano Olivetti gli girò il pacchetto di maggioranza. Presidente del Gruppo L’Espresso, con Eugenio Scalfari nel 1976 fondò il quotidiano La Repubblica.

Scrive di lui Giorgio Bocca nel suo “Vita da giornalista”: «Carlo Caracciolo, editore di Repubblica, del Tirreno e dell’Espresso è conosciuto dal grande pubblico come il Principe, il cognato di Gianni Agnelli, un grande charmeur che si occupa di giornali e di libri quasi per hobby. Una volta sono andato con lui a fare un giro in Toscana, l’ho visto passare la giornata a discutere con i distributori: quante copie ha preso il Tirreno a Grosseto, quante ne ha perse a Follonica. Poi combinava con un rappresentante di macchine tipografiche un viaggio a una Fiera di Las Vegas, per vedere l’ultimo modello di una rotativa».

Nel 1988 il pacchetto di maggioranza de L’espresso e la sua quota di La Repubblica venne ceduta alla Mondadori, di cui Caracciolo venne nominato presidente (1989 – 1990). Quando Silvio Berlusconi assunse il controllo della Mondadori, ne scaturì un contenzioso giudiziario – la cosiddetta guerra di Segrate – che si concluse nel 1991 con la separazione fra il settore libri e periodici (al gruppo Fininvest) e quello di Repubblica ed Espresso, che andò a formare il Gruppo Editoriale L’Espresso con azionista di maggioranza la Cir di Carlo De Benedetti e di cui Carlo Caracciolo diventò Presidente. È stato presidente della Finegil Editoriale SpA, la società che detiene gran parte delle partecipazioni del Gruppo nei quotidiani locali, della A. Manzoni & C S.p.A., la concessionaria di pubblicità del gruppo, e Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Internet company Kataweb S.p.A.. Il 26 aprile 2006 Caracciolo aveva abbandonato la guida effettiva delle sue società, passata a Carlo De Benedetti, mantenendo la presidenza onoraria del Gruppo Editoriale L’Espresso. Il 2 gennaio 2007 Caracciolo aveva acquistato il 30% del quotidiano francese Liberation.

Il suo ruolo di editore trai più grandi d’Italia Caracciolo amava definirlo come assoluzione di un compito civile.

Fonti:  La Repubblica, L’Espresso con Il ragazzo che amava i giornali di Nello Ajello e La Stampa ( qui e L’ultimo editore puro di Chiara Beria Di Argentine)