Una rete europea sul mesotelioma e le cure adottate

L’impegno preso dalla Commissione europea nell’incontro col sindaco di Casale Monferrato. La rete nascerà entro la fine del 2014.

Prato – Entro la fine del 2014 nascerà, con un investimento di 830 mila euro, una rete europea per condividere dati, risultati e conoscenze sul mesotelioma e sulle cure adottate. È questa la notizia più importante data dal vice direttore generale della Commissione Europea per i Consumatori e la Salute Martin Seychell al sindaco di Casale Monferrato Giorgio Demezzi e al direttore del Centro Amianto Massimo D’Angelo durante l’incontro tenutosi a Bruxelles.

Il network raccoglierà le esperienze maturate sui trattamenti già in uso, con una particolare attenzione a quei risultati considerati migliori, e le bio-banche, quindi le mappature biologiche della malattia a livello europeo.

Nell’incontro si è parlato anche di bonifiche, tema sul quale l’Unione Europea mette a disposizione dei fondi strutturali i cui Stati devono poi determinare le linee guida che indichino le priorità.

Eternit, la battaglia per i risarcimenti. I commenti alla sentenza

Sentimenti contrastanti nell’assemblea pubblica organizzata da Afeva. Soddisfazione per la condanna, preoccupazione per i risarcimenti

Torino – Soddisfazione per la condanna a 18 anni di Stephan Schmidheiny, ma preoccupazione per i risarcimenti. Questo, in sostanza, è il bilancio delle reazioni post sentenza d’appello del Processo Eternit. Sentimenti espressi nell’assemblea pubblica organizzata da Afeva, l’Associazione familiari vittime dell’amianto.

«Di fronte a questo risultato straordinario e una situazione che non ci soddisfa pienamente per le provvisionali, bisogna rispondere con un maggiore impegno – ha detto il coordinatore Afeva Bruno Pesce – E’ necessario rilanciare la nostra lotta per andare fino in fondo e per coloro che verranno dopo di noi. Pensate che, dopo un Eternit-bis ci sarà, probabilmente, un Eternit-ter che riguarderà le condizioni di rischio dei cittadini italiani che hanno lavorato in fabbriche all’estero. La battaglia, come vedete, è ancora lunga, ma noi dobbiamo diventare un punto di riferimento. Ora credo che ci siano le premesse per fare passi avanti».

Nicola Pondrano (Cgil) ha evidenziato come alcuni dati rilevanti abbiano influito sulla sentenza d’appello. Innanzitutto, la morte del barone Louis De Cartier con il conseguente non luogo a procedere e la cancellazione dei primi anni Settanta come di “competenza” di Schmidheiny (in quel periodo era amministratore il padre, Max). Ma, soprattutto, ha sottolineato Pondrano, c’è stata una drastica riduzione delle parti lese: delle 2272 iniziali (delle quali 1100 hanno accettato la transazione), per Casale ne sono rimaste 478, delle quali la maggior parte è costituita da cittadini. «E’ rimasta in piedi l’esposizione ambientale. Oltre quaranta vittime ogni anno non hanno mai lavorato all’Eternit».

Eternit, Schmidheiny condannato in appello a 18 anni.

I giudici di Torino aumentano la pena per l’imprenditore elvetico per il quale in primo grado la pena era stata di 16 anni. Disposta una provvisionale di quasi 51 milioni di euro tra Regione Piemonte e Comune di Casale Monferrato. Risarcite le tante parti civili

Torino – Diciotto anni di reclusione per disastro doloso permanente e omissione dolosa di cautele anti-infortunistiche. Questa la condanna che la Corte d’Appello di Torino ha inflitto all’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny, imputato nel processo Eternit. In primo grado era stato condannato a 16 anni. I giudici hanno ritenuto Schmidheiny responsabile di disastro anche per gli stabilimenti Eternit di Bagnoli e Rubiera. Per quel che riguarda l’altro imputato, il barone belga Louis De Cartier, i giudici si sono pronunciati direttamente per l’assoluzione per alcuni degli episodi contestati, mentre hanno dichiarato il non luogo a procedere data la morte dell’imputato per gli altri.

