Appalti, Terni: arrestati il sindaco e assessore ai lavori pubblici del Pd

Firenze – «Un monopolio perfetto nel territorio ternano nel settore degli appalti di servizi al medesimo raggruppamento di imprese cooperative». Era il meccanismo architettato, secondo la Procura di Terni, dal combinato disposto di politici e tecnici che ha portato agli arresti domiciliari il sindaco del Comune di Terni, Leopoldo Di Girolamo, e l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Bucari, entrambi del Pd. Cuore dell’indagine, condotta dagli uomini della polizia e dai militari della Guardia di Finanza, una lunga serie di appalti di servizi pubblici a cooperative locali. A due componenti di cooperative sociali di tipo B – che impiegano lavoratori di categorie svantaggiate – è stato invece applicato il divieto temporaneo di esercizio dall’attività d’impresa. I reati contestati sono l’associazione per delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti e alla turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.

Corriere della Sera, ispezione Consob in Mediobanca con la Guardia di Finanza

Ispezione Consob in Mediobanca con Guardia di Finanza.

Firenze – Consob e Guardia di Finanza negli uffici di Mediobanca. L’authority dalla metà della scorsa settimana ha svolto insieme alle Fiamme gialle un’ispezione in relazione all’offerta pubblica di acquisto (opa) lanciata su Rcs, editore del Corriere, dalla compagine che comprende piazzetta Cuccia, Investindustrial di Andrea Bonomi, Diego Della Valle, Unipol Sai e Pirelli. La notizia arriva due giorni dopo il via libera della Consob all’offerta concorrente di Urbano Cairo. L’intervento della Guardia di Finanza, secondo l’Ansa, punta anche a far luce sulle tre holding create ad hoc da Bonomi in Lussemburgo per l’operazione.

Nei giorni precedenti al lancio dell’opa, l’amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel aveva negato in più occasioni un coinvolgimento diretto dell’istituto nella partita. Gli accertamenti puntano, quindi, a chiarire se ci sono stati eventuali abusi di mercato, tenendo presente anche l’operatività e l’andamento dei prezzi sul titolo Rcs in Borsa.

Carlo De Benedetti, indagini su plusvalenze in Borsa nei giorni del decreto sulle Popolari

Firenze C’è il nome di Carlo De Benedetti in un’informativa della Guardia di finanza che riguarda plusvalenze sospette, in Borsa, sulle banche popolari, a ridosso del decreto del governo Renzi che le trasformava in società per azioni. La notizia è riporta da Il Giornale, secondo il quale l’informativa, commissionata alle Fiamme gialle dalla Consob, è passata suol tavolo del procuratore aggiunto di Roma Nello Rossi, esperto di indagini finanziarie, ed è ora su quella del sostituto Stefano Pesci. La Procura, scrive il Giornale, deve valutare se sussistono gli estremi per il reato di abuso di informazioni privilegiate. 

Fonsai, Paolo Ligresti si è costituito. Andrà agli arresti domiciliari.

Si è costituito Gioacchino Paolo Ligresti

FirenzeQuando il 17 luglio del 2013 la Guardia di Finanza di Torino eseguì sette ordinanze di custodia cautelare per l’affare Fondiaria-Sai, lui era in Svizzera con in tasca la cittadinanza elvetica da poco meno di tre settimane. In carcere finirono le sorelle Jonella e Giulia Maria e per il padre Salvatore Ligresti furono disposti gli arresti domiciliari a Milano. Gioacchino Paolo Ligresti, invece, non era stato arrestato. Oggi a poco meno di due anni da quel giorno con il procedimento che passato da Torino a Milano, Ligresti junior ha deciso di rientrare in Italia e si è costituito oggi pomeriggio al valico di frontiera di Chiasso. A suo carico pendeva un’ordinanza di custodia in carcere per aggiotaggio e falso in bilancio in uno dei filoni dell’inchiesta su Fonsai. Il gup Andrea Ghinetti, però, nei giorni scorsi ha disposto gli arresti domiciliari e oggi, come anticipato dal sito de l’Espresso, si è consegnato ed è andato ai domiciliari.

Giudizio immediato per l’ex ministro Clini, accusato di corruzione

Giudizio immediato per l’ex ministro dell’ambiente Corrado Clini.

