Informazione, Giuseppe Giulietti eletto presidente della Fnsi

Giuseppe Giulietti eletto presidente della Fnsi

Roma – Giuseppe Giulietti è il nuovo presidente della Federazione nazionale della stampa. A eleggerlo al primo scrutinio, i membri del Consiglio nazionale del sindacato. Settantotto i voti favorevoli, su 101, venti le schede bianche e una nulla. Giulietti succede a Santo Della Volpe, scomparso prematuramente lo scorso luglio

 

Infortuni, “Articolo 21”: la morte di un operaio albanese vale meno?

Firenze – <<L’indennizzo per la morte sul lavoro cambia a seconda della nazionalità della vittima? Sembra di sì, stando alla sentenza pronunciata a Torino, riportata oggi sulla prima della Repubblica e da altri quotidiani, e che avrebbe stabilito che nel caso del decesso di un operaio albanese, andrebbe applicato un indennizzo parametrato al paese d’origine. Siamo abituati a rispettare sempre e comunque le sentenze, ma in questo caso sarebbe opportuno che si aprisse un pubblico dibattito, per comprendere le motivazioni di tale decisione e i rischi per il futuro>>. Lo affermano in una nota Giuseppe Giulietti e Stefano Corradino, portavoce e direttore di Articolo21. <<Davvero si possono creare disuguaglianze “post mortem”? Esistono contraddizioni tra due sentenze della corte di Cassazione? In questo modo non si autorizza una disuguaglianza permanente tra lavoratori del medesimo settore? Una simile decisione non potrebbe rischiare di incentivare, al di là delle intenzioni ovviamente, un uso ancora più spregiudicato dei lavoratori stranieri in particolare nei settori più a rischio dell’edilizia e dell’agricoltura? Ci auguriamo che tra una docufiction e un plastico dedicati ad Avetrana si voglia dedicare, a partire dalla Rai una attenzione non inferiore al tema delle morti sul lavoro e a questa vicenda specifica, anche perchè, purtroppo, i morti sul lavoro continuano ad essere centinaia e centinaia ogni anno>>.

Fonte: Articolo 21.

La sentenza (La Repubblica)

Rai, l’allarme di Articolo 21: Mineo sarà cacciato nelle prossime ore. Un leghista al suo posto?

Nelle prossime ore il direttore di Rainews24 Corradino Mineo potrebbe essere allontanato dal suo posto e sostituito da una figura esterna gradita alla Lega Nord. A lanciare l’allarme è il portavoce di Articolo 21 Giuseppe Giulietti e il senatore del Pd Vincenzo Vita.

FirenzeCorradino Mineo nelle prossime ore potrebbe essere allontanato dalla direzione di Rainews e sostituito da una figura gradita alla Lega Nord. A lanciare l’allarme è Articolo 21. <<Altro che ricerca del dialogo. Nelle prossime ore gli imbavagliatori, e i loro delegati alla Rai cercheranno di mettere le mani anche su Rainews allontanando il direttore Corradino Mineo, mortificando le richieste della redazione e addirittura mettendo al suo posto un esterno gradito alla Lega>>. Ad affermarlo è il portavoce di Articolo 21 Giuseppe Giulietti e il senatore del Pd Vincenzo Vita. <<Se tutto ciò dovesse essere confermato aggiungono Giulietti e Vita -, per la prima volta nella storia della Rai una maggioranza avrebbe il controllo di 10 testate giornalistiche su 11 con l’aggravante di un premier proprietario dell’altra’ metà dell’etere e tuttora ministro ad interim delle telecomunicazioni>>. Giulietti e Vita sostengono che gli farebbe piacere essere smentiti ma hanno <<l’impressione che la direzione generale non potrà farlo neanche questa volta. Per quanto ci riguarda – proseguono – non abbiamo intenzione alcuna di aspettare le loro mosse. Quindi daremo mandato immediato ai nostri legali per preparare un nuovo esposto alla Corte dei conti contro queste scelte arroganti e dilettantesche, i continui ribaltoni, i dirigenti messi a disposizione>>. <<Per valutare altresì – concludono Giulietti e Vita – se non si sia in presenza di una truffa ai danni dei cittadini che pagano il canone e che sono sempre piu privati del diritto di scelta>>.

L’appello di Articolo 21

Editoria, nuovo colpo di mano: il governo abroga le tariffe agevolate.

Abrogate dal governo le tariffe agevolate a favore dell’editoria.

FirenzePubblichiamo le dichiarazioni dei deputati Giuseppe Giulietti e Vincenzo Vita sulla decisione, assunta dal governo, di abrogare tutte le tariffe agevolate a favore dell’editoria.

«Dal primo aprile, e non è uno scherzo, saranno abrogate tutte le tariffe agevolate a favore della editoria con particolare riferimento alla spedizione degli abbonamenti» . A evidenziare questo nuovo colpo inflitto al comparto editoriale, Giuseppe Giulietti e Vincenzo Vita. «Tutti gli editori italiani – aggiungono – dai più grandi ai più piccoli riceveranno una vera e propria pugnalata alle spalle che in alcuni casi potrà portare all’immediata chiusura delle testate…. La decisione, non preceduta da alcuna consultazione in sede parlamentare è stata assunta dal ministro Tremonti facendosi beffa di tutti gli impegni assunti in sede parlamentare che andavano nella direzione di un progressivo reintegro dei fondi per l’editoria e della contestuale approvazione di una riforma organica del settore».

