Umberto Bossi e Francesco Belsito condannati per truffa allo Stato

Firenze – Due anni e mezzo di reclusione ad Umberto Bossi e quattro e dieci mesi a Francesco Belsito, ex tesoriere della Lega Nord. E’ questa la condanna per truffa ai danni dello Stato, pronunciata dal tribunale di Genova. Lo stesso tribunale ha disposto inoltre la confisca di 48 milioni di euro dai fondi della Lega Nord.

Fondi Lega Nord, due anni e tre mesi a Umberto Bossi. Condannati anche il figlio Renzo e l’ex tesoriere Belsito

Milano – Il giudice della VIII sezione penale del Tribunale di Milano Maria Luisa Balzarotti ha inflitto due anni e tre mesi a Umberto Bossi, un anno e sei mesi al secondogenito Renzo e 2 anni e 6 mesi a Francesco Belsito, ex tesoriere della Lega. Così, sono state accolte le richieste del pm Paolo Filippini. Erano tutti imputati di appropriazione indebita per aver usato, secondo l’accusa, fondi del Carroccio per fini personali.

La decisione del giudice Balzarotti è arrivata nel processo “The Family”, così ribattezzato per il nome scritto sulla cartella di documenti sequestrata a suo tempo a Belsito in cui comparivano quelle che sono state giudicate spese private della famiglia Bossi, pagate però con i soldi del Carroccio arrivati anche dai rimborsi elettorali.

 

Matteo Salvini rischia il processo per vilipendio della magistratura. Chiesta l’autorizzazione al ministro Orlando

Firenze – Matteo Salvini rischia di essere processato per vilipendio dell’ordine giudiziario. La procura di Torino ha chiesto infatti al ministro della Giustizia, Andrea Orlando, l’autorizzazione a procedere contro il segretario della Lega per aver definito, il 14 febbraio scorso, «una schifezza» la magistratura italiana. Ad avanzare la richiesta è stato il procuratore capo Armando Spataro che dopo le affermazioni di Salvini al congresso del Carroccio piemontese a Collegno, aveva disposto l’avvio degli accertamenti per la sussistenza del reato.

 

La Cassazione conferma la condanna per una ex leghista che istigò lo stupro di Cecile Kyenge

La Cassazione ha confermato la condanna nei confronti di Dolores Valandro.

Roma – La Cassazione ha confermato la condanna a tredici mesi di reclusione per Dolores Valandro, l’ex consigliere di circoscrizione di Padova espulsa dalla Lega Nord per aver incitato su Facebook a stuprare, nel giugno 2013, l’allora ministro dell’Integrazione del governo di Enrico Letta, Cecile Kyenge. Già condannata dal Tribunale di Padova ad un anno e un mese di reclusione (pena poi sospesa) e all’interdizione dai pubblici uffici per tre anni per “istigazione a commettere atti di violenza sessuale per motivi razziali”, Valandro aveva postato sul proprio profilo una fotografia della Kyenge accompagnata dalla frase “mai nessuno che se la stupri”. Inoltre, la Valandro dovrà pagare settemila euro di risarcimento e provvedere anche al rimborso delle spese processuali.  

Responsabilità civile dei giudici, approvato alla Camera un testo della Lega. Anm e Csm: A rischio la nostra indipendenza.

Approvato alla Camera un emendamento della Lega che introduce la responsabilità civile dei giudici

Roma  La Camera ha approvato un emendamento della Lega Nord a una legge comunitaria che introduce la responsabilità civile dei giudici. La maggioranza e il governo sono stati battuti di 7 voti: 187 a 180. Decisiva l’astensione del Movimento Cinque Stelle e di Sel, in tutto 65 deputati. Ma ancora più determinante è stato quello di decine di deputati del Pd. Secondo il calcolo del leghista Gianluca Pini almeno 80 parlamentari democratici che avrebbero approfittato del voto segreto per schierarsi con i partiti di centrodestra. Immediata la protesta dell’Associazione nazionale dei magistrati, del Csm che affermano di rischio per la libertà di decisione dei giudici. Intanto, il premier Matteo Renzi prova a rassicurare affermando che il testo sarà modificato al Senato. 

