Fiom: referendum abrogativo sul nuovo contratto in Fiat

L’obiettivo è di arrivare a raccogliere il 20% del firme sul totale degli 86.200 addetti del gruppo.

Torino – I delegati Fiom hanno iniziato una raccolta di firme davanti a tutti gli stabilimenti italiani del gruppo Fiat per chiedere un referendum abrogativo dell’accordo collettivo di primo livello (quello che estende il «modello Pomigliano» a tutti) siglato lo scorso 13 dicembre e che sarà in vigore dal 1° gennaio 2012.

L’iniziativa è stata annunciata dal responsabile nazionale auto Giorgio Airaudo e dal segretario provinciale dei metalmeccanici torinesi Federico Bellono. L’obiettivo è di arrivare a raccogliere il 20% del firme sul totale degli 86.200 addetti del gruppo.

La Consob fa le veci della politica. Chiesti chiarimenti alla Fiat sul progetto Fabbrica Italia

La prima reazione di Marchionne: Impossibile precisare gli investimenti sito per sito. La risposta dalla trimestrale del 27 ottobre

Torino – Nella vicenda del piano industriale Fiat, sulla quale la politica latita da tempo, è scesa in campo la Consob. L’Authority guidata da Giuseppe Vegas ha inviato una lettera ai vertici del Lingotto per chiedere chiarezza su ‘Fabbrica Italia’ e quindi sul futuro degli stabilimenti italiani, in particolare di Mirafiori.

Il responsabile auto della Fiom Giorgio Airaudo ha commentato la richiesta della Consob con un eloquente “Meglio la Consob della politica”. “Anche se – ha aggiunto – non abbiamo grandi illusioni su quale sara’ la risposta. La Fiat risponderà con la trimestrale il 27 ottobre e la può risolvere facilmente visto che la richiesta è molto semplice e generica”.

Le parole dell’amministratore delegato Sergio Marchionne sembrano confermare questa tesi: “E’ impossiile precisare gli investimenti sito per sito”. E poi: “Le accuse di anti-italianità che ho spesso sentito sono semplicemente assurde. Anti-italiano è chi  abbandona il Paese, chi decide di non investire”.

Fiat, venerdì sciopero in tutti gli stabilimenti. In arrivo le sentenze su Melfi e Pomigliano. E ancora dubbi sul futuro di Termini Imerese

Lo sciopero per rivendicare il pagamento dei premi di risultato. Giovedì sentenza su Melfi, sabato su Pomigliano. A Termini Imerese stop a fine luglio invece che a dicembre?

Prato – Le tute blu di tutti gli stabilimenti italiani Fiat Spa e Fiat Industrial tornano ad incrociare le braccia venerdì 15 luglio, in occasione dello sciopero di otto ore proclamato dalla Fiom Cgil per rivedicare il pagamento del saldo del Premio di Risultato e per rivendicare i diritti dei lavoratori, che secondo la categoria dei metalmeccanici della Cgil, sono minacciati dall’estensione, in tutti i siti, delle condizioni degli accordi di Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco.

Per l’azienda è una settimana importante: sentenze di Melfi e Mirafiori previste per giovedì 14 e sabato 16 luglio. Il giudice di Melfi si dovrà pronunciare sul ricorso Fiom contro tre licenziamenti, due dei quali di delegati Fiom. Il processo di Torino si concluderà con la sentenza sulla denuncia per antisindacalità del contratto di Pomigliano.

Il segretario nazionale di Fiom Giorgio Airaudo lancia un nuovo allarme sul destino del polo automobilistico di Termini Imerese. Fiat ha annunciato da tempo che lascerà entro fine anno ma Airaudo denuncia un anticipo dei tempi: “A quanto ci risulta l’attività dovrebbe cessare a fine luglio, perchè ai fornitori di componenti per auto è stato detto di non fornire più materiale dopo luglio”. La Fiom sottolinea le conseguenze preoccupanti per i lavoratori, anche perché il processo di riconversione sembra ancora lontano da una soluzione.

Ex Bertone, il 2 e 3 maggio ci sarà il referendum. Pressioni dell’azienda sui lavoratori: senza consenso niente investimenti

La Uilm contesta la decisione della Rsu di indire il referendum. La Fiom territoriale non dà indicazioni di voto: “Lavoratori sottoposti a un ricatto”.

Torino – Un aggiornamento sulla situazione alla ex Bertone, di cui si parla poco in questi giorni. Ma il momento è cruciale, perché il 2 e 3 maggio prossimi i lavoratori saranno chiamati a dare il loro giudizio su un accordo molto simile a quello di Pomigliano e Mirafiori.

L’azienda sta convocando telefonicamente i lavoratori, che a gruppi di 25-30 incontrano degli impiegati che spiegano loro la proposta dell’azienda e ricordano che senza consenso non ci sarà l’investimento.

La decisione della Rsu di indire il referendum tra i lavoratori è stata duramente contestata dalla segreteria della Uilm, che ha disconosciuto l’operato dei suoi delegati nella Rsu. La Uilm territoriale avrebbe voluto che i delegati votassero subito sulla proposta Fiat.

La posizione della Fiom è sintetizzata da Giorgio Airaudo: «Rispettiamo la scelta delle Rsu di indire il referendum. Ma non riteniamo quel voto libero. Per questo non diamo indicazione di voto. Diciamo: come a Pomigliano, come a Mirafiori, visto che sono sottoposti a un ricatto, facciano quel che possono. Non vogliamo eroi».  Le Rsu della Fiom della ex Bertone daranno la loro indicazione di voto lunedì in assemblea.

Fiat, referendum anche alla ex Bertone di Grugliasco. Stesso testo di Mirafiori e Pomigliano

Marchionne rilancia la propria sfida alla Fiom. La replica del sindacato: inassimibile imporre sempre lo stesso ultimatum.

Prato – «Per l’ex Bertone ci sono pochi giorni per raggiungere un accordo, o salta tutto». «Se non ci sbrighiamo, il mercato passerà e noi stiamo ancora aspettando che si muova qualcuno». «Io preferirei che la vettura venisse fatta nel nostro Paese ma piani alternativi alla ex Bertone ci sono, sia all’estero che in Italia», mentre per la ex Bertone «non ci sono altre idee». In uno stabilimento che da sei anni non lavora «lascio giudicare ai dipendenti».

Con queste parole Sergio Marchionne rilancia sul futuro delle Officine Automobilistiche di Grugliasco (ex Bertone), che a questo punto sarà deciso da un referendum tra i lavoratori così come a Pomigliano e a Mirafiori.  E i contenuti del testo da sottoporre ai lavoratori saranno gli stessi. Lo conferma lo stesso Marchionne: «Stiamo dando una grandissima opportunità alla ex Bertone e lo stiamo facendo proponendo regole che hanno già accettato diecimila nostri dipendenti. Non possono esistere due Stati in Fiat».

Una sfida che si ripete e che suscita la reazione della Fiom, il sindacato di maggioranza nella Rsu della ex Bertone. «Non è possibile che ogni vertenza si traduca in un ultimatum anche quando non sussistono le ragioni – ha dichiarato il responsabile Auto di Fiom, Giorgio Airaudo – la ex Bertone è una fabbrica che non ha mai avuto problemi di governabilità o assenteismo».