Ambiente Svenduto, tutti di nuovo a processo. Si comincia il 17 maggio

l Gup di Taranto Anna De Simone ha nuovamente rinviato a giudizio le 44 persone fisiche (tra dirigenti Ilva, politici e imprenditori) e le tre società (Ilva, Riva Fire e Riva Forni elettrici) coinvolte nell’inchiesta

Taranto – Tutti a giudizio. Di nuovo. Questa volta senza se e senza ma. E soprattutto senza cavilli giuridici che rimettano indietro le lancette del processo.

Il Gup di Taranto Anna De Simone ha nuovamente rinviato a giudizio le 44 persone fisiche (tra dirigenti Ilva, politici e imprenditori) e le tre società (Ilva, Riva Fire e Riva Forni elettrici) coinvolte nell’inchiesta ribattezzata Ambiente Svenduto.

Si tratta dell’inchiesta che ha svelato un presunto disastro ambientale causato a Taranto dal Siderurgico. Il processo era tornato all’udienza preliminare dopo che la Corte d’assise di Taranto aveva rilevato un vizio di forma: la mancata indicazione del difensore d’ufficio per dieci imputati sprovvisti del legale di fiducia.

Il decreto di rinvio a giudizio del giudice Anna de Simone ricalca in pieno quello di luglio 2015 del precedente gup Vilma Gilli. Tra i politici finiti di nuovo a processo c’è l’ex governatore pugliese Nichi Vendola, imputato di concussione aggravata in concorso, per presunte pressioni sull’Arpa (l’Agenzia regionale per l’ambiente) in favore dell’Ilva. Avrebbe minacciato il direttore di Arpa, Giorgio Assennato, di non confermare il suo incarico se non avesse cambiato politica sul siderurgico. A giudizio anche il deputato Nicola Fratoianni (Sel) e il consigliere regionale pd Donato Pentassuglia, entrambi accusati di favoreggiamento personale.

Processo anche per il sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno, accusato di abuso d’ufficio per non aver preso adeguate misure a tutela dei cittadini contro l’inquinamento e per l’ex presidente della Provincia di Taranto, Giovanni Florido, accusato insieme all’ex assessore provinciale Michele Conserva e al responsabile delle relazioni esterne Ilva, Girolamo Archinà, di aver fatto pressioni su due dirigerti provinciali all’Ambiente per favorire l’apertura di una discarica in Ilva. Alla sbarra anche un folto gruppo di manager e dirigenti del siderurgico, come l’ex presidente Ilva ed ex prefetto Bruno Ferrante, insieme con diversi direttori dello stabilimento.

Sotto processo anche tre società: Riva Fire, Riva Forni elettrici e Ilva spa in amministrazione controllata. Per quest’ultima nella scorsa udienza, l’avvocato Angelo Loreto, ha annunciato l’intenzione dei commissari Pietro Gnudi, Enrico Laghi e Corrado Carrubba di presentare nuovamente dinanzi alla Corte d’assise una richiesta di patteggiamento accettando una sanzione pecuniaria di 3 milioni di euro, la nomina dei commissari straordinari come commissari giudiziali e un risarcimento di circa due miliardi che, tuttavia, lo Stato avrebbe già speso o comunque messo in preventivo di spendere per ammodernare lo stabilimento ionico.

Ambiente Svenduto, le udienze preliminari della settimana

Spazio alle arringhe delle difese. Gli avvocati di Vendola e Archinà chiedono il proscioglimento. Ultime udienze il 23 e 25 febbraio

Taranto – Proseguono ‘a raffica’ le udienze preliminari bis legate all’inchiesta sull’Ilva denominata Ambiente svenduto. Il Tribunale ha lavorato venerdì 12, lunedì 15, martedì e oggi. Si continuerà il 23 e 25 febbraio.

Le udienze a tamburo battente puntano a provare a recuperare il “tempo perduto” con il clamoroso ritorno all’udienza preliminare, dopo che il procedimento si era già incanalato sui binari del dibattimento. Ambiente Svenduto è stato definito uno dei più importanti processi della storia d’Italia.

In programma le arringhe difensive dei vari imputati. Nell’udienza odierna l’avv. Vincenzo Muscatiello, difensore dell’ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, ha chiesto il proscioglimento del suo assistito contestando il reato di concussione e l’ipotesi di favoritismi all’Ilva. Il legale ha illustrato l’impegno dell’ente in materia ambientale anche facendo proiettare in aula alcune “slide”.

Ha discusso anche la difesa di Perli, uno degli imputati a cui e’ contestata pure l’ipotesi di associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale, all’avvelenamento di sostanze alimentari e all’omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro.

Ieri ha parlato l’avvocato Giandomenico Caiazza, legale dell’ex responsabile delle relazioni esterne del Gruppo, Girolamo Archinà, che ha respinto le accuse di corruzione nei confronti del suo assistito. Il legale ha analizzato quanto avvenne nel marzo 2010, quando Archinà incontrò il consulente della Procura tarantina, Lorenzo Liberti sull’autostrada Taranto-Bari, in un autogrill ad Acquaviva delle Fonti e secondo l’accusa gli consegnò una busta contenente 10mila euro in contanti per indurre Liberti a falsificare il contenuto di un report tecnico inerente le emissioni di diossina dallo stabilimento Ilva che gli era stata affidata. Secondo il legale, Archinà avrebbe consegnato solo documenti in quanto i 10mila euro fatti prelevare dalle casse dell’Ilva sarebbero stati donati alla Curia arcivescovile del capoluogo jonico.

Nell’udienza di ieri hanno parlato anche gli avvocati Carlo e Claudio Petrone per conto dell’ex presidente della provincia di Taranto Gianni Florido. I legali hanno insistito nella richiesta di rinviare gli atti alla procura o, in subordine, di affidarsi alla decisione del gup per la riformulazione dei capi di imputazione.