Ballottaggi: sconfitta la Lega, emerge Grillo, tiene il Pd

Novantacinque Comuni al centro-sinistra, trentaquattro al centro-destra. Per la prima volta il Movimento 5 Stelle vince in un Comune capoluogo (Parma).

Roma – Novantacinque Comuni al centro-sinistra, trentaquattro al centro-destra. Questo l’esito delle Amministrattive 2012. Nella tornata precedente il centro-destra aveva prevalso per 98 a 56. Il Centro sale da 8 a 9 Comuni amministrati, le liste civiche da 6 a 10. Entra nella geografia politica il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che si aggiudica 3 Comuni tra cui Parma.

Questi gli esiti dei ballottaggi più importanti: a Genova è stato eletto Doria del centro-sinistra (59,7%). A Palermo ha prevalso Orlando (IDV, 72,4%). A Parma vittoria di Pizzarotti del Movimento 5 Stelle (60,2%), conferma per Cialente del Pd a L’Aquila (59,2%).

Altro dato rilevante è l’ulteriore calo dell’affluenza alle urne, che si è fermata al 51,38% contro il 65,36% del primo turno.

Risultati in tempo reale

Riepilogo Comuni capoluogo

Riepilogo Comuni superiori non capoluogo

I dati del Viminale

Affluenza alle urne (dati Viminale)

Il voto in Toscana (analisi Osservatorio elettorale della Regione Toscana)

Lega Nord, si è dimesso Umberto Bossi

Umberto Bossi si è dimesso.

FirenzeUmberto Bossi si è dimesso. Le indagini sul tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito, condotte dalle procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria hanno portato alle dimissioni del Senatùr che ha presentato le dimissioni da segretario del partito nel corso del consiglio federale (link).

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Scandalo Lega, Bossi si dimette (fonte: La Repubblica)

La Padania nell’edizione odierna

 

Onorevole Maroni chieda scusa a Saviano

Firenze«Io voglio spiegare che Saviano ha detto falsità e voglio farlo davanti a lui…». Una frase pronunciata da Roberto Maroni e riportata il 17 novembre del 2010 sulle colonne del  Corriere della Sera. All’indomani del monologo sulla ‘Ndrangheta al Nord di Roberto Saviano a “Vieni via con me” – più avanti, potrete rileggere parte di quel pezzo di storia televisiva e non solo -, l’allora ministro degli Interni gettò, assieme ad altri esponenti della Lega e del Pdl, fango sull’autore di Gomorra. Fu messa in piedi una vera e propria operazione di delegittimazione nei confronti di Saviano. Maroni, invocando anche l’intervento del Presidente della Repubblica e dei presidenti di Camera e Senato, chiese e ottenne il diritto di replica (abbiamo ripubblicato parte anche dell’intervento dell’ex ministro). Alcuni passaggi della replica sono stati annebbiati dalle notizie dei mesi successivi che, assieme agli ultimi fatti (l’ormai ex tesoriere della Lega Francesco Belsito è indagato per appropriazione indebita, truffa ai danni dello Stato e riciclaggio) rendono visibili tutti gli errori del politico lumbard. Saviano merita di ricevere le scuse dall’onorevole Maroni che, dopo le recentissime vicende, ha chiesto di «fare pulizia». Una dichiarazione corretta ma ritardataria nei tempi.  

