L’Italia in piazza. Lo sciopero della Cgil e la manifestazione di Libertà e Giustizia

Prato – Un sabato di manifestazioni, dopo quella di ieri degli studenti e in attesa della giornata internazionale dell’indignazione di sabato prossimo. In piazza del Popolo a Roma in 20mila hanno partecipato alla manifestazione nazionale organizzata dalla Cgil, con le categorie del pubblico impiego e dei lavoratori della conoscenza, per protestare contro la politica del governo nei confronti dei dipendenti pubblici. Al corteo hanno partecipato anche gli studenti che hanno scelto di “essere al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici del settore pubblico della Cgil, per ribadire che senza pubblico non c’è nessun futuro”. In testa al serpentone i rappresentanti dell’Associazione nazionale partigiani italiani con la scritta ‘Un paese senza memoria e’ un paese senza futuro-25 aprile 1945″.

A Milano quasi 25mila persone hanno partecipato a “Ricucire l’Italia” , la manifestazione organizzata da ‘Libertà e Giustizia‘ all’Arco della pace. In piazza personalità della cultura, politici, giornalisti e società civile. Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha detto: “Il berlusconismo sta finendo, vinceremo di nuovo”. Ha parlato anche Saviano: “E’ il momento di osare di più”.

Ballottaggi, avanzata generalizzata del centro-sinistra che conquista le città più importanti

Prato – I numeri parlano chiaro. Dopo i successi di Bologna e Torino al primo turno, l’onda lunga del centrosinistra fa sentite i suoi effetti in tutta Italia. A Milano ha vinto Giuliano Pisapia e a Napoli Luigi De Magistris. Novara, Trieste, Grosseto, Cagliari, Pordenone, Trieste e Crotone segnalano il successo dei candidati di centrosinistra. Il bilancio dei comuni capoluogo vede il centrosinistra passare da 20 a 23 e il centrodestra scendere da 13 a 7.

Nelle Provinciali il centrosinistra conquista Pavia e si conferma a Macerata, Trieste e Mantova. Al centrodestra vanno Vercelli e Reggio Calabria.

Una questione di legalità

Firenze Il futuro non sorride al Pdl, ma tutto ciò che luccica del Pd non è oro. B. ha perso lo smalto del comunicatore, assomiglia sempre più a un ciarlatano (venditore ambulante o smerciatore di prodotti scadenti, scelga il lettore), l’ultimo tentativo di spacciare un videomessaggio per un’intervista, occupando 5 tg su 7 (per i comizi illegali l’Agcom ha multato il Tg1 e Tg2 di 350 mila euro e i tre tg di Mediaset di 450 mila. Per la Rai chi pagherà, il solito contribuente o chi ha procurato il danno erariale?), ne è la conferma: stessa location, stesso contenuto, evidente lettura delle risposte. Ferrara ha parlato di un autogol e i suoi interventi li ha definiti: “Discorsi da bettola paesana”. Galli Della Loggia (altro sostenitore della prima ora), si è chiesto: “Ma davvero si può pensare che dilatare sui telegiornali, promettere ministeri, togliere multe, elargire mance e favori possa rovesciare un risultato che ha cause politiche profonde?”. A sostegno di B. ancora una volta è arrivato Bossi: “La Moratti poteva fare meglio, noi la sosterremo, anzi la terremo sotto tiro”. Ormai i due sono una coppia di fatto, peccato che il tempo dell’avanspettacolo sia finito, avrebbero avuto futuro. Breve repertorio. Gli immigrati: “Via da Lampedusa entro 60 ore, chiederemo per l’isola il Nobel per la Pace” (B.), “Fora dai ball” (Bossi). Definizioni di Fini: “Questo è pazzo” (B.), “È uno stronzo” (Bossi). Su Pisapia: “È alleato dei violenti. Milano città islamica, zingaropoli di campi rom” (B.), “Pisapia è un matto” (Bossi). L’avvocato Pisapia, il candidato dal volto per bene, il sindaco di cui Milano ha bisogno. La sua storia politica e professionale lo sta aiutando a guadagnare la fiducia dei milanesi. David Pisapia è consapevole di lottare contro Golia Moratti. Già una volta David ce l’ha fatta.

Nella città meneghina il Pd deve ringraziare le primarie. Il partito è poco sensibile al rinnovamento, quello vero, non di facciata, quello che chiede la società civile. È lontano dai giovani che guardano con simpatia il movimento di Grillo. Non riesce a liberarsi dei vecchi arnesi della politica. Anche l’oro di Napoli non nasce dal Pd. Il merito è solo del protagonista: Luigi De Magistris e dei cittadini che lo sostengono. L’ex magistrato, che crede nel rispetto delle istituzioni, rappresenta la risposta al bisogno di legalità. Ha risvegliato nei napoletani il diritto di sperare che la cultura dell’illegalità, imposta dalla camorra e dalla mala politica, si trasformi in occasioni per i giovani, che Napoli torni ad essere una città di cultura, arte e lavoro. Da Milano e da Napoli l’Italia tornerà a vivere.

Firma: Loris Mazzetti

Fonte: Il Fatto Quotidiano