Evasione, Iva: dal 2007 al 2010 non sono stati pagati 231 miliardi di euro

Dal 2007 al 2010 in Italia l’Iva evasa ha raggiunto quota 231 miliardi di euro

Firenze In tre anni, dal 2007 al 2010, in Italia l’Iva evasa ha toccato quota 231 miliardi di euro. Lo calcola l’Agenzia delle Entrate nella sua analisi sul tax gap, cioè la differenza tra l’ammontare delle imposte che l’amministrazione fiscale avrebbe dovuto raccogliere e quello che ha effettivamente incassato. Il 77% dell’imponibile non versato, si legge, è legato ai consumi finali delle famiglie, contro il 23% riconducibile alle imprese. Il mancato pagamento dell’imposta, al Sud e nelle isole, vale 83 miliardi di euro (circa il 35% del totale). Seguono il Nord-Ovest, che pesa per il 27% del “buco”, il Nord-Est (21%) e il Centro (17 per cento).

Fisco, sei miliardi di euro non dichiarati nel primo quadrimestre del 2012.

Nei primi quattro mesi del 2012 la Guardia di Finanza ha scoperto 2.192 evasori totali. Dalle indagini è emerso che gli evasori hanno nascosto al fisco redditi per oltre 6 miliardi di euro.

FirenzeNei primi quattro mesi del 2012 la Guardia di Finanza ha scoperto 2.192 evasori totali. Dalle indagini è emerso che gli evasori hanno nascosto al fisco redditi per oltre 6 miliardi di euro. In materia di Iva, sempre nel primo quadrimestre 2012, la Guardia di Finanza ha scoperto 650 milioni di euro di Iva evasa. Le persone denunciate all’autorità giudiziaria sono 853 e altre 530 per occultamento o distruzione della contabilità. I maggiori “picchi” di evasione, riferisce in una nota la Guardia di Finanza, sono stati riscontrati nel settore del commercio all’ingrosso e al dettaglio (quasi il 25% del totale), delle costruzioni edili (circa il 22%), delle attività manifatturiere (11), delle attività professionali, scientifiche e tecniche (5,7) e delle attività di alloggio e ristorazione (5,5) (link).