Ryanair non dovrà versare i contributi all’Inps. Lo stabilisce una sentenza che dà ragione alla compagnia aerea.

Firenze Ryanair non dovrà versare 9,4 milioni di contributi all’Inps perché l’azienda non è tenuta a pagare le tasse in Italia. A stabilirlo è una sentenza del Tribunale del lavoro di Bergamo che ha confermato che il personale operante su aeromobili registrati in Irlanda era correttamente assunto e assicurato socialmente in Irlanda, e che ha versato correttamente in Irlanda i contributi previdenziali tra il 2006 e il 2010, sotto la legge dell’Ue.

 

Inps, nel 2013 un saldo negativo di 9,9 miliardi di euro

Nel 2013 l’Inps ha registrato un saldo negativo di 9,9 miliardi.

Roma Nel 2013 l’Inps ha registrato un saldo negativo di 9,9 miliardi, dovuto «in larga parte» alla fusione con l’Inpdap, l’ex istituto di previdenza per i dipendenti pubblici. Il dato è emerso in occasione della la relazione annuale dell’ente presentata dal commissario “pro tempore” Vittorio Conti alla Camera. Nel quale si sottolinea però che il patrimonio netto dell’istituto pensionistico nazionale è invece pari a 7,5 miliardi (dato di preconsuntivo), valore che migliorerebbe tenendo conto della legge di stabilità. In base a questo assunto, quindi, secondo il relatore non è a rischio la «sostenibilità del sistema pensionistico». Intanto, quasi la metà dei pensionati italiani si ferma sotto la soglia dei mille euro al mese. Ma uno su quattro riceve più di un trattamento e il 4,3% arriva a percepire oltre 3mila euro mensili. Inoltre, gli assegni sono in media più leggeri per le donne. Mentre la riforma Fornero ha fatto calare le nuove pensioni liquidate: -32% per quelle di anzianità e anticipate, -57% per i trattamenti di vecchiaia.

Inps, 2013 in rosso per altri 14,4 miliardi di euro

Il risultato di esercizio dell’Inps per il 2013 sarà negativo per 14,4 miliardi.

Firenze Il risultato d’esercizio dell’Inps per il 2013 sarà negativo per 14,4 miliardi. Continuano a peggiorare, anno dopo anno, i conti dell’Istituto nazionale della previdenza sociale, a pochi giorni dall’addio di Antonio Mastrapasqua, che ha lasciato sabato scorso la presidenza dopo l’approvazione di un ddl sul conflitto di interessi. Ma il dato più preoccupante è un altro: l’azzeramento del patrimonio dell’Istituto atteso nei prossimi mesi. Dal preventivo per l’esercizio appena iniziato emerge infatti che negli ultimi quattro anni il patrimonio netto è passato dai circa 40 miliardi di euro del 2009 a 7,47 miliardi del 2013. 

Inps, Corte dei Conti: “Non più rinviabili le misure di risanamento”

Firenze I conti dell’Inps registrano il primo disavanzo finanziario e l’aumento del deficit, derivanti dai più grandi fondi amministrati, per i quali «appaiono indilazionabili misure di risanamento– che si riconnettono anche al ciclo recessivo oltre che alla incorporata gestione pubblica (l’Inpdap, ndr)». A lanciare l’allarme è la Corte dei Conti prendendo in esame il bilancio 2012.

Eternit, Schmidheiny condannato in appello a 18 anni.

I giudici di Torino aumentano la pena per l’imprenditore elvetico per il quale in primo grado la pena era stata di 16 anni. Disposta una provvisionale di quasi 51 milioni di euro tra Regione Piemonte e Comune di Casale Monferrato. Risarcite le tante parti civili

Torino – Diciotto anni di reclusione per disastro doloso permanente e omissione dolosa di cautele anti-infortunistiche. Questa la condanna che la Corte d’Appello di Torino ha inflitto all’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny, imputato nel processo Eternit. In primo grado era stato condannato a 16 anni. I giudici hanno ritenuto Schmidheiny responsabile di disastro anche per gli stabilimenti Eternit di Bagnoli e Rubiera. Per quel che riguarda l’altro imputato, il barone belga Louis De Cartier, i giudici si sono pronunciati direttamente per l’assoluzione per alcuni degli episodi contestati, mentre hanno dichiarato il non luogo a procedere data la morte dell’imputato per gli altri.

