Mose, l’ex ministro Matteoli condannato a quattro anni per corruzione. Prescritto ed assolto l’ex sindaco Orsoni.

Firenze – Esce dal processo, per assoluzione o prescrizione di parte delle vicende ascritte, l’ex sindaco Giorgio Orsoni, accusato di finanziamento illecito ai partiti. L’ex ministro Altero Matteoli, invece, è stato condannato a 4 anni di reclusione e a oltre 9,5 mln di euro di multa per corruzione nell’inchiesta Mose. Lo ha deciso il tribunale di Venezia presieduto da Stefano Manduzio.

Inchiesta Mose: 35 arresti, il sindaco Giorgio Orsoni ai domiciliari. Chiesto il carcere per Galan

Nell’ambito dell’inchiesta Mose, arrestati 35 persone, fra queste il sindaco Pd Giorgio Orsoni. Chiesto il carcere per Galan.

Firenze Nell’ambito dell’inchiesta Mose, gli uomini della Guardia di Finanza hanno arrestato il sindaco Pd Giorgio Orsoni – ai domiciliari -, e l’assessore regionale alle Infrastrutture di Forza Italia Renato Chisso, insieme ad altre 33 persone. Il primo cittadino deve rispondere di finanziamento illecito relativo alla sua campagna elettorale per le comunali del 2010. La Procura, che ha iscritto nel registro degli indagati un centinaio di persone, ha chiesto anche l’arresto per l’ex governatore e ministro e Giancarlo Galan, attualmente parlamentare e per il quale è necessario il via libera dell’apposita commissione. Il gip Alberto Scaramuzza – che in dicembre aveva respinto le richieste – ha firmato, in totale, 35 misure cautelari dopo una integrazione di indagine. Sono corruzione, finanziamento illecito e frode fiscale i reati contestati. La Finanza ha sequestrato beni per un valore di circa 40 milioni di euro. L’ex comandante della Gdf del Veneto Bruno Buratti ha spiegato che “il sistema che ha prodotto 25 milioni di euro di fondi neri” e di questi si è “accertata la destinazione” risalendo a responsabilità soggettive.

Le presunte tangenti, con i soldi accumulati secondo il classico meccanismo dei fondi neri, finivano nelle tasche dei politici per gli appalti del sistema di dighe mobili progettato per difendere Venezia dall’acqua alta e realizzato dal Consorzio Venezia Nuova quale concessionario unico. Tra gli altri nomi eccellenti finiti in manette ci sono quelli del consigliere regionale del Pd Giampiero Marchese, e degli imprenditori Franco Morbiolo e Roberto Meneguzzo (vicepresidente e amministratore delegato di Palladio), oltre al generale della Guardia di Finanza in pensione Emilio Spaziante. Tra le persone colpite dalla misura cautelare c’è anche (domiciliari) Alessandro Cicero, direttore editoriale de Il Punto la cui sede fu perquisita nel marzo del 2013 proprio dalle Fiamme Gialle. Nei guai anche Vincenzo Manganaro, cui Cicero aveva ceduto il 50% delle quote dell’editoriale del settimanale.

Mose, i pm: “Come Tangentopoli” (fonte: Il Fatto)