Roberto Saviano: «Le organizzazioni, soprattutto la ‘ndrangheta, è nel Nord che fanno la parte maggiore di affari. La Lombardia è la regione con il più alto tasso di investimento criminale d’Europa. Milano è la capitale in questo senso degli investimenti criminali. Lombarda è l’economia in cui si infiltrano, lombarda è la sanità in cui si infiltrano, lombarda è la politica in cui si infiltrano [….] Accade che l’organizzazione, come al Sud, cerca il potere della politica e la ‘ndrangheta anche al Nord cerca il potere della politica. Cerca di interloquire con il potere della politica e al Nord interloquisce, come dimostra l’inchiesta, con la Lega [….]  La Lega, per esempio, da sempre fa un contrasto culturale alle organizzazioni criminali o repressivo: non vogliamo che sia il soggiorno obbligato qui dei mafiosi, manette, repressione. D’accordo. Ma, non basta. Non è sufficiente. Perché, la loro forza è nell’economia, nei soldi legali che l’imprenditoria lombarda vuole e prende da decenni. I soldi legali irrorano questo territorio. E’ lì l’elemento. Il contrasto deve avvenire lì. Pensate che uno dei padri della Lega, Gianfranco Miglio, in un’intervista disse: “Io sono per il mantenimento anche della mafia e della ‘ndrangheta. Il Sud deve darsi uno statuto poggiante sulla personalità del comando (…) Io non voglio ridurre il Meridione al modello europeo, sarebbe un’assurdità. C’è anche un clientelismo buono, che determina crescita economica. Insomma, bisogna partire dal concetto che alcune manifestazioni tipiche del Sud hanno bisogno di essere costituzionalizzate”. Miglio dice che le mafie devono essere costituzionalizzate […] ».

Roberto Maroni (replica) «Le mafie si combattono dando la caccia ai superlatitanti. In questi due anni, magistratura e forze dell’ordine, a cui va il mio plauso, il mio ringraziamento, hanno agito senza sosta e con indubitabili successi. Giuseppe Setola, Giovanni Strangio, Antonio Pelle, Mimmo Racuglia, Antonio Iovine […], sono solo alcuni dei 28 superboss presi e messi al carcere duro [….] Le mafie si combattono sequestrando ai mafiosi il frutto dei loro traffici illeciti. Grandi risultati anche qui, con le nuove norme del pacchetto sicurezza e con un’intensità mai registrata prima. Da oltre due anni colpiamo la criminalità organizzata al cuore del suo impero economico soprattutto al Nord, sequestrando e confiscando patrimoni immensi e finora non toccati per restituirli alla comunità degli onesti. Oltre 35mila beni, tra case, palazzi, terreni, aziende, per un valore di 18 miliardi di euro. Un risultato che non ha precedenti. Le mafie si combattono contrastando il loro insediamento territoriale. La ‘ndrangheta è presente al Nord da almeno tre decenni. Non è una novità. Impedire l’aggressione della criminalità all’economia sana è la sfida epocale che stiamo affrontando [….]  Le mafie si combattono rendendo le istituzioni locali impermeabili alla lusinga degli arricchimenti facili. A questo proposito, è stato affermato che la ‘ndrangheta al Nord interloquisce con la Lega. E’ un’affermazione ingiusta e offensiva per i tanti che, come me, contrastano da sempre ogni forma di illegalità. E’ soprattutto smentita questa affermazione dalle recenti operazioni fatte in Lombardia contro la ‘ndrangheta […] che hanno portato al coinvolgimento e persino all’arresto di esponenti politici di altri partiti, ma non della Lega. Mi chiedo, allora, perché indicare proprio e solo la Lega? Infine, le mafie si combattono eliminando gli storici squilibri strutturali fra Nord e Sud [….] ».   

E adesso la Rai chiederà scusa a Saviano? (di Loris Mazzetti, fonte: Articolo 21)

Chiedete scusa a Saviano (di Beppe Giulietti, fonte: Il Fatto Quotidiano)

 

 

Tangenti: indagato il leghista Boni, presidente della Regione Lombardia.

Il presidente del Consiglio della Regione Lombardia, Davide Boni, in quota Lega Nord, è indagato dalla Procura di Milano con l’accusa di corruzione.