Il giudice ha stabilito che il periodo in cui Schmidheiny gestì la Eternit va dal giugno del ’76, per gli stabilimenti di Casale (Alessandria), Cavagnolo (Torino) e Bagnoli (Napoli) e dall’80 per quello di Rubiera (Reggio Emilia), e arriva fino al giugno dell’86 per Casale e Cavagnolo, fino all’85 per Bagnoli, fino all’84 per Rubiera. L’imputato è stato quindi assolto per il periodo che va dal giugno del ’66 al ’76 per non aver commesso il fatto. Resta penalmente responsabile per gli anni seguenti.

La lettura del dispositivo, piuttosto lunga, è proseguita con l’elenco dei risarcimenti alle numerose parti civili. Sorpresa per l’esclusione di Inps e Inail. Invece, sono state riconosciute provvisionali al Comune di Casale per quasi 31 milioni (rispetto ai 25 concessi nel primo grado), alla Regione Piemonte (20 milioni), all’Asl Al (5 milioni), ad Associazione Familiari e Vittime amianto (100 mila euro), a otto Comuni della zona (da 150 a 350 mila euro). E poi è partita la lunga chiamata dei nomi delle singole parti civili risarcite con provvisionale di 30 mila euro ciascuna. Assegnati anche 2 milioni di euro al Comune di Rubiera e 350mila euro alla Regione Emilia-Romagna.

Nessun risarcimento per Bagnoli, la fabbrica che aveva maggiori commesse. Il motivo, secondo l’avvocato Roberto Rosario, legale degli eredi di una trentina di operai defunti a Bagnoli  “è che il Comune non si era mai costituito, inammissibile in un processo così importante”.

Una sentenza che è destinata a fare storia, non a caso il pm Raffaele Guariniello, che con i colleghi Sara Panelli e Gianfranco Colace ha sostenuto l’accusa, si è definito commosso per l’esito della decisione.

 

La lettura della sentenza (Repubblica TV)

Guariniello: “Sentenza è un inno alla vita (Repubblica TV)

Bruno Pesce: “Le vittime hanno avuto giustizia (Repubblica TV)

Romana Blasotti: “Stravolti ma andiamo avanti” (Repubblica TV)

Operaio dona a Guariniello una vecchia tuta da lavoro (Repubblica TV)

Inps: i lavoratori “esodati” sono 390mila

In una relazione, inviata al ministero del Lavoro, l’Inps fa presente che i lavoratori esodati sono 390mila.

RomaI lavoratori definiti esodati – termine brutto – che potrebbero avere diritto ad andare in pensione sulla base delle vecchie regole secondo il decreto Salva Italia e il Milleproroghe sono 390.200: è quanto emerge dalla Relazione Inps al ministero del Lavoro inviata prima della firma del decreto che fissa a 65.000 la quota dei salvaguardati.

A marzo nuovo boom della cassa integrazione

Aumento del 45,1 % rispetto a febbraio. Coinvolti più di 455 mila lavoratori, con una perdida di circa 895 milioni di euro.

Prato – L’Inps ha reso noti i dati del ricorso alla cassa integrazione per il mese di marzo e i numeri non sono incoraggianti. L’aumento rispetto a febbraio è del 45,1% per un monte ore complessivo di 102.475.610. Gli incrementi più rilevanti si hanno per la cassa straordinaria e per quella in deroga.

I lavoratori coinvolti sono più di 455 mila e nei primi tre mesi dell’anno hanno già perso circa 895 milioni di euro, pari a circa 2 mila euro in meno in busta paga. Tra i settori più colpiti, la meccanica registra il ricorso più alto, seguono il commercio e l’edilizia.

A livello territoriale il ricorso alla cassa integrazione è stato più alto nelle regioni del nord: al primo posto c’è la Lombardia, seguono Piemonte e Veneto. Al Sud, prima in classifica tra le regioni c’è la Campania, mentre per il centro è la Toscana.

Processo Eternit, ammesse 6.300 parti civili e respinte le richieste della difesa

Torino – Il processo Eternit va avanti e oggi fa segnare una tappa importante. Il presidente della Corte, il giudice Giuseppe Casalbore, ha deciso di ammettere 6.300 parti civili, respingendo quindi quasi tutte le richieste di esclusione avanzate dalla difesa. Tra le dieci parti escluse c’è l’associazione di consumatori Codacons.

