Scuola Diaz, Caldarozzi ai domiciliari

Firenze Gilberto Caldarozzi, già capo del Servizio centrale operativo all’epoca della cattura di Bernardo Provenzano, sul blitz alla scuola Diaz durante il G8 di Genova si «è prestato a comportamenti illegali di copertura poliziesca propri dei peggiori regimi antidemocratici». Lo scrivono i giudici di Cassazione nelle motivazioni della sentenza che conferma il no all’affidamento ai servizi sociali di Caldarozzi, condannato in via definitiva a tre anni e otto mesi di reclusione per quella vicenda. Il dirigente, attualmente sospeso dal servizio a causa dell’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni inflitti dai giudici come pena accessoria, dovrà quindi scontare la sua pena agli arresti domiciliari, come stabilito dal Tribunale di sorveglianza di Genova nell’aprile scorso. Una pena di soli otto mesi, dato che tre anni sono coperti dall’indulto. 

Diaz, detenzione domiciliare per Canterini e Caldarozzi

Per la prima volta nella vicenda dei fatti della scuola Diaz durante il G8 di Genova, due poliziotti, dopo la sentenza definitiva di condanna della Cassazione, dovranno scontare un periodo di detenzione, seppure ai domiciliari.

FirenzePer la prima volta nella vicenda dei fatti della scuola Diaz durante il G8 di Genova, due poliziotti, dopo la sentenza definitiva di condanna della Cassazione, dovranno scontare un periodo di detenzione, seppure ai domiciliari. E’ quanto hanno deciso i giudici del tribunale di Sorveglianza di Genova nei confronti dell’ex capo dello Sco, Gilberto Caldarozzi, e di Vincenzo Canterini, ex capo del settimo Reparto Mobile di Roma. Entrambi avevano chiesto, insieme agli altri quindici funzionari di polizia condannati in Cassazione, la concessione dell’affidamento in prova ai servizi sociali. Ma il tribunale di Sorveglianza ha respinto la richiesta e ha stabilito che dovranno scontare 8 mesi il primo e e 3 mesi il secondo, residuo pena entrambi per falso.

Diaz, condannati i vertici della polizia. I funzionari saranno sospesi.

Confermate in via definitiva le condanne per falso aggravato inflitte agli alti funzionari di polizia coinvolti nelle violenze alla scuola Diaz di Genova, il 21 luglio 2001. Lo ha deciso la quinta sezione penale della Cassazione confermando l’impianto accusatorio della Corte di Appello (18 maggio 2010).

RomaConfermate in via definitiva le condanne per falso aggravato inflitte agli alti funzionari di polizia coinvolti nelle violenze alla scuola Diaz di Genova, il 21 luglio 2001. Lo ha deciso la quinta sezione penale della Cassazione confermando l’impianto accusatorio della Corte di Appello (18 maggio 2010).  Confermata anche la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici che colpisce alcuni alti dirigenti dell’apparato investigativo: Franco Gratteri, capo della Direzione centrale anticrimine, Giovanni Luperi, capo del dipartimento analisi dell’Aisi, ex Sisde, Gilberto Caldarozzi, capo del Servizio centrale operativo. Nel dettaglio, la Cassazione ha confermato 4 anni a Giovanni Luperi e Francesco Gratteri, 5 anni per Vincenzo Canterini (all’epoca comandante del Reparto mobile di Roma, oggi a riposo), 3 anni e 8 mesi a Gilberto Caldarozzi, Filippo Ferri, Fabio Ciccimarra, Nando Dominici (questi ultimi all’epoca dirigenti di diverse Squadre mobili), Spartaco Mortola (ex capo della Digos di Genova), Carlo Di Sarro, Massimo Mazzoni, Renzo Cerchi, Davide Di Novi e Massimiliano Di Bernardini. Prescritti, invece, i reati di lesioni gravi contestati a nove agenti appartenenti al VII nucleo sperimentale del Reparto mobile di Roma. I condannati potranno beneficiare dell’indulto, approvato in Parlamento nel 2006, e nessuno finirà in carcere (link)