MilanoIl presidente del Consiglio della Regione Lombardia, Davide Boni, in quota Lega Nord, è indagato dalla Procura di Milano con l’accusa di corruzione. L’indagine inerente a presunte tangenti in ambito urbanistico è condotta dai pubblici ministeri Alfredo Robledo e Paolo Filippini che hanno fatto notificare all’esponente del Carroccio un avviso di garanzia. Boni ha confermato di aver ricevuto l’avviso ed ha anche dichiarato la sua «totale estraneità» ai fatti. «Confermo la mia piena disponibilità a chiarire la mia posizione», ha aggiunto Boni. Il leghista è indagato nell’ambito di un’inchiesta su alcuni centri commerciali, in relazione a un filone di indagine nato dall’inchiesta su tangenti per concessione di aree edificabili nel Comune di Cassano D’Adda, inchiesta che aveva portato all’arresto dell’allora sindaco Edoardo Sala. Boni è indagato assieme al suo portavoce Dario Ghezzi, accusato di concorso in corruzione. Coinvolto nella stessa inchiesta anche l’immobiliarista Luigi Zunino, ex numero uno di Risanamento. Zunino sarebbe stato beneficiario di alcuni interventi compiuti sul piano regolatore di Cassano d’Adda. Un’altra indagine colpisce la Regione Lombardia, governata da Roberto Formigoni. Nei mesi scorsi sono finiti in carcere il segretario del consiglio regionale, Massimo Ponzoni, e il vice presidente del consiglio Franco Nicoli Cristiani. E, infine, l’accusa di corruzione avanzata dalla Procura di Monza nei confronti di Filippo Penati che, anche lui, era vicepresidente del consiglio (link).

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Mazzetti: “Maroni può replicare altrove”

Firenze<<Maroni è un ministro della Repubblica e ha disposizione telegiornali e altri programmi di approfondimento politico per replicare. Il nostro è una programma culturale, dove i politici vengono solo se sono funzionali al racconto delle puntate>>. E’ quanto afferma all’Ansa il capostruttura di Raitre e responsabile di “Vieni via con me”, Loris Mazzetti, in merito alla richiesta di replica da parte del ministro degli Interni, Roberto Maroni, alle parole di Roberto Saviano sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta al Nord.
<<Se poi abbiamo insultato qualcuno o detto cose non vere, c’è sempre la magistratura a cui rivolgersi – aggiunge Mazzetti – Io penso che l’onestà intellettuale di Saviano non possa vivere di condizionamenti. La cronaca ci racconta di episodi di criminalità in cui sono coinvolti esponenti leghisti e se Saviano non ne avesse parlato, si sarebbe autocensurato>>.

In merito alla presenza di politici nelle prossime due puntate, Mazzetti ha fatto sapere che al momento <<non si può escludere, ma si stanno ancora facendo le scalette>>.
<<I politici verranno solo se saranno funzionali al programma – ha spiegato – e dovranno mettersi a disposizione degli autori come hanno fatto Vendola, Fini e Bersani, che hanno rispettato spirito e tempi della trasmissione. Il loro intervento ha azzerato tutte le critiche preventive, perchè non c’è stata alcuna propaganda, ma solo la lettura di due elenchi. Quelle di questi giorni sono polemiche pretestuose: basta pensare che nessuno dei politici di centrodestra ha chiesto di venire al posto di Vendola a leggere l’elenco sull’omosessualità nella prima puntata. Noi non siamo una tribuna politica e non siamo neanche in regime di par condicio>>.
<<La prima puntata era la puntata di Benigni che ha fatto da ariete – ha aggiunto Mazzetti, ragionando sul boom di ascolti – la seconda era più strutturata e credo che abbia pesato il tam tam delle gente, come si faceva per la Rai di una volta>>. In merito al picco di ascolti fatto registrare da Saviano nel racconto sulla ‘ndrangheta e sulla storia di Piergiorgio Welby, Mazzetti ha affermato che lo scrittore <<ha fatto tesoro dell’esperienza della prima puntata ed è stato piu’ efficace. All’esordio sentiva una grande responsabilità ed era molto emozionato. Bisogna considerare che lui fa tutto a braccio, non è in grado di leggere il gobbo, legge ogni tanto i suoi appunti e ha un aiuto solo sui tempi>>.
 
Fonte: Articolo 21.