Ambiente Svenduto, niente patteggiamento per l’ex Riva Fire. Processo resta a Taranto

Taranto – Torna in aula il processo ‘Ambiente Svenduto’ sul presunto disastro ambientale causato dall’Ilva di Taranto sotto la gestione del gruppo Riva. Nell’udienza odierna è stato stabilito che la società ‘Partecipazioni industriali spa’ (la ex Riva FIRE) non potrà più accedere alla procedura del patteggiamento.

La Corte d’Assise ha rigettato l’istanza presentata dall’avv. Massimo Lauro per conto di Partecipazioni industriali, che aveva chiesto lo stralcio della posizione della società in attesa di perfezionare l’istanza di patteggiamento, slittata il mese scorso a causa dal mancato rientro in Italia dei capitali sequestrati alla famiglia Riva nel 2013. La somma in questione, di circa 1,3 miliardi, è depositata in Svizzera nella banca Ubs e controllata da otto trust domiciliati nel paradiso fiscale dell’isola britannica di Jersey. Il patteggiamento, quindi, non potrà essere più presentato in quanto oggi è formalmente iniziato il dibattimento del processo.

La Corte d’assise di Taranto ha invece stralciato la posizione di ‘Ilva spa’ e di ‘Riva Forni Elettrici’: le due società avevano chiesto di patteggiare la pena e la richiesta presentata a gennaio dovrà essere valutata da un’altra sezione della Corte d’assise, che dovrà valutarne, tra l’altro, sia la congruità che l’eventuale ratifica.

La Corte d’assise ha inoltre provveduto a rigettare tutte le eccezioni sollevate dalla difesa, a partire da quella che prevedeva la richiesta di spostare il processo a Potenza (in quanto, secondo i legali della difesa, anche i magistrati tarantini sarebbero parti lese o danneggiate).

Il processo riprenderà mercoledì 8 marzo.

‘Ambiente Svenduto’, si va verso il patteggiamento. Rinvio al 17 gennaio

Taranto – Accordo doveva essere. E l’accordo, alla fine, c’è. Il maxi-processo Ambiente Svenduto, sul presunto disastro ambientale prodotto dall’Ilva, ha vissuto questa mattina un momento decisivo.

La prima novità dell’udienza odierna è stata la notizia dell’entrata in amministrazione straordinaria della Riva FIRE (in liquidazione dal febbraio 2015) che ha anche cambiato denominazione: da oggi infatti si chiamerà ‘Partecipazioni industriali spa’. I commissari straordinari nominati dal MiSE sono gli stessi dell’Ilva: Piero Gnudi, Alfredo Laghi e Corrado Carrubba. Gli avvocati della Riva FIRE, Annicchiarico e Loiacono, hanno poi rinunciato al loro mandato, al cui posto la società ha nominato l’avv. Massimo Lauro di Roma, che ha chiesto e ottenuto un termine a difesa.

Durante l’udienza è intervenuto anche il procuratore di Taranto, Carlo Maria Capristo, chiedendo che venisse deciso un termine congruo di rinvio in quanto è in corso la trattativa per il patteggiamento della oramai ex Riva FIRE, confermata dal legale Lauro che ha ottenuto il consenso del MiSE stesso. Il rinvio, inoltre, è stato deciso per consentire ai nuovi legali di studiare a fondo la mole di carte e documenti riguardante il processo in corso.

L’accordo, lo ricordiamo, prevede la rinuncia da parte della famiglia Riva dei 1,2 miliardi di euro attualmente bloccati in Svizzera e confiscati al gruppo dalla procura di Milano, da destinare all’ambientalizzazione dello stabilimento tarantino, come hanno previsto i giudici milanesi e i vari decreti approvati nel corso degli anni per il salvataggio dell’Ilva (ultimo l’emendamento approvato alla legge di Bilancio 2016).

Come previsto, sempre nell’udienza odierna la società Ilva e la Riva forni elettrici, hanno depositato l’istanza con richiesta di patteggiamento su cui hanno trattato con la Procura di Taranto. L’intesa per la società Ilva prevede 3 milioni di euro a titolo di sanzione pecuniaria, 8 mesi di commissariamento giudiziale e 241 milioni di euro di confisca quale profitto del reato. A due milioni di euro invece, dovrebbe ammontare la sanzione pecuniaria per Riva Forni Elettrici.

La corte adesso dovrà valutare se accettare o meno le richieste di patteggiamento (diventando però incompatibile con il prosieguo del processo, che continuerebbe poi con una nuova Corte d’Assise) oppure lasciare che il presidente del tribunale possa decidere di nominare nuovi magistrati.

Infine, nell’udienza del prossimo 17 gennaio, la Corte d’Assise presieduta dal giudice Michele Petrangelo dovrebbe finalmente esprimersi in via definitiva sulle eccezioni sollevate nelle precedenti udienze dai legali della difesa delle società e di vari imputati, circa la necessità di spostare il processo al tribunale di Potenza.