Ammesse al processo tutte le persone fisiche, tutti i sindacati nelle varie articolazioni territoriali, i 48 Comuni limitrofi a Casale Monferrato, e anche Inps e Inail. Solo quest’ultimo ente ha chiesto un risarcimento di 246 milioni di euro e il totale delle richieste risarcitorie a questo punto ammonta a 5 miliardi di euro. Il procuratore Raffaele Guariniello è soddisfatto: “L’ammissione di Inps e Inail – ha detto – è fondamentale. Sono principi di diritto che valgono non solo per Eternit, ma che fanno giurisprudenza per altri casi”.

Il giudice Casalbore ha letto i nomi delle parti ininterrottamente per quasi tre ore, senza soste, respingendo l’eccezione di incostituzionalità sulla ragionevole durata del processo sollevata dai legali della difesa. Non è vero dunque che il processo sarebbe ingiusto perché troppe parti civili ne rallenterebbero l’iter.

Per quanto riguarda le persone fisiche non ammalate ma residenti nei paesi dove sorgevano i vecchi stabilimenti Eternit o nelle zone limitrofe e i parenti dei malati, il giudice ha detto che si valuterà caso per caso nel corso del processo. Per quanto riguarda i responsabili civili, sono stati esclusi la Presidenza del consiglio dei ministri e l’Unione europea.

Prossima udienza lunedì 8 marzo.

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Processo Eternit, la difesa chiede di escludere Inps e Inail dalle parti civili. La risposta del pm Guariniello

Sollevata nuovamente anche la questione di legittimità costituzionale del codice, già respinta nell’udienza preliminare.

Torino – Botta e risposta tra difesa e accusa nell’udienza odierna del processo Eternit. In mattinata il pool difensivo dei due imputati, Stephan Schmidheiny e Jean Louis de Cartier, ha nuovamente sollevato la questione di legittimità costituzionale delle norme del codice che permettono la costituzione delle parti civili. La tesi della difesa è che il numero così elevato delle parti civili al procedimento, circa seimila, sarebbe di ostacolo alla rapidità del processo. In particolare, la difesa chiede l’esclusione dall’elenco di Inps e Inail, che vuole il rimborso dei 246 milioni erogati nel corso degli anni.

La questione era già stata avanzata e respinta in sede di udienza preliminare. Non si è fatta attendere la replica del pm Raffaele Guariniello, che ha ribadito il diritto dell’Inail a costituirsi parte civile, se l’impresa non ha ottemperato alle norme che tutelano la salute e la sicurezza dei lavoratori.

L’udienza è stata aggiornata al 15 febbraio.

Decisione storica: l’Inps ammessa tra le parti civili contro la Eternit

Richiesta accolta dal Gup Palmesino. Si parla di una cifra attorno ai 3 miliardi di euro.

Torino – E’ stata un’udienza importante quella di oggi del processo contro la Eternit SpA. Il processo è ancora alle fasi preliminari ma oggi il gup Cristina Palmesino ha dichiarato ammissibile la richiesta di costituzione di parte civile formulata dall’Inps e dagli altri sindacati. E’ la prima volta che l’istituto di previdenza si presenta in un procedimento giudiziario di questo genere lamentando i danni patiti per le pensioni erogate alle vittime dell’amianto, che avranno un’entità astronomica. Il calcolo non è stato fatto ma si parla di una cifra attorno ai 3 miliardi di euro.

Il Gup Palmesino ha invece bocciato la domanda del Codacons e di alcuni individui danneggiati che avevano firmato una transazione nel 1993.

Il pm Raffaele Guariniello definisce di portata storica la decisione del gup: “Si apre una nuova fase, la presenza dell’Inps nei processi penali per malattie professionali offre una grande spinta dal punto di vista della prevenzione: le imprese si cauteleranno maggiormente, piuttosto di essere esposte al rischio di ingenti risarcimenti di danni all’Inps e all’Inail”. L’avvocato della difesa Zaccone dissente: “Riteniamo che l’Inps non abbia titolo a costituirsi. E’ carente il diritto rivendicato”.

Prossima udienza il 12 giugno.

La cronaca