Strage Viareggio, in aula l’ex sindaco Lunardini. Rossi non testimonia

Lunardini si rammarica per avere accettato i due milioni e 800mila euro offerti da Ferrovie dello Stato e Gatx. I familiari delle vittime hanno diffuso un comunicato di protesta per l’assenza del presidente Rossi.

Lucca – L’ex sindaco Luca Lunardini oggi al banco dei testimoni al processo della strage di Viareggio. “Se potessi tornare indietro – queste le sue parole – non firmerei quell’atto”. Accettare, cioè, i due milioni e 800mila euro offerti da Ferrovie dello Stato e Gatx per rifondere i danni subiti dalle infrastrutture, e ricostruire strade, passerella pedonale sui binari, impianti elettrici, idrici e fogne. “Quando mi fu fatta la proposta – ha aggiunto Lunardini – dissi di no, me lo diceva il cuore, poi nonostante il consiglio dell’avvocato Graziano Maffei, accettai, spinto da pareri e atti degli uffici comunali”. Una ammissione di “colpa morale”, quella dell’ex primo cittadino di Viareggio, che ha parlato in aula del suo rammarico.

Tra i testi escussi oggi anche l’ex sindaco Leonardo Betti, che all’epoca della strage era consigliere dell’opposizione, e che durante il suo mandato è sempre stato vicino alle famiglie, sia ai cortei del 29 giugno, in memoria delle vittime, che alle udienze precedenti.

Anche la Regione è parte civile nel processo per la strage di Viareggio, ma il presidente Enrico Rossi aveva da alcuni giorni avvisato il tribunale di non poter testimoniare oggi in aula per precedenti impegni istituzionali e aveva chiesto di essere ascoltato in altra data. Il presidente del collegio giudicante, il giudice Gerardo Boragine, ha ritenuto invece di revocarlo da testimone. Quindi non potrà più comparire in aula. Del resto, come spiegano gli avvocati della Regione, il presidente avrebbe potuto testimoniare esclusivamente in merito ai danni subiti dalla Regione, ovvero riguardo a fatti e circostanze ben note alla corte. I familiari delle vittime lo hanno atteso invano e poi hanno diffuso un comunicato di fuoco.

Strage Viareggio, i testi non si presentano.

Nella prossima udienza testimonieranno il Presidente della Regione Rossi e l’ ex sindaco di Viareggio Lunardini

Lucca – Udienza “lampo” al processo per la strage di Viareggio. E’ stato sentito solo un teste, peraltro marginale. Gli altri, regolarmente citati, non si sono presentati e il fatto ha infastidito sia i familiari delle vittime che il Collegio giudicante presieduto dal giudice Gerardo Boragine.

Il collegio ha fissato il calendario delle testimonianze nelle prossime udienze: mercoledì 13 maggio parleranno Enrico Rossi (presidente Regione), Luca Lunardini (sindaco Viareggio nel giugno 2009), Leonardo Betti (ex sindaco 2013-2014), insieme ai medici di Marco Piagentini (testimoni per l’avvocato Maffei). Il 20 maggio toccherà a Marco Piagentini e ai consulenti delle parti civili. Udienze in programma anche il 27 maggio, il 10 e 17 giugno.

Strage di Viareggio, è iniziato il processo. Lo Stato non si costituisce parte civile

L’avvocato che rappresenta il governo: “In corso di definizione una transazione con le assicurazioni di Ferrovie e Gatx”. I familiari delle vittime: “Ora basta prenderci in giro”

Lucca – E’ iniziato oggi a Lucca il processo sulla strage di Viareggio, a distanza di quasi 4 anni e 5 mesi dalla terribile notte del 29 giugno 2009 in cui persero la vita 32 persone.

La prima udienza è stata prettamente tecnica e ha permesso di dare l’avvio alla parte dibattimentale del processo che vede chiamati alla sbarra come imputate 33 tra persone e aziende. C’è però già una notizia importante, la decisione dello Stato di non costituirsi parte civile. Lo ha annunciato l’avvocato di Stato Gianni Cortigiani, che ha spiegato che fra lo Stato e le assicurazioni di Fs e Gatx (la società proprietaria del convoglio che deragliò) “c’è una transazione in fase di definizione” per un risarcimento che il legale definisce “sostanzioso” (si parla di alcune decine di milioni di euro).