‘Ambiente Svenduto’, nuovi capi d’imputazione alle tre società

Taranto – Nuova puntata del processo ‘Ambiente Svenduto‘ sul presunto disastro ambientale causato dall’Ilva nell’udienza di quest’oggi davanti alla Corte d’Assise di Taranto. il pool di magistrati che ha coordinato le indagini e fanno parte dell’accusa, ha infatti modificato il capo d’imputazione contestato alle tre società imputate Ilva, Riva Fire e Riva Forni Elettrici, che rispondono ai sensi della legge 231 che disciplina la responsabilità amministrativa delle imprese. Il processo è stato aggiornato al 6 dicembre prossimo.

I pm quest’oggi hanno meglio descritto le condotte delle tre società, sostenendo che la Riva Fire esercitava un’attività di controllo sull’Ilva attraverso il contratto di servizio esistente tra Riva Fire e la stessa Ilva, e il contratto con la tesoreria centralizzata. Circostanza che, secondo i magistrati, aveva determinato “un’attività di gestione di Riva Fire nei confronti di Ilva“. Sono state anche modificate e attualizzate le date del presunto compimento dei reati, riportate all’entrata in vigore della legge 231, ed è stato modificato anche il capo d’imputazione inerente il danneggiamento degli immobili con un’aggiunta all’elenco dei cittadini che lamentavano danni alle proprie abitazioni. L’iniziativa dei pm determinerà ora la notifica dei nuovi capi d’imputazione integrati e modificati. Gli imputati potranno decidere eventualmente di ricorrere a riti alternativi.

Alla luce delle novità scaturite dall’udienza di ieri, il maxi-processo potrebbe addirittura sdoppiarsi.

‘Ambiente Svenduto’, ancora un rinvio. Si riprende il 4 ottobre

Taranto – Ancora un rinvio, l’ennesimo di una lunga serie. È stato infatti aggiornato al prossimo 4 ottobre prossimo il processo ‘Ambiente Svenduto‘ sul presunto disastro ambientale causato dall’Ilva. Quel giorno, si spera, la Corte d’Assise presieduta dal giudice Michele Petrangelo dovrebbe finalmente sciogliere la riserva sulle eccezioni che riguardano sia i responsabili civili Riva Fire e Riva Forni elettrici, che sulle costituzioni di parte civile presentate nell’udienza preliminare e durante il processo. Sono state annullate, pertanto, le altre due udienze che erano state programmate per il 26 e il 27 settembre.

L’impasse è dovuta alla tantissime parti civili costituitesi nel corso delle varie fasi del processo, e che continuano a presentarsi ad ogni udienza, sulle quali i legali degli imputati sollevano puntualmente decine di eccezioni.

‘Ambiente Svenduto’, battaglia sulle parti civili nell’udienza odierna

Taranto – E’ battaglia sulla costituzione delle parti civili nell’udienza odierna del processo ‘Ambiente Svenduto’, sul presunto disastro ambientale causato dall’Ilva. La Corte d’Assise di Taranto presieduta da Michele Petrangelo (a latere Fulvia Misserini e sei giudici popolari), dopo una riunione in camera di consiglio, ha dichiarato tardive le richieste di costituzione in giudizio presentate dopo l’udienza del 14 giugno (da privati cittadini ed enti). I difensori degli imputati (44 persone fisiche e tre società) stanno inoltre presentando, come era prevedibile, una serie di eccezioni anche sulle richieste delle parti civili presentate a dibattimento.

Il processo proseguirà domani, quando saranno affrontate ancora questioni pregiudiziali. Altre due udienze sono state calendarizzate per lunedì e mercoledì prossimi.

Ambiente Svenduto, il processo resta a Taranto

Taranto – Il processo ‘Ambiente Svenduto’ sul presunto disastro ambientale prodotto dall’Ilva, resta a Taranto. Lo ha deciso la Corte d’Assise del Tribunale di Taranto, presieduta da Michele Petrangelo, che ha respinto sia la richiesta di rinvio a settembre del processo, sia lo spostamento dello stesso in quel di Potenza: le richieste erano state avanzate dall’avvocato Pasquale Annicchiarico, difensore di Nicola Riva.

E’ stata un’udienza fiume, che ha consegnato l’ennesima immagine di un processo elefantiaco e difficile da gestire.

In aula è andata in scena una lunga giornata di battaglia. Con l’offensiva lanciata dalla difesa che ha rilevato la necessità di spostare il processone a Potenza, invocando una sentenza per incompetenza funzionale. Una vera e propria bomba lanciata sul percorso, sino ad ora già abbastanza accidentato, del procedimento chiamato a fare luce sull’inquinamento del capoluogo jonico e non solo. Alla fine la Corte ha deciso che la camionata di atti di «Ambiente Svenduto» e il suo carico di veleni da Taranto non si muove. E già domattina si tornerà in aula per la seconda delle tre udienze ravvicinate, prima della pausa estiva.

