Thyssen, l’avvocato Coppi: Espenhahn non è un assassino. E i familiari delle vittime abbandonano l’aula.

Per l’avvocato Franco Coppi è insostenibile l’accusa di omicidio volontario con dolo eventuale per il suo assistito Harald Espenhahn nel pocesso per il rogo alla Thyssenkrupp. I familiari per protesta hanno abbandonato l’aula.

TorinoLa tensione traspare nei volti dei familiari e dei superstiti, scampati al rogo che più di tre anni fa alla Thyssenkrupp provocò la morte di sette operai. Il clima è teso, l’atmosfera pesante: amici, colleghi e parenti delle vittime attendono con ansia, accompagnata alla rabbia, le parole che saranno pronunciate dal collegio difensivo. L’udienza ha inizio e  la presidente della Corte, Maria Iannibelli, chiede ai parenti – pur comprendendo il loro stato d’animo – di non interrompere la difesa e di uscire dall’aula qualora l’emozione prendesse il sopravvento.  E, così sarà. In questo scenario ad iniziare la sua arringa è l’avvocato Franco Coppi, difensore dell’amministratore delegato Harald Espenhahn.  <<Difendo una causa impopolare>>. Queste le prime parole dell’avvocato Coppi questa mattina in Corte d’Assise a Torino.

Il penalista ha rievocato l’atteggiamento che nel corso del processo si è manifestato nei confronti degli avvocati: <<Ci siamo sentiti addosso sguardi sprezzanti, ci hanno rivolto contumelie, ci hanno chiamati servi>>. Proprio stamani davanti al Palagiustizia è stato diffuso un volantino con le fotografie degli avvocati e la definizione mercenari. Un episodio che lo stesso avvocato ha ricordato in aula.  <<Ci rendiamo conto – ha detto Coppi – dei sentimenti dei familiari delle vittime a cui portiamo senza retorica la nostra solidarietà. Io stesso se mi fossi trovato al loro posto avrei reagito anche peggio. Ma noi non siamo mercenari, siamo uomini di legge come i pubblici ministeri. Abbiamo il dovere di portare un contributo alla giustizia>>. Fin qui, tutti o quasi ad ascoltare.

Poi, è entrato nello specifico del capo di imputazione a carico del suo assistito. <<Per contestare l’omicidio con dolo eventuale dobbiamo pensare – ha precisato Coppi – che Espenhahn abbia lucidamente messo sulla bilancia da un lato l’economia dell’azienda e dall’altro la vita dei dipendenti. Questo è impensabile, a meno che non si stia parlando di un assassino>>. Per protesta le madri delle vittime hanno abbandonato l’aula. L’amministratore delegato Harald Espenhahn è accusato di omicidio volontario con dolo eventuale e per questo l’accusa ha chiesto una condanna a sedici anni e mezzo.  

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Thyssenkrupp: di nuovo in aula il 4 febbraio.

TorinoSi è svolta stamani la seconda udienza per il rogo alla Thyssenkrupp dove nel dicembre 2007 morirono sette operai. I legali degli imputati, a questo giro tutti assenti (alla prima seduta erano presenti soltanto in due), hanno chiesto di estromettere alcune delle richieste dalla lista delle parti civili. Sul versante opposto il pubblico ministero e gli avvocati di parte civile invece si sono pronunciati a favore dell’ammissibilità di tutte le parti civili al processo. Il presidente della Corte Maria Iannibelli ha rinviato il processo al 4 febbraio, quando si pronuncerà su alcune eccezioni di nullità che i difensori degli imputati hanno deciso di sollevare.

ThyssenKrupp: al via il processo. Autorizzate foto e televisioni.

TorinoE’ iniziato, con quasi due ore e mezzo di ritardo rispetto all’orario previsto, stamani il processo per il rogo alla Thyssenkrupp dove nel dicembre 2007 persero la vita sette operai.  Motivo del ritardo è stato la sostituzione di tre giudici popolari che nei giorni scorsi erano stati intervistati da un quotidiano. Nell’aula 1 della Corte di Assise di Torino, oltre i familiari e molti operai e amici delle vittime, erano presenti soltanto due dei sei imputati: Raffaele Salerno, direttore dello stabilimento di  Corso Regina Margherita, e Cosimo Cafueri, dirigente con funzioni di responsabile dell’area Ecologia Ambiente e Sicurezza. La presidente della corte Maria Iannibelli ha autorizzato le riprese audiovisive in aula, dopo che i pubblici ministeri avevano dato parere positivo, mentre le difese si erano opposte. I familiari dei sette operai morti hanno indossato delle magliette con i volti delle vittime. Durante l’udienza, che riprenderà il 22 gennaio, 54 persone hanno avanzato la richiesta di costituirsi parte civile.