Eternit, fiaccolata e appelli al sindaco per non accettare il risarcimento

Sabato sera hanno sfilato in 2.500 nel centro di Casale. Appelli dal Brasile e dall’Afeva (associazione dei familiari vittime amianto)

Torino – Continua la mobilitazione della società civile contro la decisione annunciata dal sindaco di Casale Monferrato Giorgio Demezzi, che si era detto disposto ad accettare il risarcimento milionario offerto da Stephen Schmidheiny, uno dei due imputati del processo Eternit.

Sabato sera nelle vie del centro di Casale 2.500 persone hanno sfilato per invitare il sindco a ripensarci. Dal Brasile è arrivata una lettera scritta da Fernanda Giannasi, sindacalista e presidente dell’Abrea, l’Associazione brasiliana esposti all’amianto. Il sodalizio rappresenta oltre 2 mila 500 vittime e familiari vittime della fibra assassina del gruppo Eternit. La Giannasi, invita a non rompere il fronte comune sinora avuto nella lunga battaglia giudiziaria evidenziando come un eventuale accordo tra il Comune di Casale e i legali dell’imputato, con il conseguente ritiro della parte civile, potrebbe avere ripercussioni sino in Brasile.

Un altro appello dello stesso tenore giunge dall’Afeva (associazione dei familiari vittime amianto): il sindaco di Casale Monferrato, si legge nell’appello “non può più accettare il ‘patto col diavolo. Se nonostante tutto vorrà firmare, non si potrà dire che ha firmatola città di Casale, ma solo i suoi amministratori”.

Risarcimento Eternit, il Comune di Casale ci ripensa?

Ieri un incontro tra il sindaco Demezzi e il Ministro della Salute Balduzzi, che ha fatto una proposta: “Casale guidi i progetti contro l’amianto”.

Torino – Manca poco alla sentenza del processo Eternit, il prossimo 13 febbraio il tribunale presieduto dal giudice Casalbore pronuncerà il suo verdetto. Nel frattempo continua a tenere banco la vicenda del risarcimento offerto dall’imputato Stephen Schmidheiny al Comune di Casale Monferrato.

Il Sindaco Giorgio Demezzi aveva manifestato l’intenzione di accettare i soldi ritirandosi così da parte civile, ma la reazione indignata dei familiari delle vittime e l’intervento di autorità come il vescovo di Casale e il Ministro della Salute Renato Balduzzi sembra avergli fatto cambiare idea.

Il ministro Balduzzi e il sindaco Demezzi si sono incontrati ed è stato deciso di avviare un percorso “per permettere al Comune di Casale di esercitare un ruolo importante nella strategia nazionale di contrasto alle malattie correlate all’amianto e alle azioni di bonifica”. In pratica, il Comune riceverà dei finanziamenti pubblici come sostegno alla ricerca scientifica contro la malattia killer, il mesotelioma pleurico, che nell’anno appena terminato solo a Casale ha fatto altre 58 vittime. Gran parte di queste erano cittadini qualunque, che non avevano mai lavorato all’Eternit. Si aggiungono ai circa 1700 morti registrati in città in questi decenni per patologie legate all’amianto.

 

Eternit, gli appelli al sindaco del Ministro della Salute e del vescovo di Casale: “Non accettare quei soldi”

Balduzzi: un errore barattare il risarcimento con l’uscita dal processo contro Schmidheiny. Il sindaco: terrò conto di queste parole.

Torino – Continua a far discutere la decisione del Comune di Casale Monferrato che sabato scorso ha accettato i 18,3 milioni di euro offerti da Stephen Schmidheiny in cambio della revoca della parte civile dal processo Eternit, in cui lo svizzero è imputato di disastro doloso ambientale permanente. E’ di ieri la notizia che il Ministro della Salute Renato Balduzzi ha scritto al sindaco Demezzi chiedendogli di rivalutare la decisione: “Barattare il risarcimento con l’uscita dal processo contro Schmidheiny è un errore”, così il Ministro.

Anche il vescovo della diocesi di Casale Monsignor Alceste Catella ha inviato un messaggio chiaro al sindaco: «Fate, vi supplico, un gesto concreto che esprima considerazione e rispetto verso la sofferenza di tanti nostri concittadini». Il sindaco ha confermato i colloqui: «Siamo in una fase di approfondimento, la situazione non è ancora definita. Quindi il consiglio che il professor Balduzzi ci dà può esserci utile. Ne terremo conto come pure delle parole del vescovo».

Eternit, il Comune di Casale Monferrato accetta i soldi di Schmidheiny. La protesta dei familiari delle vittime

Il consiglio comunale ha accettato i 18,3 milioni di euro offerti da Stephan Schmidheiny, ex proprietario dell’azienda, a Giorgio Demezzi, sindaco di centrodestra della città più danneggiata dall’amianto.

Torino – “Sì” ai soldi e all’uscita dal processo, stop a ogni azione futura contro Mr Eternit. Dopo un lungo confronto, interrotto quattro volte dalle proteste dei cittadini e concluso solo alle 3,26 del mattino di questa notte, il consiglio comunale di Casale Monferrato (Alessandria) ha accettato i 18,3 milioni di euro offerti da Stephan Schmidheiny, ex proprietario della Eternit Spa, a Giorgio Demezzi, sindaco di centrodestra della città più danneggiata dall’amianto. Nonostante le proteste degli abitanti e dei familiari delle vittime il Comune rinuncerà alla “costituzione di parte civile” nel processo di Torino contro Schmidheiny, non avrà diritto ai risarcimenti stabiliti dalla corte e non potrà mai più far valere alcun diritto contro l’ex manager. A giugno anche il Comune di Cavagnolo (To) aveva accettato la proposta dello svizzero in cambio di due milioni di euro.

Per molti cittadini l’accordo è un’offesa alla memoria dei 1.800 deceduti e alla lotta per la giustizia condotta da decenni a Casale. Lo hanno definito un “patto del diavolo” per cui non vanno fatti compromessi. “Non è giusto che il Comune si tiri indietro con un gesto che alleggerirà la posizione dell’imputato che ha avanzato la proposta – ha dichiarato prima dell’assemblea Bruno Pesce, coordinatore della vertenza amianto -. Qui non si parla solo di un danno economico. Cosa deve succedere perché venga applicato il principio di giustizia? Devono morire tutti?”.

Firma l’appello “Vogliamo giustizia”  (promosso da Articolo 21)

La Eternit usava il Po come discarica. Ogni anno a Casale Monferrato 50 nuove morti per patologie legate all’amianto.

E’ emerso dalle testimonianze della geologa Laura Turconi e del sindaco del paese sede dello stabilimento Giorgio Demezzi

Torino – Entra nel vivo il processo Eternit. Dopo tante questioni preliminari le prime deposizioni stanno portando alla luce la realtà dei fatti, con particolari davvero terribili. All’udienza di oggi ha deposto la geologa Laura Turconi, che ha parlato di 20 tonnellate a settimana di detriti contenenti amianto scaricati dall’azienda nel fiume Po quando era in attivita’ e che hanno modificato negli anni il corso naturale del fiume.

A seguire la testimonianza del sindaco di Casale Monferrato, Giorgio Demezzi, che ha citato il dato di 50 persone all’anno che continuano a morire per patologie legate all’amianto nel territorio comunale, sede di uno degli stabilimenti della multinazionale. Demezzi ha ricordato l’escalation delle patologie, che inizialmente colpivano soprattutto i lavoratori e i loro familiari, mentre i casi più recenti riguardano anche persone che non hanno mai avuto legami con l’azienda e non vivevano vicino allo stabilimento.

(link 1)

(link 2