Ilva alla cordata Marcegaglia

Roma – Il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ha firmato il decreto di aggiudicazione dell’ Ilva a Am Investco Italy, la joint-venture composta dal colosso franco-indiano ArcelorMittal e il gruppo Marcegaglia.  Il prezzo di acquisto è di 1,8 miliardi e un canone di affitto annuo di 180 milioni di euro.

‘Ambiente Svenduto’, si va verso il patteggiamento. Rinvio al 17 gennaio

Taranto – Accordo doveva essere. E l’accordo, alla fine, c’è. Il maxi-processo Ambiente Svenduto, sul presunto disastro ambientale prodotto dall’Ilva, ha vissuto questa mattina un momento decisivo.

La prima novità dell’udienza odierna è stata la notizia dell’entrata in amministrazione straordinaria della Riva FIRE (in liquidazione dal febbraio 2015) che ha anche cambiato denominazione: da oggi infatti si chiamerà ‘Partecipazioni industriali spa’. I commissari straordinari nominati dal MiSE sono gli stessi dell’Ilva: Piero Gnudi, Alfredo Laghi e Corrado Carrubba. Gli avvocati della Riva FIRE, Annicchiarico e Loiacono, hanno poi rinunciato al loro mandato, al cui posto la società ha nominato l’avv. Massimo Lauro di Roma, che ha chiesto e ottenuto un termine a difesa.

Durante l’udienza è intervenuto anche il procuratore di Taranto, Carlo Maria Capristo, chiedendo che venisse deciso un termine congruo di rinvio in quanto è in corso la trattativa per il patteggiamento della oramai ex Riva FIRE, confermata dal legale Lauro che ha ottenuto il consenso del MiSE stesso. Il rinvio, inoltre, è stato deciso per consentire ai nuovi legali di studiare a fondo la mole di carte e documenti riguardante il processo in corso.

L’accordo, lo ricordiamo, prevede la rinuncia da parte della famiglia Riva dei 1,2 miliardi di euro attualmente bloccati in Svizzera e confiscati al gruppo dalla procura di Milano, da destinare all’ambientalizzazione dello stabilimento tarantino, come hanno previsto i giudici milanesi e i vari decreti approvati nel corso degli anni per il salvataggio dell’Ilva (ultimo l’emendamento approvato alla legge di Bilancio 2016).

Come previsto, sempre nell’udienza odierna la società Ilva e la Riva forni elettrici, hanno depositato l’istanza con richiesta di patteggiamento su cui hanno trattato con la Procura di Taranto. L’intesa per la società Ilva prevede 3 milioni di euro a titolo di sanzione pecuniaria, 8 mesi di commissariamento giudiziale e 241 milioni di euro di confisca quale profitto del reato. A due milioni di euro invece, dovrebbe ammontare la sanzione pecuniaria per Riva Forni Elettrici.

La corte adesso dovrà valutare se accettare o meno le richieste di patteggiamento (diventando però incompatibile con il prosieguo del processo, che continuerebbe poi con una nuova Corte d’Assise) oppure lasciare che il presidente del tribunale possa decidere di nominare nuovi magistrati.

Infine, nell’udienza del prossimo 17 gennaio, la Corte d’Assise presieduta dal giudice Michele Petrangelo dovrebbe finalmente esprimersi in via definitiva sulle eccezioni sollevate nelle precedenti udienze dai legali della difesa delle società e di vari imputati, circa la necessità di spostare il processo al tribunale di Potenza.

‘Ambiente Svenduto’, nuovi capi d’imputazione alle tre società

Taranto – Nuova puntata del processo ‘Ambiente Svenduto‘ sul presunto disastro ambientale causato dall’Ilva nell’udienza di quest’oggi davanti alla Corte d’Assise di Taranto. il pool di magistrati che ha coordinato le indagini e fanno parte dell’accusa, ha infatti modificato il capo d’imputazione contestato alle tre società imputate Ilva, Riva Fire e Riva Forni Elettrici, che rispondono ai sensi della legge 231 che disciplina la responsabilità amministrativa delle imprese. Il processo è stato aggiornato al 6 dicembre prossimo.

I pm quest’oggi hanno meglio descritto le condotte delle tre società, sostenendo che la Riva Fire esercitava un’attività di controllo sull’Ilva attraverso il contratto di servizio esistente tra Riva Fire e la stessa Ilva, e il contratto con la tesoreria centralizzata. Circostanza che, secondo i magistrati, aveva determinato “un’attività di gestione di Riva Fire nei confronti di Ilva“. Sono state anche modificate e attualizzate le date del presunto compimento dei reati, riportate all’entrata in vigore della legge 231, ed è stato modificato anche il capo d’imputazione inerente il danneggiamento degli immobili con un’aggiunta all’elenco dei cittadini che lamentavano danni alle proprie abitazioni. L’iniziativa dei pm determinerà ora la notifica dei nuovi capi d’imputazione integrati e modificati. Gli imputati potranno decidere eventualmente di ricorrere a riti alternativi.

Alla luce delle novità scaturite dall’udienza di ieri, il maxi-processo potrebbe addirittura sdoppiarsi.