Il giudice ha stabilito che il periodo in cui Schmidheiny gestì la Eternit va dal giugno del ’76, per gli stabilimenti di Casale (Alessandria), Cavagnolo (Torino) e Bagnoli (Napoli) e dall’80 per quello di Rubiera (Reggio Emilia), e arriva fino al giugno dell’86 per Casale e Cavagnolo, fino all’85 per Bagnoli, fino all’84 per Rubiera. L’imputato è stato quindi assolto per il periodo che va dal giugno del ’66 al ’76 per non aver commesso il fatto. Resta penalmente responsabile per gli anni seguenti.

La lettura del dispositivo, piuttosto lunga, è proseguita con l’elenco dei risarcimenti alle numerose parti civili. Sorpresa per l’esclusione di Inps e Inail. Invece, sono state riconosciute provvisionali al Comune di Casale per quasi 31 milioni (rispetto ai 25 concessi nel primo grado), alla Regione Piemonte (20 milioni), all’Asl Al (5 milioni), ad Associazione Familiari e Vittime amianto (100 mila euro), a otto Comuni della zona (da 150 a 350 mila euro). E poi è partita la lunga chiamata dei nomi delle singole parti civili risarcite con provvisionale di 30 mila euro ciascuna. Assegnati anche 2 milioni di euro al Comune di Rubiera e 350mila euro alla Regione Emilia-Romagna.

Nessun risarcimento per Bagnoli, la fabbrica che aveva maggiori commesse. Il motivo, secondo l’avvocato Roberto Rosario, legale degli eredi di una trentina di operai defunti a Bagnoli  “è che il Comune non si era mai costituito, inammissibile in un processo così importante”.

Una sentenza che è destinata a fare storia, non a caso il pm Raffaele Guariniello, che con i colleghi Sara Panelli e Gianfranco Colace ha sostenuto l’accusa, si è definito commosso per l’esito della decisione.

 

La lettura della sentenza (Repubblica TV)

Guariniello: “Sentenza è un inno alla vita (Repubblica TV)

Bruno Pesce: “Le vittime hanno avuto giustizia (Repubblica TV)

Romana Blasotti: “Stravolti ma andiamo avanti” (Repubblica TV)

Operaio dona a Guariniello una vecchia tuta da lavoro (Repubblica TV)

Presentato il Piano nazionale amianto. Al processo l’avvocato Di Amato chiede l’assoluzione di Schmidheiny

Il documento è stato illustrato a Casale Monferrato dal ministro della Salute Balduzzi. Centrale il tema delle risorse economiche per le bonifiche e per la ricerca. Al processo la difesa cerca di negare le responsabilità di Schmidheiny

Torino – Mentre il processo Eternit prosegue con le arringhe dei difensori il ministro della Salute Balduzzi ha presentato a Casale Monferrato il Piano nazionale amianto. Un testo di 40 pagine (scarica il documento in versione integrale) che delinea le linee di intervento sul tema a livello nazionale e territoriale. Il Piano è stato elaborato dai Ministeri della Salute, dell’Ambiente e del Lavoro. Approvato dal Governo il 21 marzo scorso, attualmente è all’esame della Conferenza Stato-Regioni. Scaturisce dalla II Conferenza governativa sulle patologie asbesto-correlate, che si è tenuta a Venezia dal 22 al 24 novembre 2012, a distanza di tredici anni dalla prima.

Centrale il tema delle risorse economiche per le bonifiche e per la ricerca. Il sindaco di Casale Monferrato Giorgio Demezzi ha toccato l’aspetto della necessità di reperire i fondi, dei quali ci sono 2 milioni di euro fermi in Regione e ha chiesto ai parlamentari presenti di farsi carico di percorsi legislativi che portino all’attuazione di quanto previsto dal Piano. Nella parte del piano relativa alla sicurezza sul lavoro e alle misure previdenziali c’è poi un’apertura alla possibilità che siano inseriti tra i beneficiari di indennizzi o risarcimenti anche coloro i quali hanno contratto malattie per esposizione ambientale e non solo lavorativa all’amianto. Al tavolo di confronto coordinato dal ministero del Lavoro che deve valutare come si possano aiutare concretamente le parti lese nel processo Eternit prendera’ parte anche una rappresentanza dell’Avvocatura generale dello Stato.

