La7 venduta a Cairo per un milione di euro.

FirenzeUrbano Cairo è il nuovo proprietario della La7 e l’ha acquistata per un milione di euro. Dopo una lunga trattativa si è conclusa così la vendita dell’emittente televisiva. «La7? Ho preso una patata bollente». Con questa uscita al microfono di Radio24, Cairo ha confermato l’acquisto del canale televisivo. Il primo annuncio sull’operazione conclusa è stato lanciato da Gad Lerner su Twitter. «E’ fatta. Telecom cede La7 a Urbano Cairo». La modalità di diffusione della notizia ha fatto insospettire la Consob, che ha avviato verifiche sulla fuga di notizie relativa alla vendita del canale tv, riferendosi al tweet di Lerner e alla successiva conferma del giornalista a Radio24.

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Telecom vende La7: De Benedetti pronto all’acquisto. “Mercoledì l’annuncio”.

FirenzeSembra che sia la volta buona: Telecom Italia vende La7, che oggi controlla attraverso Telecom Italia Media. Soltanto un anno, fra macachi-conduttori e banani-Rai, Giovanni Stella, l’amministratore delegato di La7 detto er canaro, spadroneggiava nel mercato televisivo: prendo Michele Santoro, ho anche Serena Dandini, e ancora Roberto Saviano incluso Fabio Fazio. Ieri mattina, invece, nemesi catodica, ragionava sul Consiglio di amministrazione di Telecom, la multinazionale che controlla Telecom Italia Media: «Mercoledì inizia il percorso – dice Stella ai suoi collaboratori – di cessione totale di La7. La procedura non è semplice, entro l’anno, però, riusciremo a vendere». Per continuare a leggere l’articolo di Stefano Feltri e Carlo Tecce, pubblicato su Il Fatto Quotidiano, clicca qui.

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La Rai non è (ancora) la Bbc

FirenzeChe la Rai non è la Bbc l’aveva ben spiegato Renzo Arbore qualche tempo fa, oggi la lezione arriva autorevolmente dall’Upa (Utenti pubblicitari associati), l’organizzazione che riunisce le più importanti aziende industriali, commerciali e di servizi che investono in pubblicità. L’Upa si è sentita in dovere di occuparsi della Rai “sia per il ruolo che ricopre nel Paese sia perché gli investimenti pubblicitari rappresentano il 50 % dell’entrate della tv pubblica”. L’investimento vale all’incirca 1 miliardo di euro. L’associazione ha fatto esattamente quello che fece la Bbc negli anni di profonda crisi societaria, d’immagine e di qualità del prodotto prima di decidere quale strada intraprendere per il rinnovamento: sondare gli utenti.

“Cosa pensano della tv. La qualità dei programmi. Vi va di pagare il canone. Il servizio pubblico è ancora utile. Cosa si vuole dal servizio pubblico. La società lavora per il servizio pubblico”. Oggi la Bbc (sempre in contatto con i telespettatori attraverso i social network), ha raggiunto il suo obiettivo: la più autorevole in Europa; al 70 % degli utenti va di pagare il canone (la cui evasione rappresenta il minimo europeo: 4 %); la politica non interferisce sulla linea editoriale e chi sbaglia paga come dimostrano i licenziamenti dei direttori di Tv 1 e Radio 2. L’Upa ha fatto quello che avrebbe dovuto fare la Rai se non fosse così sensibile ai voleri del Cavaliere e poco a quelli dei telespettatori.

Un esempio: permettere a Saviano e Fazio di fare a maggio “Vieni via con me” su La 7 invece che a Rai 3. Sono convinto che per il pubblico non sarà la stessa cosa. L’Upa ha distribuito un questionario a 4 mila imprenditori, marketing manager, comunicatori e opinion leader. Il risultato, assai prevedibile, denuncia che la Rai è un’azienda in grave difficoltà, con “l’urgenza di una riforma per risanare e salvare la maggior industria culturale del Paese, mal gestita, asservita alla politica, priva di strategia e ingovernabile, iperburocratica con troppi livelli decisionali tutti inefficaci; il ruolo di servizio pubblico è passato in secondo piano penalizzando la qualità a favore della quantità; la Rai è decaduta rispetto al passato e ai principali concorrenti, in progressivo calo di reputazione, con meno attrattiva per gli ascoltatori e meno interessante per investitori; la Rai è depressa con molti talenti non o mal utilizzati e con un sempre minor orgoglio aziendale”. Nel sondaggio vi sono anche delle positività che fa pensare che non tutto è perduto: “La Rai è esperta, con un grande patrimonio di competenze e know how”. Da qui, dopo il tutti a casa alla scadenza del Cda, si può ripartire.