‘Ambiente Svenduto’, prosegue la battaglia sulle parti civili

Taranto – È stata tutta incentrata sulle repliche dei legali delle parti civili, che hanno rivendicato il diritto a costituirsi in processo, l’udienza odierna del processo “Ambiente Svenduto”. Complessivamente sono circa mille le parti civili che hanno chiesto di costituirsi nel processo dinanzi alla Corte di Assise di Taranto. La richiesta è osteggiata dai difensori di alcuni imputati e delle tre società Ilva spa, Riva Fire e Riva Forni Elettrici (queste ultime sono anche citate come responsabili civili), società che sono alla sbarra insieme a 44 persone fisiche.

‘Ambiente Svenduto’: battaglia sulla costituzione di parti civili

Taranto – Escludere la costituzione delle parti civili (in tutto circa mille) innanzitutto nei confronti delle tre società alla sbarra (Ilva spa, Riva Fire e Riva Forni Elettrici), ma anche in rapporto ad alcuni dei principali imputati, in base alla legge 231 del 2001: continua a essere questo l’oggetto degli interventi di una parte del collegio difensivo al processo denominato ‘Ambiente svenduto’ in corso dinanzi alla Corte di assise di Taranto per il presunto disastro ambientale causato dall’Ilva. Oggi hanno argomentato in questo senso le loro tesi gli avvocati Michele Rossetti (legale dell’ex assessore provinciale di Taranto Michele Conserva), Angelo Loreto (per conto di Ilva in amministrazione straordinaria) e Stefano Loiacono (legale di Riva Fire, società per la quale aveva già avanzato analoga richiesta in precedente udienza l’avv. Gianluca Pierotti).

Ilva, muore operaio schiacciato da un tubo di acciaio

Morto un operaio all’Ilva

Firenze Incidente mortale questa mattina all’Ilva di Taranto. Un operaio della ditta appaltatrice Pitrelli ha perso la vita schiacciato da un grosso tubo mentre lavorava all’interno dello stabilimento, nel reparto Agglomerato. L’uomo, Cosimo Martucci, 49 anni di Massafra (in provincia di Taranto), da quanto si è appreso, è stato schiacciato da un tubo d’acciaio che aveva imbragato e stava caricando su un camion dopo i lavori di smontaggio di una canna fumaria nel reparto Agglomerato. Sul posto il procuratore capo di Taranto, Franco Sebastio, gli ispettori dell’Asl, vigili del fuoco e carabinieri. La procura ha aperto un fascicolo d’inchiesta sulla morte di Cosimo Martucci, ed ha disposto il sequestro dell’area in attesa degli accertamenti per stabilire la dinamica dell’accaduto.

Ilva, aperta una nuova inchiesta. Sette gli indagati.

FirenzeSmaltimento illecito di rifiuti. È la nuova ipotesi di reato formulata dalla procura di Taranto nei confronti di sette indagati per i lavori di adeguamento all’Aia dell’Ilva. Secondo il procuratore Franco Sebastio e aggiunto Pietro Argentino le sette persone iscritte nel registro degli indagati avrebbero effettuato «un’attività di smaltimento di rifiuti speciali pericolosi costituiti da materiali oleosi e catramosi mediante interramento e occultamento nel sottosuolo». In mattinata i carabinieri del Nucleo Operativo ecologico di Lecce si sono presentati in azienda con gli escavatori e hanno portato alla luce tutto quello che è stato occultato. L’inchiesta è partita da un esposto presentato dall’Unione sindacale di base. 

 

Ilva, l’ex ministro Gnudi nuovo commissario.

Piero Gnudi è il nuovo commissario dell’Ilva

Firenze Piero Gnudi è il nuovo commissario dell’Ilva, prende il posto di Enrico Bondi, in scadenza di mandato. Piero Gnudi è stato ministro per lo sport, il turismo e gli affari regionali durante il governo di Mario Monti. E’ molto legato anche a Romano Prodi, ma ha avuto rapporti con tutto il mondo politico ed economico. Il dirigente d’azienda è stato tra l’altro presidente di Enel per 9 anni e in precedenza di Iri, oltre che consigliere di Unicredit e Eni. 

Ilva, è morto Emilio Riva

E’ morto Emilio Riva

Firenze – Aveva 88 anni, al suo nome è legato un pezzo importante di storia della siderurgia italiana e, da almeno due anni, lo scandalo giudiziario che ha coinvolto il gioiello di famiglia: l’Ilva di Taranto. Emilio Riva è morto oggi dopo una lunga malattia. Era lo storico patron dell’omonimo gruppo che rilevò la ferriera del capoluogo ionico dall’Iri.

Ilva, Procura di Milano: mandato di arresto per Fabio Riva. Contestata una truffa da 100 milioni di euro.

Nuovo mandato di arresto per Fabio Riva, latitante e accusato di truffa ai danni dello Stato ed associazione a delinquere.

Firenze E’ stato emesso un nuovo mandato di arresto europeo, nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Milano, per Fabio Riva, già coinvolto nelle indagini condotte dalla Procura di Taranto sull’Ilva. L’imprenditore, ancora latitante e figlio del patron del gruppo Emilio, è accusato di truffa ai danni dello Stato per 100 milioni di euro. Altre due persone, invece, sono state arrestate: un dirigente della Riva Fire – la stessa società è indagata in base alla legge 131 del 2001 – e un professionista. Fabio Riva è anche accusato di associazione per delinquere. Secondo le indagini della Procura di Milano, i dirigenti del Gruppo Ilva, avrebbero creato una società ad hoc con sede in Svizzera, per aggirare la normativa (la legge Ossola) sull’erogazione di contributi pubblici per le aziende che esportano all’estero.