Da segnalare l’intervento del pm Guariniello, che ha denunciato l’assenza di processi sul tema dell’amianto in Italia e ha chiesto al ministro della Salute di istituire un Osservatorio sui tumori professionali.

Nell’udienza odierna ha parlato il legale di Schmidheiny, l’avvocato Astolfo Di Amato, che ha chiesto l’assoluzione del suo assistito dicendo che «il vertice di una multinazionale con stabilimenti in tutto il mondo non può essere ritenuto responsabile di come vengono gestite le società italiane che hanno propri consiglieri di amministrazione. Ciò tanto più quando, come nel nostro caso, sono state fornite risorse enormi da utilizzare per la tutela della ambiente e dei lavoratori».

Eternit, parlano i difensori di Etex e De Cartier. Novità dal tavolo tecnico sui risarcimenti.

Il processo si avvia alle battue finali. Sui risarcimenti l’Inail farà da apripista. Lunedì a Casale sarà presentato il Piano nazionale amianto.

Torino – Nuova udienza al processo d’appello Eternit. Oggi sono proseguite le arringhe dei responsabili civili, le società chiamate a rispondere in solido con gli imputati degli eventuali risarcimenti che il tribunale potrebbe decidere di riconoscere a chi ha subito danni a causa della attività della multinazionale dell’amianto. Sono intervenuti il difensore di Etex (società belga collegata a de Cartier) e uno dei due avvocati del belga Jean Louis de Cartier per affrontare proprio l’argomento delle richieste delle parti civili.

Intanto si registrano novità anche sul versante dei risarcimenti. L’Inail farà da «apripista» per il recupero delle provvisionali, gli anticipi sui risarcimenti che la giustizia italiana ha riconosciuto alle partiti civili. «Ma anche lo Stato dovrà fare la propria parte e noi non ci stancheremo di chiedere la piena attuazione della sentenza, non solo con la condanna penale ma anche dando concretezza ai risarcimenti». Lo ha detto Bruno Pesce, coordinatore del Comitato Vertenza Amianto dopo la conclusione del tavolo tecnico convocato alla sede Inail di Roma. «Il tavolo tecnico, istituito dal Ministero del Lavoro con il Ministero della Salute e le altre amministrazioni interessate e i soggetti danneggiati, è previsto negli obiettivi del Piano nazionale amianto»,  sottolinea un comunicato diffuso dal ministero della Salute. Piano che sarà presentato l’8 aprile a Casale.

Eternit, le richieste di risarcimento dei Comuni: 31 milioni di euro per Casale Monferrato, 4 per Cavagnolo

In primo grado gli imputati erano stati condannati a versare 25 milioni di euro a Casale ma non lo hanno fatto. Il 28 marzo al via un tavolo tecnico a Roma per recuperare i risarcimenti

Torino – Continuano gli interventi degli avvocati delle parti civili al processo d’appello Eternit. Il comune di Casale Monferrato ha richiesto un risarcimento di 31 milioni di euro, sei in più dei 25 disposti nella sentenza di primo grado, peraltro mai versati. A questo proposito il sindaco Giorgio Demezzi ha annunciato che il 28 marzo a Roma si riunirà il Tavolo di confronto tecnico allo scopo di individuare iniziative per il recupero delle provvisionali previste dalla sentenza di primo grado. Non solo i 25 milioni che spettano a Casale Monferrato ma anche i risarcimenti mai versati a molte singole persone, enti e associazioni che si erano costituite parte civile.

Tornando alle richieste delle altre parti civili dell’udienza di oggi, il Comune di Cavagnolo ha invece chiesto ai giudici di confermare il risarcimento di quattro milioni di euro disposto in primo grado.

“Eternit, strage nascosta come l’Olocausto”

Queste le parole del giudice Alberto Oggé durante l’udienza di oggi. La relazione continua mercoledì

Torino – Seconda udienza al processo d’appello Eternit oggi a Torino. Il giudice Alberto Oggè, nella lettura della relazione che ha aperto il processo, ha paragonato la tragedia della fabbrica all’Olocausto: il cenno è legato a un passaggio della sentenza di primo grado in cui si spiega che i vertici della multinazionale dell’amianto, negli anni ’70, avrebbero deciso di minimizzare i rischi legati alla lavorazione del minerale e di diffondere informazioni rassicuranti. Il parallelo con l’Olocausto, ha osservato il giudice, si può rintracciare nel fatto che lo sterminio degli ebrei venne nascosto dalle autorità naziste e fu possibile ricostruirlo in tutti i suoi passaggi soltanto a posteriori.

