Strage di Viareggio, tutti rinviati a giudizio. Processo al via il 13 novembre

Tra le persone che andranno alla sbarra, c’è anche l’ad delle Ferrovie Moretti. I familiari delle vittime: “Decisione frutto di prove schiaccianti”.

Lucca – Sono stati rinviati a giudizio tutti e 33 gli imputati nel procedimento per la strage ferroviaria di Viareggio (32 vittime) avvenuta quattro anni fa. Tra loro anche l’ad di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti. In base alla decisione presa dal gup di Lucca, Alessandro dal Torrione, a processo finiranno anche altri funzionari del Gruppo Fs. Fra i reati ipotizzati, disastro ferroviario colposo, incendio colposo, omicidio e lesioni colposi plurimi. Il gup ha inoltre accolto la richiesta di rinvio a giudizio per illecito amministrativo per nove società. Tra queste la Gatx multinazionale proprietaria del convoglio che deragliò il 29 giugno 2009, la Jungenthal, l’officina tedesca che lo aveva revisionato, e la Cima, ditta italiana che lo montò. Il processo si aprirà il 13 novembre a Lucca.

“Grazie alla procura della Repubblica, per il grande lavoro che ha svolto in questi mesi”. Queste le prime parole del sindaco di Viareggio Leonardo Betti. “Sono molto contento che siano state accolte per intero le posizioni relative a tutte le imputazioni”. Così il presidente della Provincia di Lucca, Stefano Baccelli. “Siamo contenti del risultato ottenuto: è stato dimostrato che l’impostazione accusatoria, al momento, ha retto”. Così il procuratore capo di Lucca, Aldo Cicala. Gelida la prima reazione di Mauro Moretti: “Non ho niente da dire”. L’assemblea dei familiari delle vittime ha chiesto le sue dimissioni: ”Moretti deve dimettersi da Ad delle Ferrovie dello Stato italiane, ritirare tutti i provvedimenti disciplinari (licenziamenti, sospensioni, ecc.) nei confronti dei ferrovieri impegnati sulla sicurezza e la salute, affrontare il processo senza alcun tentativo di fuga”. Daniela Rombi, presidente dell’associazione, chiosa: “Non abbiamo più paura di nulla”. Anche il Codacons chiede le dimissioni e annuncia ”un dossier circa la pessima gestione delle Ferrovie da parte di Moretti”.

Per ricordare la strage vi invitiamo a vedere queste immagini girate dai Vigili del fuoco e pubblicate dal quotidiano Il Tirreno. Ecco come si presentavano la stazione i binari di Viareggio all’alba del 30 giugno, a poche ore dall’esplosione della cisterna di Gpl. Queste le immagini della notte della strage.

Strage di Viareggio, attesa per la decisione del gup

Ultima giornata di repliche. L’avvocato di Ferrovie: Nel sistema ci sono lacune latenti, ma non le possiamo colmare individuando dei capri espiatori.

Lucca – Ultima giornata di repliche all’udienza preliminare prima della decisione del Gup Dal Torrione, attesa per la giornata di domani. “Non facciamo dell’udienza preliminare una catarsi”, ha detto l’avvocato di Ferrovie Ambra Giovene “Nel sistema ci sono  lacune latenti. Ma non è all’interno di un processo che dobbiamo colmare queste lacune. Ci sono lacune ma non possiamo colmare individuando dei capri espiatori”, questa la sua conclusione.

In vista dell’udienza di domani Daniela Rombi, presidente dell’Associazione fra i familiari delle vittime il “Mondo che vorrei”, lancia un appello alla più ampia partecipazione: sarà un giorno importantissimo e molto atteso e la nostra grande partecipazione è doverosa.

Processo di Viareggio, per le Ferrovie la velocità non è un fattore di rischio

Concluse le controrepliche degli avvocati difensori dei 33 imputati. Si riprende mercoledì, il gup Dal Torrione dovrebbe pronunciarsi giovedì 18

Lucca – Ultima udienza della settimana ancora dedicata alle controrepliche degli avvocati difensori. Ha nuovamente parlato Armando D’Apote, legale di Mauro Moretti, amministratore delegato del Gruppo Ferrovie, che ha toccato tutte le questioni emerse durante l’udienza. Sulla questione della velocità, D’Apote è tornato a sostenere la tesi per cui «la riduzione in vigore a Viareggio è stata decisa in ossequio ad una richiesta del sindaco e non per ragioni di sicurezza». Gli avvocati di Ferrovie intervenuti davanti al giudice hanno sottolineato come lungo i binari si ritenga più pericolosa una velocità ridotta.

L’udienza riprenderà mercoledì 17 con la discussione sui capi di imputazione per l’officina Cima riparazioni di Mantova. Il giudice Alessandro Dal Torrione dovrebbe esprimersi giovedì.