Roma Giudizio immediato per l’ex ministro dell’ambiente Corrado Clini, accusato dalla Procura di Roma di corruzione per un finanziamento da 54 milioni di euro finanziato dal dicastero per il progetto New Eden che riguardava la riqualificazione di una zona dell’Iraq. Il processo è fissato per il prossimo 12 marzo. L’ex ministro era stato arrestato lo scorso 26 maggio su ordine dell’autorità giudiziaria di Ferrara. Ai domiciliari era finito anche l’imprenditore Augusto Calore Pretner di Ferrara, anche lui rinviato a giudizio.

La Procura contesta a Clini di aver ricevuto una mazzetta per oltre un milione di euro e a Pretner una somma di denaro di 2 milioni e 30mila euro, il tutto derivato dalla percentuale lucrata su un finanziamento erogato dal ministero dell’Ambiente ad una società irachena per un progetto di bonifica ambientale. 

Livorno, arrestato il comandante provinciale della finanza. Indagato il generale Bardi.

Arrestato il comandante provinciale di Livorno della Guardia di Finanza Massimo Mendella, mentre il generale Vito Bardi, comandante in seconda delle fiamme gialle è indagato.

Firenze Dopo Spaziante, altri due ufficiali della Guardia di Finanza finiscono in un’inchiesta per tangenti. Il primo, il comandante provinciale di Livorno Fabio Massimo Mendella, è stato arrestato. L’altro, il generale Vito Bardi, comandante in seconda delle fiamme gialle, è indagato. Le indagini sono condotte dalla Procura di Napoli e girano intorno a accertamenti fiscali “pilotati” in alcune aziende della zona. Secondo le accuse un milione di euro in 6 anni è arrivato attraverso un commercialista sui conti di Mendella. Da capire invece il ruolo di Bardi. Certo è che il corpo della Guardia di Finanza subisce un nuovo colpo dopo l’arresto di Emilio Spaziante, generale ora in congedo al centro dell’inchiesta sul Mose che di Bardi è stato il predecessore: Spaziante ha lasciato il corpo nel settembre 2013 e il comandante in seconda è diventato proprio Bardi. Il colonnello Mendella è stato arrestato a Livorno dagli agenti della Digos di Napoli. Insieme a lui è finito in carcere anche il commercialista Pietro de Riu, di Napoli. Le ipotesi di reato contestate nell’ordinanza sono di concorso in concussione per induzione e rivelazione di segreto d’ufficio.

Inchiesta Mose: 35 arresti, il sindaco Giorgio Orsoni ai domiciliari. Chiesto il carcere per Galan

Nell’ambito dell’inchiesta Mose, arrestati 35 persone, fra queste il sindaco Pd Giorgio Orsoni. Chiesto il carcere per Galan.

Firenze Nell’ambito dell’inchiesta Mose, gli uomini della Guardia di Finanza hanno arrestato il sindaco Pd Giorgio Orsoni – ai domiciliari -, e l’assessore regionale alle Infrastrutture di Forza Italia Renato Chisso, insieme ad altre 33 persone. Il primo cittadino deve rispondere di finanziamento illecito relativo alla sua campagna elettorale per le comunali del 2010. La Procura, che ha iscritto nel registro degli indagati un centinaio di persone, ha chiesto anche l’arresto per l’ex governatore e ministro e Giancarlo Galan, attualmente parlamentare e per il quale è necessario il via libera dell’apposita commissione. Il gip Alberto Scaramuzza – che in dicembre aveva respinto le richieste – ha firmato, in totale, 35 misure cautelari dopo una integrazione di indagine. Sono corruzione, finanziamento illecito e frode fiscale i reati contestati. La Finanza ha sequestrato beni per un valore di circa 40 milioni di euro. L’ex comandante della Gdf del Veneto Bruno Buratti ha spiegato che “il sistema che ha prodotto 25 milioni di euro di fondi neri” e di questi si è “accertata la destinazione” risalendo a responsabilità soggettive.

Le presunte tangenti, con i soldi accumulati secondo il classico meccanismo dei fondi neri, finivano nelle tasche dei politici per gli appalti del sistema di dighe mobili progettato per difendere Venezia dall’acqua alta e realizzato dal Consorzio Venezia Nuova quale concessionario unico. Tra gli altri nomi eccellenti finiti in manette ci sono quelli del consigliere regionale del Pd Giampiero Marchese, e degli imprenditori Franco Morbiolo e Roberto Meneguzzo (vicepresidente e amministratore delegato di Palladio), oltre al generale della Guardia di Finanza in pensione Emilio Spaziante. Tra le persone colpite dalla misura cautelare c’è anche (domiciliari) Alessandro Cicero, direttore editoriale de Il Punto la cui sede fu perquisita nel marzo del 2013 proprio dalle Fiamme Gialle. Nei guai anche Vincenzo Manganaro, cui Cicero aveva ceduto il 50% delle quote dell’editoriale del settimanale.