Firma: Loris Mazzetti

Fonte: Il Fatto Quotidiano

 

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Alemanno, la neve e il bacino di voti da tutelare.

FirenzePubblichiamo l’intervista al sindaco Gianni Alemanno, realizzata da Marco Frittella venerdì scorso durante l’edizione del Tg1 delle ore 13.30. Da poco più di due ore era iniziato a nevicare anche sulla capitale. Nelle prime ore del pomeriggio la città sarà coperta di neve e le auto incolonnate dappertutto. Dopo i tanti disagi, Alemanno ha attaccato la Protezione civile ed ha invocato una commissione di inchiesta. Il sindaco si difende, attacca girando da un’emittente televisiva ad un’altra. Un modo di fare, come ricorda Luca Telese nel suo articolo, adottato per anni e anni da Berlusconi. Alemanno, come la stragrande maggioranza dei politici, è chiamato a tutelare il suo bacino di voti. E, il bene comune chi lo tutela?   

La decisione di sospendere l’attività didattica  nella capitale non è stato un eccesso di prudenza?

«No, in effetti, le previsioni ieri ci dicevano che ci poteva essere il rischio neve. Però, ci siamo abituati a vederla sempre in maniera un po’ peggiorativa rispetto alle previsioni e abbiamo avuto ragione. Era assolutamente opportuno sospendere l’attività didattica».

Roma non è una città che ha spesso le nevicate. E’ attrezzata per affrontare questa emergenza?

«Abbiamo mobilitato tutto il possibile, ci sono circa 150 mezzi già posizionati. La Protezione civile comunale che è in movimento, quindi da questo punto di vista dovremmo essere in grado di fronteggiare la situazione se non si aggrava troppo. Adesso, stiamo aspettando lo stato di allarme per la città di Roma. Se lo stato di allarme sarà confermato, ovviamente chiuderemo tutti gli edifici pubblici, scuole comprese, proprio per fronteggiare questa situazione che dovrebbe concludersi entro domenica».

Ha qualche raccomandazione da fare ai suoi concittadini romani in queste ore?

«La raccomandazione è sempre la stessa. Evitare movimenti inutili, se è possibile rimanere a casa o nei luoghi chiusi. Insomma, evitare di muoversi se non è strettamente indispensabile».

Misure per clochard, senza tetto e gente che non ha riparo?

«Abbiamo varato un piano freddo che durerà tutta la prossima settimana. Abbiamo aperto sottopassaggi, stazioni metropolitane. Faremo in modo che tutti coloro che, anche quelli che vivono all’aperto, abbiano un tetto coperto dove stare in questi giorni» (guarda il video dal minuto 12,30 al 14,20).   

Alemanno vs Protezione civile… (fonte: Il Fatto Quotidiano)

Video “In mezz’ora” di Lucia Annunziata

Foto, il sindaco spala la neve (fonte: Corriere della Sera)

Litigare con Alemanno (di Luca Telese, fonte: Il Fatto Quotidiano)

 

 

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Serena Dandini passa a La7. In onda da gennaio

Roma - Serena Dandini ha firmato con La7. Dopo il divorzio con la Rai, a partire da gennaio 2012, condurrà un nuovo programma di prime time il sabato, dalle 21.30 alle 24.00, e due brevi appuntamenti, dalle 19.30 circa, che anticiperanno l’edizione serale del TG di sabato e domenica.

Ad affiancare Serena Dandini ci saranno Dario Vergassola, Elio e le storie tese, Max Paiella, Paola Minaccioni e Federica Cifola, Diego Bianchi (Zoro), Ascanio Celestini, Andrea Rivera, Lillo e Greg. Il regista sarà Igor Skofic. La stessa squadra con cui lavorava per ‘Parla con mè su Rai3.