Processo Ambiente Svenduto, udienza rinviata per omessa notifica

Taranto – Doveva cominciare oggi, davanti alla Corte d’assise di Taranto, il processo “Ambiente svenduto”, che vede coinvolti 47 imputati (di cui tre sono società), un imprecisato numero di testimoni (210 quelli chiamati dalla Procura), un migliaio di parti civili e centinaia di avvocati.

In realtà, un’annunciata omessa notifica ha fatto rinviare tutto e la prossima udienza è stata fissata per il 1° dicembre.

Il nostro sito seguirà tutte le udienze del processo, come abbiamo già fatto per i processi Thyssen, Eternit e per quello in corso sulla strage ferroviaria di Viareggio del 2009.

“Ambiente Svenduto”, al via il processo Ilva (MicroMega)

Ilva, sequestrati beni per 8 miliardi alla famiglia Riva. L’accusa: danno ambientale

L’accusa: associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale, indagato anche il presidente Ferrante. L’azienda convoca il cda per “decidere le iniziative conseguenti”. La Procura: la produzione non si tocca

Taranto – Sequestro da oltre otto miliardi di euro all’Ilva. I militari della guardia di Finanza di Taranto hanno avviato questa mattina il provvedimento di sequestro per equivalente disposto dal gip Patrizia Todisco su richiesta del pool guidato dal procuratore capo Franco Sebastio, titolare dell’inchiesta per disastro ambientale. Si tratta del più grande sequestro della Repubblica, che segue quello di mercoledì scorso da 1,2 miliardi di euro.

Sedici gli indagati (14 persone fisiche e due giuridiche, Ilva e Riva Fire spa). Nell’elenco figurano Emilio Riva, i figli Nicola e Fabio, l’ex direttore dello stabilimento Luigi Capogrosso, l’ex dirigente Ilva Girolamo Archinà, il presidente del cda dell’Ilva, Bruno Ferrante, e dirigenti del Siderurgico. Ai primi cinque viene contestata l’associazione per delinquere finalizzata «a commettere più delitti contro la pubblica incolumità, contro la pubblica amministrazione e la fede pubblica, quali fatti di corruzione, falsi e abuso d’ufficio».

“La produzione dell’Ilva non si tocca” ha spiegato il procuratore di Taranto Sebastio. “La ratio del sequestro è quella di bloccare le somme sottratte agli investimenti per abbattere l’inquinamento ambientale”

Così i Riva hanno nascosto i soldi (Repubblica.it)

Ilva, arrestato il Presidente della Provincia di Taranto

Le accuse nell’inchiesta “Ambiente svenduto” vanno dalla concussione per induzione a quella per costrizione. Oltre a Gianni Florido, in manette anche l’assessore provinciale all’ambiente Michele Conserva. I due avrebbero favorito l’uso della discarica pubblica per i rifiuti speciali dell’azienda.

Taranto – Pressioni e minacce di licenziamento ai dirigenti che non si dimostravano propensi a favorire l’Ilva. È il nuovo terremoto giudiziario che questa mattina si è abbattuto su Taranto e ha travolto la politica locale. All’alba di oggi, infatti, la Guardia di finanza ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del presidente della provincia Gianni Florido, dell’ex assessore provinciale all’ambiente Michele Conserva e dell’ex responsabile delle relazioni istituzionali dell’Ilva Girolamo Archinà, già detenuto dal 26 novembre scorso. Arresti domiciliari invece per l’ex direttore generale della provincia di Taranto e attualmente in servizio nella provincia di Lecce, Vincenzo Specchia. Le ipotesi di reato contestate dalla procura ionica nell’ambito dell’inchiesta “Ambiente svenduto” vanno dalla concussione per induzione alla tentata concussione per costrinzione.

Ilva, il gip Todisco conferma il sequestro dell’acciaio. Mandato di cattura europeo per Fabio Riva. In scena il funerale della città

Respinte le istanze di dissequestro del materiale presentata dall’azienda. Restano agli arresti Archinà e Liberti. Sabato 15 nuova manifestazione in città contro il decreto.

Taranto – Il gip del tribunale di Taranto Patrizia Todisco ha respinto l’istanza dell’Ilva di reimmissione nel possesso dei prodotti finiti e semilavorati sequestrati il 26 novembre scorso. L’istanza era stata presentata una settimana fa dall’Ilva alla procura sulla base del decreto legge varato il 3 dicembre.

Il Tribunale ha anche respinto i ricorsi finalizzati alla scarcerazione dell’ex dirigente dell’Ilva Girolamo Archinà e dell’ex preside del Politecnico di Taranto Lorenzo Liberti, arrestati il 26 novembre scorso. Archinà resta così in carcere, Liberti ai domiciliari. Nell’ambito della stessa inchiesta la Procura ha chiesto un mandato d’arresto europeo nei confronti di Fabio Riva, gia’ vicepresidente del cda dell’Ilva. Riva e’ irreperibile dal 26 novembre scorso e ha fatto sapere di trovarsi in Inghilterra.

Intanto ieri a Taranto è andato in scena il “funerale della città“, (guarda le foto), manifestazione organizzata dal Comitato Cittadini e lavoratori liberi e pensanti. «Questa è una provocazione – ha detto uno dei portavoce del comitato – invitiamo tutti i cittadini a scendere in piazza il giorno 15 per protestare contro un decreto legge “salva Ilva” firmato in fretta e furia da Napolitano, col compiacimento dei sindacati tutti, che ci attribuisce lo status di “sito di interesse strategico” per continuare la produzione e inscenando una finta bonifica.