Mose, i pm: “Come Tangentopoli” (fonte: Il Fatto)

Corrado Clini arrestato per peculato

Corrado Clini arrestato

Firenze Corrado Clini, ex ministro dell’Ambiente del governo Monti, è stato arrestato per peculato. Con lui ai domiciliari è finito anche Augusto Calore Pretner, ingegnere padovano. Secondo l’ordinanza, emessa dal gip Piera Tassoni della procura di Ferrara, i due avrebbero sottratto 3 milioni e 400mila euro da un finanziamento ministeriale di 54 milioni destinato al progetto “New Eden”, volto alla protezione e preservazione dell’ambiente e delle risorse idriche, da realizzare in Iraq e finanziato con il sostegno internazionale.

Expo 2015, una cupola bipartisan degli appalti

Milano Una cupola un po’ di destra e un po’ di sinistra sugli appalti dell’Expo 2015, ma anche sulla sanità lombarda (ancora una volta). Un patto tra chi è stato comunista e chi è stato democristiano con chi, più giovane, gestisce ora gli affari dell’esposizione internazionale di Milano del prossimo anno. Erano garantite «le imprese riconducibili a tutti i partiti» dicono i magistrati dell’inchiesta che oggi, 8 maggio, ha portato a sette arresti (sei in carcere e uno ai domiciliari). Se sia una nuova Tangentopoli, nata all’ombra di Expo 2015, è presto per dirlo. A finire in cella, in un’operazione condotta dalla Guardia di Finanza su ordine della Procura di Milano, infatti, non è solo il direttore della pianificazione acquisti di Expo, Angelo Paris, ma anche personaggi che hanno punteggiato la bufera di Mani Pulite: l’ex segretario regionale della Dc lombarda e parlamentare di Forza Italia (pluricondannato) Gianstefano Frigerio, lo storico esponente del Pci Primo Greganti (il “compagno G”) e l’imprenditore Enrico Maltauro. Gli altri a essere stati raggiunti da un ordine di custodia cautelare in carcere sono stati l’intermediario genovese Sergio Catozzo (ex Cisl, ex Udc infine berlusconiano) e l’ex senatore del Pdl Luigi Grillo, già coinvolto in numerose inchieste (la più nota quella sulla Banca Popolare di Lodi, alla fine della quale è stato assolto in appello). Ai domiciliari, infine, Antonio Rognoni, direttore generale di Infrastrutture Lombarde, già arrestato due mesi fa per presunte irregolarità negli appalti delle opere pubbliche. La cupola aveva contatti molto in alto – agli atti ci sono le telefonate degli arrestati con Silvio Berlusconi, Cesare Previti e Gianni Letta -, prometteva avanzamenti di carriera e protezioni politiche ai manager, incontrava direttori di aziende ospedaliere, copriva e proteggeva le imprese “riconducibili” a tutti i partiti, comprese “le cooperative”. I reati contestati alle persone raggiunte da un ordine di custodia cautelare a vario titolo sono l’associazione per delinquere, la corruzione, la turbativa d’asta, la rivelazione e utilizzazione del segreto d’ufficio.

Fatto Tv, “La retata” (fonte: Il Fatto)

Expo, arrestati Primo Greganti e Angelo Paris (fonte: Tg Sky 24)

Expo, la cupola e i politici… (di Giovanna Trinchella, fonte: Il Fatto)

Stato, sprechi e truffe costano cinque miliardi l’anno

Cinque miliardi di euro sono spariti dalle casse dello Stato a causa di sprechi nella pubblica amministrazione e di truffe ai finanziamenti nazionali e comunitari.

Roma Cinque miliardi di euro sono spariti dalle casse dello Stato a causa di sprechi nella pubblica amministrazione e di truffe ai finanziamenti nazionali e comunitari. Lo afferma la Guardia di Finanza nel bilancio dell’attività del 2013 sottolineando che sono oltre 19mila i soggetti segnalati all’autorità competente. Nell’anno che si è appena chiuso, inoltre, le Fiamme Gialle hanno scoperto quasi 3.500 finti poveri, mentre sono stati 4.300 i reati commessi contro la Pubblica amministrazione, cioè una media dnquei 12 al giorno.