Ambiente Svenduto, di nuovo un rinvio. Prossima udienza il 18 luglio.

Di nuovo un rinvio nel processo per il presunto disastro ambientale, causato dall’Ilva.

TarantoDi nuovo un rinvio nel processo per il presunto disastro ambientale, causato dall’Ilva. La Corte di Assise di Taranto, presieduta da Michele Petrangelo, ha accolto l’istanza di rinvio per motivi di salute, presentata dal legale di Fabio Riva, uno dei 47 imputati a giudizio. Fabio Riva, malato da tempo, non ha potuto esser presente all’udienza perché sottoposto a cure. Così, la Corte ha accolto la richiesta dell’avvocato e rinviato il processo “Ambiente Svenduto” al 18 luglio. Lo scorso mese fu invece un difetto di notifica a far slittare il procedimento.

Sono 47 gli imputati (44 persone e 3 società), accusati a vario titolo di associazione per delinquere, disastro ambientale, avvelenamento di sostanze alimentari, corruzione, concussione e altri reati. Sono coinvolti ex vertici Ilva, imprenditori, manager e politici. Fra questi l’ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, accusato di concussione aggravata per presunte pressioni sull’Arpa (Agenzia regionale per l’ambiente) in favore del polo siderurgico. Infine, uno dei legali della difesa ha presentato un’eccezione chiedendo alla corte di escludere le parti civili che si sono costituite dopo il primo rinvio a giudizio.

Ambiente Svenduto, il processo slitta a giugno

Taranto – È stato aggiornato al 14 giugno prossimo per un difetto di notifica il processo per il presunto disastro ambientale provocato dall’Ilva. Lo ha deciso la Corte di Assise di Taranto, presieduta dal giudice Michele Petrangelo, dopo una camera di consiglio di oltre tre ore. A presentare l’eccezione era stato l’avv. Vincenzo Vozza per conto di Cesare Corti, funzionario dell’Ilva. Le notifiche erano arrivate al vecchio difensore dell’imputato, che aveva invece eletto il proprio domicilio presso Riva Fire.

Durante l’udienza si sono registrate alcune decine di nuove costituzioni di parti civili. Tra queste, l’Asl di Taranto, familiari di cittadini morti di tumore, il Fondo antidiossina onlus, il comitato ‘Cittadini e lavoratori liberi e pensanti’, rappresentanti di cooperative e di organizzazioni onlus.

Ambiente Svenduto, nuovo rinvio per l’astensione dei penalisti

Il presidente della Corte d’assise di Taranto dovrebbe andare in pensione a luglio 2017 e preme sull’acceleratore per concludere in tempi rapidi. Nuova udienza il 9 dicembre

Taranto – E’ stato rinviato al 9 dicembre, a causa dell’astensione gia’ proclamata dall’Unione italiana delle Camere Penali, il processo ‘Ambiente svenduto’, a carico di vertici Ilva, politici, imprenditori e funzionari ministeriali e regionali, legato al presunto disastro ambientale causato dallo stabilimento siderurgico di Taranto. Il rinvio odierno segue quello del 20 ottobre, a causa di un’omessa notifica.

Oggi, dopo l’appello degli imputati, e’ stata ratificata la costituzione di altre due parti civili e poi la Corte d’assise (presieduta da Michele Petrangelo, a latere Fulvia Misserini piu’ i sei giudici popolari) ha fissato il calendario delle prossime udienze: il 9, il 15 e il 22 dicembre.

E a gennaio si lavorerà in aula a tamburo battente, tutti i martedì e se necessario anche i mercoledì, per chiudere l’istruttoria in un anno e mezzo.

Il presidente della Corte d’assise Petrangelo dovrebbe andare in pensione a luglio 2017 e preme sull’acceleratore per concludere le udienze in tempi rapidi.

Processo Ambiente Svenduto, udienza rinviata per omessa notifica

Taranto – Doveva cominciare oggi, davanti alla Corte d’assise di Taranto, il processo “Ambiente svenduto”, che vede coinvolti 47 imputati (di cui tre sono società), un imprecisato numero di testimoni (210 quelli chiamati dalla Procura), un migliaio di parti civili e centinaia di avvocati.

In realtà, un’annunciata omessa notifica ha fatto rinviare tutto e la prossima udienza è stata fissata per il 1° dicembre.

Il nostro sito seguirà tutte le udienze del processo, come abbiamo già fatto per i processi Thyssen, Eternit e per quello in corso sulla strage ferroviaria di Viareggio del 2009.

“Ambiente Svenduto”, al via il processo Ilva (MicroMega)