Una decisione criticata aspramente dai familiari delle vittime: «Lo Stato se ne frega dei 32 morti e se ne frega di avere la verità» ha commentato Daniela Rombi, presidente dell’associazione «Il mondo che vorrei». Il sindaco di Viareggio Leonardo Betti ha scritto una lettera al Presidente del Consiglio Letta per chiedere un ripensamento.

L’udienza era stata aperta da un corteo dei familiari delle vittime che si è concluso davanti al Polo Fieristico di Lucca (le foto), un corteo con striscioni e foto dei morti sul petto

Gli imputati, accusati di disastro ferroviario, incendio, lesioni e omicidi colposi, sono l’amministratore delegato delle Ferrovie Mauro Moretti e responsabili, dirigenti e tecnici delle società del gruppo Fs (Trenitalia, Rfi, Fs Logistica), della multinazionale Gatx, proprietaria della cisterna che trasportava Gpl e che si forò dopo essersi rovesciata sui binari a causa della rottura di un asse che sosteneva le ruote, della Officina Jungenthal di Hannover (di proprietà Gatx, dove l’asse era stato controllato pochi mesi prima della tragedia senza che fosse rilevata la profonda frattura, o cricca, che ne minava la struttura), e della Cima Riparazioni di Mantova, dove quell’asse che avrebbe dovuto essere rottamato venne invece montato sotto una cisterna adibita al trasporto di merci pericolose. Gli unici imputati presenti oggi erano Daniele Gobbi Frattini, Giuseppe Pacchioni, Paolo Pazzadini e Massimo Vighini della Cima Riparazioni. 

Il processo è stato aggiornato a mercoledì 27 novembre.

Strage di Viareggio, tutti rinviati a giudizio. Processo al via il 13 novembre

Tra le persone che andranno alla sbarra, c’è anche l’ad delle Ferrovie Moretti. I familiari delle vittime: “Decisione frutto di prove schiaccianti”.

Lucca – Sono stati rinviati a giudizio tutti e 33 gli imputati nel procedimento per la strage ferroviaria di Viareggio (32 vittime) avvenuta quattro anni fa. Tra loro anche l’ad di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti. In base alla decisione presa dal gup di Lucca, Alessandro dal Torrione, a processo finiranno anche altri funzionari del Gruppo Fs. Fra i reati ipotizzati, disastro ferroviario colposo, incendio colposo, omicidio e lesioni colposi plurimi. Il gup ha inoltre accolto la richiesta di rinvio a giudizio per illecito amministrativo per nove società. Tra queste la Gatx multinazionale proprietaria del convoglio che deragliò il 29 giugno 2009, la Jungenthal, l’officina tedesca che lo aveva revisionato, e la Cima, ditta italiana che lo montò. Il processo si aprirà il 13 novembre a Lucca.

“Grazie alla procura della Repubblica, per il grande lavoro che ha svolto in questi mesi”. Queste le prime parole del sindaco di Viareggio Leonardo Betti. “Sono molto contento che siano state accolte per intero le posizioni relative a tutte le imputazioni”. Così il presidente della Provincia di Lucca, Stefano Baccelli. “Siamo contenti del risultato ottenuto: è stato dimostrato che l’impostazione accusatoria, al momento, ha retto”. Così il procuratore capo di Lucca, Aldo Cicala. Gelida la prima reazione di Mauro Moretti: “Non ho niente da dire”. L’assemblea dei familiari delle vittime ha chiesto le sue dimissioni: ”Moretti deve dimettersi da Ad delle Ferrovie dello Stato italiane, ritirare tutti i provvedimenti disciplinari (licenziamenti, sospensioni, ecc.) nei confronti dei ferrovieri impegnati sulla sicurezza e la salute, affrontare il processo senza alcun tentativo di fuga”. Daniela Rombi, presidente dell’associazione, chiosa: “Non abbiamo più paura di nulla”. Anche il Codacons chiede le dimissioni e annuncia ”un dossier circa la pessima gestione delle Ferrovie da parte di Moretti”.

