Sfiorata la tragedia alle acciaierie Lucchini di Piombino

Sei feriti lievi nell’esplosione di domenica sera. Le cause sono ancora da accertare

Piombino – Sei operai intossicati, ricoverati in ospedale in condizioni non gravi. Questo il bilancio della forte esplosione avvenuta nella serata di domenica nello stabilimento delle acciaierie Lucchini di Piombino. L’esplosione è stata causata dalla fuoriuscita di materiale incandescente da un gigantesco paiolo colmo di acciaio liquido. Il botto, fortissimo, è stato avvertito in tutta Piombino e una densa nube nera è salita verso il cielo.

Il caso ha voluto che l’esplosione sia avvenuta di domenica sera, con una presenza minore di operai al lavoro, e durante il cambio del turno, con gli operai sufficientemente lontani dal punto in cui il gigantesco contenitore esplodeva.

Insomma, stavolta è andata bene, potremmo dire con lo sguardo rassegnato di chi è abituato a contare le vittime degli incidenti sul lavoro. Ma la rassegnazione deve subito lasciare il passo all’indignazione contro questo stillicidio continuo e quotidiano, che causa più vittime di qualsiasi guerra. Non è possibile accettare l’incidente sul lavoro come un fatto naturale ed essere contenti quando non ci scappa il morto.

28 aprile, giornata mondiale della sicurezza sul lavoro

Dati impressionanti: ogni giorno muoiono 5.500 lavoratori e si registrano 1 milione di incidenti, causati spesso da malattie professionali

Prato – Oggi, 28 aprile, è la giornata mondiale della sicurezza sul lavoro, istituita nel 2003 dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO). Abbiamo volutamente evitato di usare il verbo “celebrare”, che mai come in questo caso appare stridente con la realtà.

I dati sono impressionanti: ogni giorno nel mondo si registrano 1 milione di incidenti sui luoghi di lavoro e 5.500 persone perdono la vita per incidenti o malattie professionali. Una carneficina che non ha eguali con nessuna guerra e che testimonia una volta di più quanta ancora sia la strada da percorrere  per giungere all’ottenimento di condizioni di lavoro dignitose.

L’ILO sottolinea la rilevanza delle malattie professionali, che costituiscono la maggioranza delle cause di decesso per i lavoratori, nell’ordine dell’80%. Nel 2001 su 2 milioni e 200 mila morti complessivi oltre 1 milione e 700 mila sono state causate da tumori, patologie cardiocircolatorie e respiratorie, malattie contagiose e disturbi psicologici.

Toscana: aumentano le morti bianche nei primi nove mesi del 2008

Firenze – Nei premi nove mesi del 2008 in Toscana si sono registrati sei incidenti mortali sul lavoro in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (59 casi contro 53 nel 2007). Ribaltato così il trend in calo tra il 2006 e il 2007, quando si era passati da 99 a 68 decessi. Questi i dati più significativi del rapporto regionale INAIL Toscana 2007, presentato presso Villa Tornabuoni Lemmi, a Firenze.

In totale le denunce di infortunio nel 2007 registrano un aumento di 232 casi (0,3%) rispetto al 2006. Mentre rimane stazionaria la situazione nell’industria (65.218 denunce), l’agricoltura presenta un trend in diminuzione (-4,1%). In questo settore in particolare sono stati denunciati 4.690 infortuni. In aumento, invece, gli incidenti occorsi ai lavoratori stranieri, che nel triennio 2005/2007 si attestano su una percentuale del 14,4% sul totale.

Dall’analisi dei dati si rileva che, a livello territoriale, gli indici di frequenza più alti riguardano la provincia di Massa e Carrara (47,56%), mentre le frequenze più basse riguardano le province di Firenze (27,31%) e Prato (27,98%), che si mantengono sotto la media nazionale.

Tra i lavoratori dei diversi comparti, il maggior numero di infortuni ha riguardato i dipendenti di aziende artigiane. Le attività più rischiose rimangono quelle relative all’estrazione dei minerali, attività caratteristica della provincia di Massa e Carrara (per la presenza di diverse cave di marmo).

Fonte: INAIL

La lunga scia delle morti in Toscana

Nei primi sette mesi dell’anno, in Toscana ci sono state 44 morti sul lavoro: sei nei cantieri per la Variante di valico.

Con i tre operai morti il 2 ottobre salgono a sei le vittime nei cantieri per la Variante di valico, il nuovo tratto della Bologna-Firenze in costruzione sull’Appennino dal 2001. Quello odierno è il primo incidente sul lavoro avvenuto nei cantieri della Toscana, con il bilancio più grave per singolo infortunio. Gli altri tre operai morti sono deceduti in altrettanti incidenti avvenuti in Emilia Romagna.

La lunga strage. Il primo incidente risale al 5 agosto 2005, nel cantiere del lotto 4 a Gardelletta, nel comune di Marzabotto, vittima un operaio di 58 anni, morto travolto da una piastra di cemento staccatasi dal tetto di una galleria. Gli altri due incidenti sono avvenuti entrambi nel 2007: il primo, il 26 marzo, nel cantiere del lotto 9, a Badia Nuova di Castiglione dei Pepoli, vittima un operaio di 53 anni, morto dopo il crollo di un fronte di scavo. Il 14 maggio di due anni fa invece l’infortunio mortale avvenne a Casalecchio di Reno, nel cantiere del lotto zero: un operaio di 50 morì schiacciato da una gru.

44 morti nei primi sette mesi. Nei primi sette mesi dell’anno, in Toscana ci sono state 44 morti sul lavoro. Lo rende noto la Cgil citando una fonte Inail. Anche nello stesso periodo dell’ anno precedente, da gennaio a luglio, i morti furono 44. Lo rende noto la Cgil citando fonti Inail. Questi i numeri provincia per provincia: Arezzo 6 nel 2007, 3 nel 2008; Firenze 6 e 7; Grosseto 6 e 6; Livorno 4 e 2; Lucca 5 e 7; Massa Carrara 4 e 2; Pisa 5 e 6; Pistoia 3 e 5; Prato 2 e 3; Siena 3 e 3.

Nel resto d’Italia purtroppo le cose non vanno meglio: come si vede nell’immagine in alto, nei primi quattro mesi del 2008 i morti sul lavoro nel nostro paese sono stati ben 344.

Fonte: Corrierefiorentino