Strage ferroviaria, le cisterne passavano da Viareggio perché meno abitata di Bologna

La difesa dei legali di Rfi: non si soddisfa l’esigenza di giustizia condannando degli innocenti. Se i carri merci vanno più piano c’è più pericolo. Tra una settimana la decisione del giudice

Lucca – Nuova giornata di aula all’udienza preliminare per il processo sulla strage ferroviaria di Viareggio. Oggi hanno parlato gli avvocati degli imputati (33 persone fisiche, più le imprese) per rispondere alle repliche di Procura e avvocati delle parti civili. L’avvocato Luigi Stortoni ha replicato così alle parole di Enrico Marzaduri, legale della Provincia, costituitasi parte civile, e di Daniela Rombi. «Chi ha il coraggio di dire che non siamo sensibili a queste vittime? Non si soddisfa esigenza di giustizia condannando innocenti, assolvere innocenti non è far torto alle vittime!».

L’avvocato di Rfi Gaetano Scalise ha spiegato che è stato applicato il Piano di rischio delle Ferrovie, datato 2001, che prevedeva il passaggio delle cisterne cariche di Gpl attraverso linee «poco antropizzate», e per questo la linea di Viareggio era stata preferita a quella di Bologna.

Un’altra tesi portata dai legali di Trenitalia è che ridurre la velocità dei carri merci che trasportano materiali pericolosi significa creare situazioni di pericolo. Tesi smentita dai fatti però, perché a Viareggio, subito dopo il disastro ferroviario, la velocità è stata ridotta: dai 100 chilometri l’ora ai 50 consentiti.

Strage di Viareggio, ancora spazio agli avvocati difensori. Il verdetto entro il 20 luglio.

Si riprende martedì 9 con l’intervento della Procura. Anche oggi è continuato lo scarico di responsabilità da parte degli imputati. L’avvocato di Moretti: “Non capisco perché FS Holding sia tra gli imputati”.

Lucca – Udienza preliminare da chiudere entro il 20 luglio, nonostante lo sciopero nazionale degli avvocati. Questa la comunicazione del Gup Alessandro Dal Torrione, che ha aggiornato l’udienza a martedì 9 quando la parola passerà alla Procura. Nelle ultime settimane si sono susseguiti gli interventi degli avvocati difensori che hanno mostrato una linea comune: ciascuno scarica la responsabilità sull’altro. Oggi hanno parlato Antonio Fiorella e Alfonso Maria Stile per Trenitalia e FS Logistica. «Gli esponenti delle Ferrovie dello Stato non avevano poteri impeditivi dell’evento» e «Il disastro non è stato causato dalla violazione delle norme sul lavoro», le loro principali argomentazioni.

Ha parlato anche l’avvocato Alberto D’Apote, difensore di Mauro Moretti: «Non si capisce a che titolo sta nel processo Fs holding che non è un gestore né un’impresa ferroviaria…», queste le sue parole. Vedremo se il Gup concorderà con questa impostazione.

Quattro anni dalla strage, Viareggio non dimentica. Al processo la difesa contesta il diritto di replica della Procura

Proclamato il lutto cittadino. Previsti un convegno e un corteo fino al luogo della tragedia.

Viareggio – Quattro anni dopo, Viareggio non dimentica. Né potrà mai farlo, in futuro. Sabato 29 giugno ricorre il quarto anniversario del disastro ferroviario in cui persero la vita 32 persone, e i familiari dei parenti delle vittime, come sempre, commemoreranno i loro cari con una giornata per ricordare che si aprirà al mattino da un convegno e terminerà in serata con un corteo fino al luogo della tragedia. All’abbraccio parteciperanno come al solito anche i ferrovieri con i fischi dei loro treni. Ogni convoglio che transiterà dalla stazione di Viareggio infatti emetterà un lungo e prolungato rumore per far sentire in qualche modo vicinanza e affetto alla città. Un anniversario che giunge mentre è in pieno svolgimento l’udienza preliminare del processo che vede indagate le 33 persone considerate dall’accusa, a vario titolo, responsabili della strage.

Le udienze della settimana sono state dedicate alle arringhe delle difese. Nell’ultima udienza l’avvocato Ennio Amodio ha sfoderato il colpo di scena dichiarando di ritenere che la Procura non abbia diritto alla replica, avendo rinunciato a motivare le richieste di rinvii a giudizio e non avendo fatto i nomi degli imputati in aula. Dura la replica della Procura: «Niente replica? È un’invenzione». Parole pronunciate dal Pm Salvatore Giannino, che assieme a Giuseppe Amodeo affianca il Procuratore capo Aldo Cicala nel procedimento giudiziario.

Viareggio, le Ferrovie al contrattacco: “Non abbiamo colpa”

L’avvocato Stortoni, che ha usato parolacce in aula, ha ribadito che a determinare lo squarcio sulla cisterna della morte non fu il picchetto ma la piegata a zampa di lepre.

