Se un lavoratore muore…

FirenzeSe un lavoratore muore, molto spesso la chiamano “morte bianca”, tragica fatalità, incidente sul lavoro. Se un lavoratore muore, il ministero del Lavoro spende ben 9 milioni di euro, per  fare una campagna per la sicurezza,  dal titolo “Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene”.
Se un lavoratore muore, ai familiari viene data una rendita da fame o peggio solo un assegno di rimborso spese funerarie.
Se un lavoratore muore, il ministro Tremonti dice che <<robe come la 626 sono un lusso che non possiamo permetterci>>.
Se un lavoratore muore, il governo Berlusconi vara il Dlgs 106/09, che stravolge il Testo Unico per la sicurezza sul lavoro voluto dal Governo Prodi (Dlgs 81/08).
Se un lavoratore muore, i mezzi d’informazione ne parlano raramente.
Se un lavoratore muore, i sindacati confederali proclamano uno sciopero generale di un’ora.
Se un lavoratore muore, non si aumentano gli ispettori Asl.
Se un lavoratore muore, l’Inail dice che le morti sul lavoro sono in calo.
Se un lavoratore muore, lo Stato utilizza il “tesoretto” derivante dagli avanzi di bilancio Inail, che ammonta a circa 15 miliardi di euro , per ripianare i debiti, quando questi soldi dovrebbero essere utilizzati per aumentare le rendite da fame agli invalidi e ai familiari delle vittime del lavoro.
Se un lavoratore muore, ci dicono che oltre il 50% degli infortuni mortali avviene su strada e non nei luoghi di lavoro.
Se un lavoratore muore, è normale, doveva succedere, infatti quasi nessuno s’indigna più.
Se un lavoratore muore, non si insegna la sicurezza sul lavoro a partire dalle scuole elementari.
Se un lavoratore muore, il datore di lavoro viene condannato, molto spesso, a pene irrisorie.
Se un lavoratore muore, è perché la sicurezza sul lavoro è un costo insopportabile per le aziende.
Se un lavoratore muore, si fanno “lacrime di coccodrillo”, invece ci vorrebbero i fatti per fermare questo stillicidio quotidiano nei luoghi di lavoro.
 

Firma: Marco Bazzoni

(Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza-Firenze)

Fonte: Articolo 21.

 

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Torna in piazza il popolo viola per la difesa della Costituzione

Roma - Il Popolo Viola è tornato a manifestare a difesa della Costituzione. La manifestazione di sabato in  piazza del Popolo a Roma ha visto un’ampia partecipazione popolare e l’adesione dei prinncipali partiti di opposizione al governo Berlusconi. Hanno aderito Radicali, Pd, Idv, Pdci-Federazione della Sinistra per ribadire che ‘la legge e’ uguale per tutti’, ‘difendere la Costituzione’ e contro l’approvazione della norma sul legittimo impedimento.

(link)

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Roberto Zaccaria a Prato: la Costituzione è un patrimonio di tutti

Prato - La due giorni dedicata alla Costituzione organizzata dal Comitato Casa della Cultura Enzo Biagi ha visto ieri l’intervento del prof. Roberto Zaccaria, deputato del PD ed ex presidente della RAI. la sede dell’incontro è stato il PIN-Polo Universitario Città di Prato.

Rispetto alla lezione tenuta dal prof. De Siervo agli studenti pratesi nella giornata di mercoledì, nell’incontro col prof. Zaccaria si è parlato anche dell’attualità politica, con dei riferimenti al recente progetto di legge sul testamento biologico e alle questioni delle ronde e dei Centri di Identificazione ed Espulsione.

Il prof. Zaccaria ha stigmatizzato il trasferimento delle funzioni legislative più significative dal Parlamento al Governo e ha spiegato alla platea che nell’ultimo periodo si sta affermando la prassi delle cosiddette leggi omnibus, che invece di disciplinare in modo organico una materia (la funzione propria della legge) finiscono per raccogliere al loro interno una serie di argomenti anche non attinenti all’oggetto. Tutto ciò finisce per rendere più difficoltoso il lavoro dei parlamentari, che a volte si trovano a votare su disposizioni che non conoscono.

Nel corso dell’incontro si è parlato anche di Enzo Biagi. Il prof. Zaccaria è stato presidente RAI dal 1998 al 2002, il periodo de “Il fatto”, premiato nel 2004 come miglior programma giornalistico realizzato nei primi cinquant’anni della RAI. Zaccaria ha ricordato la grande onestà intellettuale e la coerenza di Enzo Biagi. Non poteva mancare un accenno alla stretta attualità, con un commento al caso Santoro-Vauro. Zaccaria ha evidenziato che il compito fondamentale del servizio pubblico è quello di garantire la libertà di espressione in ogni sua forma, come espresso nella Costituzione.

La giornata si è conclusa con l’appello del professore a lottare ogni giorno in difesa della nostra Costituzione e con una nota di ottimismo, quando Zaccaria ha ricordato il voto del referendum del 2006 con cui la maggioranza degli italiani bocciò il progetto di revisione costituzionale del terzo governo Berlusconi: un segnale di attaccamento ai valori e principi della Carta fondamentale.

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