Per ricordare la strage vi invitiamo a vedere queste immagini girate dai Vigili del fuoco e pubblicate dal quotidiano Il Tirreno. Ecco come si presentavano la stazione i binari di Viareggio all’alba del 30 giugno, a poche ore dall’esplosione della cisterna di Gpl. Queste le immagini della notte della strage.

Quattro anni dalla strage, Viareggio non dimentica. Al processo la difesa contesta il diritto di replica della Procura

Proclamato il lutto cittadino. Previsti un convegno e un corteo fino al luogo della tragedia.

Viareggio – Quattro anni dopo, Viareggio non dimentica. Né potrà mai farlo, in futuro. Sabato 29 giugno ricorre il quarto anniversario del disastro ferroviario in cui persero la vita 32 persone, e i familiari dei parenti delle vittime, come sempre, commemoreranno i loro cari con una giornata per ricordare che si aprirà al mattino da un convegno e terminerà in serata con un corteo fino al luogo della tragedia. All’abbraccio parteciperanno come al solito anche i ferrovieri con i fischi dei loro treni. Ogni convoglio che transiterà dalla stazione di Viareggio infatti emetterà un lungo e prolungato rumore per far sentire in qualche modo vicinanza e affetto alla città. Un anniversario che giunge mentre è in pieno svolgimento l’udienza preliminare del processo che vede indagate le 33 persone considerate dall’accusa, a vario titolo, responsabili della strage.

Le udienze della settimana sono state dedicate alle arringhe delle difese. Nell’ultima udienza l’avvocato Ennio Amodio ha sfoderato il colpo di scena dichiarando di ritenere che la Procura non abbia diritto alla replica, avendo rinunciato a motivare le richieste di rinvii a giudizio e non avendo fatto i nomi degli imputati in aula. Dura la replica della Procura: «Niente replica? È un’invenzione». Parole pronunciate dal Pm Salvatore Giannino, che assieme a Giuseppe Amodeo affianca il Procuratore capo Aldo Cicala nel procedimento giudiziario.

Strage di Viareggio, parola agli imputati stranieri

L’avvocato Tullio Padovani nega l’esistenza di rapporti tra Gatx e Jungenthal. Il sindaco di Viareggio annuncia il lutto cittadino per sabato.

Lucca – E’ ripresa l’udienza preliminare per la strage di Viareggio del 29 giugno 2009. Oggi hanno parlato gli avvocati difensori della Gatx, la multinazionale proprietaria del carro merci deragliato e dell’officina Jungenthal di Hannover dove si svolse la revisione sull’asse che, cedendo, determinò il deragliamento del treno. 

Il legale Tullio Padovani ha contestato che ai propri clienti possa essere contestata la violazione delle norme di sicurezza sul lavoro, cui è conseguita la violazione delle norme del codice penale italiano. «Gatx Austria e Germania non possono restare in questo processo», queste le sue parole.

Padovani ha toccato anche il tema dei rapporti tra Gatx e Officina Jungenthal: «Non esiste nessun rapporto tra Gatx e Jungenthal – ha argomentato -. La Jungenthal è solo e soltanto una delle società controllate da una società che a sua volta è controllata da una società. A che titolo, dunque, Johannes Mansbart (amministratore delegato Gatx Rail Europa) e Roman Mayer (responsabile manutenzione flotta carri merci Gatx Rail Austria) avrebbero dovuto operare vigilanza sui dipendenti Jungenthal?».

Nell’udienza di domani entrano in scena i difensori dei dirigenti imputati di rete ferroviaria italiana, mentre venerdì spetterà alla Cima riparazioni chiarire la propria posizione tramite i suoi avvocati.

A margine dell’udienza il sindaco di Viareggio Leonardo Betti ha annunciato il lutto cittadino per sabato mattina, in occasione del quarto anniversario del disastro.