Lucca – «Ma di che cacchio cacchio stiamo parlando?». Con un’espressione quantomeno colorita, se non proprio di basso profilo e certamente inappropriata per un’aula di tribunale — benché successivamente corretta con un «mi sia scusata l’espressione» — l’avvocato Luigi Stortoni si è rivolto al Gup Alessandro Dal Torrione per difendere la posizione dei suoi due assistiti, Giovanni Costa e Giulio Margarita. Il primo direttore della direzione tecnica di Rfi rete ferroviaria italiana, il secondo già direttore della struttura operativa sistemi di gestione sicurezza, circolazione treni ed esercizio ferroviario di Rfi. «Stiamo parlando di mio figlio Federico – è la risposta che arriva dritta al cuore da Luciana Beretti – che oggi avrebbe compiuto gli anni, ed invece di festeggiarlo vado al cimitero a parlare con una lapide!».

Nell’udienza odierna l’avvocato Stortoni ha ribadito che a determinare lo squarcio sulla cisterna della morte non fu il picchetto come rimarcato dalla maggioranza di tecnici ed esperti, oltre che dalla commisione d’indagine per il ministero dei trasporti che fa capo alla direzione generale per le investigazioni ferroviarie dello stesso ministero diretto dall’ingegner Marco Pittaluga, ma la piegata a zampa di lepre, come da conclusione dell’incidente probatorio.

Strage di Viareggio, il Gup respinge tutte le eccezioni formali

Nessun imputato chiede il rito abbreviato. Concessa una pausa di una dozzina di giorni chiesta dagli avvocati difensori

Lucca – Sono state respinte tutte le eccezioni sollevate dagli avvocati dei responsabili civili nel corso della scorsa udienza per la strage di Viareggio. Il giudice Alessandro Dal Torrione ha deciso di respingere ogni eccezione, ma ha comunque concesso uno ‘stop’ all’udienza fino al 19 giugno, al fine di permettere agli avvocati dei responsabili civili di poter visionare tutta la documentazione e gli atti prodotti in sede processuale. Alla ripresa del processo, con brevi motivazioni il pubblico ministero presenterà alla Corte le sue richieste.

Dal 19 giugno si procederà a oltranza fino al 12 luglio. Il Gup ha già fissato tutte le date: 19, 20 e 21 giugno, da lunedì 24 a venerdì 28 giugno. Poi dopo la pausa del primo luglio (il Gup è già impegnato con l’udienza preliminare del trentatreesimo imputato) da martedì 2 luglio a venerdì 5 e da lunedì 8 a venerdì 12 luglio. Udienze, insomma, tutti i giorni.

L’udienza di oggi è scivolata via nella presentazione di varie eccezioni procedurali. Non c’è stata invece obiezione sull’acquisizione degli atti della commissione ministeriale d’inchiesta, né ci sono state richieste di riti alternativi. A questo punto è lecito attendersi che nessuno dei 33 imputati farà ricorso all’abbreviato.

Strage di Viareggio, ipotesi di dolo per alcuni imputati.

Riuniti i due procedimenti che erano stati divisi alla prima udienza. Giovedì le decisioni sulle eccezioni tecniche delle difese. Domani si conclude il processo per il licenziamento di Riccardo Antonini.

Lucca – E’ ripresa oggi l’udienza preliminare del processo sulla strage di Viareggio del 29 giugno 2009. Come primo provvedimento sono stati riuniti i due procedimenti, che, a causa di una notifica non arrivata, erano stati divisi alla prima udienza, lo scorso 25 marzo.

Il gup Alessandro Dal Torrione deciderà giovedì sulle eccezioni tecniche di carattere giuridico sollevate dagli avvocati della difesa dei 33 imputati, chiamati a rispondere per la strage. E per alcuni degli imputati potrebbe aggiungersi un altro capo di imputazione. Alcuni legali dei familiari hanno infatti chiesto che venga “aggiunto quanto previsto dall’articolo 437 del codice penale, la rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni”. Sempre nel corso dell’udienza il sostituto procuratore Salvatore Giannino ha depositato la relazione della commissione ministeriale e la relazione della Asl 12 su una serie di violazioni in materia di sicurezza.

Domani, sempre a Lucca, si consumerà l’atto conclusivo relativo al licenziamento dalle Ferrovie dello Stato di Riccardo Antonini: un processo ovviamente distinto e separato dalla vicenda generale, ma ugualmente ad essa connesso visto che il licenziamento del ferroviere matura proprio nell’ambito delle battaglie legali che lui stesso, insieme ai familiari delle vittime e all’Assemblea 29 giugno ha portato avanti nei confronti delle Ferrovie e del suo amministratore delegato, Mauro Moretti.

Per il 29 giugno, invece, anniversario della strage, ci sono già in programma molti eventi. Primo fra tutti la manifestazione con la sfilata che partirà dalla stazione per arrivare in via Ponchielli dove Elisabetta Salvadori interpreterà il suo spettacolo ‘Non c’è mai silenzio’ che ha girato in molto teatri italiani ma che a Viareggio non è mai stato messo in scena.