Italicum, la Consulta dice no al ballottaggio e salva il premio di maggioranza.

RomaLa Consulta boccia il ballottaggio e salva il premio di maggioranza che andrà al partito che raggiungerà il 40% al primo turno. Inoltre, la Corte Costituzionale ha bocciato, ma solo a metà, le pluricandidature. E’ questa la decisione assunta dalla Consulta sull’Italicum. Sulle candidature è stata dichiarata illegittima la parte che consentiva al capolista eletto in più collegi di scegliere a sua discrezione per quale optare. In questo modo si sarebbe potuto decidere a tavolino a quale tra i primi dei non eletti dei vari collegi garantire un seggio a Montecitorio: eventualità che la Corte ha bocciato. Salva, invece, la possibilità di candidarsi in più collegi elettorali: in caso di elezione in più di uno, si procederà al sorteggio per stabilire per quale optare. In una nota la Consulta comunica che «all’esito della sentenza, la legge elettorale è suscettibile di immediata applicazione».

Legge elettorale, il presidente Mattarella ha firmato. Italicum in vigore dal luglio 2016

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato la nuova legge elettorale

Roma Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato la nuova legge elettorale. La riforma era stata approvata definitivamente lunedì scorso con 334 voti a favore e 61 contrari (le opposizioni sono uscite in blocco). L’Italicum entrerà in vigore dal primo luglio 2016. Il presidente ha promulgato la riforma senza porre note o osservazioni. Il capo dello Stato quindi non ha rilevato difetti sotto il profilo costituzionale nel testo uscito dal Parlamento e il suo giudizio vale doppio anche sotto il profilo tecnico, visto che da un lato Mattarella era giudice della Corte costituzionale quando questa bocciò il Porcellum e dall’altro è l’autore della legge elettorale con la quale si è votato dal 1994 al 2001, il Mattarellum, sistema che aveva tentato di semplificare il sistema politico italiano.

Consulta, bocciata la legge elettorale

La Corte Costituzionale ha bocciato la legge elettorale

Roma La Corte Costituzionale ha bocciato la legge elettorale. I giudici dovevano decidere sulla costituzionalità della norma – con cui sono stati nati tre parlamenti 2006, 2008 e 2013 – dopo un ricorso presentato da cittadini. La Consulta ha dichiarato incostituzionale la norma ideata dal leghista Roberto Calderoli, e definita dallo stesso autore una “porcata”, in tutti e due i punti sottoposti al vaglio di legittimità rispetto alla legge fondamentale dello Stato: ovvero il premio di maggioranza e la mancanza delle preferenze cioè le liste bloccate. “Resta fermo che il Parlamento può sempre approvare nuove leggi elettorali, secondo le proprie scelte politiche, nel rispetto dei principi costituzionali”, rende noto la Corte. L’efficacia del verdetto, comunque, decorrerà dal momento in cui le motivazioni saranno pubblicate. E comunque, fino a nuova legge, c’è un ritorno di fatto al Mattarellum.

La Consulta dice no ai referendum

La Consulta dice no ad entrambi i quesiti sull’abrogazione (totale e parziale) della legge elettorale, nota come Porcellum.

RomaLa Corte Costituzionale ha bocciato con un no entrambi i quesiti per l’abrogazione (totale e parziale) della attuale legge elettorale, nota come Porcellum. Con il primo quesito si chiedeva alla Consulta l’abrogazione della legge elettorale, ideata dall’ex ministro Roberto Calderoli (il cosiddetto “Porcellum) che toglie la possibilità agli elettori di esprimere una preferenza. Il secondo quesito chiedeva di eliminare, ad una ad una, le novità introdotte dalla stessa legge Calderoli alla precedente legge elettorale abrogata nel 2005, il cosiddetto “Mattarellum” (Link).