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Sempre più a rischio il futuro in Rai di Serena Dandini

Roma - E’ muro contro muro tra la Rai e Serena Dandini per il futuro di ‘Parla con me’. Il dg Lorenza Lei ribadisce con forza in consiglio di amministrazione – il primo dopo la pausa estiva – la scelta di produrre internamente il programma, mettendo la conduttrice di fronte all’aut aut di lasciare Fandango e continuare l’avventura su Rai3 oppure rimanere con la sua squadra e seguire eventualmente altre strade (La7 e’ alla finestra).

Il dg incassa il sostegno della maggioranza dei consiglieri, mentre il presidente Paolo Garimberti si dice pronto a votare a favore di un eventuale contratto per la realizzazione del programma. Protestano vivacemente i consiglieri di opposizione anche perche’ la trasmissione, a questo punto, non partira’ in ogni caso il 27 settembre come previsto.

Questa la replica della popolare conduttrice: «Non è un problema di soldi, non c’è mai stato. La Rai sta decidendo da mesi se avvalersi della nostra collaborazione».

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Rai, sparisce Annozero. Santoro lascia la Tv di Stato.

RomaAnnozero non può cominciare. Almeno nel servizio pubblico. Michele Santoro lascia la Rai. Il conduttore, costretto negli ultimi anni ad andare in onda in virtù di una sentenza del tribunale - per i prossimi giorni è attesa la decisione della Cassazione sulla causa fra il giornalista e l’azienda - ha raggiunto un accordo di massima con La7. La conferma arriva da Enrico Mentana, direttore del tg della rete, che nell’edizione serale dichiara: «Santoro a un passo da La7. Se verrà da noi potrà fare quello che vuole». Dopo anni di battaglie, anche giudiziarie arriva la separazione fra Santoro e la tv di Stato. Una separazione che la stessa azienda, in una nota, definisce consensuale.  La Rai e Michele Santoro “hanno convenuto di risolvere il rapporto di lavoro, riservandosi di valutare in futuro altre e diverse forme di collaborazione”, si legge nella nota di viale Mazzini. Ed ancora: “Si è ritenuto infatti di far cessare gli effetti della sentenza del Tribunale di Roma, confermate in appello, in materia di modalità di impiego di Michele Santoro, recuperando così la piena reciproca autonomia decisionale”. Un comunicato a confermare la mancanza dal palinsesto Rai del programma dell’anchorman. Per domani è prevista una conferenza stampa, convocata da Santoro dopo che è stata annullata per volontà dell’azienda quella tradizionale di fine stagione negli spazi di via Teulada. Non si sa ancora dove e l’orario (link).

Rai: fuori Annozero. Giulietti-Vita: “Santoro via come richiesto da Berlusconi”. (Articolo 21)

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Talk show politici, il Tar sospende il divieto per Sky e La7.

Roma - Il Tar del Lazio ha accolto la richiesta di sospensiva, presentata da Sky Italia e Telecom Italia Media – la società che controlla le emittenti del gruppo Telecom Italia, tra cui la La7 – in merito al regolamento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nella parte che blocca i talk show nel periodo elettorale. L’ordinanza del Tribunale riguarda il passaggio della delibera dell’Agcom che ha introdotto limitazioni ai talk show così rigide da portare alla loro interruzione in vista delle elezioni regionali. La richiesta di sospensiva di Sky e Telecom Italia Media riguardava l’articolo 6, comma 2, varato dall’Agcom, che disciplina la par condicio in vista delle prossime elezioni.Il Tribunale ha invece respinto la richiesta di Federconsumatori che voleva lo stop al regolamento della Vigilanza perchè ha ritenuto che, trattandosi di organismo parlamentare, <<sussistono profili di inammissibilità del gravame per la parte in cui è impugnato il regolamento>>. Le richieste sono state discusse dalla III sezione ter del Tar del Lazio. In ragione di tale ordinanza, per lunedì 15 marzo è stato convocato in seduta straordinaria il consiglio di amministrazione della Rai (link).

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