Il giudice ha ricordato che si tratta di un processo di dimensioni enormi: “La complessità degli accertamenti richiesti ai giudici, già valutati nel processo di primo grado, è notevole: occorre dunque un’analisi con cuore intelligente”. Non sono mancati riferimenti filosofici e letterari, da Salomone a Kant, da Aristotele a Braudel.

La relazione del giudice Oggé, nella quale sono richiamati i passaggi fondamentali della sentenza di primo grado, continuerà nell’udienza di mercoledì. Nel frattempo La Stampa ha pubblicato un articolo che cita un documento nel quale Schmidheiny accusa l’Italia e contesta il conto dei morti da amianto.

Ora è ufficiale: il comune di Casale ha detto no ai milioni dell’Eternit

Il sindaco Balduzzi: “Le rassicurazioni del ministro della Salute, Balduzzi, e del ministro dell’Ambiente, Clini ci hanno convinto ad andare avanti”. Soddisfazione dall’Associazione famigliari delle vittime

Torino – Lo avevamo già anticipato ma solo adesso è arrivata l’ufficialità. Casale Monferrato ha rinunciato ai milioni di Mr. Eternit. La giunta comunale presieduta da Giorgio Demezzi ha rifiutato la proposta della Becon A.G. per conto dell’imputato Stephan Schmidheiny, accusato dal pool del pm Raffaele Guariniello di disastro doloso e omissioni dolosa di cautele antinfortunistiche per l’inquinamento e le malattie mortali provocate dall’amianto.

Lo svizzero proprietario della Eternit AG aveva offerto 18,3 milioni di euro a patto che il Comune uscisse dal processo e rinunciasse a qualsiasi azione futura nei suoi confronti e verso le sue aziende. Un’offerta rigettata da Demezzi dopo l’avvio di un percorso istituzionale con il Ministro della Salute Renato Balduzzi e con il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini: “Abbiamo valutato con senso di responsabilità e razionalità, nonostante la forte emotività che evoca il nostro dramma”, ha affermato il sindaco.

La sentenza sarà pronunciata lunedì 13 febbraio.

Eternit, Casale rinuncia al risarcimento e resta parte civile nel processo

La spinta dai piccoli Comuni del territorio. L’Associazione familiari delle vittime: “Attendiamo proposte concrete per il centro regionale sull’amianto”

Torino – Il Comune di Casale respingerà al mittente i diciotto milioni di indennizzo per i morti dell’amianto offerti dall’imputato svizzero nel processo Eternit, lo svizzero Stephan Schmidhelmy. Lo ha annunciato il sindaco Giorgio Demezzi a due settimane alla sentenza del 13 febbraio.

A far cambiare idea al sindaco, che in un primo momento sembrava intenzionato ad accettare i soldi, è stata la mobilitazione della società civile e l’opposizione dei piccoli Comuni del territorio, emersa nell’incontro di venerdì scorso.

Una decisione che anche la Casa della Cultura Enzo Biagi accoglie con favore: certi principi non possono e non devono essere oggetto di negoziato.

Eternit, non ancora firmato l’accordo con Schmidheiny

Il sindaco Demezzi riceve il testo della proposta di transazione: “Aspettiamo le decisioni del governo, se ci aiuteranno rifiuteremo l’indennizzo”

Torino – Il Comune di Casale Monferrato non ha ancora firmato la proposta di indennizzo avanzata da uno degli imputati della Eternit – 18,3 milioni di euro – “in quanto stiamo aspettando le decisioni del Governo e vogliamo tenere massimamente viva l’attenzione sull’emergenza della città”.

Lo ha ribadito il sindaco, Giorgio Demezzi, in una conferenza stampa in cui ha reso pubblico il testo definitivo della proposta di transazione, consegnato giovedì sera dai legali dell’imputato svizzero Stephan Schmidheiny. Accettare il risarcimento comporta il ritiro della costituzione di parte civile del Comune al processo per le migliaia di morti e malattie da amianto in corso in tribunale a Torino.