Per l’ennesima volta, affermano Giulietti e Vita, «si è scelta la strada opposta dando così al provvedimento uno spiacevole sapore vendicativo nei confronti di un settore che questo governo non ha mai amato. Non ci è chiaro quale sia stato e quale sia, su questa vicenda il parere del sottosegretario Bonaiuti, che ha la delega per il settore e che a questo punto potrà serenamente procedere a buttare nel più vicino cestino la proposta di riforma dell’editoria dal momento che, con questo colpo di mano è stata già realizzata».

«Per quanto ci riguarda – affermano i due deputati – questa vicenda non è meno grave della chiusura dei programmi o dell’alterazione permanente della par condicio o delle rappresaglie nei confronti dei singoli giornalisti perchè colpisce in modo ancora più subdolo il pluralismo nel settore editoriale e condanna a morte sicura decine di testate e centinaia di posti di lavoro con il rischio di ridurre anche nel settore della carta stampata un pluralismo che nel settore dei media è già ai minimi termini».

Fonte: Articolo 21.

Al via la mobilitazione contro i tagli dei contributi all’editoria

L’idea lanciata dal Presidente Fnsi Roberto Natale dopo che il governo ha negato il ripristino dei diritti soggettivi al contributo

Roma – «Contro i tagli all’editoria potremmo salire anche sui tetti..», così recitava la prima pagina di ieri del manifesto e così inizia un interessante articolo di Giuseppe Giulietti pubblicato su Articolo 21.

Mercoledì scorso il governo ha affossato l’emendamento che avrebbe ripristinato il diritto soggettivo ai contributi. Il presidente della Fnsi Roberto Natale ha proposto una grande giornata di lotta, le cui modalità restano da definire. La Casa della Cultura Enzo Biagi è solidale con questa battaglia.

Ingroia: “Minzolini ha stravolto il mio pensiero”.

Il giorno dopo l’editoriale di Augusto Minzolini, direttore del Tg1, arrivano le precisazioni di Antonio Ingroia, allievo di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino ed oggi Procuratore aggiunto di Palermo.

Firenze All’indomani dell’editoriale di Augusto Minzolini che ha chiamato in causa Antonio Ingroia, allievo di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, il quotidiano on-line Articolo 21, in esclusiva, ha raccolto le precisazioni del procuratore aggiunto di Palermo. Ecco la domanda. 

Procuratore Ingroia, contento di essere citato da un’editoriale del Tg1?

<<Certamente no, quando il mio pensiero viene stravolto al punto di attribuirmi un programma politico, mentre le mie dichiarazioni erano semplicemente un richiamo ai principi fondamentali scritti nella carta costituzionale. Non mi sento schierato da nessuna parte se non con i padri costituenti e con i cittadini che pretendono verità e giustizia>>.

A seguire le dichiarazioni congiunte del portavoce di Articolo 21 Giuseppe Giulietti e del giornalista Federico Orlando.

<<A che ora – affermano Giuseppe Giulietti e Federico Orlando – e in quale edizione del tg1 (e la Rai nel suo complesso) garantirà il diritto di replica al giudice Ingroia e ai suoi colleghi pesantemente oltraggiati da Minzolini? Sino a quando le autorità di garanzia potranno girarsi dall’altra parte? L’editoriale di ieri è solo il preannuncio di una offensiva contro la Costituzione e contro i poteri di controllo. Forse è davvero giunto il momento di promuovere una grande iniziativa che metta insieme senza distinzioni di parte o di partito quanti hanno ancora a cuore la Carta costituzionale>>.

Fonte: Articolo 21.

Il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia è intervenuto a “24 Mattino” su Radio 24.

Il video dell’editoriale di Augusto Minzolini.

Il comitato di redazione del Tg1 ha preso le distanze dall’editoriale di Minzolini. 

Il pensiero di Paolo Garimberti, presidente Rai, e di Sergio Zavoli, presidente della commissione parlamentare di Vigilanza.

 

 

 

Articolo 21 rischia la chiusura. L’appello di Bice Biagi.

Il quotidiano on-line Articolo 21 rischia di chiudere. Qualche giorno fa sulle pagine web dell’associazione, a lanciare l’allarme è stato il portavoce Giuseppe Giulietti. Sulla scorta delle sue parole è arrivato l’appello di Bice Biagi.

PratoUno spazio di libertà nel mondo della “blogosfera” rischia di chiudere. Una prospettiva da scongiurare per il quotidiano on-line Articolo 21, impegnato da alcuni anni nella difesa del pluralismo dell’informazione e nel dare voce a tutti coloro che vivono in una posizione di debolezza. A lanciare l’allarme qualche giorno fa sul web è stato il portavoce dell’associazione, Giuseppe Giulietti.  «Se il 22 aprile non si troverà una soluzione economica procederemo alla chiusura. O diventiamo autonomi o e meglio chiudere». Sulla scorta dei vari pensieri espressi dall’onorevole Giulietti, è arrivato nella giornata di ieri l’appello di Bice Biagi, figlia del compianto Enzo Biagi. La nostra piccola realtà condivide in pieno le parole della Bice Biagi che, nel suo articolo, elogia il lavoro fin qui svolto da Articolo 21. Uno spaccato di giornalismo che non si lascia intimorire dal potere ed è capace di mettere in luce notizie e fatti che altrove è impensabile trovare. Così, come fecero in vita Enzo Biagi ed Indro Montanelli.